FALCONER – Il vero Medioevo

Pubblicato il 20/04/2002 da

Seconda prova in studio per i Falconer che, eredi del black metal epico dei Mythotyn, oggi sono una nuova ma consolidata realtà in ambito metal classico e power. Il background della band rinnega le solite saghe fantasy/stregonesche a vantaggio di composizioni richiamanti elementi storici fondati associati ad una musica capace di rievocare le atmosfere e i connotati di una musica tradizionale, quella svedese ovviamente, densa di antiche atmosfere magico-folkloristiche. A parlarci dei Falconer è proprio il mastermind Stefan Weinerhall, che ha dato vita alla band proprio per una sua naturale esigenza di evoluzione, passando dalle sue origini estreme a quella che oggi è una delle proposte più interessanti che la scena ci propone.
DOMANDA DI RITO: TI SARESTI MAI ASPETTATO UN SUCCESSO COSI’ UNANIME PER QUANTO RIGUARDA IL VOSTRO DEBUTTO?
“No, non avevo particolari aspettative, o comunque non sono partito con l’idea di vendere tot copie, però sono davvero soddisfatto di come ‘Falconer’ sia stato accolto dai fans. Certo, se dovessi registrarlo oggi cambierei sicuramente qualcosa per quanto riguarda i suoni e alcune piccole parti del mio cantato, comunque non mi posso di certo lamentare.”

CREDI CHE I VECCHI ESTIMATORI DEI MYTHOTYN (la band di Stefan antecedente ai Falconer, ndJR) ABBIANO APPREZZATO LA TUA NUOVA BAND?
“E’ difficile dare dei numeri, molti hanno ben accolto i Falconer, altri preferivano il genere più estremo che suonavo con i Mythotyn, tutto sta nel quanto la gente sia tollerante verso nuovi tipi di sound. Sicuramente i ragazzi che ascoltano solo black metal dalla mattina alla sera non potrebbero mai ascoltare i Falconer, io però confido su un minimo di apertura mentale anche perché il nostro esordio, voce a parte, non si discostava di molto dalla proposta dei Mythotyn.”

COMNCIAMO ORA A PARLARE DEL NUOVO “CHAPTER FROM A VALE FORLORD”.
“Fondamentalmente ho scritto i brani del nuovo album iniziando a Maggio dello scorso anno fino a Settembre. E’ stato un periodo molto faticoso perché ero praticamente chiuso 24 ore al giorno nei Los Angered Studios.”

GIA’ DA TEMPO TI SERVI DEGLI STUDI DI ANDY LAROCQUE: TI TROVI COSI’ BENE A LAVORARE CON LUI?
“Andy è una persona speciale, da quando lo conosco, ed ormai sono diversi anni, non l’ho mai visto atteggiarsi a rock star e soprattutto lavora in modo molto professionale. Credo che se oggi i Falconer sono qui è anche frutto della sintonia tra me ed Andy, in particolare abbiamo dei gusti musicali comuni che permettono di capirci subito e di lavorare al meglio.”

GLI ALTRI RAGAZZI DELLA BAND HANNO CONTRIBUITO AL SONG WRITING?
“Beh, anche questa volta ho composto tutte le musiche e i testi da solo, poi ho ‘insegnato’ ai ragazzi l’esatto modo di suonarli e cantarli. Non fraintendermi però, non sono un dittatore e se gli altri hanno delle idee o delle obiezioni vengono ascoltati, non ignoro mai nessun loro contributo!”

OK, TORNIAMO A PARLARE NELLO SPECIFICO DEL NUOVO ALBUM…
“Alcune canzoni trattano tematiche storiche, ma non ci sono precisi riferimenti a periodi passati in particolare. L’unica eccezione è ‘We Sold Our Homesteads’, un pezzo tradizionale sulla storia svedese. Parla di coloro che dalla Svezia emigrarono in America durante il diciannovesimo secolo. L’ho anche riarrangiato per dargli più dinamicità. Altri brani parlano dell’essere umano, di come spesso per ottenere sempre più danaro si vada a violare una serie di convinzioni e di leggi morali e così via. Come vedi non siamo davanti ad un concept, sono pezzi che trattano più temi che credo si adattino alla perfezione con lo stile della nostra musica. Lasciami citare anche ‘For Life And Liberty’, episodio che prediligo, in quanto racchiude in sé molti elementi ripartiti nei diversi pezzi del disco, sia come musiche, sia come testi.”

