“Ehi, ma non era una barzelletta! E’ la verità! Comunque, se vuoi una barzelletta ecco qua: un elefante ed un cammello si incontrano; il cammello inizia a ridere, così l’elefante gli chiede cosa c’è che non va. Il cammello gli dice: ‘Sai, non ho mai visto un animale con il cazzo sul muso!’. E allora l’elefante risponde: ‘Ah sì? Pensa un po’ se devo sentirmi dire ciò da uno che ha le tette sulla schiena…’. Eh? Piaciuta?”.

“Sì, direi che è stato indubbiamente un successo! ‘Hell Sweet Hell’ ci ha procurato un bel po’ di rispetto ovunque. In più, abbiamo firmato per la Century Media e abbiamo avuto la possibilità di suonare in diversi tour. Diciamo che registrare quel disco è stata un’idea dannatamente buona…”.
“VULCANUS” E’ APPUNTO IL VOSTRO PRIMO DISCO PER CENTURY MEDIA. COME VI SENTITE A FAR PARTE DEL ROSTER DI UNA DELLE ETICHETTE PIU’ IMPORTANTI DEL MONDO? E COME E’ AVVENUTA LA FIRMA?
“Be’, naturalmente ci sentiamo molto onorati di essere membri della famiglia CM. E’ bellissimo far parte di questa label e ci sentiamo a nostro agio davvero. E’ stato tutto molto semplice, come ho già accennato sopra: ci hanno contattato, chiedendoci se riuscivamo ad immaginarci di incidere dischi per loro… Sì, ci siamo riusciti…”.
“VULCANUS” E’ UN TITOLO PARECCHIO ELOQUENTE. COME MAI QUESTA SCELTA?
“Voi italiani dovreste ben sapere che Vulcano è il nome dato dagli antichi Romani al Dio del fuoco e della metallurgia, paragonabile all’Efesto dei Greci. Venne scagliato più volte sulla Terra dal cielo e, in seguito a queste cadute, divenne zoppo. Per la sua bruttezza venne esiliato, ma essendo molto abile nel costruire armi, venne sempre ritenuto indispensabile. Oltre a ciò, il collegamento a Vulcano diciamo che può essere visto come una metafora sull’essere responsabili del Destino di altre persone”.
ED INVECE COSA MI DICI RIGUARDO ALLA COVER? ORA, CON LA STORIA DI VULCANO, PRENDE UN SENSO DIVERSO, MA DI PRIMO IMPATTO MI HA FATTO PENSARE A QUALCOSA DI MISTICO OD ESOTERICO…
“Uhm…forse è mistica ed esoterica nel senso che comunque volevamo un’immagine, un simbolo, che rappresentasse gli antichi Dei. E poi volevamo che l’intero layout avesse l’aspetto dei vecchi libri, hai presente quelli con le cornici vicino ai bordi? Comunque, per il resto non ci consideriamo affatto esoterici, escludendo forse il particolare che ci vede nativi di Friburgo, la capitale esoterica della Germania (almeno, così dicono…)”.
PRIMO DISCO PER LA NUOVA, IMPORTANTE ETICHETTA; CERTO IL LAVORO PIU’ DIFFICILE PER VOI DA COMPORRE, ALMENO AD OGGI. PUOI DIRCI COME VI SIETE APPROCCIATI AL SONGWRITING? ERAVATE NERVOSI?
“Puoi dirlo forte! Prima di tutto, venivamo da un disco quale ‘Hell Sweet Hell’, come ho già detto moltissimo apprezzato. E quindi le aspettative dei fan erano già alte. Inoltre, anche noi stessi ci siamo trovati ad avere grosse mire, non solo per il fatto di dimostrare alla Century Media di aver fatto bene a puntare su di noi, ma soprattutto perché volevamo proprio fare il meglio possibile. La pressione era sì bella forte, quindi. Ma sembra che i Fear My Thoughts riescano a lavorare benissimo con tali pressioni addosso, anzi, siamo stati davvero stimolati da questi input. Ora che ci ripenso, ti posso dire che non c’è stato alcun momento, in fase di scrittura, nel quale ci siamo sentiti stanchi o timorosi di non farcela. E’ andato tutto liscio, con estrema naturalezza”.

