FEED HER TO THE SHARKS – Nelle fauci dello squalo

Pubblicato il 03/04/2015 da

I Feed Her To The Sharks hanno dimostrato come, a dispetto delle varie dicerie, la scena metalcore abbia ancora qualcosa di buono da dire, oltre ad aver dato nuovamente conferma di quanto la scena hardcore/metal australiana stia progressivamente diventando il vero punto di riferimento per la musica da noi prediletta. Quel “Fortitude”, da noi recensito a inizio anno, gira ancora tantissimo all’interno dei nostri stereo, grazie a quella sua combinazione veramente perfetta di potenza e melodia, delle architetture musicale creative e mai scontate, ed un singer la cui versatilità ci ha veramente ammaliato. In occasione del lancio dell’album in questione, abbiamo raggiunto il simpaticissimo bassista Rob Davies e abbiamo scambiato quattro chiacchiere con lui cercando di scoprire questa nuova giovane band la quale sta inesorabilmente diventando un punto di riferimento per tutti i diehard fan del metalcore. Di seguito vi raccontiamo com’è andata..

CIAO RAGAZZI! GRAZIE PER IL TEMPO CHE AVETE DECISO DI CONCEDERCI E COMPLIMENTI PER IL VOSTRO NUOVO ALBUM  “FORTITUDE”. QUI A METALITALIA.COM LO ABBIAMO DAVVERO APPREZZATO, E NOTIAMO COME ANCHE COME I RESPONSI DEL RESTO DELLA STAMPA SPECIALIZZATA SIANO DECISAMENTE LUSINGHIERI. COME VI SENTITE A RIGUARDO?
“Grazie mille! Tutti noi non avremmo potuto essere più contenti di come l’album sia stato accolto, e siamo incredibilmente stupiti dal fatto che le persone lo stiano apprezzando tanto quanto noi abbiamo avuto piacere a scriverlo! Gli argomenti e le tematiche di cui parliamo sono davvero personali, e crediamo possano essere in molti a relazionarsi con essi. E’ davvero bello per noi sapere che una delle nostre canzoni ha aiutato qualcuno a superare un duro momento della propria vita, o che qualcuno abbia avuto un forte legame con uno dei nostri pezzi, il che è una splendida cosa. Le nuove canzoni non fanno differenza, e speriamo che le persone continuino a prendere un messaggio positivo da esse”. 

QUALI SONO I VOSTRI PIANI PER LA PROMOZIONE DI QUESTO ALBUM?
Stiamo pianificando di andare in giro in tour molto più di quanto abbiamo mai fatto in passato. Crediamo che i nostri spettacoli live, ed il passaparola, siano il migliore biglietto da visita per la nostra proposta musicale, e anche per raggiungere il maggior numero di persone possibile. Abbiamo una serie di spettacoli già organizzati a casa nostra, in Australia, nelle prossime settimane, dopodiché proveremo a puntare sulla scena internazionale, anche con l’aiuto della nostra etichetta”.

ADESSO PARLATECI UN PO’ DI QUESTO “FORTITUDE”. QUALI SONO GLI ARGOMENTI PRINCIPALI?
“Come ti avevo accennato in precedenza, molte delle nostre canzoni si basano su argomenti decisamente personali, e su situazioni molte vicine a noi. Le canzoni di ‘Fortitude’ descrivono molte delle situazioni che ci siamo trovati ad affrontare durante la stesura dell’album stesso. Ostacoli che abbiamo dovuto superare, stress  e sforzi con cui ci siamo trovati a fare i conti, sia da un punto di vista professionale che personale. Il tema ricorrente dell’album, comunque, è quello di essere sempre forti e positivi nelle situazioni della vita, e di non vacillare mai nei confronti di ciò in cui crediamo e quello che puntiamo a raggiungere”.