STA COMUNQUE DI FATTO CHE RISPETTO ALLE SOLITE BANDS CHE DECANTANO DRAGHI E GUERRIERI, LE VOSTRE CANZONI SONO MOLTO PIU’ ORIGINALI.
“Vedi, parlare di draghi, guerrieri, stregoni e principesse mi piaceva fino a qualche anno fa! Oggi tutti vogliono parlare di medioevo, mentre se leggi i testi non potrai non notare che in realtà si raccontano solo favolette. Il medioevo non era così, non c’era l’eroe che da solo a mani nude sconfiggeva l’esercito del male, mentre la mia intenzione era ed è quella di dare una visione più vera, anche dal punto di vista storico, di quei tempi.”

RISPETTO AL DISCO D’ESORDIO, “CHAPTER FOR A VALE FORLORD” E’ DECISAMENTE PIU’ VICINO A SONORITA’ POWER, MENTRE SI DISCOSTA PARZIALMENTE DAL CARATTERE EPICO E BATTAGLIERO DEGLI INIZI…
“Hai perfettamente ragione! Il motivo è molto semplice: la maggior parte delle musiche di ‘Falconer’ le scrissi quando ancora i Mythotyn erano on the road, quindi il mio stile, ai tempi, era molto influenzato da un sound epico e vichingo! E’ naturale che con il passare del tempo, un musicista si evolve e crea musica nuova e diversa. La mia evoluzione personale si sente chiaramente sul nuovo disco, e probabilmente sarà lo stesso anche in futuro.”

LA TUA EVOLUZIONE TI HA ANCHE PORTATO AD INTORDURRE SUONI LEGATI AL VECCHIO ROCK…ADDIRITTURA TROVIAMO UN HAMMOND SUL DISCO.
“Vero, anche qui ci riconduciamo al discorso di prima. Mi piace variare le cose che faccio, ho inserito questo tipo di soluzioni anche a causa delle mie influenze musicali, io adoro il rock e il vecchio hard rock e mi è sembrato interessante comporre qualcosa che richiamasse i miei idoli. Questi esperimenti sono comunque minimi, il marchio di fabbrica dei Falconer rimane e si sente! Ti svelo un segreto, a me non piace proprio il power metal, io sono più legato all’heavy metal degli anni ottanta, ed è per questo che la musica dei Falconer ha quel sapore di antico! Non mi interessa suonare sempre a duecento di metronomo con dei clavicembali che accompagnano costantemente!”

POTREMO VEDERVI SUONARE LIVE IN ITALIA?
“E’ difficile, per ora non è previsto nessun tour vero e proprio. Avremmo dovuto suonare in Aprile, ma non si è fatto nulla, però parteciperemo ad una serie di festivals estivi come il ‘Bang Your Head’ o il ‘Wacken Open Air’. Forse l’anno prossimo si potrà parlare di tour vero e proprio, ma sono poco speranzoso.”

QUESTI PROBLEMI PER IL TOUR SONO GLI STESSI CHE HANNO CAUSATO LA DIATRIBA TRA METAL BLADE E KING DIAMOND?
“Non so esattamente…avevamo un’opportunità di suonare in Aprile, ma credo che la Metal Blade si sia dimenticata di noi. Quando andammo a ricordare loro la cosa, ci fu risposto che era ormai troppo tardi per organizzare un tour (complimenti per la professionalità, ndJR). King Diamond avrà sicuramente affrontato problemi più gravi e di altro tipo, visto che è un artista famoso ed uno dei nomi di punta della Metal Blade. Non credo che i Falconer abbiano risentito degli ipotetici problemi finanziari di Metal Blade, anche perché promozione e distribuzione stanno andando molto bene.”

