ESSENZ – Fantasmi, fantasmi dappertutto

Pubblicato il 31/10/2018 da

Vagano nell’ombra, fra sepolcri dimenticati ed attorniati dai fantasmi, i tedeschi Essenz, che in una formula black-death assai peculiare hanno fondato la propria irregolare carriera. A sei anni dallo splendido “Mundus Numen” sono tornati a dare segni di vita, offrendo un nuovo imperscrutabile labirinto di scatti vecchia scuola – ruspanti come il death vecchia maniera – ondeggiamenti in un’oscurità densissima, odi mortuarie di gelido fascino e scie di rumore dall’effetto ansiogeno e disturbante. Un compendio di extreme metal che non corrisponde ad alcuna scuola specifica, se non a quel folto undergrond europeo, dai tratti più disparati, capace di rimescolare trame ‘tradizionali’ in composizioni avvincenti, contaminate e atmosfericamente dense di suggestioni. Una band da scoprire, se si hanno a cuore sonorità autentiche e viscerali, genuinamente cariche di emozioni. Risponde alle nostre domande G.ST, cantante/bassista impegnato anche nei Drowned e in line-up dal vivo anche nei formidabili The Ruins Of Beverast.

“MANES IMPETUS” È UN’ESPRESSIONE IN LATINO CHE PUÒ ESSERE INTERPRETATA COME ‘ATTACCO DI FANTASMI’ O QUALCOSA DI SIMILE. EFFETTIVAMENTE, IL VOSTRO ULTIMO ALBUM È CARICO DI MISTERO E SUGGERISCE LA PRESENZA DI SPETTRI, CHE PREFERISCONO RIMANERE NELL’OSCURITÀ E NON MANIFESTARSI. CHE COSA VI HA SUGGERITO QUESTA ATMOSFERA SPAVENTOSA, PIENA DI TENSIONE?
– Il fondamento della mia ispirazione musicale sono delle immagini che si formano nella mia mente, si rivelano alla mia coscienza senza alcun preavviso. Per “Manes Impetus”, io preferisco come traduzione ‘la tempesta dei fantasmi’. All’inizio, avevo nella testa la figura di questa persona, nuda, seduta su una sedia nel buio. Attorno e attraverso di essa, vedevo formarsi e crescere una tempesta di spiriti. Non chiedermi perché, ho capito che dovevo tramutare questa visione in musica. Durante il processo creativo, le immagini diventano più complesse e si aggiungono altri aspetti. La base comunque era questa e la musica che ne è scaturita, per la parte di mia competenza, è arrivata da questa fonte.

LAVORATE SU PIANI DIFFERENTI ALLO STESSO TEMPO IN “MANES IMPETUS”: IN “PEELED & RELEASED” E “UNFOLDING DEATH” PARTITE IN MANIERA MOLTO DIRETTA, PER IMMERGERCI SUCCESSIVAMENTE IN FORMULE INDEFINITE, RICORRENDO A MANIPOLAZIONI DI EFFETTI, NOISE, PATTERN RITMICI IRREGOLARI. COME SI ORIGINA UNA VOSTRA CANZONE E COME LA SVILUPPATE, PORTANDO L’ASCOLTATORE IN UN LABIRINTO DA CUI È ARDUO FUGGIRE?
– Per noi è importantissimo avere composizioni dal carattere drammatico. A volte questa caratteristica la otteniamo tramite un lento sviluppo, in altri casi attraverso bruschi contrasti e i cambiamenti. Ogni cosa è scelta in ragione dell’effetto che intendiamo ottenere sull’ascoltatore. Per “Peeled & Released” volevamo creare una canzone ripetitiva ma molto intensa, che non vivesse sulla quantità dei riff, quanto sui toni alti che si formano nelle parti di chitarra veloci e nel drumming.

PER MOLTI ASPETTI, I VOSTRI ULTIMI DUE ALBUM HANNO PUNTI IN COMUNE, CON UN MIX DI INPUT E APPROCCI CHE NON SEGNANO UN GROSSO CAMBIAMENTO FRA “MUNDUS NUMEN” E “MANES IMPETUS”. DAL VOSTRO PUNTO DI VISTA, QUESTE DUE USCITE RAPPRESENTANO CAPITOLI DISCOGRAFICI DALLO STILE PIUTTOSTO SIMILE, OPPURE VEDETE MOLTE DIFFERENZE FRA DI LORO?
– Non mi piace stare a pensare come si possa definire il nostro stile, lo lascio fare ai giornalisti. Gli ultimi due dischi partono da concept differenti e sono stati scritti in momenti temporali diversi. Le persone nel tempo cambiano, anche se nel profondo sono sempre le stesse, e seguono sempre il metodo e le intenzioni degli Essenz.

