ELETTRA STORM – Nuova luce nel melodic power metal

Pubblicato il 09/04/2024 da

Questi primi mesi del 2024 – per quanto riguarda le sonorità melodic power metal – non solo hanno riportato in pista alcuni grandi nomi come Sonata Arctica, Dragonforce, Myrath e via dicendo, ma hanno sorpreso anche con qualche new entry, in particolare con gli italiani Elettra Storm, il cui debutto “Powerlords” riesce ad accendersi cavalcando sonorità che andavano di moda un paio di decenni fa ma rivisitate in chiave attuale.
Un disco sincero, partorito da una esordiente realtà in arrivo da Trieste, in un mix che ci affascina sempre: per questo non abbiamo esitato un attimo nel contattare il mastermind e tastierista Davide Sportiello, musicista attivo nelle scene da diverso tempo con gli affermati SinHeresy, per andare a fondo su tutto quello che ha dato vita a questa nuova band e a questo interessante debutto discografico.

CIAO DAVIDE. PUOI SPIEGARCI INNANZITUTTO COME SONO NATI GLI ELETTRA STORM E COME È STATO SCELTO IL MONICKER DELLA BAND?
– Ciao a tutti! Gli Elettra Storm sono nati durante la pandemia: lo stop forzato delle attività con i SinHeresy mi ha dato il tempo di lavorare su questa idea che tenevo nel cassetto da diverso tempo. In quel periodo ho raccolto vecchio materiale e ne ho scritto di nuovo, ho cercato i musicisti e ho presentato il progetto alla Scarlet Records; poi da lì è nato tutto.
Per il nome della band, volevamo qualcosa che coniugasse l’energia del power metal con un riferimento alla mitologia classica, da qui la scelta del mito di Elettra. La tempesta simboleggia la furia della sua vendetta e allo stesso tempo la forza della nostra musica.

SEI UNO DEI MEMBRI STORICI DEI SINHERESY, DOVE SUONI BASSO E TASTIERE. QUANTO È SERVITA QUESTA TUA ESPERIENZA PIÙ CHE DECENNALE PER ARRIVARE SUBITO PREPARATO E PRONTO CON QUESTA NUOVA AVVENTURA?
– Sicuramente dopo tutti questi anni di frequentazione del mondo hard’n’heavy avevo ben chiaro cosa servisse per avviare una nuova band, in un mercato che ha già da molto tempo sorpassato il limite della saturazione, con un’offerta che supera drasticamente la domanda.
Con i SinHeresy siamo cresciuti insieme, sia artisticamente che personalmente. Avevamo poco più di vent’anni quando abbiamo iniziato, ed il mondo della musica era molto diverso: ad esempio non c’erano ancora le piattaforme di streaming o la pervasività odierna dei social. Abbiamo dovuto fare tutto da soli, sbagliando molto e imparando gradualmente dai nostri errori.
Gli Elettra Storm invece sono la band della ‘maturità’, in cui cerco di mettere in pratica tutto quello che ho appreso negli anni, anche se credo che le lezioni non finiscano mai.

“POWERLORDS” È UN LAVORO MOLTO PIÙ POWEREGGIANTE RISPETTO A CIÒ CHE ABBIAMO ASCOLTATO CON I SINHERESY. PERSONALMENTE HO TROVATO MOLTE CONNESSIONI CON GLI SPAGNOLI DARK MOOR. QUALI ERANO I TUOI OBIETTIVI SUL SOUND CHE LA BAND AVREBBE DOVUTO SEGUIRE E QUALI SONO STATE, IN TERMINI DI NOMI, LE TUE PRINCIPALI INFLUENZE?
– “Powerlords” è senza dubbio un disco di genere. L’obiettivo che mi ero prefissato era di portare nel 2024 le sonorità, lo stile e i temi del power metal di inizio millennio, il genere con il quale sono cresciuto da ragazzino; ovviamente il mio non voleva essere un mero tributo e fare leva solo sull’effetto nostalgia, ma una rielaborazione in chiave contemporanea.
Quindi come influenze, oltre a citare Stratovarius, Sonata Arctica, Rhapsody Of Fire, e si, anche Dark Moor (band che ho sempre apprezzato), direi che il riferimento principale, in questo momento, sono gli Unleash The Archers.

CI HAI GIA’ ACCENNATO CHE MOLTI DEI BRANI PRESENTI IN QUESTO ESORDIO SONO FRUTTO DI IDEE NATE MOLTO TEMPO FA. SI TRATTA DI MELODIE VOCALI, DEI RIFF DI CHITARRA O COSA? COME NASCONO LE TUE COMPOSIZIONI?
– Si, questo album è frutto della commistione di vecchie idee non utilizzate con i SinHeresy, proprio perché lontane dal nostro sound attuale, con altre buttate giù durante le interminabili giornate di lockdown. Non ho uno schema preciso per quanto riguarda il songwriting, di solito ruota tutto intorno ad uno spunto iniziale che può essere una linea vocale, un giro di tastiera o altro e partendo da quello ci costruisco intorno la canzone. Sono molto selettivo, soprattutto per l’ispirazione originaria, se non la trovo vincente sin da subito ci passo oltre.
L’arrangiamento invece è la parte che mi viene più facile, anche grazie all’esperienza maturata con le altre mie band, SinHeresy e SilentLie.

