ELEMENT OF CHAOS – Una nuova alba

Pubblicato il 24/11/2016 da

Dalla fervida e variegata scena underground italiana in ambito metal prog, abbiamo apprezzato il come-back dei romani Element Of Chaos, che hanno pubblicato di recente il loro secondo album, “A New Dawn”. Abbiamo dunque avuto modo di approfondire diversi aspetti legati al disco con il cantante Andrea, il quale ci ha raccontato con quali premesse e quali intenzioni hanno realizzato questo loro lavoro; inoltre, abbiamo analizzato insieme l’evoluzione e la crescita della band in questi anni e come questa si proietti verso il futuro, anticipandoci quelle che saranno le sue prossime mosse. Da questa lunga ed articolata chiacchierata, nella quale Andrea ci ha risposto sempre in maniera molto puntuale ed appropriata, oltre che con grande cortesia, riteniamo dunque che emerga un quadro abbastanza approfondito e dettagliato della band, benché, ovviamente, non possiamo che rimandare direttamente alla loro musica per poterne apprezzare in maniera significativa le qualità.

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QUESTA È LA PRIMA VOLTA CHE ABBIAMO IL PIACERE DI INTERVISTARVI A METALITALIA.COM: VUOI ACCENNARE INNANZITUTTO QUALCOSA SULLA BAND E SUL VOSTRO BACKGROUND PER I NOSTRI LETTORI CHE ANCORA NON VI CONOSCESSERO?
“Il piacere è nostro, grazie dello spazio che ci state concedendo. Noi siamo gli Element Of Chaos, una band di Roma nata nel 2008 con lo scopo di suonare del metal di stampo moderno contaminato dal progressive e dall’hardcore ed influenzato dalla musica elettronica. La formazione è composta da sei elementi provenienti da ascolti e esperienze musicali diverse con Claudio alla batteria, Luca al basso, Daniel alle tastiere, Bruno alla chitarra, Daniele alla chitarra e alla voce, e io (Andrea) come vocalist”.

QUEST’ANNO AVETE PUBBLICATO IL VOSTRO SECONDO FULL-LENGTH, “A NEW DAWN”: COME MAI AVETE SCELTO QUESTO TITOLO? A COSA ALLUDE?
“La scelta del titolo è legata alla composizione dei testi: l’album racconta di un ipotetico viaggio in un’era distopica e post nucleare, mettendo in mostra la quotidianità ed i mali della società in ricostruzione dopo l’apocalisse, auspicando, negli ultimi due brani, ad un nuovo inizio, una nuova alba. Alludiamo ad un cambiamento sociale, un’idea partita con il nostro primo album ‘Utopia’, e continuata su questo disco: usare la musica per veicolare l’idea di andare contro questi tempi bui e di cambiare in meglio sia nel nostro piccolo che (speriamo) nel grande”.

COME SI È SVOLTO IL PROCESSO REALIZZATIVO DEL DISCO?
“I brani del disco sono stati composti per la maggior parte in sala prove, collaborando tutti attivamente alla scrittura delle parti ed all’arrangiamento, anche se poi alcune modifiche sono state apportate in corso d’opera, direttamente nello studio di registrazione. Molte volte partono semplicemente da un titolo o dall’idea di un testo, altre invece da un riff portante di un qualsiasi strumento, continuando poi a jammare, e quadrando il pezzo levando ciò che non serve”.

QUANTO VI RISULTA DIFFICILE TROVARE UN EQUILIBRIO TRA I DIVERSI ELEMENTI CHE CARATTERIZZANO IL VOSTRO SOUND? AVVERTITE CIOÈ L’ESIGENZA CHE QUESTO NON SUONI AD ESEMPIO TROPPO METALCORE O TROPPO PROG O MELODICO E COSÌ VIA? OPPURE IL PROCESSO CREATIVO SCORRE COMUNQUE IN MODO MOLTO LINEARE E FLUIDO?
“Come già detto partecipiamo tutti attivamente alla scrittura e alla composizione. Essendo ormai anni che suoniamo insieme e conoscendoci molto bene sia come musicisti che come persone, la quadratura dei pezzi risulta meno difficile di quanto si creda, il processo creativo è fluido e armonioso, non ci poniamo mai limiti o esigenze di genere; tutto va a favore del brano in scrittura, dipende da ciò che necessita per renderlo nostro per prima cosa e completo in sè e per sè e in relazione con gli altri brani scritti o da scrivere”.

QUALI SONO LE VOSTRE PRINCIPALI FONTI D’ISPIRAZIONE PER QUANTO CONCERNE I TESTI DELLE CANZONI? MI HANNO INCURIOSITO SOPRATTUTTO TITOLI COME “THE SECOND DAWN OF HIROSHIMA” E “MUTANT CIRCUS MANIFESTO”: CE NE VUOI PARLARE?
“Principalmente le fonti d’ispirazione dei testi spaziano da varie reference: cinema, fumetti, letteratura. Per esempio ‘The Second Dawn Of Hiroshima’ è una rivisitazione del libro ‘Il Gran Sole Di Hiroshima’ di Karl Bruckner, dove si parla di Sadako, una bambina sopravvissuta al bombardamento della città e poi morta in seguito all’intossicazione dalle radiazioni. Qui ha inizio la storia e si snoda tramite tutti i testi. Nello specifico ci hai anche chiesto di ‘Mutant’: ‘Mutant Circus Manifesto’, tramite una fittizia dichiarazione di eguaglianza dei mutanti che, nel futuro raccontato nell’album, sono i ‘diversi’ e gli esiliati, tratta la nostra posizione contro ogni tipo di razzismo. Tutte le lyrics come vedi sono i nostri punti di vista riportati al contesto dell’album”.

