EMPTY TREMOR – Una classe da primi della classe

Pubblicato il 15/03/2011 da

Un ritorno sicuramente molto atteso era quello degli Empty Tremor, progressive band italiana autrice di album di ottima fattura, che vedeva tra le proprie file anche Daniele Liverani. Con una line up rimaneggiata, senza il famoso tastierista e con il rientro di Giovanni De Luigi dietro al microfono, gli Empty Tremor hanno deciso di affrontare anche questa sfida. Abbiamo scambiato quattro chiacchere via mail con la band parlando dei loro progetti, delle loro difficoltà e analizzando più da vicino la particolarità del loro suono.

CIAO RAGAZZI, PRIMA DI INIZIARE CON L’INTERVISTA VOGLIO COMPLIMENTARMI CON VOI PER IL VOSTRO ULTIMO DISCO: UN ATTESO RITORNO IN GRANDE STILE! CI SI ASPETTA SEMPRE MOLTO DA UNA BAND CHE IN PASSATO AVEVA DATO ALLA LUCE BEI DISCHI E FORSE CI SI ASPETTA ANCOR DI PIU’ SE QUESTA RITORNA SULLE SCENE DOPO ANNI DI SILENZIO, COME NEL VOSTRO CASO. SENTIVATE UN PO’ DI PRESSIONE?
“Intanto ti ringraziamo per il ‘grande stile’… per noi è molto importante. La pressione c’era eccome: questi anni di silenzio, come li hai chiamati tu, e le variazioni di line-up hanno modificato ognuno di noi e quindi anche la nostra musica. Trovarsi dopo sei anni sul mercato con un album che secondo noi aveva del buon potenziale ha aumentato esponenzialmente la curiosità di sapere cosa ne pensava il pubblico e i tecnici di settore, c’è anche da considerare che ‘Iridium’ è il primo album senza Liverani e questo ci ha fatto vivere un po’ la produzione come una sfida personale (in senso positivo). Fortunatamente è andata bene!”.  

I BRANI DI “IRIDIUM” ERANO CANZONI CHE AVEVATE GIA’ IN CANTIERE DA QUALCHE TEMPO E CHE AVETE RIPRESO IN MANO, OPPURE SIETE RIPARTITI DA ZERO?
“Dopo il mini-tour con i Dream Theater nel 2004 ci eravamo messi subito al lavoro per l’album nuovo e un paio di idee erano state confermate. Nei due anni successivi abbiamo dovuto affrontare l’uscita di Daniele e quella di Stefano, questo ci ha allontanato un attimo dalla composizione e abbiamo cercato di ritrovare la nostra identità come cover band per qualche mese. In questo periodo Marco Scott Gilardi era entrato al posto di Daniele, ed è stato proprio grazie a questa parentesi live che abbiamo ritrovato il feeling giusto tra tutti noi e la composizione di ‘Iridium’ è stata molto naturale, tant’è che in otto mesi abbiamo terminato la pre-produzione sfruttando giusto quelle due idee che avevamo nel cassetto. Il resto è tutto materiale nuovissimo composto nel 2008-2009”.

QUALI SONO STATE LE PRIME REAZIONI DA PARTE DEI VOSTRO FAN? LA STAMPA SPECIALIZZATA SEMBRA AVER RACCOLTO PIUTTOSTO BENE IL VOSTRO RITORNO…
“Tutti sono stati molto contenti del ritorno di Giovanni, compresi noi ovviamente. L’apprezzamento per il nostro ‘nuovo’ sound da parte dei fan ci ha fatto capire che hanno compreso la nostra evoluzione. Abbiamo sempre suonato ciò che ci piaceva in quel preciso momento della nostra vita e con ‘Iridium’ è successo lo stesso. Noi ci riteniamo soddisfattissimi del giudizio che fino ad oggi stampa e fan hanno espresso, anche perché ‘Iridium’ prima di tutto è piaciuto molto anche a noi!”.

