FIGHT OR FLIGHT – Seconda pelle

Pubblicato il 18/09/2013 da

La pausa indefinita dei Disturbed affligge i fan di tutto il mondo, nonostante le continue rassicurazioni degli elementi del gruppo. Dopo aver discusso con David Draiman dei Device, non eccellenti ma di discreto successo, abbiamo accettato di parlare quasi a scatola chiusa con i Fight or Flight di Dan Donegan, che vedono tra le proprie fila il cantante degli Evans Blue Dan Chandler e il batterista degli stessi Disturbed Mike Wengren. Di seguito il resoconto della nostra conversazione…

 

fight or flight - band - 2013

 

SEI MAI STATO PREOCCUPATO DALLA LUNGA PAUSA DEI DISTURBED?
“Non direi, è stata una decisione comune. Al termine di un lungo ciclo di tour abbiamo deciso per questa lunga pausa, come band non vogliamo ripeterci quindi abbiamo deciso di recuperare, prendere una boccata d’aria, dedicarci alle nostre famiglie e divertirci con progetti paralleli. Sicuramente torneremo, freschi e riposati”.

“COMBATTI O VOLA” E’ UNA REAZIONE PSICOLOGICA DELL’ANIMALE QUANDO VIENE PERCEPITA UNA MINACCIA O UN ATTACCO. COME MAI AVETE SCELTO QUESTO NOME?
“Devo ringraziare mia moglie per la scelta del nome, è lei ad averlo suggerito e ho deciso di adottarlo in maniera entusiasta: la reazione davanti ad un pericolo ti definisce come uomo, davanti a un pericolo ci si può bloccare restando inermi o si può combattere istintivamente. Mi ci sono ritrovato per l’analoga esperienza nel business discografico: coi Disturbed abbiamo dovuto combattere strenuamente per difendere ogni nostra opinione e ogni nostro risultato, ed oggi è la stessa cosa. Per avere un contratto e vivere di musica, tour dopo tour, devi essere un lottatore, devi sacrificare tutto quello che è necessario per portare avanti il tuo obiettivo”.

TI SEI DIVERTITO A REGISTRARE TUTTI GLI STRUMENTI IN STUDIO?
“Un sacco! Non sapevo ancora se avrei pubblicato il materiale come solista, se avrei creato un gruppo o cos’altro. All’inizio eravamo solo io e il cantante Dan, e quando abbiamo visto che la cosa cominciava a concretizzarsi seriamente ci siamo decisi a creare un gruppo vero e proprio, senza alcuna label alle spalle. Volevamo fare il nostro album, saltare sul tour bus e suonare dal vivo, come una band qualsiasi. Warner non sapeva nemmeno del nostro lavoro, li abbiamo sorpresi col prodotto finito”.

HAI PARTECIPATO ANCHE ALLA SCRITTURA DEI TESTI?
“Certo, ho collaborato all’ossatura di tutte le canzoni della raccolta, assieme a Dan ovviamente. ‘It’s Over’, ‘Leaving’ e ‘The Average’ sono forse gli episodi dove il mio apporto ai testi è arrivato più consistente nel prodotto finito, negli altri pezzi in molti casi c’è stata una riscrittura o qualche cambiamento. E’ stato bello scrivere con una persona nuova, anche se ho sempre avuto la massima libertà nei Disturbed ho avuto la possibilità di esprimermi in contesti molto diversi. Mi sento molto arricchito”.

QUANTO TEMPO AVETE DEDICATO ALLA STESURA?
“Il processo è stato molto lungo e disteso, non avevamo alcuna tempistica perché come ho anticipato prima non avevamo un’etichetta a cui dover consegnare materiale, nessuno sapeva di questo progetto. Passavano quindi anche giorni tra una sessione e l’altra, difficile quantificare. L’importante è lo stato mentale: è nato tutto come noi volevamo che fosse, senza limiti, aspettative, discussioni”.

L’ARTWORK DI COPERTINA PARLA CHIARO: GRANO GENETICAMENTE MODIFICATO, SIRINGHE E VACCINI, SCIE CHIMICHE. SI PARLA DI COSPIRAZIONI, ESATTO? NON CREDI CHE SIA MOLTO FACILE CADERE NELLO SCONTATO?
“Il concept di fondo rispecchia molte delle cospirazioni da cui i componenti della band sono affascinati. Non sto dicendo che vogliamo forzare un’opinione o che crediamo a una specifica cospirazione, stiamo ponendo delle quesiti. Non abbiamo le risposte, però siamo sicuri che dovremmo tutti aprire le nostre menti e farci delle domande per scoprire la verità. Con più coscienza e consapevolezza ci si avvicina alla verità, ne sono convinto”.

PARLIAMO DI MUSICA: AVETE PRESO LE DISTANZE DAL SUONO DELLA TUA BAND PRINCIPALE, FIGHT OR FLIGHT E’ UN PROGETTO DIRETTO AI FAN DEI DISTURBED?
“Non in maniera esclusiva. Ho troppo rispetto dei Disturbed, per questo ho voluto che i Fight Or Flight fossero completamente diversi, non avrebbe senso altrimenti. Senza aspettative ci siamo spinti fuori dalla nostra zona di comfort per realizzare un album diverso, divertendoci a farlo. Sono sicuro che molti fan dei Disturbed potranno apprezzare”.

HAI SENTITO I DEVICE? COSA NE PENSI? SONO MOLTO SIMILI AI DISTURBED…
“L’ho sentito, è molto simile ai Disturbed. Per questo provo sentimenti contrastanti: sono un grande fan di David, sono consapevole del suo talento, mi sarebbe piaciuto ascoltarlo mettersi un po’ più in gioco. Penso comunque sia un buon album, con ottime canzoni e ottimi ganci, farà sicuramente bene”.

SIETE GIA’ PRONTI AD ANDARE IN TOUR?
“E’ uno dei nostri obiettivi principali, stiamo facendo tutto il possibile per partire e suonare dal vivo, dobbiamo spargere la voce. Non ci interessa con chi, non ci interessa se da opener o da headliner, ce l’abbiamo nel sangue abbiamo bisogno di suonare è la nostra droga e siamo in crisi d’astinenza”.

HAI UN MESSAGGIO PER I TUOI FAN?
“So che molti sono preoccupati sullo stato dei Disturbed, alcuni temono lo scioglimento. Voglio chiarire che la nostra decisione è stata unanime e in termini amichevoli, non è finita. Allo stesso tempo non so davvero dirvi quando ritorneremo, solo il tempo potrà dirlo. Siamo tutti concentrati su altre cose, ci stiamo divertendo e spero potremo farlo assieme a voi”.

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