“Sì, già per ‘Hell Sweet Hell’ avevamo lavorato con Jacob (Hansen, proprietario degli Hansen Studios, produttore di fama, nonché vocalist degli Invocator, ndR), perciò sapevamo bene cosa aspettarci. Be’, cosa posso dire? E’ davvero un bravissimo ragazzaccio: è molto abile nel suo lavoro, prima di tutto, ti dà un sacco di motivazioni ed ispirazione e poi è anche simpatico e con un forte senso dello humour. In più, non ci si può davvero distrarre nella zona della Danimarca dove lo studio è situato…non c’è niente! Il tempo a disposizione era davvero minimo e avremmo potuto sforare di qualche giorno; invece, grazie alla solitudine che ci circondava, abbiamo rispettato alla perfezione i tempi!”.
A MIO AVVISO, QUESTO ALBUM E’ LA SOMMA MIGLIORATA DI “THE GREAT COLLAPSE” (PIU’ SPERIMENTALE) E “HELL SWEET HELL” (PIU’ DIRETTO E VIOLENTO). SEI D’ACCORDO?
“Direi di sì. E’ solo la conseguenza della strada che abbiamo scelto di prendere qualche tempo fa. Ma hai ragione. Ci siamo concentrati sugli aspetti che ci piacevano degli ultimi due album e abbiamo tentato di fonderli; allo stesso tempo, abbiamo provato a non ripetere le soluzioni che ci convincevano di meno”.
INFATTI IL DISCO E’ MOLTO VARIO: CI SONO KILLER-TRACK ALTERNATE A BRANI MELODICI E A EPISODI QUASI PROG-ORIENTED. AVETE SPERIMENTATO TUTTO QUELLO CHE AVEVATE IN MENTE OPPURE VI SIETE LIMITATI?
“Credo che per forza di cose ci siamo dovuti limitare un po’, in quanto ‘Vulcanus’ è il successore di ‘Hell Sweet Hell’. Non potevamo rivoluzionare tutto e volevamo fare un lavoro che offrisse in contemporanea elementi progressive, metallici e brutali. Il nostro obiettivo era quello di scrivere un disco composto sia da pezzi facilmente accessibili e immediati, sia da brani più difficili da comprendere ma che conferiscano profondità e spessore al tutto. A mio modo di vedere, penso proprio che la missione sia stata compiuta…”.
COSA MI PUOI DIRE RIGUARDO LE GUEST APPEARANCE DI SCHMIER E MIKE DEI DESTRUCTION? E L’AIUTO DI KIM OLESEN DEGLI ANUBIS GATES? AVETE DATO LORO COMPLETA LIBERTA’?
“Ovviamente. E’ sempre interessante poter usufruire dell’apporto di persone esterne al processo di composizione, soprattutto quando riescono a miscelare il loro talento nella nostra musica. Schmier è stato il più ‘limitato’, nel senso che il testo era pronto e le parti da cantare pure; sul come cantarle, non abbiamo messo bocca (ride, ndR). Mike ha avuto totale libertà. E così anche Kim, anche se per quanto riguarda lui, tutto è andato più o meno come per ‘Hell Sweet Hell: abbiamo avuto tempo solo per una lunga sessione di prove, dove lui ha registrato tutto il materiale che riteneva utile. Poi ci ha dato comunque l’’autorizzazione’ ad eliminare tutte le parti elettroniche e di tastiera che ritenevamo superflue o che non ci convincevano”.
PER L’ASPETTO LYRICS, SONO CURIOSO SOPRATTUTTO NEI CONFRONTI DI TRE BRANI: “CULTURE OF FEAR”, “STAMP OF CREDENCE” E “BOTH BLOOD”. CI PUOI DIRE QUALCOSA IN MERITO AGLI ARGOMENTI TRATTATI?