UNA DOMANDA UN PO’ SCONTATA CHE SICURAMENTE VI AVRANNO POSTO IN TANTI, CHE NON POSSO ASTENERMI DAL FARE: QUANTO E’ STATO DIFFICILE SEPARARSI DA DANIELE, E QUALI SONO STATI I MOTIVI CHE VI HANNO PORTATO A PRENDERE QUELLA CHE, IMMAGINO, SIA STATA UNA DECISIONE PIUTTOSTO DIFFICILE?
“Effettivamente non è una domanda nuova, ma vista l’importanza di Daniele sia per noi che come musicista a livello internazionale è giusto che tu la faccia. Con Daniele abbiamo sempre avuto un rapporto strepitoso, era la nostra guida e soprattutto aveva la capacità di concludere i progetti con metodo e precisione. La relazione tra noi era equilibrata per quanto riguarda il progetto Empty Tremor, soltanto che Daniele ha una passione tale per la musica che gli chiedeva di esprimersi anche in altro modo (vedi quel capolavoro di “Genius Rock Opera”). Daniele è sempre stato una persona affascinata del mondo dei giovani talenti (vedi Dario Ciccioni, Tommaso Ermolli… e ricordo che con noi iniziò a suonare quando avevamo quindici anni), quindi la sua indole era quella di non fermarsi mai e di cercare sempre qualcosa di nuovo che lo coinvolgesse a livello musicale. La decisione è stata molto sofferta ma giusta soprattutto nei suoi confronti, in quanto gli ha permesso di portare avanti i suoi progetti nei quali tutti gli riconosciamo un gran merito”.

“IRIDIUM” E’ ANCHE IL DISCO DEL RITORNO DIETRO AL MICROFONO DI GIOVANNI. IN MOLTI HANNO ACCOLTO CON ENTUSIASMO QUESTO RITORNO, ANCHE IN QUESTO CASO SORGE SPONTANEA UNA DOMANDA: QUALI SONO STATI I MOTIVI CHE VI HANNO PORTATO A SEPARARVI DA HARTMANN?
“Non c’è stata nessuna separazione con Oliver, lui è stato gentilissimo e bravissimo nel cantare in ‘The Alien Inside’, ma proprio perché i suoi impegni non gli permettevamo di essere parte della band fu solo una partecipazione. Durante la composizione di ‘Iridium’ non sapevamo ancora chi lo avrebbe cantato, anche se  le linee vocali erano state composte proprio pensando a Giovanni. Quando gli abbiamo presentato il progetto ha accettato immediatamente e non ti nascondiamo che insieme alla partecipazione di Dario Ciccioni alla batteria per noi è stato veramente un trionfo”.

CON QUESTA LINE-UP RIMANEGGIATA E’ CAMBIATO IL VOSTRO METODO DI COMPOSIZIONE DEI BRANI? VI ANDREBBE DI SPIEGARCI COME NASCE UNA CANZONE DEGLI EMPTY TREMOR?
“Il nostro metodo di composizione è rimasto fondamentalmente lo stesso di sempre e cioè quello che, di norma, vede tutte le nostre composizioni nascere da lunghe session in sala prove dove gradualmente scremiamo le idee meno interessanti a fronte di quelle più valide sulle quali poi continuiamo a lavorare. Infine arriva un testo e dopo, per esigenze dettate dalla metrica, il tutto viene nuovamente risistemato e riadattato. I nostri brani sono frutto di un lavoro paritetico e non c’è nessun leader a livello di composizione. Valutiamo sul momento gli spunti di ognuno di noi perché quando un’idea non funziona… si sente!”.

MOLTI GRUPPI CHE SUONANO PROGRESSIVE SCADONO SPESSO IN UNA SERIE DI TECNICISMI, COME A VOLER DIMOSTRARE UNA PROFONDA CONOSCENZA DELLA MUSICA. ANCHE SOTTO QUESTO ASPETTO CREDO CHE GLI EMPTY TREMOR SIANO DIFFERENTI E PER QUESTO MOTIVO MI VERREBBE PIU’ DA ACCOSTARLI AD UN GRUPPO TIPO GLI SHADOW GALLERY PIUTTOSTO CHE AD ALTRI NOMI BLASONATI. SIETE D’ACCORDO?
“Ogni accostamento che ci viene fatto, soprattutto se a gruppi importanti come in questo caso, ci fa piacere anche se in verità in questo ultimo lavoro in particolare c’è stata una ricerca spontanea e naturale da parte nostra verso la creazione di un sound proprio. E’ chiaro, le citazioni non mancano ma sono tutti ‘omaggi’ voluti. Oggi il sound generale del prog metal si è incattivito e soprattutto velocizzato fino a degli estremismi in cui, attualmente, fatichiamo ad identificarci. E’ il solito discorso ma molto spesso nel curare maniacalmente l’aspetto tecnico viene trascurata l’anima e secondo noi in ‘Iridium’ di anima gliene abbiamo messa tanta. Il complimento migliore che ci sta arrivando da numerose critiche e recensioni a ‘Iridium’ è proprio che ora abbiamo un nostro sound ben definito, che non segue più necessariamente una corrente piuttosto che un’altra. Questo è il modo in cui noi ‘sentiamo’ la musica in questo momento”.

