FALCONER – Scorci Di Vita Medievale

Pubblicato il 05/12/2008 da
I Falconer sono da poco tornati sul mercato con Among Beggars And Thieves, un disco di buona fattura qualitativamente in linea con i precedenti. Il gruppo, nonostante la scarsa attività live, è riuscito ugualmente a ritagliarsi il suo spazio nel panorama melodic metal europeo, proprio grazie alla costante ispirazione con la quale ha saputo comporre un solido classic-power folkeggiante e spesso ricco di melodie vincenti e ispirate. Abbiamo raggiunto il chitarrista e mastermind Stefan Weinerhall per una chiacchierata tra presente e passato della band.

 
 
 
CIAO STEFAN. CON IL NUOVO AMONG BEGGARS AND THIEVES SIETE DUNQUE ARRIVATI AL SESTO ALBUM, SPERO TU SIA SODDISFATTO DEL RISULTATO OTTENUTO.
“Certo, lo sono. Con ‘Among Beggars And Thieves’ non volevo riproporre quanto fatto su ‘Northwind’ quindi ho deciso per un approccio più veloce, dark e un tantino più complesso. ‘Northwind’ era infatti un po’ più diretto come lavoro, con un numero maggiore di canzoni di facile presa mentre il nuovo è un disco più ostico ma proprio per questo anche più longevo. Lo devi digerire pian piano, sebbene anch’esso contenga qualche pezzo semplice”.

HAI CURATO SOLO TU LA SCRITTURA DEI PEZZI O QUALCUN’ALTRO HA PARTECIPATO AL SONGWRITING?
“Credo ci sia voluto più di un anno per scrivere tutto il materiale e me ne sono occupato in gran parte io. Mathias (Blad, cantante ndR) ha scritto un testo e Jimmy (Hedlund, chitarra ndR) ha invece contribuito con qualche riff. Non pretendo di fare tutto io ma è una cosa naturale dal momento che rilascio io le interviste, mi prendo le responsabilità e sono il fondatore della band. Pensa che devo essere io a chiedere agli altri di tirare fuori idee proprie”.

AVETE REGISTRATO “AMONG BEGGARS AND THIEVES” CON ANDY LAROCQUE COME PRODUTTORE, SEMBRA CHE VI TROVIATE PARTICOLARMENTE BENE CON LUI…
“Esattamente, ancora una volta infatti abbiamo registrato con Andy ai Sonic Train Studios. Da poco ha un nuovo studio con due stanze di controllo, il che ci consente di effettuare due registrazioni simultaneamente. Sai, questo ti permette di non vivere la classica situazione con ‘cinque ragazzi stipati in una sola stanza per un mese’. Ora abbiamo preso confidenza sia con Andy che con la sua strumentazione, tant’è che a volte possiamo anche utilizzarla da soli, una cosa questa molto positiva”.

VUOI DIRCI COSA SIGNIFICA UN TITOLO COME “AMONG BEGGARS AND THIEVES”?
“Nulla di particolare, è solo in linea con le tematiche dell’album, incentrate sulla vita della popolazione comune durante il Medioevo. Ci sono già abbastanza band che scrivono musica su cavalieri e Re e credo invece che il lato “realistico” sia più interessante. È per questo che molti testi parlano di mendicanti e ladri”.

VUOI ESSERE PIÙ SPECIFICO RIGUARDO ALLE TEMATICHE?
“Come ho detto, i testi parlano di miseria, povertà e delle difficoltà della vita di tutti i giorni nel periodo medievale. Non lo definirei un concept album, sebbene le tematiche vertano attorno ad un soggetto comune o comunque una stessa era. Quando si parla di concept album, mi viene da pensare più ad un qualcosa di complicato, come le prog band sono solite fare. Io preferisco invece che il disco sia ascoltabile senza che necessiti di chissà quale analisi. Anche in passato i nostri testi hanno parlato più della vita dell’uomo comune piuttosto che di quella di cavalieri in armature luccicanti o di splendide vergini. Questa volta siamo andati anche oltre e alcuni pezzi sono basati addirittura su eventi realmente accaduti, mentre altri descrivono più in generale il periodo storico. Nello specifico, si narra della situazione degli schiavi nell’undicesimo secolo, la vita di un mendicante di strada, di chi si è battuto per la libertà nel quindicesimo secolo o della caccia alle streghe in Svezia”.

C’È UN PEZZO DEL NUOVO LAVORO A CUI TIENI PARTICOLARMENTE?
“’Dreams And Pyres’ per le sue teatralità e complesita’. Alcuni fan penseranno che suona un po’ Nightwish o qualcosa di simile. In effetti questo pezzo non è molto in linea con lo stile tipico dei Falconer ma è fottutamente bello”.
 
COME CREDI CHE SIA CAMBIATO IL SOUND DEI FALCONER NEL CORSO DEGLI ANNI?
“In questi primi nove anni intendi? Credo che siamo passati da canzoni semplici con testi stupidi a pezzi più maturi, con un songwriting migliore e testi più impegnati. Anche dal punto di vista professionale siamo cresciuti molto”.

SEI SODDISFATTO DEL SUCCESSO OTTENUTO DALLA BAND?
“Sono contento ma non soddisfatto. Credo che  meriteremmo più successo per via della qualità della musica che componiamo, soprattutto se dai un occhio alle altre band che ci sono in giro. Alcune non sono sta gran cosa ma godono comunque di un seguito molto maggiore rispetto a noi”.

CREDO CHE LA VOCE DI MATHIAS SIA UNA DELLE VOSTRE PECULIARITÀ MA È SPESSO IMPEGNATO CON LA SUA CARRIERA TEATRALE E QUESTO È, SE NON SBAGLIO, IL MOTIVO PER CUI NON TENETE MOLTI CONCERTI. COME STANNO LE COSE ADESSO?
“Come prima. Lui non può fare molti show  e mi sta bene perché credo che comunque la priorità siano gli album. Quando è rientrato nella band sapevo che i suoi impegni erano quelli ma per me non era un problema”.

QUINDI NON CI SARÀ NEMMENO QUESTA VOLTA UN TOUR CHE MAGARI PASSI ANCHE PER L’ITALIA?
“L’unico modo che abbiamo di suonare in Italia è riuscire a partecipare a qualche festival, perché anche questa volta non faremo tour. Ne facemmo uno nel 2004 che non portò nulla se non una perdita di soldi”.

PARLIAMO UN ATTIMO DEL PASSATO. HAI MAI PENSATO AD UNA REUNION DELLA TUA VECCHIA BAND, I MITHOTHYN?
“No, tornare sui miei passi non mi interessa. Al momento non vedo motivi per cui dovrei farlo”.

COSA NE PENSI OGGI DI QUESTA TUA PASSATA ESPERIENZA?
“Delle belle idee rovinate da un cantato terribile e testi stupidi. Se i pezzi non fossero stati così ripetitivi e avessimo curato di più gli arrangiamenti, il prodotto finale sarebbe stato certamente migliore”.

OK STEFAN, GRAZIE MILLE DEL TEMPO DEDICATOCI. LASCIO A TE LE ULTIME BATTUTE PER I FAN ITALIANI.
“Maurizia Paradiso rules!!!”.

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