FESTERDAY – La vecchia scuola è l’unica scuola

Pubblicato il 24/03/2019 da

Il debut dei Festerday, “Iihtallan“, non è decisamente un disco che fa dell’originalità il proprio cavallo di battaglia, e le soluzioni atte a stupire l’ascoltatore non sono esattamente quello che a cui i finlandesi puntavano. Il death old school è l’unica via per i Nostri: nati all’inizio degli anni ’90, infatti, il parametro per i finnici era un certo tipo di death che, pur con trent’anni di ritardo, è rimasto nel cuore della band facendo si che la prima uscita ufficiale del combo, che ha attraversato gli anni con altri nomi e progetti, sia un compendio di quel genere che fa capo a nomi come Carcass, Entombed, Dismember, sia come suono che iconografia dell’epoca. I Festerday sono rimasti con i piedi ben saldi in quegli anni, con tutti i pregi e difetti che ciò può avere per un gruppo nel 2019, ma di certo la purezza di certe morbose soluzioni è qui a dimostrare come certe sonorità abbiano sempre il loro perché. Ne sono ben consci Timo Kontio e Kena Strömsholm, coi quali abbiamo avuto modo di scambiare due parole. 

IL PRIMO DISCO DEI FESTERDAY E’ USCITO NEI NEGOZI UN PAIO DI MESI FA, MA FATECI UN RIASSUNTO DEGLI ULTIMI TRENT’ANNI.
Kena – I Festerday sono stati messi in congelatore nel 1993, quando abbiamo iniziato altre band. Nel 1995 sono nati gli And Oceans e dieci anni dopo siamo andati avanti come Havoc Unit. Nel 2013 abbiamo riformato i Festerday ed eccoci qua.

E DUNQUE, CHI SONO I FESTERDAY E COSA FANNO?
Kena – Abbiamo iniziato col death metal old school e così continueremo.
Timo – Abbiamo visto nascere lo speed, il thrash, il death e tutto il resto, e in quel momento il death era di certo il più estremo. In quel periodo sono venuti fuori tanti classici che ancora oggi sono i migliori album death di tutti i tempi. Ecco, forse è per questo che abbiamo iniziato a suonare così, e continuiamo a farlo. Non vogliamo sperimentare, nella nostra musica, per il gusto di essere diversi, di fare qualcosa di nuovo. Ci atteniamo allo stile della vecchia scuola. Anche se comunque un po’ variamo, ci sono un po’ di influenze qua e là da diversi stili musicali.

CHI ERAVATE COME PERSONE NEL 1991, ALLA FONDAZIONE DELLA BAND, E CHI SIETE OGGI?
Kena – Persone un po’ più sagge, spero, con più esperienza rispetto ai tempi. Non credo siamo granché cambiati come persone durante gli anni, ma forse ci siamo evoluti mentalmente.

SE “IIHTALLAN” FOSSE STATO PUBBLICATO NEGLI ANNI ’90, QUANTO DIVERSI PENSI SAREBBE STATO COME DISCO?
Kena – Credo che sarebbe stato una mazzata, ma onestamente non saremmo davvero mai stati in grado di fare un disco del genere quando eravamo ragazzini. A proposito, vorrei precisare che il titolo del disco è “Iihtallan”, quella all’inizio è una ‘i’ e non una ‘l’. Purtroppo c’è questo errore sul CD, perché i dati non era erano stati notificati per tempo prima dell’invio in stampa (Molto old school! NdR).

COME E’ SUCCESSO CHE QUESTO DEBUTTO SIA ARRIVATO COSI’ TANTI ANNI DOPO LA FORMAZIONE DELLA BAND?
Kena – La scena death metal stava morendo quando ci siamo sciolti, e all’epoca ci eravamo già mossi su altri territori musicali. In più avevamo già fatto un paio di demo, quindi in qualche modo per noi c’era della musica registrata a nome Festerday, avevamo archiviato l’esperienza e non avevamo altri piani a riguardo. C’è tempo e spazio per tutto, e quel momento è ora.