AVETE DECISO DI INCLUDERE NEL VOSTRO DEBUTTO SOTTO MAJOR ALCUNE DELLE VOSTRE CANZONI PROVENIENTI DAI VOSTRI PRECEDENTI LAVORI, COME AD ESEMPIO “MEMORY OF YOU”, “BURIED ALIVE” E “FEAR OF FAILURE”. COME MAI QUESTA SCELTA, E COME MAI NON AVETE DECISO D’INCLUDERE ANCHE IL RESTO DEI VOSTRI SINGOLI DI MAGGIORE APPEAL QUALI “SINK OR SWIM”, “TAKE ME BACK” O “SHORE OF LONELINESS”?
“Abbiamo deciso di includere ‘Memory Of You’ e ‘Buried Alive’ dal nostro precedente album ‘Savage Seas’ del 2013 come bonus track di ‘Fortitude’, dato che erano i singoli di quell’album, e credevamo fossero anche le canzoni di maggior successo di quella release. Per i nuovi ascoltatori credevamo fosse importante avere un assaggio dei nostri precedenti lavori – uno sguardo alle vere radici dei FHTTS, credo di poter dire, e che tipo di direzione abbiamo deciso di prendere da quel preciso punto in poi. Abbiamo anche incluso ‘Fear Of Failure’ dal nostro primo album ‘The Beauty Of Falling’ dato che sentivamo sarebbe stato un buon fit sia in termini di testi che di musica all’interno del nuovo album. Speriamo che il nuovo materiale che abbiamo scritto possa ambire a diventare il materiale più ‘catchy’ della nostra storia recente”.    

PARLIAMO ADESSO DEL PRIMO SINGOLO “CHASING GLORY”. QUAL E’ LA VOSTRA OPINIONE RIGUARDO LA RICERCA DELLA FAMA, DATO CHE E’ PROPRIO QUESTO L’ARGOMENTO ATTORNO AL QUALE LA CANZONE GRAVITA?
“Possiamo dire che ‘Chasing Glory’ parla di non dare peso ai giudizi altrui, e di inseguire i propri sogni in qualsiasi circostanza, e di continuare a credere in noi stessi. Nel nostro caso, ovviamente, si tratta di diventare una band di successo e di raggiungere la ‘fama’, nonostante la comune prassi della nostra società che ci impone di fare uno, anche due lavori, e mettere ciò che realmente ci appassione da canto. Il messaggio principale è che non si dovrebbe seguire ciò che è comunemente considerato il modo ‘giusto’ o ‘normale’ di fare le cose. In fin dei conti, se stai facendo ciò che più ami, perché mai dovresti sentirti in colpa?”

AVERE OTTENUTO UN CONTRATTO CON LA VICTORY, UNA DELLE PIU’ IMPORTANTI ED INFLUENTI ETICHETTE DELLA SCENA, E’ DAVVERO UN GRANDISSIMO TRAGUARDO PER UNA GIOVANE BAND COME LA VOSTRA. COME AVETE OTTENUTO UN CONTRATTO IN COSì BREVE TEMPO E PERCHE’ AVETE SCELTO PROPRIO LORO RISPETTO ALLE ALTRE OFFERTE CHE AVETE PROBABILMENTE RICEVUTO?
“Tantissime band dalle quali abbiamo sempre tratto ispirazione provengono dalla Victory, quindi per noi avere l’opportunità di entrare a far parte del loro roster ci è sembrata una cosa incredibile. Conoscendo la loro reputazione, e la loro capacità di spingere le proprie band sulla scena internazionale, siamo veramente eccitati dalla possibilità di avere il nostro potenziale spinto al massimo, il che si traduce anche in una maggiore volontà da parte nostra di tirare fuori il nostro meglio come band. Loro hanno già fatto un ottimo lavoro con la promozione di ‘Fortitude’, aiutandoci a raggiungere il più ampio pubblico possibile, sia all’interno del loro network, sia nel resto della scena”.

