FALLING SILENCE – Sorpresa dal Canton Ticino!

Pubblicato il 26/10/2003 da


La Svizzera raramente fa parlare di sé. Eppure risulta essere una delle nazioni più stereotipate del mondo. Sempre nell’ombra, regina di neutralità, potrebbe nascondere i più turpi segreti (chi ha detto ‘banche’?)! Noi ne abbiamo svelato uno, i Falling Silence! Un gruppo che merita il più assoluto rispetto, per le idee e i pensieri che ne costituiscono le fondamenta… fra mille peripezie, intoppi e voglia di riuscire “sempre e comunque”, la band elvetica ci parla della propria storia e delle proprie speranze! Nostro interlocutore, nonché unico membro fondatore rimasto, il simpatico Mao…


CIAO MAO, PRESENTA PURE COME DESIDERI I FALLING SILENCE AI LETTORI DI  METALITALIA.COM!
“Ciao a tutti, io sono Mao, bassista. Alla voce c’è Lore, alla chitarra e voce Seba, mentre alla batteria, in questo momento, c’è Lax. Non è il nostro batterista fisso, ma dopo il recentissimo abbandono di Pino, con cui stavamo suonando da circa un anno, ed in attesa che Erick torni dal Brasile, dove è dovuto tornare per problemi di permessi di soggiorno, ci sta dando una mano”.

SIETE ATTIVI DAL 1995 ORMAI. PUOI RACCONTARCI IN BREVE LA STORIA DEL GRUPPO E COME SIETE ARRIVATI ALL’ATTUALE LINE-UP?
“Dunque, dopo essermi trasferito a Lugano per motivi di lavoro, ho deciso di mettere in piedi una nuova band. Non conoscevo nessuno, ma con l’aiuto di un amico, nonché nostro primo cantante, si riuscì a mettere in piedi il gruppo. Oggi sono il solo superstite di quella formazione. Nel 1997 registrammo il primo mini CD, omonimo, ma purtroppo all’inizio del 1998 la band si disgregò. Restammo solo io e Disma (l’allora batterista). Da lì si ricostruì la band con un altro spirito ed una gran voglia di fare sul serio; così arrivarono Lore e poi Seba verso la fine di quell’anno. Nel 1999 registrammo il demo ‘The Darkness Is Falling In Silence’ e nel 2000 il promo ‘The Only Guilty’. A quel punto ricominciarono i problemi, con l’uscita di Disma dal gruppo, e ci vollero ben otto mesi prima di trovare il nuovo batterista, periodo nel quale ci diede una mano Sergio degli S.N.P.. Erick entrò nella band ad inizio 2001 e con lui registrammo i due album ufficiali: ‘Shadows’ (Mulambo Records/SottoSistemi – 2002) e ‘Dog’s Life’ (VideoRadio Records – 2003). Purtroppo la Svizzera ha negato ad Erick  il permesso di soggiorno e subito dopo aver registrato le sue parti per l’album è dovuto partire… al suo posto prendemmo Pino che però, come detto prima, ci ha lasciato poco tempo fa per potersi dedicare ad altri progetti a lui più cari. In questo momento Lax ci sta dando una mano, in attesa che rientri Erick a dicembre”.

COME SIETE GIUNTI ALLA FIRMA DEL CONTRATTO CON LA VIDEORADIO RECORDS? LA RITENETE UN’ETICHETTA ADATTA AL VOSTRO TIPO DI MUSICA? VOGLIO DIRE, NON TEMETE DI ESSER CONSIDERATI DI SECONDO PIANO ALL’INTERNO DEL ROSTER DI UNA LABEL CHE PREVALENTEMENTE SI OCCUPA DI GENERI TOTALMENTE DIVERSI DAL VOSTRO?
“L’album ‘Dog’s Life’ è stato registrato per la VideoRadio Records nel 2002 e doveva inizialmente uscire a dicembre dello stesso anno, poi rimandato ad inizio maggio 2003. Sapevamo benissimo che la VideoRadio non è un’etichetta adatta ai Falling Silence e sapevamo che per loro siamo un esperimento. Il contratto però era molto buono e non ci vincolava a loro per molto tempo, ci hanno lasciato libertà d’espressione in tutto e per tutto ed inoltre sono persone che comunque si impegnano ed hanno investito del denaro su di noi; non sono molti a far questo in Italia di questi tempi e penso che chiunque suoni ed abbia avuto a che fare con delle etichette indipendenti lo sappia bene. C’è anche da dire che ormai l’album stava diventando vecchio e già nuovo materiale stava emergendo; abbiamo avuto un’offerta da parte di una label belga, ma era un contratto troppo rischioso per noi e non lo abbiamo accettato. Detto questo, posso dirti che hai perfettamente ragione, noi contiamo poco all’interno del roster della label ma è anche pur vero che una piccola band emergente come la nostra deve in qualche modo restare umile e prendere ciò che arriva, perché, in fondo, è già qualcosa. Per il futuro stiamo lavorando e si vedrà”.

