EXHUMED – La legge della strada

Pubblicato il 02/03/2026 da

Da oltre trent’anni, Matt Harvey è una delle figure più riconoscibili e coerenti dell’underground estremo statunitense: con gli Exhumed ha infatti contribuito a definire un’estetica in cui splatter, ironia nera e rigore compositivo convivono senza compromessi, trasformando il gore metal in un linguaggio personale, capace di evolversi senza snaturarsi. Con il nuovo album “Red Asphalt”, la band californiana sposta il proprio immaginario dalle sale autoptiche alle highway americane, costruendo un ideale ‘road trip death metal ‘ tra incidenti, asfalto rovente e umorismo corrosivo.
In questa conversazione, il cantante/chitarrista ripercorre la genesi del disco, riflette sull’equilibrio tra fedeltà stilistica e rinnovamento creativo, e approfondisce le dinamiche compositive interne al gruppo. Non manca uno sguardo al futuro prossimo, con l’impegnativo tour europeo che lo vedrà esibirsi ogni sera anche con i Gruesome.
Un dialogo schietto, tecnico e autoironico, che restituisce il ritratto di un musicista ancora affamato e pienamente consapevole della propria identità artistica.

“RED ASPHALT” SEMBRA INCANALARE IL CAOS E IL PERICOLO DELLE STRADE AMERICANE. COME HA PRESO FORMA, NEL VOSTRO SONGWRITING, L’IDEA DI UN ‘ROAD TRIP DEATH METAL’? AVETE GIÀ DETTO IN PASSATO CHE LA BAND HA SPESSO ATTINTO AGLI ORRORI DELLA VITA REALE COME FONTE DI ISPIRAZIONE. CI SONO STATE NOTIZIE, INCIDENTI O TRAGEDIE STRADALI SPECIFICHE CHE HANNO INFLUENZATO QUESTO ALBUM?
– Credo che l’ispirazione diretta sia arrivata quando Ross stava ascoltando “The Road Behind” dei Gwar e si lamentava della mancanza di epiche road ballad in chiave death metal, così abbiamo deciso di rimediare!
Oltre a questo, tutti nella band tranne Ross hanno avuto un arresto per guida in stato di ebbrezza, e molti anni fa ho fatto un incidente con Ross come passeggero (non ero ubriaco, nel caso te lo stessi chiedendo), quindi abbiamo attinto anche a tutte quelle esperienze durante la scrittura. Posso pensare a un sacco di nostri amici coinvolti in incidenti piuttosto gravi con i van in tour, e noi stessi abbiamo visto tantissimi veicoli distrutti, in fiamme e contorti lungo le strade mentre eravamo in viaggio.
Mio padre è rimasto coinvolto in un grave incidente d’auto quando ero molto piccolo ed è finito in coma, quindi il pericolo legato alle automobili è qualcosa che, in un modo o nell’altro, ha toccato tutti noi della band sul piano personale.

IN CHE MODO IL TOUR INFLUENZA I TEMI O IL RITMO DELLA VOSTRA MUSICA? LA VITA ON THE ROAD VI HA DATO SPUNTI PER “RED ASPHALT”?
– Assolutamente sì. Penso che la title-track in particolare parli di trovare un modo per sentirsi a proprio agio e prosperare nel caos e nel movimento costante del viaggio. Inoltre, dato che passiamo così tanto tempo su veicoli attraversando in lungo e in largo le interstate qui negli Stati Uniti, credo che abbiamo una percezione molto più realistica di quanto la strada possa essere davvero pericolosa.

IN QUESTO ALBUM UNA CERTA DOSE DI UMORISMO SEMBRA CONVIVERE CON L’ORRORE, TRA GORE AUTOMOBILISTICO E “GANG DI BIKER ZOMBIFICATI”. QUANTO È IMPORTANTE L’UMORISMO NERO NEL VOSTRO SONGWRITING?
– Direi che è fondamentale. Una delle cose che credo ci abbia sempre distinti da molte band death metal è che non prendiamo noi stessi o i nostri temi troppo sul serio. Questo non significa che non lavoriamo molto sui testi – anzi, direi che probabilmente ci lavoriamo più di molte altre band – ma riconosciamo che portare orrore e gore a questi livelli estremi ha in sé una componente di assurdità, e noi abbracciamo quell’assurdità e ci divertiamo a esaltarla. Inoltre non siamo adolescenti che cercano di scioccare qualcuno, e penso che l’umorismo nero e cinico tolga un po’ di quel tono ultra serioso, ormai un po’ imbarazzante, da certe tematiche splatter sopra le righe.

