ETERNAL DEFORMITY – Circo sul ghiaccio

Pubblicato il 25/04/2008 da
 
 
Vader, Behemoth e Decapitated ormai da anni reggono in piedi la scena death metal polacca, una fra le più meritorie del Vecchio Continente. E la Polonia la si ricorda in ambito metal più che altro per queste formazioni. Con “Frozen Circus”, gli esperti Eternal Deformity cercano di portare nuova linfa alla nomea internazionale del loro Paese: forti di un songwriting cangiante e molto piacevole e di un appeal incisivo, i cinque ragazzi hanno sfornato un disco davvero avvincente. Di questo e di altro – sempre che, nel tentativo di pronunciarne il nome, non andiate in overdose da consonanti – ci parla Przemyslaw Smyczek, chitarrista del combo, meglio conosciuto come Knife Thrower. Su il tendone!

 
INNANZITUTTO, RAGAZZI, COMPLIMENTI PER “FROZEN CIRCUS”, DAVVERO UN BEL DISCO! PER COMINCIARE, DIREI CHE POTRESTE PRESENTARE LA BAND AL PUBBLICO ITALIANO. IN FONDO SIETE UNA NOVITA’, ANCHE SE NON PIU’ DEI GIOVANISSIMI…
“Ciao! Hai ragione…gli Eternal Deformity esistono ormai da ben quindici anni! Sono il sogno fattosi realtà di tre ragazzi di una piccola cittadina nel sud della Polonia, Zory, i quali volevano creare una grande metalband. Abbiamo affrontato moltissimi problemi e tante delusioni, non ci siamo mai arresi e, finalmente, dopo questi quindici anni e la registrazione di cinque dischi, siamo riusciti a firmare un contratto con un’ottima label (la nostrana Code666, ndR). Tutti gli album precedenti sono riusciti ad ottenere dei buoni risultati di feedback, ma non hanno potuto uscire dalla nostra nazione a causa della scarsissima promozione”.

VOI NASCETE COME DOOM METAL BAND. PUOI DIRCI QUANDO E COME IL PROCESSO DI CRESCITA E SVILUPPO HA PRESO IL VIA?
“Semplicemente accumulando esperienza e portando i nostri orizzonti musicali verso lidi inesplorati. Spero che questo processo non si fermi presto e che si possa continuare a sorprendere i nostri fan con idee sempre nuove. Ciò che più siamo interessati a fare è rompere le regole e non porci limiti”.

COME SIETE ENTRATI IN CONTATTO CON LA CODE666? E’ UNA VALIDA ETICHETTA, NOTA SOPRATTUTTO PER PRODUZIONI DI METAL ATIPICO. COSA VI ASPETTATE DALLA SUA PROMOZIONE?
“Dopo aver registrato ‘Frozen Circus’, abbiamo cominciato a spedire il materiale a diverse label, scegliendo con accuratezza quelle che più pensavamo potessero essere interessate alla nostra musica. Ci sono state tante proposte, ma la Code666 ci ha fatto l’offerta migliore. Ciò di cui siamo più soddisfatti è di far parte di una così ristretta élite di gruppi. Abbiamo sentito di tanta gente che ritiene il roster della Code666 uno dei più validi in giro. E questo dice tutto”.

CREDO CHE IL VOSTRO LOGO ED IL VOSTRO NOME NON RIFLETTANO BENISSIMO IL GENERE CHE OGGI PROPONETE. AVETE MAI PENSATO DI CAMBIARLI CON QUALCOSA DI MENO ESTREMO?
“Assolutamente no. Siamo molto attaccati al nostro monicker, sebbene devo ammettere che sia un pelino atipico per il genere e di solito associato ad un altro tipo di musica. Ma, come ho detto prima, ci piace rompere le regole un po’ in tutti i campi (ride, ndR). Il nome è con noi da quindici anni e riflette tutti i nostri alti e bassi. Li vogliamo ricordare attraverso esso”.

COSA MI PUOI DIRE RIGUARDO L’IDEA DEL CIRCO? AVETE ANCHE DEI NICKNAME CHE RICORDANO DEI TIPICI ARTISTI CIRCENSI. PENSATE CHE QUESTO CONCEPT POSSA DURARE ANCHE IN FUTURO?
“Dunque, il concept del disco è andato cambiando di pari passo con l’evoluzione della musica che stavamo creando. Quando abbiamo cominciato a scrivere il nuovo materiale, non avevamo proprio idea di dove saremmo andati a parare. Mentre nascevano i brani, ci siamo accorti che tutti in qualche modo richiamavano una tenebrosa atmosfera da circo e quindi abbiamo proseguito su quelle coordinate. Per rendere tutto coerente, abbiamo deciso di avere una copertina e le photo session a tema circense. Grazie all’aiuto di alcuni amici, siamo riusciti a fare tutto in modo ideale e il risultato finale ci rende davvero orgogliosi! Per il futuro, sinceramente, è difficile prevedere qualcosa: esperimenti e la ricerca di nuove soluzioni sono la nostra specialità…forse ci evolveremo ancora in questa direzione, più progressiva, oppure cambieremo del tutto strada. Vedremo!”.