VOI SIETE CRESCIUTI ALL’INTERNO DELLA RICCHISSIMA SCENA METAL DI MELBOURNE. COME LA DESCRIVERESTE? COM’ERA LA VOSTRA VITA AI TEMPI IN CUI AVETE COMINCIATO LA VOSTRA AVVENTURA?
“Melbourne è decisamente benedetta da un’incredibilmente vasta cultura musicale in ambito rock e metal, con un costante ricambio di validissime giovani band. Anche le band più piccole hanno delle discrete fan base di supporters. Nonostante ciò, andare in tour in Australia può essere una meta piuttosto difficile, perlomeno all’inizio, ma le band si danno una mano a vicenda, condividendo la strumentazione, van ecc.., e riuscendo così a formare un forte network. Credo che alla fine il tutto si possa ridurre nel suonare il più possibile, e nel costruirsi un nome. Si tratti di una grande band, o di un gruppo di ragazzi emergenti, alla fine sono sempre i fan che ti portano al successo. Niente di più, niente di meno”.

COME AVETE DECISO DI DARE VITA AI FEED HER TO THE SHARKS? COSA VI HA UNITO, E A COSA PUNTAVATE ALL’INIZIO?
“FHTTS sono stati fondati da Chewy (chitarrista, ndR) e Andy (voce, ndR), i quali sono rimasti gli unici mebri storici della band. Altri membri si sono aggiunti nel corso degli anni, incluso me, e al momento siamo arrivati al punto di avere raggiunto l’equilibrio perfetto in termini di line-up e di affiatamento. Tutti noi abbiamo dei background e delle influenze differenti, anche se quello che ci ha permesso di dare inizio a questa avventura è stata una comune passione per questo tipo di musica, andando a creare quello che è il sound odierno dei FHTTS. Primariamente, cerchiamo di creare la musica che a tutti noi piace ascoltare. Come ti dissi prima, alla fine è solo una questione di amare ciò che fai, giusto?”.

ABBIAMO NOTATO MOLTISSIME SIMILARITA’ NELLO STILE VOCALE DI ADAM E QUELLO DI HOWARD JONES DEGLI STORICI KILLSWITCH ENGAGE. POSSIAMO DIRE CHE SIA UNA DELLE SUE PRINCIPALI FONTI DI ISPIRAZIONE?
“Oh, assolutamente sì. I Killswitch sono delle vere e proprie leggende per quanto riguarda i nostri gusti musicali, e sono tra i pochi che riescono ad equilibrare alla perfezione parti vocali aggressive ed estremamente melodiche allo stesso tempo. Io credo che la diversità sia davvero importante nella musica, e riuscire a creare con disinvoltura scream devastanti e enormi ritornelli anthemici sia un talento che davvero in pochi possono vantare. Senza parlare poi del lato strumentale dei KsE. Provate a chiedere a Marinos (chitarra, ndR) se per lui i Killswitch sono un’influenza (ride, ndR)”. 

VOI AVETE UN SOUND DAVVERO PERSONALE E DISTINTIVO ALL’INTERNO DELL’ENORME CALDERONE DELLA SCENA –CORE. COME DEFINIRESTE LE VOSTRE PRINCIPALI CARATTERISTICHE MUSICALI, E I VOSTRI TEMI RICORRENTI?
“Come ti dissi, tutti noi abbiamo un vastissimo ed incredibilmente variegato background musicale, e non strettamente limitato al metal. Proviamo a fare di questo fattore la nostra forza, dando alla nostra musica uno stile molto dinamico, stratificando questi differenti elementi per creare il vero sound dei FHTTS. E’ tutta una questione di equilibrio, e noi siamo davvero coscienti di ciò quando ci troviamo insieme a scrivere del nuovo materiale, assicurandoci che tutti gli strumenti lavorino insieme e si completino a vicenda. Credo che questo consenta alla nostra musica di essere davvero plurisfaccettata, ed apprezzata da persone dai gusti musicali più disparati, che non includano necessariamente i fan del metalcore”.

