I Fear My Thoughts, band di Friburgo dedita ad un death metal parossistico e contaminato da sprazzi industrial e hardcore, sono un gruppo in costante evoluzione, ora giunto alla realizzazione del devastante “Hell Sweet Hell”, aggressivo coacervo di riff swedish e ritmiche telluriche e ultra-tecniche. A breve protagonisti dell’atteso X-Mass Festival, la formazione tedesca ci viene presentata dal proprio frontman, lo stralunato ed (auto)ironico Mathias Von Ockl, un personaggio dalle idee chiare e decise, che dice la sua anche su argomenti di scottante attualità metallica. Ecco il resoconto dello scambio di idee tra Metalitalia e Mathias…
MATHIAS, ALLORA, I FEAR MY THOUGHTS SONO UNA BAND GIOVANE MA CHE HA ALLE SPALLE GIA’ UNA DISCRETA CARRIERA…RIESCI A RIASSUMERCELA IN BREVE?
“Be’, ad essere onesti, non siamo più così giovani ormai… esistiamo dal 1997 o dal 1998, in questo momento non mi ricordo di preciso. Vedi? Diventa difficile ricordarsene… saranno i primi sintomi di invecchiamento… Comunque, i nostri vagiti iniziali li abbiamo emessi come old school hardcore band, ma ben presto ci siamo resi conto che le nostre radici affondavano profondamente nel metal. Dunque, abbiamo cominciato a dirigerci verso quelle sponde. Oggi, dopo anni di orientamento, perfezionamenti di stile e migliorie tecniche, possiamo ritenerci vicini a dove vorremmo essere…”.

“Come ti ho detto, abbiamo iniziato come hardcore band e i nostri testi erano ad alto sfondo sociale (abbiamo ancora questo genere di lyrics, ecco perché non abbiamo cambiato monicker)… volevamo un nome che avesse diverse possibilità interpretative e volevamo diventare coloro che hanno il potere, risvegliando le paure, di far cambiare idea alla gente e di farla riprendere dal torpore in cui vegeta. Quali alti propositi avevamo!! E ora? Guardaci: siamo vecchi, grassi, drogati e prendiamo soldi dalla gente che criticavamo di più… un altro triste esempio di rivoluzionari venduti…”.
TORNIAMO UN ATTIMO AL PRECEDENTE DISCO, “THE GREAT COLLAPSE”: E’ DAVVERO UN OTTIMO DISCO, CON 3-4 BRANI SUPERBI… CHE RESPONSO HA AVUTO?
“Direi che generalmente è stato del tutto positivo, se non consideriamo il fatto che un po’ ovunque siamo stati etichettati come metal-core band, una cosa che proprio non siamo e che non volevamo mai accadesse… Molta gente ha comprato l’album e l’ha apprezzato parecchio. Lo si capisce quando suoniamo le vecchie canzoni dal vivo. Io considero ‘The Great Collapse’ un ulteriore passo avanti della nostra crescita artistica”.
OK, PASSIAMO ALLORA A “HELL SWEET HELL”, IL QUALE E’ MOLTO DIVERSO DA “THE GREAT COLLAPSE”… CREDO SIA PIU’ MATURO, UNIFORME E COMPATTO. INOLTRE, SUONA PARECCHIO PIU’ “SVEDESE” DEL PRECEDENTE. SEI D’ACCORDO?
“Mentre ‘The Great Collapse’ è stato un avvicinarsi alla musica che più sentiamo dentro noi, ‘Hell Sweet Hell’ è un album di cui mi sento pienamente convinto ed orgoglioso. Direi che è strutturato in maniera meno confusionale, più matura e volta al futuro. Davvero… sono orgogliosissimo di ciò che abbiamo composto… e te lo dice uno che di norma si stanca immediatamente di ogni cosa!”.
AVETE INCREMENTATO NOTEVOLMENTE I RITORNELLI IN VOCE PULITA (SPESSO ACCOPPIATI PERO’ AL TUO CLASSICO SCREAMING): E’ STATA UNA SCELTA SPONTANEA OPPURE AVETE DECISO A TAVOLINO?
