EXTOL – Una luce dai fiordi

Pubblicato il 26/10/2013 da

Il ritorno sulle scene degli Extol ha lasciato a bocca aperta per la disinvoltura con cui i norvegesi hanno ripreso le fila di un discorso interrotto cinque anni fa, mantenendo inalterata la classe da sempre alla base del progetto e, per giunta, recuperando quell’ispirazione fantastica che sull’ultimo “The Blueprint Dives” aveva subito un paio di battute d’arresto. “Extol” è un album elegantissimo ed emozionante come nella miglior tradizione di questa sottovalutata band: la conferma che è ancora possibile produrre musica originale, se si può contare su musicisti preparati come pochi altri e dalla mentalità più che aperta. Abbiamo tastato il polso al gruppo grazie alla disponibilità del cantante Peter Espevoll, che ha rapidamente risposto ad alcuni quesiti inviatigli via email…

EXTOL - BAND - 2013

LO SPLIT DOPO “BLUEPRINT”, UN ALBUM CHE AVEVA MOSTRATO UN’ULTERIORE EVOLUZIONE NEL VOSTRO STILE, NON ERA STATO BEN ACCOLTO DAI VOSTRI FAN. CHE COSA VI HA PORTATO A DECIDERE DI SCIOGLIERVI, PER POI TORNARE ORA CON “EXTOL”?
“Lo scioglimento è stato causato dalla volontà di concentrarsi sulle nostre vite private. Inoltre, fra le altre cose, io in quel periodo stavo facendo i conti con una brutta acufene. In ogni caso, dopo alcuni anni senza Extol, a David e Ole è tornata la voglia di suonare metal e io, che nel frattempo mi ero rimesso completamente, ho deciso di seguirli. Abbiamo quindi deciso di iniziare a comporre nuovo materiale, senza però fare grandi annunci”.

IL SUONO DEGLI EXTOL È SEMPRE STATO UN IBRIDO DI DIVERSI STILI, ANCHE SE A VOLTE UNA MATRICE TECHNO-THRASH PARE DOMINARE SUL RESTO. COME LAVORATE ALLA VOSTRA MUSICA?
“Penso che il nostro segreto sia quello di lasciarci influenzare da varie sonorità che non rientrano nella sfera metal. Penso che sia questo il motivo per cui suoniamo ‘strani’. Il songwriting per ‘Extol’ è stato curato soprattutto da Ole e David: solitamente ci inviamo MP3 e lavoriamo su ogni traccia sino a quando ognuno di noi è contento del risultato. Siccome questa volta non avevamo alcuna pressione da parte delle etichette, abbiamo avuto modo di perfezionare ogni singolo pezzo. È stata una bella novità!”.

“EXTOL” PRESENTA MENO SPUNTI “ALTERNATIVE” RISPETTO A “BLUEPRINT”, IL QUALE POTEVA RICORDARE I DEFTONES IN ALCUNI TRATTI. I NUOVI BRANI SONO PIÙ PESANTI E THRASHEGGIANTI. VI SIETE COSCIENTEMENTE MOSSI IN QUESTA DIREZIONE?
“Sì, questa volta abbiamo deciso di tornare un po’ alle origini e di riscoprire il lato più metal del nostro sound. Tuttavia, rimane un album altamente melodico, a mio avviso”.

HO MOLTO APPREZZATO BRANI COME “DAWN OF REDEMPTION” ED “EXTOL”, DUE DEGLI EPISODI PIÙ ATMOSFERICI. COSA PUOI DIRMI RIGUARDO AD ESSI? TU HAI DEI BRANI PREFERITI ALL’INTERNO DEL DISCO?
“David ha scritto ‘Dawn of Redemption’. Volevamo un pezzo che concedesse respiro, visto che il resto del disco è molto frenetico. ‘Extol’, invece, è una classica canzone nostra, che combina bellezza e brutalità, archi e blast-beat, riff old school death metal e melodie ariose! Il testo parla dell’idea alla base della nostra band”.

