EMBRACE OF DISHARMONY – La natura delle cose

Pubblicato il 07/09/2019 da

L’Italia continua ad essere una fucina di talenti, anche per quanto riguarda proposte musicali eclettiche e fuori dagli schemi. Proprio a questa categoria appartengono gli Embrace Of Disharmony, che hanno pubblicato un pregevole secondo capitolo discografico, capace di unire avantgarde metal, musica sinfonica, elettronica, arrangiamenti arditi e un impianto testuale che si ispira al “De Rerum Natura” di Lucrezio. Abbiamo quindi colto l’occasione per scambiare qualche parola con la band, provando ad addentrarci con loro nei meandri lussureggianti di quest’opera ambiziosa.

 

CIAO RAGAZZI, BENVENUTI SU METALITALIA.COM E COMPLIMENTI PER IL VOSTRO NUOVO ALBUM! VISTO CHE SI TRATTA DELLA VOSTRA PRIMA INTERVISTA PER IL NOSTRO PORTALE, VI VA DI PARTIRE DA UNA BREVE PRESENTAZIONE DELLA BAND E DELLA VOSTRA STORIA?
– Ciao e grazie! Il progetto parte nell’ormai lontano 2007 come prima esperienza seria di tutti i componenti originali, con l’intento di proporre un metal progressive cupo e complesso, caratterizzato da un particolare uso di due voci soliste, che spesso intrecciano melodie diverse cantate contemporaneamente. Dopo sette anni di crescita (sia individuale che come band) arriva il primo album, “Humananke”, uscito nel 2014 sotto My Kingdom Music, seguito cinque anni dopo dall’attuale “De Rervm Natvra”.

PASSIAMO PROPRIO A PARLARE DEL VOSTRO NUOVO ALBUM, “DE RERVM NATVRA”: COME SI È EVOLUTO IL VOSTRO STILE RISPETTO AL PRECEDENTE LAVORO?
– Nel periodo dalla fondazione al precedente album, la proposta musicale della band si è evoluta assottigliando la componente puramente progressive metal per includere elementi prima estremi e poi orchestrali. La grossa novità in “De Rervm Natvra” è certamente l’elettronica, in particolare nelle percussioni, per cui siamo riusciti a fare posto tra i precedenti elementi. La componente più ‘epica’ del sound si è inoltre un po’ assottigliata in favore di atmosfere più oscure e sperimentali.

“DE RERVM NATURA” TRAE LA SUA ISPIRAZIONE DALL’OMONIMA OPERA DI LUCREZIO. VI VA DI PARLARCI DI QUESTA FONTE E IL MOTIVO PER CUI QUESTO COMPONIMENTO SI PONE ALLA BASE DEL VOSTRO NUOVO ALBUM?
– Scrivere un concept album basato su un’opera di letteratura e/o sulla cultura antica è sempre stata un’idea per noi attraente quanto inflazionata nel metal. Meno inflazionata è, stranamente, l’idea di ‘saccheggiare’ la cultura classica, verso cui abbiamo quindi rivolto l’attenzione. Storie di dei e divinità, eroi e battaglie poco si addicono alla nostra proposta musicale, mentre un poema didascalico che abbraccia argomenti dalla fisica alla religione ci è sembrato perfetto per rivisitare una idea vecchia e scontata in modo originale ed interessante.

IN MANIERA FILOLOGICA, CI RITROVIAMO QUINDI CON L’USO COSTANTE DEL LATINO COME LINGUA PER LE PARTI CANTANTE, UNA SCELTA NON CERTO IMMEDIATA O SEMPLICE. PENSATE CHE QUESTO POSSA ESSERE UN OSTACOLO NELLA FRUIZIONE DEL DISCO?
– Beh, pensa che l’idea originale era di avere l’intero disco cantato in latino, non soltanto growl/scream e parlati! Come penso si possa evincere da questo e dall’album in generale, non siamo certo una band che mette al primo posto la fruibilità! Siamo ben consci che la nostra musica sia molto impegnativa e poco incline ad aiutare l’ascoltatore, ma facciamo questo per passione e le passioni non hanno compromessi.

QUALI SONO INVECE LE FONTI DI ISPIRAZIONE MUSICALI NELLA GENESI DELL’ALBUM?
– Ne abbiamo un bel po’! C’è un po’ di attitudine prog metal dei Dream Theater degli anni ‘90 o degli Adagio di “Underworld”, una vena sinfonica dei Dimmu Borgir di “Spiritual Black Dimensions” o dei Symphony X di “V”, degli inserti estremi sempre vicini ai vecchi Dimmu Borgir o ai Borknagar di “Empiricism”, un intento cupo e sperimentale preso dagli Arcturus di “La Masquerade Infernale” e “Aspera Hiems Symphonia”… Il tutto condito da una certa attrazione per suoni elettronici pesanti cari alla drum’n’bass e alla dubstep che fanno capolino ogni tanto nei vari pezzi.