“Guarda, durante le registrazioni del penultimo disco, ho avuto a disposizione circa dieci ore per mettere su nastro le parti vocali. Questa volta, la disponibilità è stata di cinque giorni! Con tutto questo tempo, abbiamo avuto la possibilità di sperimentare varie soluzioni. Naturalmente, l’intenzione è stata quella di dare più spessore alle canzoni. Inoltre, posso dire di essere migliorato… almeno ora, che canto un po’ meglio, potrò godermi pure io a fine concerto le groupie (ride, ndR)… sono stufo di arrivare per ultimo, solo perché urlo come un pazzo, e finire in hotel tutto solo…”.
SO BENE CHE NON E’ BELLO DARE DEFINIZIONI ALLA MUSICA DELLE BAND, MA QUALCHE VOLTA E’ NECESSARIO: DA DEATH-CORE CHE ERAVATE, SEI D’ACCORDO SE I FEAR MY THOUGHTS ORA VENGANO CONSIDERATI DEATH METAL E BASTA?
“E’ esattamente come hai detto: è poco stimolante categorizzare la musica. Ma suppongo che gli umani ne abbiano un fottuto bisogno! Io direi che noi facciamo semplicemente metal. Era un buon metal su ‘The Great Collapse’… ora ‘Hell Sweet Hell’ è un disco di ottimo metal! Mi rendo conto di essere un tantino immodesto, ma sono assolutamente convinto di quello che dico”.
PUOI DIRMI QUALI SONO LE VOSTRE PRINCIPALI INFLUENZE, ANCHE AL DI FUORI DELL’AMBITO MUSICALE?
“Ti direi la cocaina, le prostitute e il Papa. Queste sono le nostre principali influenze. Oltre a ciò, esistono anche parecchie band che stimiamo: Beatles, Radiohead, The Haunted, Dark Tranquillity, Iron Maiden, Mastodon… e tante altre ovviamente. Credo, comunque, che la band sia ispirata in modo inequivocabile dal trascorrere un sacco di tempo assieme e dal vivere uniti la marea di esperienze che stiamo vivendo”.
ARGOMENTO LYRICS: QUALI ARGOMENTI A SFONDO SOCIALE TRATTATE?
“Dunque, in linea di massima i testi parlano di me e dei problemi che ho con il pisello (sogghigna, ndR). Succede ancora, a volte, che mi capiti di toccarmelo un po’… e questa è una delle principali ragioni per cui salgo su un palco e grido come un ossesso… No, a parte le cazzate, diciamo che sono solito osservare il mio comportamento, quello del genere umano e quello della nostra società: ci sarebbe abbastanza materiale per scrivere tutta la vita. Io lo faccio in modo spesso ironico: magari mi lamento di questo nostro schifoso mondo, solo perché ho il pisello piccolo…”.
COSA CREDI SERVA AD UNA BAND, OGGIGIORNO, PER ESSERE E RIMANERE ORIGINALE?
“Penso sia utile cercare di mantenere il giusto dosaggio tra il conservare proprie intrinseche caratteristiche e lo sperimentare nuove cose. Non importa quello che si prova o che si testa, l’importante è esserne convinti. Se dipendesse da noi, ci divertiremmo un mondo a provare a mischiare tutti i generi musicali della Terra in un unico minestrone. E ce n’è di roba al di fuori del metal, eh!”.

“Grazie mille per il complimento! Be’, facemmo la conoscenza dei due ragazzi che prepararono il video attraverso il nostro designer. Le idee vengono tutte dalla loro testa. L’unica cosa che chiedemmo loro fu quella che doveva essere un video diverso dal solito (ho una video-compilation a casa, dove TUTTI i filmati sono girati o in uno scantinato o in un grande capannone… e quanto noiosi sono?). Per il nuovo disco, sì, ci sarà un video. Ma è ancora in fase organizzativa. Comunque, se tutto va come deve andare e se riusciamo a trasformare in realtà ciò che abbiamo in mente, credo verrà davvero bello!”.
CHE MI DICI RIGUARDO ALL’ATTIVITA’ LIVE? AVETE QUALCHE DATA GIA’ PROGRAMMATA PER L’AUTUNNO/INVERNO?