“Guarda, a dirla tutta è una delle prime volte che mi ritrovo a parlare apertamente di testi: solitamente preferisco che ognuno si faccia la sua idea, interpretando a piacimento. Ma proprio le tre canzoni che citi hanno un messaggio abbastanza inequivocabile, per cui mi sembra giusto risponderti: ‘Culture Of Fear’ parla dei mass media e di come essi riescano a incutere timore e paura, tramite il riportare a modo loro od il segretare le più svariate notizie; il più delle volte la prima vittima di coloro che dovrebbero esserne messaggeri è proprio la verità (come non quotarlo?, ndR).
‘Stamp Of Credence’, invece, è un ‘elogio’ all’onnipotente burocrazia…qui in Germania, almeno, sembra essere davvero molto potente; credo chiunque si debba recare spesso a sbrigare pratiche in uffici amministrativi o statali sappia bene di cosa parlo: c’è sempre un sacco di gente eppure nessuno sembra essere responsabile di niente; e in qualche incredibile modo, però, tutto funziona lo stesso; nella maggior parte dei Paesi, il benessere sociale e molte delle cose strettamente necessarie sembrano essere in declino. L’amministrazione mai! Cresce a dismisura, inarrestabile (non ci fischiano le orecchie pure a noi italiani, cari lettori?, ndR).
‘Both Blood’, infine, ha a che fare con il conflitto nel Medio Oriente. Da anni esistono queste guerre e lo scenario attuale, su entrambi i fronti, è pieno di perdenti. Bene, ho solo cercato di spiegare come vedo le cose io, senza dire quale dei due ‘partiti’ sia nel giusto”.
AD OGGI, POTETE DIRE DI AVER RACCOLTO QUANTO SEMINATO? OPPURE IL VERO DIVERTIMENTO INIZIA ADESSO?
“Devo dire che per certi aspetti considero ‘Vulcanus’ ed il momento attuale il picco assoluto della nostra carriera…e addirittura non vedo come possa andare meglio. Ma, in un modo o nell’altro, noi abbiamo spinto il nostro limite sempre più avanti. Quindi, da una parte abbiamo certamente raccolto ciò che abbiamo seminato, mentre dall’altra stiamo tuttora seminando! Come vedi, più che musicisti, sembriamo contadini…”.

“Ecco, a quel tempo eravamo in studio e toccava proprio a me registrare le vocals. Pensai che prima di iniziare le session, fossero utili un paio di bicchierini di whiskey, giusto per dare un tono alla voce. Mmm…probabilmente devo aver esagerato e quindi ero così ‘su di giri’ da registrare cinque pezzi di botto. E ogni volta che qualcosa andava storto, ripartivo subito per correggere l’errore. Ho tenuto ritmi altissimi per circa sei ore. E così, la mattina dopo, al risveglio, ero praticamente senza voce, vuoi anche per l’influenza di qualche giorno prima. Per recuperare, quindi, ho dovuto stare qualche giorno senza proferir parola (il che, per me, è davvero impossibile), ingurgitando moltissima camomilla (e anche dell’altro whiskey, però). Ma non temere, quest’anno ci rifaremo alla grande!!”.
ECCO, APPUNTO…TOUR IN PROGRAMMA?
“Be’, attualmente siamo in giro con Kataklysm, Neaera e Quo Vadis. Dopo questo, ancora non abbiamo niente di programmato, ma ci stiamo orientando sui festival estivi e su weekend zeppi di impegni. Speriamo di tornare presto in Italia! (l’intervista risale proprio all’epoca della recente data di Bolzano, ndR)”.
PERFETTO MATHIAS! GRAZIE E ALLA PROSSIMA! A TE LA CONCLUSIONE…
“Grazie a voi per l’interesse! Se qualcuno di voi per caso sta pensando di non comprare il nostro CD o di masterizzarselo, be’, state certi che vi verremo a prendere sotto casa e vi mangeremo vivi, compresa la vostra famiglia!”.