A PROPOSITO DI TECNICA, TOGLIETEMI UNA CURIOSITA’: RITENETE CHE PER SUONARE MUSICA SIA NECESSARIA UNA PROFONDA CONOSCENZA DELLA TEORIA MUSICALE? VOI SIETE AUTODIDATTI OPPURE AVETE STUDIATO MUSICA?
“Tutti noi abbiamo studiato musica e come in tutti i campi la conoscenza è importante e può fare la differenza. Ma non è tutto. Crediamo che la musica debba sempre sgorgare da dentro, quindi ‘Impara l’arte e mettila da parte!'”.

PARLIAMO ORA DELLA PRODUZIONE DI ‘IRIDIUM’, CHE MI E’ SEMBRATA PARTICOLARMENTE CURATA E PULITA. PER CERTI ASPETTI AMMORBIDISCE ULTERIORMENTE IL VOSTRO SOUND, DIREI CHE NON SI TRATTA DI UNA PRODUZIONE PROPRIAMENTE METAL. UNA SCELTA MEDITATA O ISTINTIVA?
“‘Iiridium’ è stato il primo disco degli Empty Tremor fatto completamente ‘in casa’. Tutta la grafica è stata seguita da Christian mentre le riprese, i missaggi e la masterizzazione sono opera di Marco Scott che, oltre ad essere un valido tastierista, è anche un fonico a tutto tondo. Come già risposto in precedenza, la spinta verso questo tipo di sound è stata naturale e la cura dei suoni e dell’aspetto generale del disco è stata dettata anche dal fatto che ci siamo presi tutto il tempo necessario per ottenere quello che cercavamo”.

ORA CHE “IRIDIUM” E’ SUL MERCATO, VI DEDICHERETE AD UN TOUR DI PROMOZIONE?
“Ci piacerebbe molto avere la possibilità di realizzare un tour di ‘Iridium’. Al momento non c’è nulla in programma in questo senso, dipenderà molto dalla risposta del pubblico”.

QUANTO E’ DIFFICILE PER UNA BAND AL GIORNO D’OGGI, FUORI DAL CIRCUITO MAINSTREAM, RIMANERE UNITA E CONTINUARE A SUONARE LA MUSICA CHE MEGLIO CREDE?
“Crediamo che il collante che tenga unita qualsiasi band sia la passione e la condivisione di un piacere comune, come quello di creare e suonare musica propria e poi c’è l’amicizia che, nel nostro caso, è qualcosa che ci lega dai tempi della scuola. Ognuno di noi ha il suo lavoro e i suoi interessi anche al di fuori di questo progetto comune, ma nonostante i cambiamenti degli ultimi anni abbiamo sempre creduto nella caratura degli Empty Tremor e continueremo a crederci”.

COSA PENSATE DEL FATTO CHE MOLTI RAGAZZI SCARICANO LA VOSTRA MUSICA? PUBBLICITA’ GRATUITA O FURTO VERO E PROPRIO?
“Entrambe le cose? Windows è stato per molto tempo il sistema operativo installato su nove computer su dieci grazie alla pirateria, e non certo perché fosse un sistema operativo di alto livello. Diciamo che noi puntiamo a funzionare un po’ meglio di lui ma non ci dispiacerebbe affatto essere presenti in nove computer su dieci nel mondo. Scherzi a parte, il gusto di avere nelle mani un CD originale è sempre un altro tipo di soddisfazione, e un aspetto che non dobbiamo mai dimenticare è che il contenuto di quel disco è frutto del lavoro, della passione e dell’opera dell’ingegno di qualcuno, il che andrebbe sempre premiato con un acquisto di materiale originale”.

BENE RAGAZZI, ABBIAMO FINITO CON L’INTERVISTA, IL RESTO DELLO SPAZIO E’ A VOSTRA DISPOSIZIONE PER LASCIARE UN MESSAGGIO AI NOSTRI LETTORI.
“Grazie a tutti coloro che ci sono rimasti fedeli nel corso di questi diciotto anni, ma grazie anche a chi ci ha scoperto soltanto adesso con ‘Iridium’ (e grazie anche a voi per l’intervista)! Restate in contatto sul nostro sito ufficiale www.emptytremor.com o sui canali MySpace e Facebook. Vogliamo salutarvi con quella che oramai è diventata la nostra frase di congedo e di buon auspicio per il futuro: ‘Night is falling, skyes are burning, A new dawning for age of GEMINI!’.

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