COME HO SCRITTO IN SEDE DI RECENSIONE, CIO’ CHE MI HA COLPITO DEL VOSTRO DISCO E’ STATA LA CARICA ADRENALINICA E LA GRINTA CHE NE FUORIESCONO. DA DOVE E’ SCATURITA QUESTA RABBIA?
“Uscivamo da un brutto periodo e, dopo le registrazioni di ‘Shadows’, ci siamo chiusi in sala prove per comporre nuovo materiale. Tra l’abbandono di Disma, i conseguenti otto mesi di grosse incertezze ed i preparativi del live-set con Erick, era ormai da più di un anno che non componevamo nulla. La grande voglia di riemergere dalla merda e di spaccare tutto hanno probabilmente giocato il loro ruolo. ‘Dog’s Life’ è venuto fuori di getto, come un fiume in piena, le idee scaturivano ad un ritmo impressionante anche per noi; è stato un periodo bellissimo, lavorare a questo album è stata una cosa avvincente. I Falling Silence sono una band in continuo movimento e l’album doveva essere così, grintoso ed incazzato, un album d’impatto, un impatto genuino e non costruito a tavolino. Il prossimo album sarà sicuramente diverso, coerente, ma diverso”.

QUALI SONO LE VOSTRE PRINCIPALI INFLUENZE E QUAL ERA IL SOUND DEGLI ESORDI, VISTO CHE IL FENOMENO “NU METAL” E’ ESPLOSO QUANDO VOI ERAVATE ATTIVI GIA’ DA UN BEL PO’?
“A dire il vero, a noi l’etichetta ‘nu metal’ sta un po’ stretta. Posso capire che al giorno d’oggi se fai del crossover mettendoci anche della melodia vieni semplicisticamente classificato nu metal, ma credo proprio che chiunque abbia occasione di ascoltarci può tranquillamente vedere un abisso tra noi ed i Linkin Park. Noi veniamo da un altro mondo ed un’altra generazione. La nostra estrazione musicale è molto più improntata sull’heavy metal ed abbiamo sempre avuto poco a che fare con il mondo patinato e plastificato americano. Le nostre fonti d’ispirazione arrivano da band come One Minute Silence, Otep, Godsmack, Pantera, Snot e Disturbed. All’inizio facevamo del grunge con forti influenze metal, ma dopo la rifondazione del gruppo nel 1998 non ci siamo imposti generi particolari da seguire ed abbiamo cominciato a suonare ciò che veniva fuori senza troppe regole. Quello che ne uscì fu una specie di heavy metal più moderno, il quale con il tempo si è evoluto in un crossover che noi definiamo post metal”.