GLI EXTOL HANNO SEMPRE MESSO IN MOSTRA UNA TECNICA NOTEVOLE, ANCHE SE NON AVETE MAI ECCEDUTO TROPPO IN VIRTUOSISMI INUTILI. COME SIETE DIVENTATI DEI MUSICISTI TANTO ABILI? QUAL È IL VOSTRO BACKGROUND?
“Ole proviene da una famiglia di musicisti e suona di professione praticamente da sempre. David ha iniziato a suonare la batteria da bambino e da allora ha fatto parte di numerosi gruppi e progetti. Lo stesso si può dire di me, anche se gli Extol sono sempre stati la mia priorità. La mia influenza principale è da sempre Dan Swanö, in particolare il suo operato sul classico degli Edge of Sanity ‘Crimson'”.

CHE COSA STATE ASCOLTANDO IN QUESTO MOMENTO? E QUALI SONO LE BAND O I DISCHI CHE VI HANNO PORTATO A IMBRACCIARE GLI STRUMENTI?
“Posso solo rispondere per me adesso. Ho già citato ‘Crimson’ degli Edge Of Sanity, poi devo aggiungere l’omonimo dei King’s X, ‘A Farewell To Kings’ dei Rush e ‘Sanity Obscure’ dei Believer. In questi giorni sto ascoltando spesso Joni Mitchell”.

NON AVETE MAI NASCOSTO DI ESSERE UN GRUPPO CRISTIANO E QUESTO ARGOMENTO È SPESSO VENUTO FUORI QUANDO SI È PARLATO DI VOI, ANCHE PERCHÈ PROVENITE DALLA NORVEGIA, NAZIONE NOTA PER LA SUA SCENA BLACK METAL. AVETE MAI AVUTO PROBLEMI PER QUESTA “DIVERGENZA DI VEDUTE” ALL’INTERNO DEL CIRCUITO LOCALE?
“Sì, in passato si sono verificati degli eventi poco piacevoli, ma non mi va di parlarne. Porterei solo ulteriori riflettori su delle persone che non meritano affatto quel tipo di notorietà. Tutto sommato, comunque, non abbiamo mai avuto grandi problemi”.

QUAL È SECONDO TE LA REAZIONE IDEALE ALL’ASCOLTO DELLA MUSICA DEGLI EXTOL?
“Penso che non esista una reazione perfetta. Spero solamente che chi ci ascolta venga toccato dalla musica o dai testi, in qualche modo. Che uno si senta ispirato o provocato non importa, l’importante è suscitare una reazione”.

VI È UN ALBUM DELLA VOSTRA DISCOGRAFIA AL QUALE TI SENTI PARTICOLARMENTE LEGATO?
“Devo dire che sono affezionato ad ogni nostro album: mi sono sempre divertito nella loro lavorazione. Tuttavia, devo ammettere che ‘The Blueprint Dives’ è stato una grande sfida per me, visto che non avevo mai provato a cantare in quel modo prima di allora. Sono cresciuto molto come cantante grazie a quel disco”.

SE POTESSI TORNARE INDIETRO NEL TEMPO E PARLARE CON LA BAND AI TEMPI DELLE REGISTRAZIONI DEL PRIMO ALBUM O DEL PRIMO DEMO, QUALE CONSIGLIO DARESTI LORO?
“Direi di continuare su quella strada, perchè ciò che sto sentendo è ottimo (risate, ndR)!”.

COSA AVETE IN PROGRAMMA COME EXTOL PER I PROSSIMI MESI?
“Al momento non stiamo pensando ad un tour, ma non si sa mai. Sicuramente comporremo nuova musica, però! Stiamo anche lavorando ad un documentario sulla band, che speriamo di rilasciare entro la fine dell’anno: si intitola ‘Extol: of Light and Shade’. Fate in modo di guardarlo quando sarà disponibile!”.

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