COME ACCADUTO IN “MUNDUS NUMEN”, NEL DISCO C’È UNA TRACCIA AMBIENT, “SERMON TO THE GHOSTS”. QUAL È IL RUOLO DI UNA CANZONE SIMILE ALL’INTERNO DELLA TRACKLIST? COME AVETE SVILUPPATO L’INTERESSE E LA CONOSCENZA PER L’AMBIENT E IL NOISE IN QUESTI SEI ANNI CHE SEPARANO I VOSTRI ULTIMI DUE FULL-LENGTH?
– Per gli Essenz è sempre stato importante avere a disposizione una vasta gamma di atmosfere. Utilizzare noise, ambient, sample ed elettronica aiuta. Da due anni a questa parte un altro artista si è unito a noi, è conosciuto per il suo solo-prokect Human Larvae. Dal vivo si occupa delle parti noise e dei sample, si è integrato bene nel progetto Essenz e sta dando un importante contributo artistico.

NELLA VOSTRA VISIONE ARTISTICA SEMBRA ESSERCI UNA FORTE CONNESSIONE FRA MUSICA, TESTI E IMMAGINI. COME FUNZIONA IL DIALOGO FRA QUESTI TRE ELEMENTI IN “MANES IMPETUS” E QUANTO DIFFERISCE DAI DUE ALBUM PRECEDENTI?
– È importante avere un artwork che sottolinei o addirittura migliori quelli che sono i contenuti musicali. Le liriche sono parte integrante della musica a mio giudizio, nonostante esse lavorino a un livello diverso, perché le parole non solo hanno un suono, ma hanno anche dei significati, che a loro volta servono a realizzare gli effetti gli effetti indotti dalla musica. Assieme ai colori e alle forme contenute nell’artwork, parole e note fluiscono e si concatenano le une alle altre. Non è una scelta logica per me accostare questi elementi, la maggior parte di quello che si sente, legge o vede nei nostri album compare perché l’abbinamento appare riuscito, e non c’è altro modo di spiegare la loro presenza.

FINORA SIETE STATI UN’ENTITÀ ABBASTANZA MISTERIOSA, CHE NON CATTURA L’ATTENZIONE DI MOLTI FAN, MA SOLO UNA RISTRETTA CERCHIA DI APPASSIONATI ASCOLTATORI NELL’UNDERGROUND. DI COSA AVRESTE BISOGNO PER ESSERE PIÙ CONOSCIUTI E APPREZZATI FRA IL PUBBLICO CHE SEGUE LA SCENA EXTREME METAL? STATE PENSANDO DI SUONARE MAGGIORMENTE DURANTE I FESTIVAL E INTRAPRENDERE PIÙ TOUR?
– Non abbiamo alcun piano al riguardo e non sappiamo quali dinamiche portino ad avere più o meno seguito. Siamo piuttosto estremi, diversi e radicali nella nostra visione artistica. La volontà di suonare dal vivo è forte, ma non accettiamo tutte le offerte che ci vengono fatte. Deve essere un evento che sentiamo appropriato per quello che siamo. Sfortunatamente, finora non ci sono state molte opzioni tra cui scegliere per tour e festival, ma spero che la situazioni possa evolversi in senso favorevole a breve.

DUE DI VOI DIVIDONO LE LORO ENERGIE COI DROWNED, PIÙ ORIENTATI AL DEATH MA CON DIVERSE ANALOGIE IN TERMINI DI MISTERO, ATMOSFERE TERRIFICANTI E LA SENSAZIONE DI SENTIRSI MINACCIATI DA CREATURE SOVRANNATURALI, INDOTTA DALLA MUSICA. QUALI CONNESSIONI VI SONO FRA LE DUE BAND, CI SONO RECIPROCHE INFLUENZE FRA DI ESSE?
– Stiamo portando tutta la nostra passione e le nostre idee sonore in questi due progetti, è normale che vi possano essere delle assonanze. Ma in generale i due progetti procedono ben distaccati l’uno dall’altro. La musica è composta in modo differente, parte da concept tra loro distanti, la dinamica delle band è diversa e inoltre sono coinvolte altre persone. Considerato che ognuno di noi cresce per via delle esperienze che vive, un’influenza indiretta dei Drowned sugli Essenz e viceversa ci può essere, però rapporti diretti non ci sono.

