ESCAPE THE FATE – Fuga per la vittoria

Pubblicato il 26/06/2013 da

Inseriti all’epoca dell’esordio nell’affollato filone dell’emocore, e scaricati all’esaurimento della vena aurea dalla major di turno, gli Escape The Fate hanno saputo col tempo rinnovarsi, evolvendo verso un più godibile alternative rock e trovando asilo presso la sempre più attiva Eleven Seven, sotto l’egida della quale ha visto la luce l’ultimo “Ungrateful”. A raccontarci la genesi degli ultimi due anni, tra cambi di line-up, nuove etichette e ospiti illustri, è il singer Craig Mabbitt, assente illustre, insieme alla sua band, nella recente calata italica dei labelmate Papa Roach…

Escape The Fate - intervista band - 2013

QUALI SONO A TUO AVVISO LE PRINCIPALI NOVITA’ INTRODOTTE DA “UNGRATEFUL” RISPETTO AL VOSTRO ULTIMO, OMONIMO ALBUM?
“Credo sia l’attitudine che c’è dietro la sua genesi, perché è un album che abbiamo voluto fare prima di tutto per noi stessi e che ci rappresenta al 100%. Probabilmente suona un po’ diverso dai nostri primi lavori, perchè ne incorpora tutte le influenze ed è stato registrato per metà direttamente da noi, cosa che non era mai stata possibile fare prima”.

IN QUEST’OCCASIONE SIETE TORNATI A LAVORARE CON WILLIAM FELDMANN, VOSTRO PRODUCER GIA’ AI TEMPI DI “THIS IS WAR”…
“Sì, ci siamo trovati bene con lui in passato, quindi abbiamo deciso di lavorare ancora insieme: come dicevo, abbiamo voluto provare a lavorare da soli in studio, ma al tempo stesso io per primo ho bisogno di qualcuno che sia lì a ‘motivarmi’, anche se questo significa prendermi a calci in culo finchè una linea vocale non viene bene (risate, ndR). Ci serviva qualcuno che ci dicesse ‘Cosa cazzo è quest0? Fallo ancora!’. John è un ottimo motivatore, ci ha spinto a dare il meglio e il risultato si sente”.

SIETE PASSATI DALLA INTERSCOPE ALLA ELEVEN SEVEN MUSIC, ORMAI RIFUGIO PREDILETTO DELLE ROCK BAND IN FUGA DALLE MAJOR…
“Dopo essere stati scaricati dalla Interscope ci siamo guardati in giro e per fortuna abbiamo trovato la Eleven Seven Music, una delle poche etichette che crede davvero nella vera musica rock, al contrario delle major che invece tendono a trattarlo come un genere ormai morto e sepolto. Abbiamo seguito il cammino già sperimentato dai Papa Roach, anche loro scaricati dalla Interscope, e non potremmo essere più contenti…credo che i ragazzi della Eleven Seven stiano facendo davvero un ottimo lavoro per ‘salvare il rock’ senza distinzione di generi, purchè fatto di voce, chitarra, basso, batteria e tanta passione”.

QUESTO E’ IL PRIMO DISCO CHE AVETE REGISTRATO SENZA IL VOSTRO STORICO BASSISTA, MAX GREEN (USCITO DAL GRUPPO PER MOTIVI DI DROGA)…
“E’ davvero triste, perchè Max è ancora come un fratello per noi ed è stato un dispiacere per noi oltre che per i fan; ma era una situazione che non poteva più andare avanti: ormai anche in tour era completamente isolato, si addormentava durante i soundcheck, non riusciva ad essere presente quando provavamo in studio, e ci ha anche abbandonato nel mezzo di un tour sparendo per più di una settimana. E’ stata una decisione davvero sofferta e resterà per sempre un fratello, ma arrivati ad un certo punto non avevamo alternative senza mettere a rischio l’esistenza della band, quindi abbiamo dovuto rimpiazzarlo; spero comunque davvero possa riprendersi al più presto, perchè dal punto di vista umano è e resta un carissimo amico”.