LE VOSTRE COMPOSIZIONI CONTENGONO AL LORO INTERNO UN GRANDE QUANTITATIVO DI SPUNTI MELODICI, ARMONICI, ARRANGIAMENTI… COME NASCE UNA CANZONE DEGLI EMBRACE OF DISHARMONY?
– In modo lento, difficile e sofferto, come un parto plurigemellare! Spesso si parte da una idea di sound, di atmosfera, già concretizzata in una piccola sequenza di note e/o accordi. Una volta trovato l’aggancio iniziale c’è poi da entrarci dentro, interpretarlo e capire dove vuole andare a parare. A questo livello iniziale c’è già una buona dose di lavoro di arrangiamento, che viene poi raffinato durante le successive fasi di prove in sala, pre-produzione e produzione. In ogni caso l’inizio della risposta è molto appropriato: c’è tantissima revisione in fase di composizione, intere parti vengono modificate, scartate, accantonate e riprese più tardi, prese da un pezzo e messe in un altro… è un procedimento altamente non lineare.

SE DOVESTE DESCRIVERE IL VOSTRO ASCOLTATORE IDEALE, FERMO RESTANDO CHE OVVIAMENTE OGNI ARTISTA VORREBBE RAGGIUNGERE UNA PLATEA SEMPRE PIÙ AMPIA, COME LO DESCRIVERESTE? QUALI CARATTERISTICHE SERVONO PER APPREZZARE AL MEGLIO LA VOSTRA MUSICA?
– Beh, senza dubbio tanta pazienza, apertura mentale e fiducia nell’investire tempo ed energia negli ascolti. Quest’ultima in particolare è una grossa richiesta da fare all’ascoltatore, ed è il motivo per cui proporre una musica complessa al giorno d’oggi, con una offerta così satura, è così difficile: gli appassionati sono travolti da moltissimo materiale, e proporre qualcosa che necessita pazienza per essere compresa significa richiedere loro più attenzione di quanta sono (in media) disposti a darti.

LA VOSTRA PROPOSTA È MOLTO PERSONALE E CERCA DI USCIRE DALLE CONVENZIONI DEI GENERI E DELLE CLASSIFICAZIONI. SECONDO VOI È ANCORA POSSIBILE ESSERE ORIGINALI NEL 2019? O L’ORIGINALITÀ È DIVENTATA QUALCOS’ALTRO?
– E’ sempre possibile essere originali. La convinzione che tutto ormai sia stato scritto e che non si può fare altro che riproporre roba vecchia è soltanto una grande bugia. E’ una convinzione che viene dal fatto che la maggior parte degli artisti preferisce non essere originale, da cui deriva che la stragrande maggioranza del materiale in giro oggi non è originale. Ma chi sa dove cercare sa bene che non si può ‘finire la musica’, la musica originale esiste ancora ed esisterà fintanto che ci sarà qualcuno che vorrà farla. Pensare il contrario significa sottovalutare la forza dell’ingegno umano.

SUPPORTERETE DAL VIVO IL VOSTRO NUOVO ALBUM?
– Abbiamo sempre avuto una certa attività live, ma purtroppo al momento non siamo in grado di sostenerla per una serie di problemi logistici e di line-up. Stiamo cercando di rialzarci, ma al momento non possiamo promettere niente.

QUANTO È DIFFICILE PER UNA BAND COME LA VOSTRA TROVARE SPAZI E OCCASIONI PER SUONARE DAL VIVO? QUAL È LA COSA PIÙ FRUSTRANTE (SE C’È, OVVIAMENTE)?
– Beh, ovviamente gli amatissimi slot! Ormai sembra che per suonare di spalla a chiunque sia solo appena appena fuori dall’underground si debba sborsare minimo 200€. Purtroppo ne parlano ancora in pochissimi, e quasi tutti si adattano allo status quo senza protestare. Al di là di questo, per quanto riguarda le serate di solo underground è piuttosto facile trovare spazi e date per suonare, a meno di stare in zone sfortunate.

UNA CURIOSITÀ, SE DOVESTE SCEGLIERE UN ALBUM COMPOSTO DA UN’ALTRA BAND O UN ALTRO ARTISTA, IN CUI VI RITROVATE COSÌ TANTO (NON NECESSARIAMENTE PER SOMIGLIANZA) DA DIRE ‘QUANTO AVREI VOLUTO SCRIVERLO IO, NOTA PER NOTA’, QUALE SCEGLIERESTE?
– E’ assolutamente impossibile citarne solo uno: la grande musica è rara ma per fortuna non così rara. A parte gli album citati precedentemente come influenze, si potrebbero aggiungere “Into The Electric Castle” del progetto Ayreon, “Neonism” dei Solefald, “Eppur Si Muove” degli Haggard, “The Perfect Element” dei Pain of Salvation, “The Sound Of Perseverance” dei Death, e sarebbe solo l’inizio. E meno male.

QUALI ALTRE NOVITÀ CI SONO ALL’ORIZZONTE PER GLI EMBRACE OF DISHARMONY? CI SONO GIÀ PROGETTI PER IL FUTURO?
– Riposarsi dopo la fatica di questo album e cercare di rimettersi in piedi per riprendere l’attività live, il che è già più che abbastanza!

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