E PER QUANTO RIGUARDA LE BAND ATTORNO AI FESTERDAY? FARETE QUALCOSA COME HAVOC UNITY O AND OCEANS?
Kena – Gli Havoc Unit sono stati definitivamente messi a riposo, ma gli And Oceans sono di nuovo attivi e stiamo lavorando su qualcosa di nuovo. Si vedrà.

DI COSA PARLA “IIHTALLAN”?
Kena – Brevemente: di morte, destino e distruzione di terra e umanità.

QUALCOSINA DI PIU’ SUI TESTI?
Kena – “Iihtallan” sta a indicare, come termine, una persona che diventa pazza per aver passato troppo tempo con i morti, con tutto ciò che riguarda la morte in generale. Questo è come io vedo la mente degli esseri umani in un mondo di bugie, egoismo, consumismo e superficialità. Siamo un corpo morto che sogna, e non ho più grandi speranze per il mondo.

LE VOSTRE INFLUENZE MUSICALI SONO PIUTTOSTO CHIARE ASCOLTANDO IL DISCO, MA COSA VI ISPIRA FUORI DALL’ASPETTO MUSICALE?
Kena – La vita di tutti i giorni – quello che vedi, che senti, respiri, leggi… La cruda realtà.

IL VOSTRO PEZZO PREFERITO SU “IIHTALLAN”?
Kena – Domanda molto difficile, perché i preferiti cambiano a seconda del momento. Ora ti direi “Kill Your Truth”, perché arriva dritta in faccia, e anche dal vivo è un gran pezzo per movimentare il pit.
Timo – Non saprei davvero dire. Di solito per me è il brano che funziona meglio dal vivo.

E CHE MI DITE DI QUEL MOMENTO BLACK METAL SU “LET ME ENTERTAIN YOUR ENTRAILS”?
Kena – A dire il vero quella canzone è stata ispirata da un pezzo di Robbie Williams, volevamo metterci qualcosa di bizzarro.

COSA ASCOLTATE OGGI? VI E’ PIACIUTO QUALCOSA DELL’ANNO SCORSO?
Kena – Sono sempre stato un ascoltatore affamato di tutti i tipi di musica, ma ascolto soprattutto roba vecchia. Non ho idea di cosa sia uscito nel 2018. Oh aspetta, c’era un’ottima band black finlandese… I Disciples Of The Void.
Timo – Una volta ascoltavo solo metal estremo, oggi mi ritrovo ad ascoltare anche dell’altro. Ho ascoltato molto il nuovo Funeral Mist, e poi gli ultimi di Archgoat, Marduk, Vargrav. Alcuni gran bei dischi death da parte di Galvanizer, Corpsessed, Lik, Sulphur Aeon.

NOMINATE QUELLI CHE SONO I VOSTRI TRE DISCHI DEATH PREFERITI
Kena – Ahia, difficilissimo! Se devo sceglierne solo tre allora porto con me “Altars Of Madness” dei Morbid Angel, “War Master” dei Bolt Thrower” e i Dismember con “Like An Everflowing Stream”.
Timo – Perché solo tre!? Direi anch’io “Altars Of Madness” e “War Master”, ma il terzo sarebbe senza dubbio “Symphonies of Sickness” dei Carcass. Per me è stato un disco importantissimo.

QUALI SONO I PROSSIMI PIANI?
Kena – Concerti. Ci concentreremo su quello, ma ovviamente ci sarà anche della nuova musica nel prossimo futuro.

VI VEDREMO IN ITALIA? CI SARA’ UN TOUR?
Kena – Al momento abbiamo solo un paio di festival prenotati per il 2019, qui in Finlandia. Fortunatamente abbiamo un’agenzia che lavora per noi, quindi, speriamo, andremo da qualche parte presto.

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