EMMURE – Il culto

Pubblicato il 20/03/2017 da
‘Emmure is a cult’ recita lo slogan adottato dagli Emmure negli ultimi tempi. Se lo sono davvero l’unico ministro di cerimonia è sicuramente Frankie Palmeri, che contro ogni aspettativa ed in totale scioltezza riesce in pochissimo tempo ad assumere un braccio destro di valore assoluto, a costruire una band affiatata e a firmare per una sussidiaria di Nuclear Blast che garantisce il meglio sia in Europa che negli Stati Uniti. Incredibile a dirsi, riesce anche a pubblicare “Look At Yourself”, uno dei migliori dischi della propria discografia, capace di soddisfare chi li ha sempre seguiti ma al contempo di ampliare il ventaglio di possibilità del gruppo, rendendosi appetibile ad una larga schiera di nuovi ascoltatori. Dipinto come una persona fortemente squilibrata ed inaffidabile dagli ex collaboratori, Frankie si presenta al nostro appuntamento telefonico positivo, rilassato ed affabile. E’ ormai dimostrata la sua capacità reggere alla negatività che gli viene tirata addosso (o che si crea da solo) e di tirare fuori il meglio dalle situazioni più avverse: cerchiamo dunque di analizzare più nel dettaglio gli ultimi movimentati mesi della vita della band…

COME STATE ASPETTANDO L’USCITA DEL DISCO E LA PARTENZA DEL PRIMO TOUR CON LA NUOVA FORMAZIONE?
“Al momento niente prove, stiamo riposando, ognuno a casa propria. Io sto a Brooklyn, i ragazzi sono a San Louis, Sacramento ed Illinois”.

QUALI SONO LE RAGIONI CHE HANNO PORTATO ALLA CANCELLAZIONE DEL VOSTRO ULTIMO TOUR EUROPEO?
“Avremmo dovuto e voluto essere in tour a gennaio con gli After The Burial, ma non tutto è in mano mia. Non posso alzare il telefono e dire ‘domani si parte’. Ci sono molte persone che investono il loro tempo e il loro denaro negli Emmure. Il mio team mi ha fatto realizzare che mancavano gli ultimi dettagli per il lancio dell’album e soprattutto la promozione era ben lontana dall’essere completa. Torneremo nel corso dell’anno con un bel package, con il disco nei negozi e con le giuste tempistiche per spingere entrambi. Ti assicuro che vorrei essere in Europa oggi, ma non dipende completamente da me, ci sono persone che mi guardano le spalle nell’industria. Torneremo, torniamo sempre”.

CHE MI DICI DELLE TUE CORDE VOCALI? SEI AL 100%?
“Assolutamente sì, la mia voce è forte ed in salute come non mai. Devo dire che sto più attento rispetto al passato, ho imparato anche a fare esercizi in tour e sono in generale una persona molto più sana”.

COME SONO ARRIVATI NEGLI EMMURE TRE QUARTI DEI GLASS CLOUD?
“Quando la band ha abbandonato in massa nel 2015 la prima persona che ho contattato è stata Joshua Travis. Quando si è trattato di trovare un bassista lui mi ha consigliato caldamente Phil, che ai tempi faceva il barista. Baby J è arrivato di conseguenza. Non li ho assoldati personalmente, è stata una cosa organica, una conseguenza dell’aver trovato un musicista più che talentuoso in Josh e del fatto che dal momento in cui mi sono trovato a comporre con lui le cose hanno iniziato a funzionare davvero”.

LA BAND SUONA ALLA GRANDE, PENSO LA SITUAZIONE ABBIA AIUTATO AD AVERE QUESTI RISULTATI IN UN PERIODO TANTO BREVE…
“Sono solo fortunato che Josh, Baby J e Phil siano così pieni di talento da riempire il buco che era rimasto da riempire. Hanno seriamente oltrepassato ogni mia aspettativa, sono felicissimo di poter presentare il nostro nuovo album”.

HAI DATO QUALCHE INPUT O ISTRUZIONE AL GRUPPO NELLO SCRIVERE IL NUOVO MATERIALE?
“Abbiamo scritto quasi tutto io e Josh, isolandoci quasi completamente col produttore. E’ il parto delle nostre menti. Phil e Baby J hanno aggiunto qualche idea e ovviamente registrato i rispettivi strumenti”.

E’ STATO FACILE SCRIVERE CON LUI PER LA PRIMA VOLTA?
“Di sicuro è stata una boccata d’aria fresca. Ci siamo trovati su moltissimi punti dal lato creativo, è stato molto soddisfacente riuscire a creare il disco che volevo fare da tempo. Non dico che non ci sia stata pressione, ma questa è sempre stata accompagnata da divertimento e produttività, elementi che hanno reso il processo di scrittura davvero esaltante e soddisfacente”.