SO CHE IL DISCO E’ STATO REGISTRATO A FEBBRAIO 2012, COME MAI E’ USCITO A PIU’ DI UN ANNO DI DISTANZA?
“Se non ricordo male abbiamo registrato le prime canzoni addirittura alla fine del 2011, quindi è passato veramente tanto tempo, per il fatto che nel frattempo è cambiato tutto il mondo intorno a noi. Abbiamo cambiato etichetta, abbiamo cambiato management, abbiamo dovuto cercare un nuovo bassista…insomma, siamo stati davvero impegnati nel corso dello scorso anno, ma d’altro canto volevamo uscire con il disco solo quando fossimo stati pronti sotto ogni punto di vista, quindi abbiamo aspettato quanto è servito”.

ANCHE NEL VOSTRO ULTIMO VIDEO VI SIETE SCHIERATI CONTRO IL BULLISMO, UN ARGOMENTO CHE TI STA MOLTO A CUORE…
“Sì, il video è molto d’impatto, ma d’altronde è un argomento che conosco bene, visto che ci sono passato anch’io quando ero al liceo con la mia prima band, sentendomi dare del reietto perchè portavo i capelli lunghi o i piercing, e purtroppo questo fenomeno non è in diminuzione, anzi”.

PASSIAMO AL CAPITOLO COLLABORAZIONI, COMINCIANDO DAL CANTANTE DEI FALL OUT BOY SU “PICTURE PERFECT”…
“Nel nostro ultimo album avevamo una ballad abbastanza pop, quindi da lì è nata l’idea di una collaborazione del genere. Il tutto devo dire è avvenuto in modo molto naturale: la prima volta che ci siamo visti è arrivato già con l’idea del chorus del pezzo, ma d’altronde stiamo parlando di un artista capace di vendere milioni di dischi, quindi non c’è di che stupirsi. E’ stato un vero onore, oltre che un piacere, lavorare con lui, quindi spero di poterlo fare ancora in futuro”.

…PER ARRIVARE A MICK MARS, IL CUI SOLO DI CHITARRA NON HA POI TROVATO POSTO SUL DISCO: COME MAI?
“Guarda, abbiamo registrato veramente tante canzoni per questo disco e anche se erano tutte buone alla fine abbiamo dovuto fare una selezione, per cui questa è rimasta fuori. E’ un peccato, perchè è davvero un bel pezzo e il tocco di Mick lo impreziosice ulteriormente; ma non escludo che non veda la luce in un’altra occasione, magari in qualche edizione limitata”.

COM’E’ LA SCENA METAL A LAS VEGAS? C’E’ QUALCHE CASINO’ ‘A TEMA’?
“Casino’ non so, ma ci sono alcuni posti veramente underground, dove ho suonato prima di unirmi agli Escape The Fate, e in cui puoi trovare degli shot da un dollaro, chiamati Ass Juice: sono fatti con un fondo di liquore e del succo davvero scadente, ma sono veramente rock, te li consiglio (risate, ndR)!”.

DA PICCOLO SUONAVI IL SAX E IL VIOLINO, MENTRE IL PASSAGGIO A CANTANTE E’ MERITO DELLA NONNA…E’ COSI’?
“Sì, da piccolo volevo fare il musicista jazz, infatti ho suonato fino al liceo sax e violino, facendo parte anche della band del camp. Poi però i miei si sono trasferiti e sono finito in un’altra scuola, dove tutti i posti nella band erano già occupati: era rimasto libero solo il triangolo, ma ho provato mezza volta e poi li ho mandati tutti a fare in culo. Allora ho cominciato a cantare nel coro della chiesa, spinto dalla nonna e dalla mia famiglia, e così ho cominciato la mia carriera di cantante, fino a diventare un rock singer. Insomma, se non ci fossero stati troppi sassofonisti nella mia scuola, probabilmente ora sarei un bolso, noioso, musicista jazz (risate, ndR)”.

A PROPOSITO DI NONNA, COSA NE PENSA DELLA TUA CARRIERA CON GLI ESCAPE THE FATE E CON I BLESS THE FALL?
“E’ ovviamente molto orgogliosa di me, pensa che con i Bless The Fall abbiamo inciso una canzone, ‘Higinia’, che porta il suo nome: se sono arrivato dove sono è merito suo, ho anche un tatuaggio in suo onore”.

GRAZIE CRAIG, E’ TUTTO PER OGGI: A TE LE ULTIME BATTUTE…
“Grazie per la chiacchierata, ci vediamo a giugno e restate sintonizzati per le prossime date!”.

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