ARRIVATE DA BERLINO. COME VI HA INFLUENZATO L’AMBIENTE CULTURALE CITTADINO? OPPURE QUELLO CHE SUONATE È SOLTANTO UNA CONSEGUENZA DEI VOSTRI ASCOLTI PERSONALI?
– Cerco di evitare influenze troppo dirette nella musica che scrivo, ma certamente sono caratterizzato anch’io come tutti dalle mie preferenze, esperienze, sensibilità estetica, filosofia, gusto. Berlino è una grande città, che si può vivere molto liberamente assaporandone la vasta scelta di eventi culturali. Da questo punto di vista, Berlino mi aiuta ad ampliare i miei orizzonti e ad avere la massima libertà nel perseguire le mie passioni.

VOLEVO FARE UN PASSO INDIETRO E CONCENTRAMI SU “MUNDUS NUMEN”, PER CHIEDERVI QUALCOSA SUL SUO INCREDIBILE ARTWORK, CHE SI ESPRIMEVA AL MEGLIO NELLA VERSIONE IN VINILE E NEL POSTER ACCLUSO, DOVE POSSIAMO AMMIRARE NELLA SUA TOTALITÀ TUTTA LA FIGURA, DOVE SI INTERSECANO FORME ARTIFICIALI, UMANE ED ANIMALI. CHE SIGNIFICATO DOBBIAMO ATTRIBUIRLE E PERCHÉ ALL’EPOCA SCEGLIESTE UN IMMAGINARIO COSÌ COMPLESSO, MENTRE PER “MANES IMPETUS” IL CORREDO GRAFICO RICHIAMA PIÙ SEMPLICI E IMMEDIATE IMMAGINI MORTUARIE?
– Nel periodo della realizzazione di “Mundus Numen” avevo conosciuto Manuel Tinnemans di Comaworx ed ero rimasto stregato dai suoi artwork. Volevo avere a tutti i costi per il disco qualcosa disegnato da lui. Ci siamo incontrati in diverse occasioni a Berlino e a vari festival, sviluppando l’idea dell’artwork assieme. Non ti darò un’interpretazione dell’immagine, ognuno può trovare quella che più gli aggrada. Per “Manes Impetus” io e D.RK (uno dei due chitarristi, ndR), di cui vi invito a tenere d’occhio il suo side-project Hermann, abbiamo deciso di scattare da soli delle foto da inserire nell’artwork. Stavolta pensavamo che un dipinto non avrebbe reso l’atmosfera desiderata. Un nostro amico ai Vortex Arts ci ha aiutato a dare ordine al lavoro e ha dato una grossa mano per il layout e alcuni orpelli grafici.

LE EDIZIONI DEI VOSTRI ALBUM SONO MOLTO CURATE, SONO UN VERO VALORE AGGIUNTO PER CHI DECIDE DI COMPRARE LA VERSIONE FISICA DEGLI ALBUM. PONETE PARTICOLARE ATTENZIONE PER GLI ASPETTI GRAFICI? CHE QUALITÀ DEVONO POSSEDERE LE VERSIONI FISICHE DEI VOSTRI DISCHI?
– Curiamo con attenzione tutti gli aspetti. Una copia fisica di un album ha molto più valore di qualcosa di digitale, che nessuno può toccare. Di conseguenza, dobbiamo porre forte attenzione alla qualità visiva e dei materiali. Per quanto riguarda il vinile, ad esempio, deve essere spesso a sufficienza perché non si deteriori per l’uso frequente. Il mastering va adattato a seconda del formato (LP, CD, cassetta o streaming), il prodotto deve esprimere questa attenzione. Le custodie per i singoli formati devono essere a loro volta resistenti e dare ovviamente una bella impressione, per il materiale utilizzato, la stampa e i colori.

QUALI SONO I VOSTRI ASCOLTI IN QUESTO PERIODO? QUALI SONO GLI ARTISTI CHE VI HANNO DATO LE MIGLIORI EMOZIONI NEGLI ULTIMI ANNI?
– Al momento sono molto concentrato su “Dusk To Dusk” dei Maggot Heart, “Beneath Below Behold” degli Antlers, “Dead Magic” di Anna Von Hauswolff, “Under Ether” degli Ascension, “Odori Sepulcrorum” dei Grave Miasma, “The Archer Takes Aim” dei Funereal Presence e “Black Death Horizon” degli Obliteration. Negli ultimi anni alcuni degli artisti che ho seguito con maggiore piacere sono stati PJ Harvey, The Ruins Of Beverast, Pink Floyd, Pentagram e Dead Can Dance.

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