ERYN NON DAE. – Nuvole In Movimento

Pubblicato il 20/08/2009 da

 

La scena transalpina, nonchè quella post metal mondiale, si arricchisce di un altro nome interessante. Metalitalia.com vi presenta gli Eryn Non Dae., quintetto un tempo noto come END., ma costretto a modificare il proprio nome per problemi di omonimia. Dopo aver smosso le acque della scena underground locale con il valido EP “The Never Ending World Of Confusion”, il gruppo ha firmato per la potente Metal Blade e pubblicato “Hydra Lernaïa”, debut full-length non proprio esente da difetti, ma certamente alfiere di spunti degni di nota. Se siete grandi fan di Meshuggah, Breach o The Ocean, leggete di seguito quanto dichiarato dal bassista Mickael Andrè e poi cercate di dargli un ascolto!

 

CIAO MICKAEL, QUESTA E’ LA VOSTRA PRIMA INTERVISTA PER METALITALIA.COM. TI ANDREBBE QUINDI DI PRESENTARE LA BAND AI NOSTRI LETTORI?
“Certo, la band è nata da un’idea di Franck e Yann, i nostri chitarristi, i quali si conoscono da tantissimo tempo. Nel 2005 hanno dato vita agli END. con l’arrivo di Julien alla batteria, di Moo al basso e di Mathieu alla voce. Con questa formazione è stato dato alle stampe l’EP ‘The Never Ending World Of Confusion’ durante lo stesso anno. Poi, nel 2006, sono arrivato io come nuovo bassista e da allora la lineup non è più cambiata. Abbiamo quindi registrato ‘Hydra Lernaïa’ e, di recente, cambiato nome in Eryn Non Dae.!”.

PARLIAMO DI QUESTO STRANO NOME… COME LO AVETE SCELTO E CHE COSA SIGNIFICA?
“Il nome deriva ovviamente dal nostro vecchio moniker, END.. Ci piaceva tantissimo, ma sapevamo che prima o poi saremmo stati costretti a cambiarlo per problemi di omonimia. La Metal Blade ci ha consigliato di farlo il prima possibile e così abbiamo scelto Eryn Non Dae, una frase che mantiene le tre lettere del vecchio nome e che, al tempo stesso, è anche portatrice di un significato che stranamente si avvicina molto a una descrizione di ciò che suoniamo. La lingua è elfica, lascio a te e ai lettori le ricerche per capire di che si tratta!”.

COME DESCRIVERESTI LA VOSTRA MUSICA? I TERMINI DI PARAGONE PIU’ INSISTENTI SEMBRANO ESSERE MESHUGGAH, BREACH E NEUROSIS…
“Mi trovi d’accordo su questi paragoni. Cerchiamo infatti di mescolare aggressione metal con qualcosa di maggiormente open minded e atmosferico. Non vogliamo porci alcun limite mentre componiamo, siamo soliti pensare solo a come trasmettere un determinato sentimento o atmosfera mentre scriviamo, senza preoccuparci se la musica rientra o meno in quello o quell’altro filone. Proprio come le band che hai menzionato…”.

QUALI RITIENI CHE SIANO GLI ELEMENTI CHE VI DIFFERENZIANO DALLE ALTRE BAND DELLA SEMPRE PIU’ VASTA SCENA POST METAL/HARDCORE?
“Onestamente non so se gli Eryn Non Dae. facciano effettivamente parte di quella scena. Comunque, credo che nella nostra proposta la componente metal sia piuttosto forte… sicuramente maggiore di quella presente nella musica di quel tipo di gruppi legati alla scena ‘post’. Noi siamo cresciuti con band come Metalica, Slayer o Sepultura e credo che questa attitudine si senta in alcuni passaggi delle nostre composizioni”.

COME SIETE SOLITI COMPORRE I VOSTRI PEZZI? SEGUITE UNA PROCEDURA IN PARTICOLARE?
“Per ‘Hydra Lernaia’ siamo stati molto attenti affinchè ogni traccia fosse immediatamente riconoscibile e alfiera di un elemento distintivo. Ogni brano è legato a un diverso sentimento umano, quindi è stato necessario lavorare molto sull’andamento delle canzoni e sulle atmosfere che queste ultime dovevano possedere”.

IL DISCO E’ QUINDI UN CONCEPT ALBUM SULLE EMOZIONI E I SENTIMENTI UMANI?
“Sì, il nostro cantante, Mathieu, ha cercato di rappresentare nove diverse emozioni, facendo anche dei parallelismi con alcune leggende mitologiche. Non voglio scendere ulteriormente nei particolari perchè vogliamo che sia il nostro ascoltatore a trarre delle sue conclusioni e delle interpretazioni”.

QUALI SONO ORA I PIANI DEGLI ERYN NON DAE. PER I PROSSIMI MESI?
“Stiamo ovviamente cercando di programmare quante più date live possibile. Poi è in arrivo un videoclip per il brano ‘The Decline And The Fall’. Infine stiamo già pensando al prossimo disco… il songwriting è iniziato!”.

COME PENSATE DI MUOVERVI PER I LIVE? FARETE DEI TOUR O DELLE DATE SEPARATE?
“Abbiamo ricevuto delle offerte per imbarcarci in alcuni tour, ma le stiamo ancora valutando… non so se potremo permetterci di suonare per un mese di fila senza lavorare. Di questi tempi la situazione economica non è delle migliori… bisogna valutare tutto molto attentamente. Comunque, mai dire mai!”.

IN OGNI CASO, PENSO CHE PER VOI SIA GIA’ STATO UN SUCCESSO RIUSCIRE A FIRMARE PER UN’ETICHETTA COME LA METAL BLADE…
“Esattamente. Di certo per me questa è già una grande soddisfazione. Abbiamo lavorato tantissimo su questo album e vederlo finalmente pubblicato è una gioia immensa. Mi piace pensare a ‘Hydra Lernaïa’ come all’inizio di un lungo viaggio musicale. Ci ha aperto delle porte e ora sta a noi procedere nella giusta direzione”.

VARIE BAND FRANCESI STANNO OTTENENDO UN GRAN SUCCESSO ULTIMAMENTE. COME VIVI QUESTO MOMENTO, DALL’INTERNO DELLA SCENA?
“Mi fa molto piacere… onestamente, non so spiegare come mai sia successo solo ora. In Francia ci sono sempre state ottime band… penso ai Loudblast, agli Scarve o ai Symbiosis, ad esempio! Per un motivo o per un altro non sono mai riuscite a sfondare però. Ora invece i Gojira hanno invertito il trend e tutto il movimento locale sta in qualche modo beneficiando della loro esplosione. Ora dobbiamo lavorare sodo affinchè ci sia davvero un futuro dopo di loro”.

PER FINIRE, UNA DOMANDA ORMAI DI RITO: VI IMPORTA SE LA GENTE SCARICA LA VOSTRA MUSICA?
“Sì, mi da fastidio che oggi si sia persa l’usanza di ascoltare un album con calma, magari mentre si leggono i testi e si ammira l’artwork. Oggi gli ascolti sono sempre più superficiali e la cosa mi rattrista, soprattutto perchè noi ci sforziamo da sempre di offrire un prodotto completo sotto ogni punto di vista. Inoltre, sotto il profilo prettamente economico, la situazione sta diventando dannosa perchè gruppi come il nostro possono permettersi sempre meno di andare in tour e di suonare con regolarità”.

OK, GRAZIE PER L’INTERVISTA!
“Grazie a voi, speriamo vivamente di poterci esibire in Italia prima o poi!”.

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