DOPO DECENNI DA PIONIERI DEL GORE METAL, SENTI CHE ESISTE ANCORA UNA TENSIONE TRA RESTARE FEDELI AL VOSTRO SOUND DISTINTIVO ED ESPLORARE NUOVI TERRITORI TEMATICI? CON COSÌ TANTI ANNI DI ESPERIENZA, È PIÙ FACILE O PIÙ DIFFICILE SORPRENDERVI CREATIVAMENTE QUANDO SCRIVETE NUOVO MATERIALE?
– Sento sicuramente che dobbiamo fare attenzione mentre scriviamo per assicurarci di restare fedeli al nostro stile senza diventare completamente ripetitivi. C’è una linea sottile tra ‘stile’ e auto-plagio, ed è facile superarla, anche – o forse soprattutto – senza volerlo. A questo punto credo che dobbiamo trovare una sorta di svolta o un nuovo ambito su cui concentrarci con ogni disco, in modo che si distinguano davvero l’uno dall’altro e risultino coinvolgenti.
Di solito, come fan, tendo a perdere interesse dopo tre o quattro album di molte band, quindi sentiamo che ogni disco che facciamo debba in qualche modo giustificare la propria esistenza, avere una propria identità stilistica.

I FAN PARLANO SPESSO DELLA CAPACITÀ DEGLI EXHUMED DI FONDERE L’INTENSITÀ GRINDCORE CON LA STRUTTURA DEL DEATH METAL OLD-SCHOOL E UNA BUONA DOSE DI THRASH. IN “RED ASPHALT” AVETE CERCATO CONSAPEVOLMENTE DI SPINGERE DI PIÙ SU UNO DI QUESTI ELEMENTI RISPETTO AGLI ALTRI?
– L’unica cosa su cui volevo davvero concentrarmi a livello musicale era inserire sezioni più lente, con un feel più sciolto e orientato al groove, invece di parti compatte e percussive. Volevo qualcosa con uno approccio un po’ viscido, che quasi ti facesse venire voglia di muovere i fianchi, mantenendo però le strutture melodiche e armoniche radicate da tempo nelle nostre sensibilità.

DAL PUNTO DI VISTA COMPOSITIVO, QUALI SONO LE PRINCIPALI DIFFERENZE TRA IL TUO APPROCCIO, QUELLO DI ROSS (SEWAGE, BASSO E VOCE) E QUELLO DI SEBASTIAN (PHILLIPS, CHITARRA)? IN CHE MODO QUESTE DIFFERENZE PLASMANO IL SUONO COMPLESSIVO DELL’ALBUM?
– Credo che tutti attribuiamo grande valore alle strutture tradizionali delle canzoni – strofa / ritornello / strofa / ritornello / bridge / ritornello – e al tentativo di scrivere hook memorabili.
Da lì in poi, direi che Sebastian ha uno stile chitarristico e compositivo molto preciso e percussivo, con un grande atletismo ritmico che per me è stimolante e impegnativo da imparare.
Ross ha un senso dell’arrangiamento molto sviluppato e alcune sue scelte di note risultano un po’ più punk rispetto a ciò che scriveremmo io o Sebastian. Sono sempre entusiasta quando ricevo nuove canzoni da entrambi, perché riescono quasi sempre a tirare fuori qualcosa di sorprendente e interessante a cui io non avrei pensato, e questo mi carica a mia volta per trovare qualcosa che possa sorprendere loro.
Il mio stile è un po’ diverso da quello di Ross e Sebastian: credo di essere più focalizzato su melodie e armonia – incorniciare melodie con progressioni di accordi ricche di movimento è una cosa che mi appassiona molto – e nella title-track lo si sente parecchio. Io tendo a costruire la tensione attraverso melodia e armonia, Sebastian lo fa con il ritmo e Ross con gli arrangiamenti.

