FALKENBACH – L’ultimo bardo

Pubblicato il 28/04/2014 da

Vratyas Vakyas, mente e anima dei Falkenbach, non è mai stato un personaggio molto loquace, ma ha sempre avuto le idee assai chiare. E questa lucidità, unita alla passione per la musica, gli ha permesso di traghettare i Falkenbach dal 1989 ad oggi. E’ vero che più di una volta la band ha lasciato passare più di sei anni tra una release e l’altra, ma i Falkenbach, come ad esempio i Summoning, sono una di quelle formazioni che non guardano al music business, la cui logica vorrebbe la produzione a ciclo continuo di album annuali. Per creare il nuovo “Asa” la band ci ha messo solo un paio d’anni ed il risultato è sensazionale: questo album è uno dei migliori, se non il più maturo, di tutta la discografia della band teutonica. Per questo motivo non abbiamo voluto perdere l’occasione di scambiare qualche battuta con Vratyas Vakyas per riuscire ad oltrepassare, per quanto possibile, la misteriosa coltre che avvolge un po’ da sempre questo progetto mistico ed epico.

falkenbach - band

BENVENUTO SULLE PAGINE DI METALITALIA.COM, VRATYAS VAKYAS! “ASA” E’ UNA DELLE USCITE PIU’ IMPORTANTI DELL’ULTIMO PERIODO PER QUANTO RIGUARDA LA SCENA PAGAN/VIKING METAL. CI VUOI RACCONTARE COME HA PRESO FORMA IL NUOVO ALBUM?
“Per me è davvero impossibile far capire come o perché un album dei Falkenbach acquisisca una sua identità specifica. Sono peraltro convinto che ciascun nostro album susciti molteplici reazioni differenti l’una dall’altra e per questo motivo ogni release dimostra di avere una propria identità caratteristica. Probabilmente non esiste nemmeno una singola identità per questo album, perché dall’ascolto le persone hanno avuto impressioni diverse”.

IN “ASA” PER LA PRIMA VOLTA TROVIAMO ALCUNE DIFFERENZE NEL TUO SOUND, SE COMPARIAMO IL NUOVO LAVORO A QUELLI DEL PASSATO. VUOI SVELARE TU STESSO QUALI SONO QUESTI NUOVI ELEMENTI?
“Come abbiamo sempre fatto, anche stavolta sono stati cambiati alcuni piccoli dettagli. Abbiamo usato meno tastiere, l’utilizzo delle parti cantate con la voce pulita è diverso, più centrale rispetto al passato. In linea generale sul nuovo lavoro ci sono meno effetti, sotto vari aspetti ha prevalso la semplicità”.

ARRIVATO A QUESTO PUNTO DELLA TUA CARRIERA E DELLA TUA VITA, QUALE RUOLO RIVESTONO ANCORA PER TE I FALKENBACH?
“Mi metti in difficoltà, è davvero difficile per me pensare ad una risposta per questa domanda ed è ancor più difficile per me spiegarla in modo dettagliato. Posso dirti semplicemente che i Falkenbach sono parte della mia vita e forse con questo ho detto tutto”.

LE CANZONI DEL NUOVO ALBUM SONO TRA LORO ASSAI DIVERSE E MOLTO DINAMICHE. “ASA” E’ UN ALBUM COMPLETO, IL MIGLIORE A MIO PARERE, PERCHE’ I NUOVI ELEMENTI INTRODOTTI NON HANNO CAMBIATO IL TUO CLASSICO TRADEMARK.
“Sono abbastanza d’accordo con la tua analisi, anche se non saprei definire quale sia esattamente il nostro ‘trademark’, ma probabilmente i Falkenbach non lo stravolgeranno mai completamente, perché io non cambierò mai completamente come persona”.

SU QUESTA NUOVA RELEASE HAI ANCHE INTRODOTTO UN VIOLINO, COME MAI?
“Nikos (Mavridis, violinista ndR) aveva un paio di giorni liberi, è venuto in studio di registrazione e abbiamo semplicemente provato assieme. Il risultato ci ha subito impressionato e così abbiamo deciso di inserire le parti di violino. E’ stata una trovata del tutto spontanea, non qualcosa di pianificato, e per questo motivo ha funzionato a meraviglia”.

HO APPREZZATO MOLTO L’UTILIZZO DEL CANTATO SCREAMING SULLE PARTI VELOCI E SU QUELLE BLACK METAL. QUESTO ASPETTO SULLE ALTRE RELEASE DEI FALKENBACH MI ERA MANCATO PARECCHIO…
“In alcuni album ce ne sono di più, in altri meno ed è giusto che sia così. Dipende sempre dalle canzoni che nascono nella mia mente. Non inizio con un’idea precisa, semplicemente ciascuna canzone che compongo deve suonare nel modo che voglio io, che penso vada bene, non importa se ci sono tante parti con il cantato screaming, di cui se ne occupa Tyrann, o con la voce pulita: ciò che conta realmente è l’economia del brano”.

COME MAI HAI CESSATO LA COLLABORAZIONE CON LA NAPALM RECORDS E COME SEI ARRIVATO ALL’ACCORDO CON LA PROPHECY?
“Era tempo semplicemente di cambiare, il cambio è stato deciso per una serie di motivi e perché alcune cose andavano cambiate. Perché proprio la Prophecy? Be’, sono stato in contatto con Martin Koller in tutti questi anni e non soltanto per quel che riguarda il discorso Falkenbach. Quando ho deciso di cambiare etichetta, mi sono preso del tempo per pensare bene a tutte le alternative. Alla fine era chiaro che la mia scelta non voleva cadere su una major, piuttosto la Prophecy mi sembrava la scelta più opportuna. A conti fatti tutto sino ad ora è andato molto bene anche se il mio giudizio non è definitivo al 100%, per quello ci vorrà ancora del tempo, ad ogni modo per adesso le cose stanno andando bene”.

