ENON CHAPEL – Orrori in salsa vittoriana

Pubblicato il 15/04/2019 da

Una fresca e peculiare novità di questo 2019, in ambito black metal, sono sicuramente gli Enon Chapel; il duo è composto da Balan, già attivo con Palace of Worms e Botanist, e da Meghan, la musicista nascosta dietro il monicker Crown Of Asteria: nomi che nell’underground black americano hanno ormai un discreto peso e un nutrito numero di ammiratori, anche per la varietà e sperimentazione delle loro proposte musicali. Come Enon Chapel, inaspettatamente, hanno sfornato un EP che dietro il concept vittoriano offre un sound ridotto all’osso, lo-fi e aggressivo, ben lontano da qualunque pulsione goth – come ci tiene a sottolineare Balan, che abbiamo raggiunto per chiacchierare un po’ della nascita di questo e dei loro progetti futuri.

CIAO E BENVENUTI SU METALITALIA.COM. VORREI INIZIARE CHIEDENDOVI COME AVETE DECISO DI DARE VITA A QUESTO PROGETTO.
– Ciao e grazie a voi. Volevo fare qualcosa di molto più spoglio e semplice dal punto di vista musicale, visto che il mio progetto Palace of Worms si sta spostando costantemente verso un suono progressive e death/doom. Volevo combinare le sonorità di musicisti che amo come Ildjarn, Rudimentary Peni, Midnight e Absu con un concept morboso e storico che si riflettesse per lo più nel contenuto dei testi e nella putrescenza degradata del sound.

POSSO CHIEDERTI DELLE TUE ESPERIENZE PRECEDENTI AGLI ENON CHAPEL E DI COME ABBIANO PORTATO A QUESTO PROGETTO?
– Ho partecipato con mandolino, chitarra slide e alcune voci di accompagnamento all’ultimo disco degli Crown of Asteria (progetto personale di Meghan Wood, ndR), “Ire Of The Bared Fang”, e Meghan mi è sempre sembrata una musicista estremamente motivata e di talento, con un’idea di sonorità e una visione molto focalizzate e specifiche. Le sue idee, la consistenza e la rapidità con cui me le ha presentate hanno contribuito a rendere il progetto un’esperienza piacevole cui dare forma, ed è diventata una delle mie collaborazioni preferite.

IL NOME DELLA BAND È UN RIFERIMENTO A UN POSTO MOLTO PARTICOLARE DELLA LONDRA VITTORIANA, GIUSTO? COS’ERA ESATTAMENTE LA ENON CHAPEL E PERCHÉ AVETE SCELTO QUESTO NOME?
– La Enon Chapel era una piccola chiesa costruita nel 1823 a Londra, in Inghilterra. Divenne notoriamente una specie di ossario illecito a causa del reverendo che offriva una sistemazione economica ai defunti nella cripta della cappella. Esplose una polemica dopo che fu scoperto che il buon reverendo aveva accatastato migliaia di cadaveri in decomposizione nel piccolo seminterrato e ne aveva persino smembrato alcuni, gettandoli nella fogna a cielo aperto che correva sotto la cripta per fare spazio. I corpi venivano spesso lasciati scoperti e si diceva che il fetore filtrasse attraverso il sottile pavimento di legno, facendo svenire e vomitare i parrocchiani nel bel mezzo delle funzioni. Questo episodio era in realtà parte di un problema più grande che si sviluppò nell’Inghilterra vittoriana, ossia la crisi delle sepolture. Ciò era dovuto all’enorme quantità di persone che si spostavano nelle città per lavorare nelle fabbriche, quindi non c’era posto per seppellire i morti, poiché la maggior parte dei cimiteri erano di proprietà privata e all’interno dei confini della città. I cimiteri esistenti erano letteralmente stracolmi di sporcizia putrescente. I cimiteri moderni come li conosciamo o ‘Giardini Cimiteriali’ si sono sviluppati a seguito delle riforme fatte durante questo periodo (e avviate ancor prima da Napoleone con l’Editto di Saint Cloud (1804), ndR).

COME È NATA L’IDEA DI UN CONCEPT SU QUEL PERIODO?
– Sia io che Meghan siamo grandi appassionati dell’Inghilterra e sono sempre stato interessato alla storia dei riti di sepoltura e all’architettura dei cimiteri. Come occupazione quotidiana lavoro nell’Industria della Morte (non specifica con che mansione, ndR) e nel complesso il tutto si è sviluppato in maniera naturale. Immagino.

COSA PUOI DIRCI DEI VOSTRI TESTI?
– Non posso parlare a nome di Meghan che ha scritto i testi, ma coprono una serie di argomenti tenuti assieme dal tema dominante della storia di Londra nel XIX° Secolo. La crisi dei cimiteri, Jack lo Squartatore, la popolarità dello spiritismo, la nascente industria e gli incubi urbani. Una visita in Inghilterra, in particolare a Manchester, durante un tour dei Botanist, mi ha aiutato a sviluppare l’idea in testa. Manchester è un magnifico esempio di rovine post-industriali del XIX secolo con fabbriche, chiese e cimiteri abbandonati che punteggiano il paesaggio urbano.

