EXMORTEM – Presenze Malevole

Pubblicato il 24/05/2009 da

 

Quando il death metal torna a essere qualcosa di realmente oscuro e “difficile”. Gli Exmortem del nuovo “Funeral Phantoms” rivisitano il genere cercando di rimanere ben lontani da qualsiasi, anche minima, concessione all’orecchiabilità e all’imediatezza, prendendo come primissimi punti di riferimento realtà come Morbid Angel, Immolation e primi Entombed, ovvero gli indiscussi maestri del death metal più cupo, decadente e spigoloso. Una proposta che i nostri hanno curato nei minimi dettagli, facendosi carico anche della produzione e della (splendida) veste grafica. Ne abbiamo parlato con il chitarrista Martin Thim, il leader di questi temibili death metallers danesi...

 

CIÒ CHE PIÙ MI HA COLPITO DELL’ALBUM ALL’INIZIO È STATA LA PRODUZIONE: MOLTO POTENTE, MA CRUDA E RUVIDA. DIREI CHE È PERFETTA PER LA VOSTRA PROPOSTA ATTUALE…
“Sono d’accordo con te, nel complesso questa è la miglior produzione della nostra carriera, tuttavia ha un tocco crudo e sporco che la rende unica. Troppe band oggi puntano su suoni freddi e sterili, mentre noi abbiamo optato per qualcosa che aiutasse l’atmosfera oscura del materiale a emergere. Crediamo di aver raggiunto l’obiettivo, siamo molto soddisfatti. Abbiamo registrato tutto da soli in diversi studi, ma sapevamo che cosa volevamo ottenere, quindi, anche se il processo è stato un po’ lungo, il risultato finale ci appaga pienamente. Non va infine sottovalutato l’aiuto di Mr. Bredahl in sede di mixaggio”. 

A LIVELLO STILISTICO, VOLENDO SEMPLIFICARE UN PO’ LE COSE, DIREI CHE OGGI VI TROVATE IN UN IPOTETICO PUNTO DI INCONTRO FRA I MORBID ANGEL E GLI ENTOMBED DI “CLANDESTINE”. HO MOLTO GRADITO QUESTO CAMBIO DI DIREZIONE. AVETE DELIBERATAMENTE OPTATO PER UN SOUND PIÙ LENTO E CUPO?
“Dopo aver pubblicato il nostro ultimo album, ho sentito parecchio l’esigenza di fare qualcosa di diverso. Intendiamoci, ci siamo sempre evoluti di album in album, ma questa volta volevo fare qualcosa di più. Questa è anche la ragione per cui abbiamo impiegato tre anni per registrare un nuovo lavoro: abbiamo speso del tempo a pensare al nostro futuro e a come far crescere la band. Per anni abbiamo lavorato cercando di creare della musica il più veloce e aggressiva possibile, ma ora il nostro obiettivo principale è quello di trovare il giusto feeling e la giusta atmosfera attraverso la varietà e delle buone canzoni. Abbiamo sempre voluto che la nostra proposta avesse un feeling oscuro, ma ora penso che quest’ultimo sia assai più presente e originale che in passato. Comunque, ti ringrazio molto… essere paragonati a Morbid Angel ed Entombed è un grande onore!”.

C’È CHI DICE CHE NELLA MUSICA SIA GIÀ STATO DETTO E FATTO TUTTO… TU COSA NE PENSI?
“Personalmente, continuo a trovare della musica con un sapore differente e che in qualche modo suona personale, ma, ovviamente, è difficile scovare qualcosa di assolutamente originale… ci sono troppe band che semplicemente non vanno da nessuna parte. Non voglio fare nomi, ma nella scena death metal, ad esempio, ci sono dei gruppi che si limitano a pubblicare la stessa roba all’infinito. È una cosa che non riesco a comprendere. Comunque, certe band lo fanno alla grande… e io sono il primo a non desiderare che un gruppo come i Dismember non cambi di una virgola (ride, ndR)!. Il nostro nuovo album di certo non è rivoluzionario, ma almeno cerchiamo di fare qualcosa di personale e di offrire della buona musica. Per quest’ultima ci sarà sempre posto a questo mondo”.

COME GUARDI ALLA VOSTRA EVOLUZIONE MUSICALE DAGLI ESORDI A OGGI?
“La vedo molto naturale e spontanea. Abbiamo sempre composto la musica che sentivamo fosse la più giusta per noi, senza seguire alcuna moda. A volte penso che certe cose potevano essere fatte in maniera diversa, ma, alla fine, questi sono discorsi che hanno sempre poco senso… l’importante è imparare dai propri errori e da quanto fatto in passato. Sono la mente di questa band da 13 anni e sono molto soddisfatto di come il tutto si è evoluto”.

PENSI CHE I TUOI GUSTI MUSICALI STIANO DIVENTANDO PIÙ AMPI CON IL PASSARE DEL TEMPO? CHE TIPO DI ASCOLTATORE SEI?
“Assolutamente, se penso ai primi anni Novanta, all’epoca probabilmente giuravo che avrei avuto i capelli lunghi e avrei indossato giacche di pelle per tutta la vita, limitandomi poi ad ascoltare solo death e black metal. Per fortuna, le cose non sono andate in quella maniera e, di conseguenza, sono anche riuscito a evolvere la band. Continuo ad ascoltare principalmente metal – solo la roba più oscura, però, odio goth, power et similia –  ma ho una grande collezione di elettronica e di altri generi musicali. Fra i miei ascolti ci sono, ad esempio, Aphex Twin, The Knife, Sort Sol, Depeche Mode, GGFH, Radiohead e 16 Horsepower, giusto per menzionare i primi che mi vengono in mente. Senza dubbio, il miglior concerto che ho visto quest’anno è stato quello dei Portishead a Copenhagen, assolutamente grandioso. Mi è piaciuto il fatto che non ci fosse solo la band sul palco con i loro strumenti… mi piacerebbe che anche gli show degli Exmortem diventassero un’esperienza globale”.