LA PROPHECY TI HA OFFERTO UN GRANDE SUPPORTO ED IL NUOVO ALBUM E’ STATO REALIZZATO IN DIVERSI FORMATI. HAI SEGUITO PERSONALMENTE LA LORO REALIZZAZIONE?
“Ovviamente, si tratta pur sempre di un mio album, chi altri dovrebbe occuparsene oltre al sottoscritto? Naturalmente la Prophecy si è offerta di darmi un aiuto dove questo fosse stato richiesto e ovviamente la richiesta di venire incontro alle mie esigenze è partita da me, nessun altro può occuparsi di queste cose riguardo ai Falkenbach. Questa è una delle ragioni per cui ho scelto la collaborazione della Prophecy, loro mi danno un aiuto quando io glielo chiedo e danno libero spazio alla mia espressione artistica”.

LA COPERTINA DEL NUOVO ALBUM E’ DAVVERO SUGGESTIVA E GUARDANDOLA MI CHIEDO: DA DOVE TRAI ISPIRAZIONE PER LA TUA MUSICA: DAI DIPINTI, DAI LIBRI, DALLE SAGHE NORDICHE, DAI FILM, DALLA NATURA O DALLA TUA IMMAGINAZIONE?
“Non posso dirti da dove l’ispirazione venga in generale, ma sicuramente nel mio caso non viene da alcun libro, film o località. Le cose nascono dentro alla mia testa, indipendentemente dallo stato d’animo in cui mi trovi in quel preciso momento o dove sia fisicamente”.

MOLTI TUOI FAN CONSIDERANO “OK NEFNA TYSVAR TY” IL TUO MIGLIOR ALBUM. CONCORDI CON LORO? FORSE IN MOLTI LO AMANO PERCHE’ HA RAPPRESENTATO IL TUO RITORNO DOPO MOLTISSIMI ANNI DI SILENZIO…
“Molti considerano anche altri album dei Falkenbach come i migliori. Non ci sono poi così tante differenze tra loro, forse soltanto l’album di debutto sembra un po’ penalizzato rispetto agli altri lavori, ma dopotutto ad ognuno piace qualcosa di diverso: il giudizio dipende dall’età che uno ha, dal paese in cui si trova e da mille altri fattori”.

QUANDO SI TRATTA DI REGISTRARE UN ALBUM TI AVVALI DI UNA VERA E PROPRIA LINE UP. OVVIAMENTE TU SEI L’ANIMA E LA MENTE DI QUESTO GRUPPO, MA DOBBIAMO ANCORA CONSIDERARE I FALKENBACH COME UN SOLO PROJECT?
“Durante le registrazioni siamo la stessa line up da dieci anni a questa parte e assieme abbiamo inciso quattro album. Gli altri membri sono Bolthorn, Hagalaz e Tyrann. A casa, prima dell’inizio delle registrazioni lavoro in completa solitudine sulla creazione del materiale da registrare e per questo motivo qualcuno può concludere che i Falkenbach siano in effetti un solo project. D’altra parte, però, in studio di registrazione gli altri membri aggiungono al materiale le proprie idee, contribuiscono con nuove proposte e cambiamenti ai brani. Personalmente li considero una parte importante dei Falkenbach e tutto suonerebbe assolutamente in modo diverso se loro non ci fossero”.

PERCHE’ HAI INTERROTTO L’ATTIVITA’ CON LA TUA ETICHETTA, LA SKALDIC ART? ERI UN BRAVO TALENT SCOUT. SAPRESTI SUGGERIRE ALCUNI NOMI DI BAND EMERGENTI DELLA SCENA EPIC METAL AI NOSTRI LETTORI?
“Perché non sono tagliato per il business, almeno credo. Portare avanti una label è una rottura di palle e sono contento di aver terminato quella esperienza. Non fa per me preoccuparmi degli affari del mondo della musica. Non ho alcuna band da suggerire perché in generale non ascolto molta musica e se lo faccio non si tratta di musica metal, eccetto i Falkenbach”.

TU SEI UNO DEI POCHI ‘BARDI’ RIMASTI CHE CANTANO L’EPICITA’ DEL MONDO ‘NORDICO’. QUANTO TI MANCA UN GRANDE ARTISTA COME QUORTHON DEI BATHORY, CHE CONTINUA ANCORA OGGI AD INFLUENZARE LA TUA MUSICA?
“Be’, in realtà l’intento dei Falkenbach non è quello di cantare niente di epico o di nordico in particolare. Su ‘Asa’ ad esempio non c’è alcun riferimento al mondo nordico. Ad ogni modo, come tu ben sai, sono adulto abbastanza per sapere come ci si senta nel vedere le cose a cui tieni che se ne vanno sotto ai tuoi occhi, ma non posso dire questa cosa su un musicista che personalmente non ho mai conosciuto. Quorthon mancherà alla sua famiglia ai suoi amici, non a me. Con il dovuto rispetto non è qualcosa che mi riguardi. Dopotutto come persona non l’ho mai conosciuto e ho ascoltato un paio di suoi album solo in qualche occasione (d’accordo, eppure musicalmente l’influenza rimane pesante, ndR)”.

GRAZIE PER AVERCI CONCESSO IL TUO TEMPO, VRATYAS VAKYAS. UN SALUTO AI TUOI ESTIMATORI ITALIANI…
“Grazie per il supporto ragazzi! Visitate la nostra pagina www.facebook.com/Falkenbach!”.

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