E IL PROCESSO DI COMPOSIZIONE? AVETE LAVORATO INSIEME IN UNO STUDIO O VI SIETE LIMITATI A SCAMBIARVI IDEE E FILE?
– Meghan vive in Michigan e io in California, quindi ci siamo semplicemente inviati via e-mail i file e scambiato idee allo stesso modo. Quando mi ha mandato le sue parti le ho aggiunte direttamente nel calderone!

PENSANDO A COSA POTEVAMO ASPETTARCI DAL TIPICO ‘NCONTRO’  TRA BLACK METAL E ETÀ VITTORIANA, IL VOSTRO SUONO È DAVVERO GREZZO, QUASI LO-FI. QUESTO CONTRASTO TRA LE ASPETTATIVE (ESTETICHE) E IL RISULTATO FINALE È QUALCOSA CHE CERCAVATE?
– Sì non volevo davvero prendere una sciocca direzione Goth, che poteva sembrare davvero ovvia per un progetto a tema vittoriano. Volevo fare della musica dura, che riflettesse tempi duri in cui le persone soffrivano, non far ballare come alberi morenti gente con indosso stivali con la zeppa e pantaloni di plastica nera. Volevo che avesse un suono conflittuale, cattivo e penso che il contrasto tra il nostro sound e i temi renda l’ascolto interessante. Forse non ci sono riuscito? Non lo so. Di certo i nostri lavori futuri presenteranno un’influenza folk, che attingerà dalla musica tradizionale suonata dalla classe operaia dell’epoca.

COMUNQUE, ALMENO IL PRIMO E L’ULTIMO BRANO SONO DECISAMENTE INQUIETANTI, CON UNA CERTA ATTITUDINE SINFONICA: È SOLO UNA SPECIE DI GIOCO CON I TUOI ASCOLTATORI? O FA PARTE ANCH’ESSO DI CIÒ CHE POSSIAMO ASPETTARCI DAGLI ENON CHAPEL IN FUTURO?
– La vita è un gioco, man! No, volevo solo un’introduzione e un’outro per racchiudere l’album. Ho cercato di creare dei paesaggi sonori inquietanti che potessero rendere la sensazione di essere intrappolati in una cappella stregata di notte. Probabilmente ci saranno più cose del genere nelle future registrazioni, dal momento che mi piace molto creare musica ambient e synth.

ENTRAMBI SIETE COINVOLTI IN DIVERSI PROGETTI, CHE TOCCANO IN PRATICA TUTTO LO SPETTRO DEL BLACK METAL. COS’È PER TE IL BLACK METAL, AL GIORNO D’OGGI, E COME TI RELAZIONI ALLA SCENA?
– Di nuovo,  non posso parlare per Meghan, ma per me, il black metal è ciò che è sempre stato, è la ricerca di piena autonomia nella propria visione. Amo gran parte del metal ignorante, ottuso, che non esce dai cliché, e gli Enon Chapel sono un tentativo di riprodurre ciò; alla fine so quello che voglio ottenere, e ciò che creo sarà sempre legato ai miei interessi e al mio approccio alla vita. Al giorno d’oggi non mi importa molto di Satana o dei caproni e per quanto riguarda le ‘scene”‘moderne sono piene dei soliti ultimi arrivati che cercano di superarsi a vicenda per vedere chi è il più ‘puro’. Di solito finiscono per sentirsi frustrati dopo essere stati cacciati troppo spesso da Burger King per aver indossato guanti con le borchie e passano a qualcos’altro.

PENSI CHE IL CRESCENTE INTERESSE PER QUESTO TIPO DI SONORITÀ SIA SOLO UNA TENDENZA O CHE IL GUSTO DEL PUBBLICO METAL SIA CAMBIATO?
– Non sono sicuro di cosa intendi. Il suono del black metal? Il black metal lo-fi? La popolarità del black metal è certamente aumentata nell’ultimo decennio. Non me ne può fregare di meno di ciò che alla gente piace e non piace. Questo è tutto ciò che posso dire al riguardo.

QUALI SONO LE TUE PRINCIPALI ISPIRAZIONI E CHI CITERESTI TRA LE TUE BAND PREFERITE?
– L’umanità e tutta la sua ironia e tragedia, ma anche stare da solo in silenzio e isolato, ed essere così in grado di guardarmi veramente dentro e ascoltare i miei ritmi interiori. Mi ispira anche l’Arte, specialmente il lavoro dei Simbolisti, dei Futuristi e dei Surrealisti. Per quanto riguarda le mie band preferite, dico in ordine sparso: Rush, Amorphis, Rudimentary Peni, Burzum, Ruins Of Beverast, Bohren & Der Club Of Gore, Asphyx, Absu.

AVETE PRESENTATO QUESTO LAVORO COME UN EP, ANCHE SE HA LA LUNGHEZZA MEDIA DI UN FULL-LENGTH (ALMENO PER IL BLACK METAL): STATE GIÀ LAVORANDO AD UN PRIMO ALBUM VERO E PROPRIO?
– Ho alcune idee sparse per un album completo, ma per ora non sono riuscito a dargli forma, a parte suonarle un po’ con una chitarra. Vedremo cosa riserva il futuro…

ULTIMA DOMANDA: PENSATE DI SUONARE DAL VIVO?
-Ne dubito, visto che abitiamo in parti diverse del paese e penso che entrambi siamo ormai annoiati dalle esibizioni dal vivo in generale. Coi Palace of Worms ho eseguito il brano “The Lodger” un paio di volte, ma immagino che non conti.

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