LA VOSTRA MUSICA – GIUSTO PER NON ESSERE TROPPO COMPLICATI – SI PUO’ RIASSUMERE COME UN MISTO TRA PROG METAL E AVANT-BLACK. MA SE TU DOVESSI DESCRIVERLA AD UN VOSTRO POSSIBILE FAN, QUALI PAROLE USERESTI?
“In verità credo che nemmeno tenterei di descrivere il nostro stile, oppure di paragonarci a qualche altra band. Chiunque sia abbastanza open-minded da esplorare nuovi spazi musicali, chiunque ami le sperimentazioni e le soluzioni non comuni, penso possa diventare un nostro fan. La nostra musica è un miscuglio di differenti atmosfere e sonorità, aventi però un comune denominatore: il METAL!”.

COME NASCE UN BRANO DEGLI ETERNAL DEFORMITY? SI TRATTA DI LAVORO INDIVIDUALE O DI GRUPPO?
“Non abbiamo un metodo schematico e rituale per comporre le canzoni. In maggioranza si tratta di lavoro di gruppo, ma ci sono delle volte in cui capita che uno di noi arrivi in studio con un pezzo intero praticamente pronto ed al resto del gruppo non resta che lavorarci sopra. Però è piuttosto raro che si compongano delle song individualmente, e soprattutto è raro che i brani nascano di botto: di solito, per avere una traccia pronta, ci servono parecchi stravolgimenti e variazioni. Ci studiamo sopra finché tutti non siamo soddisfatti del risultato finale”.

UN’ALTRA DOMANDA CLASSICA: QUALI SONO LE VOSTRE PRINCIPALI INFLUENZE?
“Be’, se ti riferisci alla musica, allora ti dico che troviamo ispirazione sentendone qualsiasi forma, dalla classica ai sottogeneri metal più estremi. L’unico ‘genere’ dal quale ci teniamo stolidamente lontani è quello praticato dalle boyband, ma solo perché noi non siamo abbastanza belli (ride, ndR). A parte ciò, tutti noi abbiamo gusti diversi…ma la musica che vogliamo comporre e suonare è heavy metal, il genere che più amiamo”.

L’ARTWORK E’ DAVVERO MOLTO BELLO; PUOI SPIEGARCI IL SUO SIGNIFICATO? ED IN MERITO ALLE LYRICS, COSA CI PUOI DIRE?
“Esattamente come la musica, anche la copertina non rivela del tutto la sua anima. E’ opera di una nostra amica graphic designer, Yv, che, influenzata dal disco, ha creato quella visione. Non abbiamo interferito assolutamente con il suo lavoro, ci siamo fidati ciecamente e siamo totalmente soddisfatti. Il significato della cover in breve: anche il più misero ed insignificante clown ha i suoi sogni e i suoi desideri, che però sono ahinoi brutalmente frantumati da un destino freddo e spietato. Per quanto riguarda i testi, sono opera del nostro vocalist e bassista Kofi (alias Announcer, ndR): sono molto personali, quindi non sarei in grado di spiegarteli al meglio. L’unica eccezione è ovviamente ‘Little 15’, la cover dei Depeche Mode, le cui lyrics sono di Martin Lee Gore”.

PROBABILMENTE LA POLONIA E’ LA NAZIONE EUROPEA CHE, NEGLI ULTIMI ANNI, HA COMPIUTO PIU’ PASSI AVANTI DI TUTTI, SOPRATTUTTO IN CAMPO DEATH METAL. COSA MI DICI RIGUARDO ALLE ALTRE SCENE DEL TUO PAESE?
“La nostra scena metal è piena di moltissime band che suonano tutti i generi metal possibili. E ce ne sono alcune che cercano di andare per una loro precisa direzione, sconfiggendo le barriere stilistiche e le convenzioni comuni tra un sottogenere e l’altro, un po’ come facciamo noi da anni. Se ti posso segnalare una band, ti dico gli Horrorscope, principali esponenti di una ribollente scena thrash sempre più attiva dalle nostre parti!”.

STATE PROGRAMMANDO QUALCHE DATA AL DI FUORI DEL VOSTRO PAESE? QUALCHE TOUR? E VI ESIBIRETE TRAVESTITI DA PERSONAGGI DEL CIRCO?
“Ci piacerebbe tantissimo poterci esibire in molti Paesi europei, ma purtroppo non è così semplice. In ogni caso speriamo che con la collaborazione e l’aiuto della Code666 si possa fare qualcosa in merito. Per i travestimenti, ti devo confessare che i costumi circensi non sono il massimo della comodità! Non ti escludo però la presenza magari di una piccola scenografia o di qualche trovata sempre dello stesso calibro. Vedremo quanto potremo realizzare di quello che già abbiamo in mente”.

BENISSIMO! ABBIAMO FINITO…GRAZIE MILLE E TERMINA PURE COME PREFERISCI…
“Grazie per il vostro interesse negli Eternal Deformity e per questa intervista. Sprono chiunque abbia voglia di farlo ad ascoltare il nostro album e auguro a tutti nel farlo un’esperienza cosmica ed indimenticabile. Spero che possa colpire anche coloro i quali non sono propensi al metal sperimentale: forse i nostri suoni li convinceranno che ogni tanto uscire dai soliti canoni non è così male!”.
 
 
 
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