Ecco che, dopo un lungo tour per promuovere la loro ultima fatica ‘Phoenix’ i tedeschi Emil Bulls, autori di un metal moderno e orecchiabile, si fermano per fare un po’ per fare il punto della situazione. Abbiamo quindi scambiato con Fab, simpatico batterista di questa band, quattro chiacchiere rilassanti, parlando delle reazioni che il pubblico ha avuto sentendo i brani del loro ultimo disco, e della curiosa scelta riguardante il loro nome. A voi il resoconto della nostra chiacchierata.
CIAO RAGAZZI E BENVENUTI SU METALITALIA.COM. PRIMA DI TUTTO MI VOGLIO CONGRATULARE CON VOI PER ‘PHOENIX’. VOLETE FARE UNA PICCOLA PRESENTAZIONE DELLA BAND PER I NOSTRI LETTORI CHE ANCORA NON VI CONOSCONO?
"Ciao, siamo gli Emil Bulls. Siamo una Alternative Metal Band di Monaco, Germania. Ci piace suonare musica eccezionale per gente eccezionale in tutta Europa e siamo famosi per spaccare veramente i culi on stage."
PENSO CHE ‘PHOENIX’ SIA UN BEL PASSO AVANTI PER VOI. ANDY, IL NUOVO MEMBRO DELLA VOSTRA BAND, HA CONTRIBUITO ATTIVAMENTE ALLA COMPOSIZIONE DEL DISCO?
"Fortunatamente il nostro nuovo chitarrista è un ragazzo molto serio, che è immediatamente entrato con delle idee sue. Andy conosce la band e il suo suono molto bene ma aveva anche un suo background musicale di hair metal degli anni ’80 e nuovi generi come il math core. Insomma la risposta alla tua domanda è: si, ha contribuito molto al songwriting, e lo ha fatto in maniera molto naturale sin dall’inizio, diventando un membro della band a tutti gli effetti."
IN CHE COSA ‘PHOENIX’ SI DIFFERENZIA RISPETTO AGLI ALTRI ALBUM DEGLI EMIL BULLS?
"’Phoenix’ è la logica conseguenza dell’evoluzione del nostro sound. Dentro questo disco ci sono tutti gli elementi che sono sempre stati parte del sound degli Emil Bulls portati al livello successivo: le parti più aggressive, più heavy, oltre a quelle più emozionali, siamo diventati più profondi in tutti questi elementi. Quindi probabilmente c’è semplicemente un po’ di più di tutti questi elementi.
CHI SI E’ OCCUPATO DELL’ARTWORK E COME MAI AVETE SCELTO QUESTA IMMAGINE?
"Come per il nostro album precedente "The Black Path" abbiamo scelto di farci aiutare dalla Koma Grafik per l’artwork perchè ci piace molto il loro stile grafico molto forte. Per ‘Phoenix’ volevamo rimanere con uno stile essenziale nell’artwork, ma allo stesso tempo volevamo spiccare rispetto alla massa delle cover degli album metal, che si assomigliano un po’ tutte. Così Thorster della Koma è venuto fuori con questo soggetto e questi colori così pazzi che saltano subito agli occhi."
CHI SI OCCUPA DEI TESTI DELLA BAND E QUALI ARGOMENTI TRATTANO?
"Cristoph scrive i suoi testi. A lui piace trattare materiale personale, ma generalmente cerca di farlo in un modo in cui la gente riesca a identificarsi in quello che dice. Mi dispiace, ma non riesco ad entrare in maggiori dettagli perché sono il batterista. Ma quello che sicuramente posso dirti a questo proposito è che mi prendo molta cura nell’arrangiare le tracce di batteria, per far si che supportino le parti vocali piuttosto che farle andare per conto proprio."
CI PUOI DIRE QUALCOSA A RIGUARDO DEL VOSTRO ULTIMO VIDEO ‘WHEN GOD WAS SLEEPING’? E’ DIVERTENTE PER VOI GIRARE UN VIDEO?