HAI SUBITO PENSATO A QUESTO PROGETTO COME UNA BAND CANTATA DA UNA VOCE FEMMINILE PREDOMINANTE O AVEVI ANCHE L’OPZIONE DI UTILIZZARE SOLAMENTE UN CANTANTE MASCHILE?
– È una domanda che mi sono posto anch’io e non avendo trovato risposta ho optato per avere entrambe (risate, ndr)…scherzi a parte volevo qualcuno che riuscisse ad entrare nel genere, indifferentemente se maschio o femmina, se affermato o esordiente; infatti, ho visionato un sacco di cantanti di entrambi i sessi prima di imbattermi in Crystal. Anche il contributo di Francis come seconda voce maschile è molto importante, sia nelle armonie, sia nelle parti soliste. Le loro voci funzionano molto bene insieme e danno ai brani un respiro ancora più ampio.

A PROPOSITO, LA VOCE DI CRYSTAL EMILIANI E’ PROPRIO UNO DEI VOSTRI PUNTI DI FORZA! COME L’HAI CONOSCIUTA E QUANTO SONO STATI POI PERSONALIZZATI ED ADATTATI I BRANI CON LEI ALLA VOCE?
– L’ho conosciuta grazie al grande demone dei nostri giorni: la rete! YouTube e simili sono una vetrina enorme: se uno sa utilizzare queste piattaforme ed ha il talento dalla sua parte ormai può farsi notare ad ogni livello, Diana dei Delain ne è un esempio recente.
Un paio di anni fa ho visto e sentito alcune cover di Crystal e l’ho contattata quasi subito, anche se non aveva grandi esperienze pregresse per quanto riguarda il power metal. Ha fatto un ottimo lavoro di studio e di ricerca per trovare il suo modo di interpretare i brani, e credo che il risultato che potete sentire nel disco sia eccellente sotto ogni punto di vista.

SIETE ORIGINARI DA TRIESTE, UNA CITTÀ CON UNA RICCA CULTURA PER I GENERI ROCK E METAL E DOVE SI ORGANIZZANO ALCUNI CONCERTI, AVETE DELLE TRASMISSIONI RADIO MOLTO INTERESSANTI E VIA DICENDO. CHE ALTRO CI PUOI DIRE DELLA TUA CITTÀ IN TERMINI DI MUSICA?
– Trieste per quanto mi riguarda è croce e delizia dal punto di vista musicale: è una città piccola, la scena c’è e si conoscono quasi tutti, ma è anche molto divisa. Ci si frammenta in tante piccole associazioni che curano il proprio orticello underground invece di fare massa critica e provare a realizzare qualcosa di più ambizioso. Qualcuno ci prova, ma deve scontrarsi con rivalità, burocrazia, mancanza di spazi adeguati, cose che purtroppo accomunano tutta l’Italia.
Le potenzialità però ci sono, penso ai due spettacolari concerti degli Iron Maiden nella piazza principale della città di qualche anno fa o anche solo alle volte che con i SinHeresy abbiamo suonato nelle rassegne estive del comune: c’era sempre un sacco di gente, sia del posto che turisti, che si fermavano a guardare e apprezzavano lo show, a dimostrazione che non è vero come dice qualcuno che il metal andrebbe suonato solo negli scantinati.

AVETE PUNTATO SU UN PAIO DI VIDEOCLIP MOLTO PROFESSIONALI. QUANTO È IMPORTANTE APPARIRE E FARSI CONOSCERE CON QUESTI MEZZI TRAMITE I CANALI PIÙ DIFFUSI COME YOUTUBE E POI FACEBOOK ED INSTAGRAM?
– Assolutamente fondamentale, la gente ormai sta sui social più che in qualunque altro posto fisico durante la giornata, quindi anche la musica deve stare lì, che piaccia o meno.
Al fan poi al giorno d’oggi non basta più il prodotto, vuole avere una relazione con l’artista, un confronto continuo, il sentirsi parte di una comunità. Il lavoro del musicista non può più essere limitato ad andare in studio, registrare e poi dare in mano all’editore per la promozione. bisogna esporsi in prima persona e veicolare la propria musica, che deve rimanere la protagonista, con la giusta immagine.
Spesso però si va troppo oltre ed è la musica a diventare solo un accessorio di fronte al lato visivo. Ci sono diversi esempi di questo tipo che hanno anche un buon riscontro commerciale, ma che personalmente trovo vuoti e privi di anima.

SIETE UNA GIOVANE BAND CHE NECESSITA VISIBILITÀ PER POTER CRESCERE; QUALI SARANNO I VOSTRI PROSSIMI STEP PER PORTARE PIÙ IN ALTO IL VOSTRO NOME?
– Per prima cosa cercheremo di spingere “Powerlords” online il più possibile, forse usciranno ancora uno o due videoclip oltre ad altro materiale per cercare di allargare la fanbase. Per quanto riguarda l’aspetto live abbiamo avuto un ottimo riscontro durante il nostro release party a Monfalcone il 3 Febbraio e quindi cercheremo di cogliere ogni occasione possibile anche sotto questo aspetto, pur consapevoli che la concorrenza è elevatissima e le occasioni meritevoli non sono molte.

ORA CHE IL DEBUTTO HA VISTO LA LUCE, HAI GIÀ PRONTE ALCUNE IDEE PER IL SEGUITO?
– Si, sono già al lavoro sul secondo album, anche se essendo appena diventato papà dovrò necessariamente rivedere l’organizzazione delle mie giornate (risate, ndr). Per qualunque band però è fondamentale una buona continuità di uscite, a prescindere dalla fase di carriera in cui si è. Non so dove leggevo che sulle piattaforme di streaming si è arrivati a caricare centoventimila canzoni nuove al giorno! Se non si vuole restare una goccia nell’oceano è fondamentale alimentare il proprio laghetto con costanza e dedizione.

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