JOSHUA E’ UN CHITARRISTA FENOMENALE. GLI E’ STATO DIFFICILE ADATTARSI AL CAMPO DA GIOCO DEGLI EMMURE?
“Non penso che esistano partiture che Josh non possa suonare alla perfezione. Stilisticamente si era già spostato verso territori non troppo lontani dai nostri, non gli è stato per niente difficile adattarsi. Ascoltando il disco capirete che è quasi un’ovvietà”.

HAI DICHIARATO, VIA TWITTER, DI AVER VISSUTO OGNI SOGNO CHE AVEVI NEL CASSETTO. QUELLO DI UN TOUR COI LIMP BIZKIT E’ STATO QUINDI ABBANDONATO?
“(Ride, ndR) Ho ridimensionato quel desiderio ma di sicuro esiste ancora. Sarebbe una figata cazzo. Chissà se si realizzerà mai. Posso assicurarti che ho tolto moltissime cose dalla lista in ogni caso, sono molto grato delle possibilità che ho avuto, della mia vita, delle persone che ho attorno e di quanto ottenuto sino ad oggi. Sono in una dimensione davvero positiva e gratificante. Quella frase è per coloro che mi insultano senza nemmeno conoscermi a volte, è per dir loro che sono avanti a queste bassezze di chilometri”.

E’ DIFFICILE STARE POSITIVO IN MEZZO ALLA NEGATIVITA’ CHE TI BUTTANO ADDOSSO DA ANNI?
“La negatività mi fa male quando arriva da persone per me importanti. Poi tendo a ricordare a me stesso che sono stato messo qui per assorbire quell’energia, positiva o negativa che sia. E’ parte del mio mestiere”.

SO CHE APPREZZI IL NU METAL: RECENTEMENTE ROSS ROBINSON HA LAVORATO COI SUICIDE SILENCE, ANCH’ESSI SOTTO NUCLEAR BLAST. VORRESTI LAVORARE CON LUI?
“Potrebbe essere interessante, non ho mai considerato questa opzione. Dovrei prima avere una conversazione con lui. Dare una risposta ora, positiva o negativa che sia, sarebbe una risposta data nell’ignoranza. Vorrei sapere cosa ne pensa di me e della band considerato il suo approccio particolare alla musica. Ovviamente sono un fan di alcuni dei suoi lavori, il primo degli Slipknot, i primi due dei Korn”.

‘RUSSIAN HOTEL AFTERMATH’ PARLA DELLA SEPARAZIONE COI VECCHI MEMBRI DEL GRUPPO?
“Sì, è la mia penna sul diario di quei giorni di dramma e di tensione con i vecchi membri degli Emmure. La band stava cadendo letteralmente a pezzi, ho voluto immortalare le mie sensazioni in quel momento che ha definito la mia vita e la storia del gruppo”.

PERCHE’ I FATTI SONO STATI RIVELATI SOLO A DICEMBRE?
“C’è stata parecchia tensione in quei mesi, molte stronzate e molti drammi tra me e i vecchi membri del gruppo. Loro avevano deciso di andarsene, e fare non so cosa. Ho deciso di continuare. Volevo un nuovo disco, volevo tornare in tour. Gli Emmure sono troppo importanti per me, quindi sono andato avanti”.

TI E’ MAI PASSATO PER LA MENTE CHE QUELLA POTESSE ESSERE LA FINE DEGLI EMMURE?
“Una frazione di secondo. Giusto il tempo di ricordare quali sono le mie passioni e i miei obiettivi”.

TI CONSIDERI UNA PERSONA CON CUI E’ DIFFICILE LAVORARE?
“Penso di essere maturato parecchio nella mia etica lavorativa e nel rapporto con le persone. Stare in una band non si tratta solo di lavoro, è molto più complicato. Quando ti sposi fai un grande salto e speri vada tutto per il meglio, accade un po’ la stessa cosa. Recentemente per far girare la macchina ho dovuto rimpiazzare molti elementi fondamentali. Ho in mano il disco che ho sempre voluto fare, direi che come inizio non è niente male”.

COME DESCRIVERESTI IL NUOVO ALBUM A UN FAN STORICO DEGLI EMMURE?
“Tutto quello che siamo sempre stati, per cui la band è conosciuta, quello che la gente si aspetta c’è. E anche di più. Abbiamo preso strade nuove. Ogni canzone poi è diversa dalle altre, ha un feeling tutto suo. Sono molto soddisfatto, penso sia un disco fenomenale”.

TI OCCUPI ANCORA DEL MERCH DELLA BAND?
“Sono coinvolto nel merchandise oggi più che mai, ogni elemento in vendita ha la mia supervisione. Voglio che il brand Emmure sia dello stesso livello qualitativo della controparte musicale, voglio capi belli da vedere e confortevoli da indossare. L’attenzione non sta andando sprecata, c’è un significativo aumento di interesse nel merch rispetto al passato. Chi produce roba scadente e generica mi irrita, se si parla di Emmure pretendo di avere un look accattivante e ragionato assieme a una buona vestibilità”.

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