EXCALION – Suonando emozioni

Pubblicato il 10/01/2020 da

Gli Excalion ci hanno ben impressionati in occasione dell’uscita del loro nuovo album “Emotions”: abbiamo così voluto sentire il batterista Henri Pirkkalainen, con il quale abbiamo parlato ovviamente del loro ultimo lavoro, approfondendo diversi aspetti legati alla sua realizzazione, alla fase compositiva, nonchè alle scelte in fase di mixaggio e mastering che li hanno portati a rivolgersi a Simone Mularoni. Abbiamo quindi aperto una retrospettiva sul passato, per cui Henri ci ha spiegato le cause che hanno portato la band ad una lunga assenza dalle scene, per poi tornare parecchio rinnovata. Un aspetto che però è emerso più di ogni altro e su cui Henri ha parecchio insistito, è quello che gli Excalion sono una band a tutti gli effetti: per quanto la maggior parte delle idee di partenza provenga dal tastierista Myllyvirta, tutto viene sempre provato insieme e prende forma solo dal confronto tra tutti i musicisti. Henri torna sempre e ripetutamente su questo punto, evidenziando che è sempre stato questo il loro metodo, a prescindere dai cambi di line-up e che questo loro sistema funziona bene: visti gli ultimi risultati, non possiamo effettivamente dargli torto.

AVETE PUBBLICATO IL VOSTRO NUOVO ALBUM, INTITOLATO “EMOTIONS”: AVETE SCELTO QUESTO TITOLO PERCHE’ SI TRATTA DI UN FULL-LENGTH CHE RIGUARDA LE EMOZIONI O PERCHE’ IL VOSTRO SCOPO E’ DI TRASMETTERE DELLE EMOZIONI CON LA VOSTRA MUSICA?
– La ragione principale per cui abbiamo scelto questo titolo sta nel tema complessivo dell’album che ruota attorno all’emozione specifica che ogni canzone rappresenta. Quest’idea è venuta a Jarmo ‘Jappe’ Myllyvirta (tastierista della band, ndR) quando alcune canzoni dell’album erano già state composte e provate. A quel punto, le specifiche canzoni e i testi sono stati realizzati per considerare una varietà di differenti tipi di emozioni. Il risultato penso sia alquanto gradevole.

OGNI CANZONE DI “EMOTIONS” POSSIEDE SQUISITE MELODIE E RIFF COINVOLGENTI: COME NASCONO LE VOSTRE CANZONI?
Jappe cura la base di ogni canzone. Questo è stato l’approccio degli Excalion per realizzare le nostre canzoni sin dall’inizio della band. La base potrebbe essere una melodia per il ritornello o degli accordi base per qualche tema o per il ritornello della canzone. Di solito ci incontriamo a questo punto per provare e iniziare a costruire la canzone. In questa fase, ciascuno interviene. A volte potremmo trovare alcune idee valide per il ritmo della batteria, che ci potrebbe far portare la canzone verso una direzione differente rispetto a quella preventivata originariamente, o piuttosto viene jammato un riff di chitarra che ci conduce ad un’altra prospettiva. Le melodie alcune volte sono pronte anche prima dei testi della canzone, questo perchè Jappe è sempre stato molto bravo nello scriverle.

COME AVETE LAVORATO PER REALIZZARE L’ALBUM? CI SONO STATE DIFFERENZE RISPETTO A “DREAM ALIVE”?
– Gli aspetti di base per comporre e provare le canzoni sono stati molto simili a “Dream Alive”. Specialmente le quattro canzoni finali da “Dream Alive”, quando Aleksi, Onni e Marcus si erano uniti alla band. Come dicevo prima, Jappe porta la base della canzone a cui lavoriamo insieme per gli step successivi degli arrangiamenti e la produzione funziona veramente bene. Similmente a “Dream Alive”, Tero Vaaja, il nostro ex bassista, ha scritto parecchi testi. Sentiamo di avere un team vincente e un modo di realizzare musica che funziona veramente bene. Penso che per il prossimo album seguiremo un approccio simile.