CI PARLI DELLE REGISTRAZIONI DI “DOG’S LIFE”? E COME NASCE UN VOSTRO BRANO SOLITAMENTE?
“Allora, l’album è stato registrato all’X-Studio di Bollate (Milano) ed è stato co-prodotto da Stefano Parodi. Le registrazioni sono durate circa 4 mesi per un totale di circa 180 ore effettive. Ci siamo presi tutto il tempo necessario per ottenere il prodotto che volevamo e l’unico rammarico sta nel non aver potuto registrare la batteria con più calma: Erick aveva già il foglio di via ed una data massima di partenza, per cui, se avesse oltrepassato quella data, sarebbe stato arrestato. Tutto questo avvenne proprio nel momento in cui si stavano prendendo tutti gli accordi con l’etichetta e si stava parlando con il nostro produttore per iniziare le registrazioni. Erick è partito due giorni dopo aver finito le sue parti. Il resto invece si fece a tappe, durante i week-end ma anche la sera dopo il lavoro; ricordo di aver registrato ‘Sientate Un Momento’ e ‘Trapailleros Forajidos’ subito dopo aver subito un furto ed ero incazzato come una belva! Se non altro le ho suonate belle stronze (ride, nda)! Abbiamo anche avuto due ospiti sul disco: Mich, un nostro amico, possiede una voce potentissima e di ottimo livello, che ci ha prestato per ‘As Perfect As You Want Us’ e ‘One Against All’. Mentre Stefano Parodi ha suonato la seconda parte dell’assolo di ‘As Perfect As You Want Us’. Di solito i nostri pezzi vengono scritti da me e da Seba separatamente: in principio ci lavoriamo individualmente e prepariamo una bozza di schema; poi, in un secondo momento, uniamo le idee e inseriamo la voce. Questo è il sistema migliore per noi, si perde meno tempo e si lavora con più ordine”.

COME MAI LA SCELTA DI CANTARE DUE PEZZI IN SPAGNOLO E UNO IN ITALIANO? MI SEMBRANO SOLUZIONI AZZECCATE. PREFERITE MANTENERE, UTILIZZANDO L’INGLESE IN MAGGIOR PARTE, UNA CERTA INTERNAZIONALITA’?
“La madre di Lore è spagnola e quindi la nostra cantante conosce abbastanza bene la lingua. Si è pensato così di provare a fare qualche pezzo in spagnolo. L’italiano invece è la nostra lingua ed almeno un pezzo a disco abbiamo deciso che proveremo a farlo nel nostro idioma. Ciò nasce anche dalla voglia di fare dischi che siano meno monotoni possibili: facciamo un genere, il crossover, che purtroppo ha molti punti obbligati e quindi, alla fine, sorprendere l’ascoltatore non è facile. Come detto prima, veniamo considerati nu metal, ma non credo sia vero; credo sia vero, invece, che abbiamo dei punti in comune con quella scena, ma che le nostre scelte puntino molto più sulla ricerca di una strada diversa, in opposizione ai ritornelli da MTV. È chiaro che l’inglese, essendo la lingua del mondo, permette di farsi capire da molte persone, e non è cosa da poco. Inoltre, spesso solo l’inglese si adatta bene a queste sonorità: a volte capita che proviamo a fare una canzone in italiano o in spagnolo, ma se poi non funzionano, l’inglese risolve sempre tutto”.

QUALI PEZZI PENSI SIANO I PIU’ RAPPRESENTATIVI?
“Be’, io li citerei praticamente tutti, in quanto considero ‘Dog’s Life’ un disco da ascoltare in toto. Probabilmente non potrò mai essere obiettivo fino in fondo, ma penso di dire il vero affermando che il nostro secondo lavoro non sia un album da ‘ascoltata la prima, ascoltate tutte’. Se proprio devo farti dei nomi, allora dico:
‘The Same Way For Everyone’, dove la nostra anima metal si sprigiona;
‘Dog’s Life’, per il testo che riassume perfettamente il concept dell’album;
‘One Against All’, nella quale le nostre influenze nu metal vengono maggiormente alla luce;
‘The Darkness Look For Us…’ e ‘The Back Of The Medal’, per la loro natura più sperimentale”.

COSA CI PUOI DIRE DELLE LYRICS DI “DOG’S LIFE”? IL TITOLO POTREBBE RICONDURRE TUTTO AD UN UNICO SIGNIFICATO…  D’ALTRA PARTE, MI SEMBRA DI CAPIRE CHE PER VOI ANCHE L’IRONIA, IL PRENDERSI IN GIRO SIANO MOLTO IMPORTANTI…
“Il disco parla di questa ‘vita da cani’. Non vogliamo essere pessimisti per forza, ma certo è che ci sono cose a questo mondo che fanno davvero schifo! Abbiamo giocato con l’espressione ‘vita da cani’: nella quale da una parte abbiamo il modo di dire e dall’altra invece il senso letterale. L’album parla della nostra società frenetica e consumistica che piano piano, lentamente, ci sta distruggendo l’anima. La gente sta impazzendo, la televisone ci bombarda con ogni tipo d’immagine e ci illude che basta ‘avere ed apparire’ per essere felici. Invece, la nostra anima soffoca e quando la macchina ed il telefonino nuovi non bastano più, ecco che esplodono, uccidendo la famiglia o il vicino di casa. D’altra parte, ti posso dire che, alla fine, non tutti i cani vivono una vita di merda, ma solo i più sfortunati. Succede anche a noi uomini (come dargli torto?, nda)”.