"Girare un video è sempre dura. Ore lunghissime, senza mai dormire etc etc. Ma lavorare su questo video è stata una cosa divertentissima. Siamo anche finiti nei guai con la polizia, James è quasi stato investito da un bus… Le azioni più pericolose le abbiamo filmate con un camera man seduto dietro una vespa al contrario per registrare le scene di corsa. Poi c’è un party con i nostri amici, dove eravamo completamente ubriachi dopo aver fatto la canzone 50 volte di fila…Si insomma, ci siamo proprio divertiti a girare questo video."
COM’E’ STATA LA PRIMA REAZIONE DEI VOSTRI FAN AL VOSTRO ALBUM?
"Siamo appena tornati a casa dopo cinque settimane di tour e si può dire che le reazioni siano state molto, molto buone. Sin dal primo giorno il pubblico ha cantato tutte le canzoni e sembrava drogato alla stessa maniera sia del nostro nuovo materiale che delle nostre vecchie hits."
TOGLIMI UNA CURIOSITA’, MA COME MAI AVETE SCELTO PROPRIO IL NOME ‘EMIL BULLS’? HA QUALCHE SIGNIFICATO PARTICOLARE?
"Allora, quindici anni fa la band tenne il suo primo concerto ma non aveva ancora scelto un nome. Stavamo guardando la TV e qualcuno disse: ‘La prossima cosa che passa alla televisione sarà il nostro nome…" Ed ‘Emil Bulls’ era il programma successivo. Avrebbe potuto essere qualsiasi cosa, anche il telegiornale, MacGyver o le previsioni del tempo…"

"Al With Full Force Festival ci siamo divertiti moltissimo guardando suonare i Suicidal Tendencies. Io sono da sempre un grande fan della band e specialmente del batterista Eric Moore. Quel giorno ero molto orgoglioso del fatto che stava guardando il nostro show dai lati del palco.La cosa divenne ancora meglio quando Eric mi fece i complimenti per l’esibizione. E ancora di più quando decise di darci del materiale per il nostro dvd dicendo qualcosa come ‘Hey, io sono Eric Moore e gli Emil Bulls sono la miglior band tedesca in circolazione’… Il problema fu che la batteria della telecamera si spense proprio nel momento in cui stava dicendo Emil Bulls. Così ci siamo ubriacati al bancone dello Jagermeister e i Mucky Pup probabilmente ora ci odiano perché il viaggio insieme a noi per tornare in hotel dev’essere stato veramente duro (ride, ndR)".
NEL 2008 SIETE STATI IN TOUR CON GLI SCARS ON BROADWAY… CI PUOI DIRE QUALCOSA A RIGUARDO DI QUESTI RAGAZZI? E’ STATA UNA BELLA ESPERIENZA ESSERE IN TOURNÉE CON LORO?
"In realtà non abbiamo praticamente mai parlato con il cantante Daron Malakian perché non si faceva vedere quasi mai, era malato in quel periodo per cui probabilmente è questo il motivo. La band e la crew comunque sono ragazzi simpaticissimi che sembravano veramente interessati alla nostra musica, ci hanno dato un sacco di spazio ed è stato molto piacevole lavorare con loro, e non è sempre così con le produzioni US. Per noi è sempre un’esperienza suonare davanti a gente che probabilmente ancora non ci conosce o che comunque non è in contatto con il nostro tipo di proposta. La nostra musica è giusto un po’ più pesante di quella degli SOB, ma le reazioni della gente sono state buone. E’ stata una bella esperienza e abbiamo fatto anche un paio di bei concerti con gli SOB."
AVETE IN PROGRAMMA DI VENIRE A SUONARE IN ITALIA?
"Finora non abbiamo mai oltrepassato Bolzano, ma speriamo di di venire presto per qualche show in Italia. Sentitevi liberi di chiamarci e noi saremo felici di arrivare a spaccare un bel po’ di culi!".