CON COSÌ TANTI ANNI DI ESPERIENZA E PIÙ VOCI COMPOSITIVE NELLA BAND, COME FATE A GARANTIRE CHE IL CONTRIBUTO DI CIASCUNO RIENTRI NEL SUONO DEGLI EXHUMED LASCIANDO COMUNQUE SPAZIO ALLA PERSONALITÀ INDIVIDUALE?
– Rivedo tutto insieme agli altri, soprattutto perché alla fine sono io a registrare le chitarre ritmiche, e qua e là suggerisco qualche modifica. Con Sebastian di solito aggiungo più dettagli armonici, mentre con Ross mi concentro su piccoli ritocchi che includano determinate tonalità per rendere il tutto più minaccioso.
Dato che scrivono sempre canzoni killer, si tratta soprattutto di piccoli aggiustamenti per mantenere tutto dentro lo ‘stile di casa’. La vedo un po’ come essere l’art director di una casa editrice di fumetti negli anni ’70 o ’80: rivedere tutte le copertine e fare piccoli interventi per assicurarsi che lo Spider-Man lì sopra assomigli allo Spider-Man sullo zaino del bambino e alla macchinina di Spider-Man che il bambino ha, e così via.

DA VETERANO DEL GORE METAL E FIGURA CHIAVE DELLA SCENA CHE IN PASSATO HA RESO OMAGGIO AI CARCASS, QUANDO LA BAND INGLESE NON ERA PIÙ ATTIVA, PENSI CHE CI SIA UN ELEMENTO DEL LORO SUONO CHE TENDE A ESSERE SOTTOVALUTATO O SPESSO TRASCURATO QUANDO LE BAND LI CITANO COME RIFERIMENTO?
– Penso che il loro catalogo – almeno i primi quattro album – presenti una grande varietà stilistica e che ogni disco abbia influenzato un diverso insieme di band: goregrind, melodeath, death ’n’ roll, eccetera. Credo che “Swansong” sia estremamente sottovalutato: ci sono molte grandi canzoni, hook enormi, riff divertenti e testi piuttosto taglienti in stile punk. È davvero raro che una band riesca a cambiare così tanto tra un album e l’altro mantenendo comunque un livello qualitativo così alto: nel metal mi vengono in mente solo Carcass e Death.

NEL PROSSIMO TOUR EUROPEO TI ESIBIRAI OGNI SERA SIA CON I GRUESOME SIA CON GLI EXHUMED, IN ENTRAMBI I CASI NEL RUOLO DI CHITARRISTA/CANTANTE. COME TI PREPARI FISICAMENTE E MENTALMENTE PER OFFRIRE DUE PERFORMANCE DEATH METAL COMPLETE IN UNA SOLA SERATA?
– Per quanto mi riguarda, ci sarà da fare molto stretching prima di iniziare. In tour ho una routine di ginnastica a corpo libero piuttosto solida e ne avrò bisogno. La cosa che mi preoccupa di più è la voce: potrei dover modificare un po’ il timbro per trovare qualcosa che riesca a sostenere per due set sera dopo sera, ma ho già fatto alcuni concerti del genere in passato e in realtà sono stati piuttosto divertenti.

SUONARE DUE SET COSÌ INTENSI OGNI SERA DEVE OFFRIRE UNA PROSPETTIVA INSOLITA SULLA VOSTRA STESSA MUSICA. ESIBIRTI CON EXHUMED E GRUESOME UNO DOPO L’ALTRO CAMBIA IL MODO IN CUI AFFRONTI I BRANI O INTERAGISCI CON IL PUBBLICO?
Le due band affrontano i concerti dal vivo in modo piuttosto diverso in termini di performance. Robin (Mazen, bassista dei Gruesome, ndr) e Dan (Gonzalez, chitarrista dei Gruesome, ndr) sono molto più misurati nella presenza scenica, c’è meno movimento sul palco e meno ‘spettacolarità’, anche se entrambi hanno comunque una buona presenza.
02Ross e Sebastian invece sono veri showman, e il concerto degli Exhumed è più una performance vera e propria: quindi durante il set dei Gruesome andrò gradualmente in crescendo, pronto a esagerare e divertirmi davvero quando gli Exhumed saliranno sul palco.

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