PER IL MIXAGGIO ED IL MASTERING DELL’ALBUM AVETE SCELTO UN ITALIANO, SIMONE MULARONI, CHE COME SEMPRE, HA FATTO UN OTTIMO LAVORO: QUALI SONO LE RAGIONI CHE VI HANNO PORTATO A QUESTA SCELTA?
– Sapevamo che questa volta volevamo uno stile di mixaggio meglio prodotto e più incisivo. Ci sono solo pochi nomi che conoscevamo in Finlandia, come Mikko Karmila che ha lavorato con i Nightwish e alcuni altri classici finlandesi. L’idea di Simone è venuta fuori quando un mio buon amico è venuto a farmi visita a casa. Voleva ascoltare “Dream Alive” e lo abbiamo fatto. Dopo, voleva farmi ascoltare del metal finlandese che avrebbe potuto interessarmi e cominciò a farmi ascoltare un album che era stato mixato da Simone. Il mio amico stava appunto elogiando la band, mentre io contemporaneamente gli chiedevo: “Chi è la persona che ha curato il mix? È favoloso!”. A quel punto ho cercato i dettagli del contatto di Simone e gli ho scritto, chiedendogli se avesse voluto mixare il prossimo album degli Excalion. Lui ha detto di sì e siamo veramente felici di questa collaborazione.

PENSI CHE AVETE RAGGIUNTO IL VOSTRO APICE? DA DOVE TRAETE ISPIRAZIONE PER I VOSTRI ALBUM?
– Siamo musicisti alquanto ambiziosi e troviamo ispirazione nel fare musica insieme, tanto che sarei sorpreso se qualcuno di noi dovesse mai dire che abbiamo raggiunto il culmine con quello che stiamo facendo. Sono sicuro che Jappe a volte ha la sensazione per un mese o due dopo ogni album di dubitare circa le sue abilità per ricominciare a comporre. Ma penso che la creatività è un’esperienza sociale perchè noi alimentiamo reciprocamente le nostre idee e i nostri pensieri. Penso perciò che la creatività cesserebbe solo se qualcosa ci devastasse nei nostri rapporti interpersonali e individualmente e la musica si fermerebbe. Penso che per Jappe l’ispirazione provenga dall’ascoltare buona musica, dal guardare film e belle serie TV. E, ovviamente, dalle attività comuni alle prove.

AVETE INSERITO LA CANZONE “DEEP WATER” COME BONUS TRACK: COME MAI? E PERCHE’ SUONA CON UNO STILE DIFFERENTE RISPETTO ALLE ALTRE CANZONI DELLA TRACKLIST?
– “Deep Water” va molto indietro. Di fatto è una canzone scritta nel 2005 per l’album “Waterlines”. Il quel periodo, era piuttosto differente per gli arrangiamenti e i testi: anche allora, quindi, non s’inseriva bene nell’album “Waterlines”, così abbiamo preferito metterla da parte. Non abbiamo più pensato di utilizzarla a quel punto, finchè uno di noi non l’ha trovata tra alcuni vecchi file. Questo è accaduto durante le sessioni di “Dream Alive”. Sapevamo che non si sarebbe inserita pienamente nello stile che stavamo facendo, ma abbiamo ritenuto che avremmo potuto farne una bella bonus track. Le registrazioni di batteria di “Dream Alive” erano già molto avanti, così ho potuto apportare molti cambiamenti alla struttura della canzone, dove era chiaro che andasse migliorata. Ho registrato la batteria e a quel punto abbiamo iniziato a fissare gli arrangiamenti e il pre-chorus, la sezione con l’assolo veloce e così via. Non l’abbiamo usata poi come bonus track per “Dream Alive”, mentre invece ce ne serviva una per “Emotions”. Abbiamo chiesto a Simone di mixarla, sapendo che non sarebbe suonata esattamente simile alle altre canzoni provenendo dalla sessione di “Dream Alive”. È stato divertente pubblicarla dopo quasi quindici anni.

CHE PROGETTI AVETE PER PROMUOVERE L’ALBUM?
– Abbiamo suonato alcuni concerti la scorsa estate e ne faremo alcuni nel 2019 (l’intervista è dello scorso Novembre, ndR). Siamo alquanto aperti a suonare dal vivo, vediamo se possiamo organizzare stavolta qualcosa fuori dalla Finlandia.

