EXHALE – Un mondo di odio

Pubblicato il 13/02/2014 da

Con i Nasum ormai ritiratisi definitivamente, Rotten Sound, The Arson Project e Gadget ancora rintanati a comporre i rispettivi nuovi album e gli Afgrund presumibilmente giunti al termine del “ciclo promozionale” per le loro ultime fatiche, gli appassionati di grindcore scandinavo in questo momento possono con tutta probabilità fare affidamento solo sugli Exhale, i quali hanno finalmente rilasciato il loro nuovo album poche settimane fa. “When Worlds Collide” è uscito per Pulverised Records e ci ha presentato una band ancora in forma nonostante il lungo periodo di inattività, nonchè concentrata sulla creazione di un sound un po’ più variegato e particolare rispetto al passato. Il gruppo non è mai stato molto fortunato, ma sembra aver finalmente imboccato la strada giusta, come ci conferma il chitarrista Johan Ylenstrand…

exhale - band - 2012

AVETE IMPIEGATO DIVERSI ANNI PER PUBBLICARE UN NUOVO ALBUM. CHE COSA È ACCADUTO?
“Sì, come al solito per questa band, le cose sono andate molto a rilento. Per prima cosa, il mixaggio e il mastering dell’album hanno subito dei ritardi. Poi ci è voluto del tempo per prendere una decisione sull’artwork e infine la Pulverised Records ci ha detto che aveva altri album da pubblicare prima del nostro, così non abbiamo potuto fare altro che attendere”.

ORA MAGARI “WHEN WORLDS COLLIDE” SUONA VECCHIO PER VOI! CHE COSA AVETE FATTO IN QUESTO TEMPO? AVETE GIÀ INIZIATO A LAVORARE SU ALTRA MUSICA?
“Sì, in effetti da parte nostra tutto era pronto ormai da mesi. Stavamo solo aspettando di sapere una data di uscita. Negli ultimi tempi non siamo stati particolarmente attivi, ma ora stiamo iniziando a provare per i prossimi concerti. Io ho anche composto una manciata di nuovi pezzi che presto sottoporrò al resto del gruppo”.

IL SUONO DEGLI EXHALE È OGGI UNA MISCELA DI VARIE INFLUENZE, SULLE QUALI COMUNQUE DOMINA IL GRIND. COME VIENE SOLITAMENTE COMPOSTO IL VOSTRO MATERIALE?
“Solitamente sono io a comporre la maggior parte dei riff. Lavoro a casa in solitudine e aspetto di avere un brano completo prima di farlo sentire agli altri ragazzi. A volte la canzone non viene modificata affatto, altre volte invece qualcuno aggiunge qualcosa. L’idea alla base del nostro progetto è di mescolare il grindcore con altri stili estremi senza perdere in compattezza”.

TUTTO SOMMATO, GLI EXHALE HANNO UN SUONO PRETTAMENTE SCANDINAVO. SUPPONGO CHE UN GRUPPO COME I NASUM SIA STATA UNA GRANDE INFLUENZA SIN DAL PRINCIPIO. QUALI ALTRI MAESTRI PENSATE DI AVERE?
“Sì, i Nasum sono stati e sono ancora una delle nostre influenze. Ciò è indubbio. Per il resto, è difficile selezionare dei nomi, perchè ascoltiamo davvero tanta musica diversa. Tuttavia, penso che nel gruppo tutti amiamo incondizionatamente Rotten Sound, Entombed, Misery Index, Suffocation e Napalm Death”.

COME PENSI CHE VI SIATE EVOLVENDO COME BAND? CHE DIFFERENZE TROVI FRA “BLIND” E “WHEN WORLDS COLLIDE”?
“Penso che ‘Blind’ sia un album più prettamente death-grind rispetto al nuovo lavoro. Per ‘When Worlds Collide’ abbiamo cercato di comporre brani più dinamici e variegati, sfruttando anche l’abilità del nostro nuovo frontman. Secondo me ci siamo mossi nella giusta direzione. Stiamo acquistando personalità”.

TROVI DIFFICILE COMPORRE NUOVI RIFF O USCIRE CON QUALCOSA DI FRESCO IN UN GENERE COME IL GRINDCORE?
“No, secondo me non è difficile se affronti la composizione con la giusta mentalità. Noi non stiamo cercando di essere il gruppo più veloce sulla terra, ad esempio. Il grindcore per noi è una base dal quale partire per ricavare un suono più particolare. Amo i gruppi grind più tradizionali e diretti, ma quello non è il nostro stile”.

QUAL È SECONDO TE LA DIFFERENZA FRA UNA BUONA CANZONE GRINDCORE E UN’OTTIMA CANZONE GRINDCORE?
“Per me un’ottima canzone grind deve possedere delle linee vocali memorabili e avere un gran tiro a livello di drumming. Non deve essere troppo caotica. I Nasum erano bravissimi a comporre pezzi di questo tipo”.

A LIVELLO LIRICO IL GRINDCORE È SOLITO SPAZIARE DA TEMATICHE SOCIO-POLITICHE AL GORE E AL PORNO. GLI EXHALE DOVE SI PONGONO CON I LORO TESTI?
“Gli Exhale hanno testi aggressivi che ben si sposano con la nostra musica, ma non abbiamo un concept alla base. Non siamo assolutamente interessati al filone gore, nè siamo una band apertamente politica. Devo dire che ci concentriamo sulla critica sociale, descrivendo ciò che secondo noi non va per il verso giusto in questo mondo. Forse sì, puoi trovarci anche della politica. Martin e Gustav, il nostro batterista e il nostro cantante, si occupano della maggior parte dei testi”.

IL GRINDCORE SEMBRA AVER ACQUISTATO POPOLARITÀ NEGLI ULTIMI ANNI. DOVE PUÒ ARRIVARE SECONDO TE?
“Sì, ci sono più band e forse più concerti. Credo che la gente stia iniziando a lasciarsi affascinare dalla sua intensità. Tuttavia non credo che diventerà mai un genere davvero popolare: per molti è troppo brutale”.

SUPPONGO CHE IL VOSTRO NOME DERIVI DALL’ALBUM DEI NASUM, “INHALE/EXHALE”. COME HAI TROVATO LA LORO “REUNION” SENZA MIESZKO? HAI VISTO QUALCHE SHOW?
“Sì, certamente, il nostro nome è stato ispirato dal loro primo album. Sono andato a vedere uno di quei concerti e per me è stato ok, divertente ma non esaltante come quelli dei vecchi tempi. Ciò nonostante, comprendo le ragioni di quel tour e non ho critiche da fare sotto quell’aspetto”.

COSA FARETE NEI PROSSIMI TEMPI?
“L’idea è quella di organizzare qualche concerto… magari un tour. E ovviamente voglio continuare la stesura di altri brani”.

QUALE POTREBBE ESSERE LA LINEUP IDEALE PER UN CONCERTO DEGLI EXHALE?
“È sempre difficile rispondere a queste domande, ma credo che Dying Fetus, Rotten Sound e Converge sarebbe un’ottima lineup per un concerto al quale prendere parte”.

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