IL VOSTRO MONICKER, PIU’ CHE UNA CROSSOVER BAND, RIMANDA A GRUPPI GOTHIC/DARK: COME MAI AVETE SCELTO DI CHIAMARVI FALLING SILENCE?
“Ci piaceva molto l’idea che il silenzio cada, quando noi imbracciamo i nostri strumenti. Il nome poi, come spesso accade, è nato per caso. All’inizio era Out Falls Silence, poi lo abbiamo cambiato. Non abbiamo mai pensato a scegliere un nome adatto al nostro genere, in quanto sarebbe una cosa finta”.

LA SVIZZERA E’ NOTA IN AMBITO METAL SOPRATTUTTO PER AVER DATO I NATALI AD UN GRUPPO DI CULTO QUALE I CELTIC FROST. MA ESISTE UNA SCENA METAL NEL VOSTRO PAESE?
“La Svizzera è una piccola Europa, dove si mescolano tra loro lingue e culture diverse. Questo si riflette anche sulla musica e quindi non si può parlare di scena elvetica in generale ma bisogna fare delle distinzioni. La scena metal maggiore la si può trovare nella parte tedesca della Svizzera, nella quale praticamente tutte le band suonano death o heavy metal in pura scuola Celtic Frost. Da noi invece, nella Svizzera italiana, purtroppo, seguiamo molto la scena italiana e quindi il punk e lo ska la fanno da padrone. Comunque, le eccezioni non mancano e si sta sviluppando una scena death di buon livello ed anche diversi buoni gruppi crossover si stanno ritagliando uno spazio sempre maggiore”.

COME PROSEGUE L’ATTIVITA’ LIVE?
“Per il momento siamo fermi. Come detto prima, abbiamo appena dovuto cambiare il batterista e stiamo preparando i tre pezzi che registreremo ad ottobre o novembre per il nuovo promo. Come tutte le band emergenti, le possibilità di suonare dal vivo non sono molte, ma ci stiamo muovendo abbastanza bene: siamo in trattativa con un’agenzia in Svizzera e stiamo ancora cercando qualcosa di buono in Italia; penso però che troveremo presto una sistemazione. In ogni caso siamo una band che si prende sempre delle pause, ci piace molto scrivere canzoni nuove e per farlo dobbiamo essere concentrati. L’attività live la consideriamo importante per una questione di divertimento, racimolare qualche soldo e promuovere il disco, ma crediamo che, se vogliamo emergere un minimo, bisogni più che altro scrivere buona musica e presentarla bene. Il tempo dei talent scout è ormai finito!”.

SE NON SONO TROPPO CURIOSO, PER CONCLUDERE IN MANIERA CONFIDENZIALE, MI PIACEREBBE CONOSCERE LE VOSTRE ATTIVITA’ DI TUTTI I GIORNI…
“Lavoriamo e questo ci porta via la maggior parte della nostra giornata. Per il resto, siamo ragazzi come tutti: la ragazza o la moglie, una birra con gli amici, tre prove alla settimana e tutto il tempo possibile dietro ai nostri strumenti. Non c’è molto da dire, abbiamo i nostri hobby… io sono un fanatico dei computer, a Lore piace il giardinaggio e, chiaramente, stare con sua figlia, Lax ama le macchine sportive e via dicendo… ”.

OK, GRAZIE MILLE MAO! SEI STATO MOLTO ESAURIENTE… UN ULTIMO SALUTO AI NAVIGATORI DI METALITALIA.COM!
“Grazie a voi per averci dato questo spazio! Saluto tutti i lettori e navigatori di Metalitalia, ai quali chiederei di ascoltarci: sul nostro sito troverete molti mp3 da scaricare, in Svizzera non ci sono solo banche ed orologi, credetemi… (giusto, anche cioccolato ed emmenthal! Scherzo, Mao!, nda)”.

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