NEL PRIMO DISCO DEI FALCONER AVETE CANTATO UNA CANZONE TRADIZINALE NELLA VOSTRA LINGUA MADRE, MENTRE OGGI “WE SOLD OUR HOMESTEADS” E’ RIARRANGIATA E CANTATA IN INGLESE. NON CREDI SI PERDA LA PARTE FOLKLORISTICA DEL PEZZO?
“La nostra intenzione era di permettere, a tutti coloro che avessero ascoltato ‘Chapter From A Vale Forlord’, di capire il testo del pezzo. Il pezzo, come dicevamo anche prima, originariamente è folk tradizionale, ho però optato per un suo nuovo arrangiamento in chiave metal.”

PRIMA PARLAVI DI COME TI SENTI DISTANTE DAL CLASSICO FILONE POWER METAL. COME PONI I FALCONER ALL’INTERNO DI UNA SCENA DOVE, NEL BENE O NEL MALE, IL SOUND DOMINANTE E’ PROPRIO QUELLO CHE NON APPREZZI?
“Io non credo proprio di essere la persona adatta per parlare della scena metal attuale proprio per le parole che hai detto. Non seguo le giovani bands perché trovo molto poco di interessante, però vedo che le cose stanno crescendo ed è una scena molto più consolidata adesso rispetto ad alcuni anni fa. L’unica band che mi ha positivamente impressionato sono i Nocturnal Rites, i ragazzi hanno dimostrato di avere delle idee molto interessanti!”

HAI GIA’ PRONTO DEL NUOVO MATERIALE?
“Potrei risponderti di sì, ma in realtà ho solo un paio di buone idee che devo ancora concretizzare. Credo che non si potrà parlare di canzoni vere e proprie almeno fino alla prossima estate, al momento sono impegnato nelle selezioni di due session men che ci accompagneranno nelle date live. Tieni poi conto che il disco è appena uscito, devo ancora ritrovare l’ispirazione eheh!”

IN PASSATO HAI AVUTO DIVERSI SIDE PROJECT, MENTRE OGGI?
“Oggi i Falconer sono la mia unica priorità. Quando suonavo nei Mythotyn avevo alcune bands, ora però mi manca il tempo materiale per dedicarmi ad altro. Se fra un paio d’anni avrò l’ispirazione per potermi dedicare a qualcos’altro lo farò volentieri.”

SEI A FAVORE O CONTRO LO SCAMBIO DI MUSICA ATTRAVERSO INTERNET?
“Come in ogni cosa, ci sono aspetti positivi e negativi. Io più di una volta tramite internet ho scoperto bands di cui ho comprato il disco, però scaricare albums interi mi sembra un po’ eccessivo. Se da un lato internet è una buona fonte di promozione per le piccole bands, dall’altra crea uno smacco economico a labels e musicisti, la cosa andrebbe regolarizzata…”

DA GRANDE FAN DEI MYTHOTYN: LA VERA RAGIONE DEL LORO SCIOGLIMENTO ERA LA TUA VOGLIA DI CAMBIARE SOUND?
“Sì, mi ero un po’ stancato di proporre quel tipo di sound, inoltre vedevo che la mia musica continuava ad evolversi verso un’altra direzione. Volevo un cantante che avesse una voce pulita, che riuscisse a darmi una nuova ispirazione…”

…ED HAI TROVATO MATHIAS BLAD.
“Esatto, la sua voce che si discosta dal tipico cantante power era ciò di cui avevo bisogno! L’ho conosciuto nel 1999 quando ho inciso il demo dei Falconer che portai nell’unico negozio di dischi della mia città, sperando di trovare un valido singer. Tra coloro che hanno provato, e’ stato lui ad avere un marcia in più ed è stato subito un amore a prima vista!”

OK STEFAN, E’ IL MOMENTO DEL CONGEDO.
“Voglio ringraziare Metalitalia per lo spazio che ci ha dedicato e spero di vedere tanti ragazzi italiani al ‘Bang You Head’ e al ‘Wacken Open Air’…sperando che un giorno non ci si possa tutti trovare in Italia.”

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