“Fin’ora abbiamo in programma solo qualche concerto singolo. Nessun tour è stato ancora organizzato. Ovviamente speriamo di far cambiare lo stato delle cose il prima possibile, perché il viaggiare per suonare e, allo stesso tempo, vedere nuove città è sicuramente la cosa che più ci piace del nostro essere musicisti! In effetti, ma riguarda solo il suolo tedesco, abbiamo pronto un mini-tour di cinque giorni, dopo Natale, con i Caliban e altre band (l’intervista si è svolta a fine luglio; di questi giorni è la notizia che i Fear My Thoughts sono stati aggiunti al bill dell’X-Mass Tour 2005, transitante anche in Italia, ndR)”.
COSA PENSI DELLA SCENA DEATH-CORE GERMANICA? MI RIFERISCO A BAND QUALI HEAVEN SHALL BURN, CALIBAN, MAROON… DI CERTO E’ IL MEGLIO CHE SI POSSA SENTIRE IN EUROPA E ADDIRITTURA PUO’ ESSERE CONSIDERATA PIU’ GENUINA DI QUELLA AMERICANA, NONCHE’ PIU’ VIOLENTA…
“Attualmente, direi che da noi vada tutto per il meglio. A dire il vero, io non considero i Fear My Thoughts come parte integrante di questa ‘scena’ (e te pareva, ndR). I gruppi che hai citato fanno buona musica e vengono apprezzati, ma ti devo dire che non ne vado entusiasta… preferisco il metal scevro da contaminazioni. Con questo non voglio dire di non essere felice per il loro successo… semplicemente, non è un tipo di musica per il quale impazzisco. Ci sono moltissimi buoni gruppi nel mondo. E davvero non mi interessa da quale Paese provengano. L’unica cosa che spesso mi infastidisce è che i ragazzini meno scafati apprezzano le band americane solo perché sono americane. E’ un qualcosa che non riguarda solo la musica, mi capisci? Vengono da Oltreoceano, dagli USA… ecco perché sono cool… belle stronzate! Per fortuna, ci sono anche un sacco di ottimi esempi… tanti fan davvero appassionati che non seguono le mode (e bravo Mathias!, ndR)”.
E PROPRIO DAGLI STATI UNITI E’ STATA IMPORTATA LA COSIDDETTA VIOLENT DANCE (POGARE TIRANDO PUGNI, CALCI E SIMULANDO MOSSE DA KUNG-FU)… COSA PENSI DI QUESTA MODA? CERTAMENTE PUO’ ESSERE PERICOLOSA, SOPRATTUTTO PERCHE’ MOLTA GENTE NON SA COME CONTROLLARE IL PROPRIO CORPO IN SPAZI RISTRETTI…
“Hai completamente ragione! La considero davvero una moda stupida e sciocca. E lo stesso si può dire per il crowd-walking (si dice così?) (dovrebbe fare riferimento al lanciarsi dal palco camminando in testa alle prime file, ndR). Ho appena rilasciato un’intervista per Rock Hard riguardo a questo argomento. Credo sia davvero d’attualità, dopo che un ragazzo è deceduto durante uno show hardcore: a seguito dell’autopsia, è stato chiarito che la morte è stata causata da un problema cardiaco che già aveva, ma non per questo penso si debba sorvolare sulla questione. Non capisco proprio che senso abbia comportarsi così. Per quanto mi riguarda, assistere ad un concerto metal ha sempre voluto dire incontrare gente, ascoltare musica e divertirsi in modo civile. Non mi è mai passato per la testa sfogarmi sugli altri ragazzi. Mi piace fare stage diving e, certo, mi diverto se la gente poga ai nostri concerti, ma non deve essere il nostro scopo quello di fare male alle persone. Probabilmente sono solo una femminuccia, ma qui si stanno superando i limiti. Spero che questa storia si esaurisca in fretta… oppure, se proprio la gente si diverte a fare mosse di karate, lo può benissimo fare al di fuori dei concerti…”.
BENE, MATHIAS, TI RINGRAZIO DI TUTTO. A TE LA CONCLUSIONE…
“L’elefante è l’unico essere vivente ad avere quattro ginocchia. E’ da tanto che volevo dirlo (totalmente fuso, ndR)! Grazie per il vostro interesse nei Fear My Thoughts. Speriamo davvero di venire presto in Italia (a dicembre, a Roma, ndR)”.