VI ANDREBBE DI RACCONTARCI QUALCUNA DELLE VOSTRE ESPERIENZE IN TOUR?
“Nel corso degli anni siamo stati in tour con delle band incredibili, e credo che essere in tour in giro per l’Australia siamo piuttosto diverso dal resto del mondo. Considerato che i singoli show da una città all’altra possono richiedere dalle sei alle dodici ore di macchina, l’esperienze in sé può diventare abbastanza provante, ma siamo comunque riusciti a farci un sacco di ottimi amici per strada. Quando sei bloccato in un van per dodici ore, non è che hai molta scelta dopotutto (ride, ndR). Essere in tour, suonare e incontrare i fan è decisamente la cosa più bella che ci sia, e non riesco ad immaginarmi di fare altro nella vita. Tra tutti i tour che abbiamo fatto, una notte mi ritorna in mente come una delle più folli: nel corso del ‘Discovery Tour’ con i Born Of Osiris, Upon A Burning Body e A Breach Of Silence, siamo stati TUTTI insieme in questa piccolo casa a Canberra, il che si è rivelato un piacevole diversivo dalla vita in van. Cavolo, quei ragazzi sanno davvero come fare festa! E la casa era ancora in piedi il giorno dopo, il che può essere considerato come un vero successo (ride, ndR)!”.

QUAL E’ LA BAND PER LA QUALE SIETE STATI PIU’ CONTENTI DI APRIRE UNO SHOW?
“Oh, siamo stati abbastanza fortunati ad aprire show per band quali Asking Alexandria e Suicide Silence, i quali si sono rivelati spettacoli assolutamente incredibili. Personalmente, ti dirò che fare parte del Discovery Tour con i Born Of Osiris e gli Upon A Burning Body è stata una delle esperienze più fighe della mia vita. Entrambe le band sanno davvero come dare vita ad uno show spettacolare, e come trascinare il pubblico”. 

QUAL E’, INVECE, LA BAND CON QUALE SOGNATE DI SUONARE?
“Fare un concerto con i Bring Me The Horizon sarebbe davvero pazzesco!  Come band, loro sono veramente al top di tutto, e stanno ridefinendo i canoni di ciò che una metal band può o non può suonare. Io credo stiano portando la cultura e la musica metal ad un pubblico che, in precedenza, li avrebbe ignorati”.

STATE PIANIFICANDO UN TOUR EUROPEO NEI PROSSIMI MESI? POSSIAMO SPERARE IN UNO SHOW IN ITALIA?
“Assolutamente! Una volta finiti gli show qui in Australia, la nostra priorità sarà quella di raggiungere i grandi palchi internazionali. E’ davvero fenomenale ricevere il supporto di così tante persone dalle parti più disparate del mondo, e non vediamo davvero l’ora di suonare live per loro. L’Italia è sicuramente sulla lista”.

QUALI SONO I VOSTRI PIANI FUTURI COME BAND? AVETE INTENZIONE DI SPERIMENTARE IN MANIERA DIVERSA NEI VOSTRI LAVORI FUTURI?
“Al momento siamo focalizzati al 100% nel portare ‘Fortitude’ in giro per l’Australia e per il mondo. Per quanto riguardo il suo successore, non abbiamo pianificato ancora nulla, né abbiamo ancora iniziato a scrivere niente. Quando ci ritroviamo a scrivere, la cosa si sviluppa in maniera piuttosto fluida e naturale tra di noi, quindi non siamo soliti pianificare. La libertà creativa e la fedeltà ai nostri intenti sono punti chiavi per la scrittura dei nostri pezzi”.

GRAZIE MILLE PER IL TUO TEMPO E PER LA TUA DISPONIBILITA’, ROB! SPERIAMO DAVVERO DI VEDERVI PRESTO IN ITALIA. C’E’ NIENT’ALTRO CHE VORRESTE DIRE AI VOSTRI FAN ITALIANI?
“Io, a nome del resto della band, vorrei solo porgervi un enorme grazie per tutto il supporto. Non vediamo l’ora di fare un salto dalle vostre parti!”

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