HAI ACCENNATO AL FATTO CHE SEI LA MENTE DIETRO GLI EXMORTEM: QUINDI SEI SOLITO COMPORRE TUTTA LA MUSICA DA SOLO?
“In passato, sì, ma ora posso contare anche su Andreas, che è nella band da qualche tempo e il cui stile completa perfettamente il mio. Per il nuovo album, il songwriting si è avvicinato di molto a un lavoro di squadra e sono convinto che in questo senso il meglio debba ancora venire. Abbiamo lavorato spesso in sala prove e il risultato finale suona fresco anche per questo motivo”.

HO APPREZZATO MOLTO ANCHE L’ARTWORK DI “FUNERAL PHANTOMS”, DAVVERO ORIGINALE…
“sono il responsabile anche di tutta la grafica e del layout del disco! È fantastico essere riuscito a curare in prima persona musica, testi e veste grafica! Mentre stavo lavorando ai testi, ho iniziato a pensare all’artwork e a prendere appunti su come volevo sviluppare la parte visiva del disco. Alla fine, sono riuscito a creare questa sorta di concept anti-umano, che ben si sposa con il titolo dell’album e con i testi. Per creare questi ‘fantasmi’ non ho avuto a disposizione un grande budget, ma credo che il risultato finale sia davvero valido, soprattutto per quanto riguarda il ‘General’ e il ‘Pest Doctor’. In futuro credo che ne realizzeremo degli altri… ci sarà un’intera famiglia di fantasmi”.

HAI ACCENNATO AI TESTI, DIREI QUINDI DI AFFRONTARE L’ARGOMENTO. DI CHE COSA PARLANO?

“Così come la musica, i testi sono molto importanti per la nostra band. Quelli del nuovo album non compongono un concept, tuttavia hanno il medesimo feeling e sono in qualche modo collegati fra loro. Sono molto negativi e non lasciano molta speranza per il futuro di questo pianeta, ma traggo ispirazione esclusivamente da ciò che accade nel mondo e descrivo questi eventi con parole mie, con riferimenti ad altri fatti storici. Ad esempio, il brano ‘Funeral Phantom’ è stato ispirato da un servizio TV sugli squadroni della morte serbi, ma non puoi leggere un riferimento diretto a questi ultimi nel testo. Ho rielaborato tutto con parole mie”.

COME AVETE INTENZIONE DI MUOVERVI SUL FRONTE CONCERTI?
“C’è qualcosa di confermato, ma vogliamo suonare più spesso in Europa. Nei primi mesi del nuovo anno terremo svariati show in Danimarca, soprattutto nei weekend. Abbiamo una scenografia completamente nuova, direttamente collegata a quella del disco, e stiamo cercando di svilupparla sempre di più. Per ora i responsi sono stati strabilianti”.

LA SCENA METAL DANESE PARE DAVVERO IN SALUTE. TU CHE COSA NE PENSI? QUALCUNO DI VOI È COINVOLTO IN ALTRI PROGETTI?
“Rispetto a qualche anno fa è sicuramente molto più in salute. Non sono del tutto entusiasta della musica di parecchie delle nostre band, ma tutte stanno facendo un buon lavoro e soprattutto sono molto professionali, cosa senz’altro ammirevole. Sono contento che la nostra scena sia forte ora, stiamo aprendo numerose porte. Inoltre, uno dei nostri punti di forza è la varietà: pensa a band come Exmortem, Illdisposed, Panzerchrist, Hatesphere, Dawn Of Demise, The Burning e Raunchy… tutte suonano qualcosa di diverso. La migliore band danese, comunque, per me restano gli Invocator… i loro primi album sono dei classici. Per quanto riguarda gli altri progetti, Simon e Kim fanno parte degli Horned Almighty, mentre Morten suona negli Spectral Mortuary e nei Black Dimentia. Io e Andreas invece ci stiamo concentrando solo sugli Exmortem in questo momento”.

QUALI OBIETTIVI HAI FISSATO PER IL FUTURO DEGLI EXMORTEM?
“Ho un’idea molto chiara di come si debba muovere la band oggi, ma, al tempo stesso, non ho ancora pensato ad alcun obiettivo in particolare. Vogliamo prima di tutto scrivere album sempre migliori, ma non mi dispiacerebbe tenere qualche bel concerto con delle band di spessore e far conoscere la nostra musica a più persone. Va però anche considerato che non siamo più dei ragazzini e che non mi ci vedo a passare buona parte dell’anno in tour. Preferisco concentrarmi sulla scrittura di nuovo materiale”.

BENE, SIAMO IN CHIUSURA… SE VUOI AGGIUNGERE QUALCOSA, QUESTO È IL TUO MOMENTO!
“Anche se non suoniamo live molto spesso, continuiamo a sperare di poter imbarcarci almeno in in tour europeo e di suonare per tanta nuova gente. Nel frattempo, date uno sguardo ai nuovi fantasmi che verranno pubblicati prossimamente e dite ai vostri amici di ascoltare gli Exmortem”.

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