QUALI SONO LE CANZONI DEGLI EXCALION CHE TI PIACE DI PIU’ SUONARE DAL VIVO?
– Personalmente, penso che ho assistito alle risposte più entusiaste da parte del pubblico con alcune delle canzoni uptempo e queste sono quelle con cui mi diverto di più. Per esempio, “Wingman” funziona bene dal vivo, “Sunshine Path” e “Trust” erano molto divertenti nei precedenti concerti. Alquanto curioso che alcune delle migliori reazioni vengano da “Luopio”, che era la bonus track del nostro album di debutto nel 2004. È alquanto veloce e semplice, per cui potrebbe essere questa la ragione.

PENSO CHE SIETE TORNATI UN PAIO DI ANNI FA, DOPO UNA PAUSA DI ALCUNI ANNI, PIU’ FORTI E CON PIU’ PERSONALITA’: COSA VI HA SPINTO A RITORNARE?
– Beh, di fatto non siamo mai scomparsi come band. I nostri precedenti cantante e chitarrista si sono imbattuti in alcuni cambiamenti nella loro vita e hanno voluto fare un passo indietro e fare qualcosa di diverso. Questo avveniva già un paio di anni dopo l’album “High Time”. Poi, abbiamo continuato a comporre con Jappe e il nostro ex bassista Tero. Quelle canzoni rappresentano la maggior parte dell’album “Dream Alive”. Ci è voluto un po’ per trovare i membri da inserire. E anche quando Aleksi, Marcus e, più tardi, Onni sono entrati nella band, ci è voluto un po’ per sintonizzarci. Ci vuole sempre un po’ per perfezionare il modo di suonare, comporre e arrangiare musica in maniera collaborativa. È come costruire una squadra di successo. Perciò, non abbiamo mai pensato di lasciare, per quanto dall’esterno possa essere sembrato così.

GUARDANDO AL PASSATO DELLA BAND: QUALI SONO LE DIFFERENZE TRA I PRIMI EXCALION E QUELLI DI OGGI?
– Penso che la maggiore differenza sia la varietà musicale tra i membri della band e anche la crescita di ciascuno di noi come musicisti e come individui. Siamo meglio preparati e pronti a dire qualcosa con la nostra musica. Adesso, inoltre, siamo anche meglio equipaggiati per arrangiare e produrre musica nella direzione che vogliamo.

CI PARLI UN PO’ DELLA MUSICA CON CUI SIETE CRESCIUTI? E COSA ASCOLTATE ADESSO?
– Jappe e io abbiamo influenze alquanto simili sin da quando eravamo alle scuole superiori: Stratovarius, Nightwish e alcune progressive metal band come i Symphony X. Oggi Jappe è orientato verso gli Ayreon e roba un po’ più pesante come i Wintersun. A me piacciono Devin Townsend, gli Opeth e devo dire che l’ultimo album dei Dream Theater era grandioso! Aleksi è alquanto versatile nei suoi gusti: sicuramente Dream Theater e qualcosa old school come Metallica, Megadeth, Pantera e così via. Marcus è quello di noi più fan dei classici: ama Dio, Judas Priest, UDO, Tarot e simili. Onni è forse il più lontano dagli altri in termini di gusti musicali ma ci consente di acquistare quella dolcezza che ci torna utile per materiale più melodico. Andremo a vedere Devin Townsend insieme con Onni. Così questo è quello che condividiamo, ma devo dire che la maggior parte di noi ascolta molti altri stili al di fuori del metal. Penso sia importante trovare vie per pensare al di fuori degli schemi, evitando così di ricreare qualcosa che altre band hanno già fatto.

CI SONO MUSICISTI CHE FANNO FATICA AD INDIVIDUARE LORO CANZONI O ALBUM PREFERITI PER UNA SERIE DI RAGIONI, MA NEL TUO CASO C’E’ UNA CANZONE O UN ALBUM CHE PREDILIGI O DI CUI HAI PARTICOLARI RICORDI?
– Se dovessi scegliere una canzone, alla fine direi “Nightmariner”. Jappe portò le liriche alle prove ed era una storia così spaventosa che abbiamo riso dubitando che fosse veramente adatta agli Excalion. Sapevamo che l’emozione di quella canzone era la paura. Proprio per questo, sapevamo che dovevamo fare qualcosa che non avevamo mai fatto prima. Abbiamo sperimentato alle prove e riso molto. Abbiamo provato roba strana e ci siamo chiesti cosa avrebbe potuto essere spaventoso e come sviluppare quell’emozione. La maggior parte degli esperimenti non avrebbero proprio per niente funzionato (risate, ndr). Momenti meravigliosi a cui è divertente ripensare.

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