SE DOVESSI DESCRIVERE LA VOSTRA MUSICA, COSA DIRESTI?
“Descriverei la nostra musica come un caleidoscopio. Un continuo movimento di colori, figure, strutture, che non si ripetono e che raccontano un intreccio di storie”.

IL VOSTRO STILE È ALQUANTO VARIEGATO E RICERCATO: COME SI È EVOLUTO DAGLI ESORDI SINO AI GIORNI NOSTRI E QUALI SONO STATI I VOSTRI PRINCIPALI PUNTI DI RIFERIMENTO IN AMBITO MUSICALE?
“Grazie mille, questo per noi è un gran bel complimento, ognuno di noi ha i propri punti di riferimento musicali, che spaziano molto di genere; per fare qualche nome: Area, Pantera, Textures, Death, Refused, Black Flag e tanti altri. È normale che questi ascolti confluiscano nel nostro piccolo nei brani che componiamo. Prima di intraprendere questa strada il nostro sound si basava molto più sui riffing di chitarra, ma dopo l’entrata nella formazione di Daniel alle tastiere abbiamo inserito molti elementi elettronici che ci hanno portato all’evoluzione di oggi, un prog metal con influenze hardcore ed elettroniche che suoni nostro”.

QUALI SONO A TUO AVVISO I PUNTI DI FORZA DI “A NEW DAWN”? COSA LO RENDE IN MODO PARTICOLARE UN DISCO INTERESSANTE?
“Questa domanda preferiremmo girarla alle persone che l’hanno ascoltato, noi da parte nostra siamo molto soddisfatti del lavoro svolto e pensiamo che abbia un bel messaggio da condividere”.

IN CHIUSURA, NELLA TRACKLIST DI “A NEW DAWN”, AVETE INSERITO DUE VERSIONI DIFFERENTI DI DUE BRANI. IL PRIMO DI ESSI È “EPIPHANY”: CHI HA CURATO IL REMIX? SI È TRATTATO DI UN SEMPLICE ESPERIMENTO O PENSI CHE IN FUTURO POTRESTE RIPROPORRE BRANI DI QUESTO TIPO?
“Il remix è stato eseguito da Daniel Lambs, un producer e rapper conosciuto in sala di incisione, e da lì abbiamo deciso di provare a fare una collaborazione per aggiungere una bonus track al disco. Diciamo che non escludiamo un prossimo futuro lavoro insieme, ci siamo divertiti molto a mescolare esperienze cosi diverse”.

PER QUANTO CONCERNE INVECE “THE BUTTERFLY EFFECT”, SI TRATTAVA DI UNA TRACCIA GIÀ PRESENTE NEL VOSTRO PRIMO ALBUM: IN COSA DIFFERISCE LA VERSIONE INCLUSA IN “A NEW DAWN”?
“La versione presente su questo disco è stato una specie di prova generale prima dell’incisione del disco stesso, registrata live al Wolf Recording Studio. Ci è piaciuta l’idea di riproporre un brano a noi così caro, dato che è il pezzo più vecchio in scaletta, ormai da sette anni, nonchè il nostro primo video”.

NEL REALIZZARE MUSICA OGGI, QUALI ASPETTI TI ENTUSIASMANO E QUALI, VICEVERSA, TI SCORAGGIANO?
“Sicuramente il fatto di girare locali e città differenti per la promozione è un ottimo traguardo a cui aspirare e che entusiasma e carica, di conseguenza anche il lavoro a monte della band diventa così entusiasmante: vedersi in sala, suonare per ore, costruire insieme un album che racconta le storie di ciascuno della band per poi finire in sala di registrazione e vivere quasi ventiquattro ore la musica. La cosa che ci scoraggia ora più che mai è questo clima di crisi che ha fatto chiudere molti locali storici di Roma e in Italia e la poca affluenza di pubblico in molte serate: al più si vedono le stesse facce ai concerti e molti sono musicisti, e il fatto che in molti casi la musica, ed in particolar modo alcuni generi specifici, siano diventati superflui e quindi evitati e non ascoltati”.

QUALI SONO I PROSSIMI PROGETTI DEGLI ELEMENT OF CHAOS? VI STATE CONCENTRANDO PER ADESSO SULLA PROMOZIONE DEL VOSTRO ULTIMO DISCO? OPPURE STATE GIÀ LAVORANDO AL VOSTRO TERZO ALBUM? COSA DOBBIAMO ASPETTARCI A TAL PROPOSITO?
“Per ora stiamo lavorando sulla promozione del disco sia multimedialmente, anche grazie alla nostra etichetta, l’Agoge Records di Gianmarco Bellumori: a breve rilasceremo due video, uno dei quali è una cover, ma non vi diciamo altro, sia con concerti, infatti per la fine di Novembre partiremo in tour in nord Italia e in Europa; stiamo organizzando altri live per i prossimi mesi e per il prossimo anno, ma non ci siamo fermati nella composizione, continuiamo a scrivere attivamente in sala. Per ora ci godiamo la nostra ultima fatica, facendo ciò che ci piace di più: suonare e cercaredi fare arrivare il nostro messaggio a più persone possibile”.

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