Personalmente non è stato facile abituarmi all’idea che per la mia prima intervista avrei dovuto parlare con un personaggio leggendario come Bill Steer, chitarrista storico prima dei Napalm Death ed in un secondo momento degli indimenticati Carcass; non è stato facile non poter porre più di tante domande sul suo glorioso passato, vista la riluttanza con la quale il mio interlocutore ha affrontato tale tema. La verità è che molto probabilmente dovremo accontentarci di un Bill Steer molto diverso da quello che conoscevamo, forse esausto di doversi sentire in continuazione legato al suo passato, anche quando come in questo caso, il suo presente ha completato voltato pagina. Poco male, perché il progetto Firebird trova consensi pressoché unanimi da tutte le parti, e ci fa conoscere un lato di Steer che sinceramente non ci aspettavamo.
Quello che trovate in questa pagina è il risultato della nostra chiacchierata.
Ciao Bill complimenti per il nuovo album, perché l’ hai chiamato “Deluxe”?
“Deluxe” non significa niente di particolare è solo un nome che ho pensato possa essere un po’ originale. Per me questo disco rappresenta un passo avanti rispetto al precedente; questa volta abbiamo scritto delle buone canzoni, il suono è molto più potente e la produzione è migliore.
Da dove viene l’idea di formare una band del genere?
“Era da molto tempo che avevo in mente di formare una band del genere, bisogna addirittura tornare indietro fino alla metà degli anni novanta. Ad un certo punto ho sentito il bisogno di provare a fare cose diverse con persone diverse, anche se non ne avevo necessariamente il bisogno.”
Come componi di solito le tue canzoni?
“Le scrivo insieme agli altri ragazzi in modi diversi, a volte lavoro da solo, finisco una canzone e la spiego a gli altri, altre volte quando proviamo tiro fuori un riff e ci jammiamo sopra, così a volte andiamo in una direzione completamente nuova a cui non avevo nemmeno pensato.”
Quanto sono importanti per te i testi nelle tue canzoni? E di cosa parlano?
“Per me i testi sono molto importanti, di solito sono l’ultima cosa a cui penso quando scrivo, prima penso alla parte musicale che è la struttura base della canzone e poi le parole vengono di conseguenza. I miei testi non parlano di cose particolari, forse sono qualcosa di personale ma comunque non hanno nessun significato preciso.”
Con i Firebird suoni un tipo di musica che affonda le proprie radici negli anni ’70, ma tu provieni da band death metal come i Carcass e i Napalm Death.Perché hai deciso di distaccarti cosi tanto da quel sound?
“Per prima cosa perché ho sempre avuto in mente fin dall’inizio di suonare questa musica, essendo cresciuto con Deep Purple e Led Zeppelin; a dire il vero è da quando ho iniziato ad ascoltare Jimi Hendrix che ho scoperto la passione per la chitarra. Probabilmente se non fosse stato per questi gruppi, non mi sarebbe mai passata per la testa l’idea di suonare.”
Ed invece la tua passione per il death metal è ancora viva?
“(Ride) Well, veramente non ho mai amato il death ad essere onesto… (?!!). Nei Carcass ad ognuno di noi piacevano diversi tipi di musica, apprezzavamo anche il death metal, ma non eravamo fans esclusivamente di quel genere; a distanza di anni, nessuno di noi rinnega quel passato, ma certamente è arrivato il momento per ciascuno di guardare avanti..
Puoi parlarmi delle tue influenze musicali.
A me piacciono molti diversi tipi di musica, alcuni di questi possono risultare ovvi ascoltando i dischi dei Firebird, come ad esempio i Cream, Free, Humble Pie, Led Zeppelin ma adoro ascoltare anche vecchi dischi blues ed in generale tante tante cose differenti.”
Quale è stato il primo e l’ultimo album che hai comprato?
“Il primo credo sia stato una compilation dei Deep Purple e l’ultimo quello di un suonatore di armonica blues, che però non ricordo il nome.”
La maggior parte delle più famose band hard rock vengono dall’Inghilterra, quale è la situazione della scena musicale inglese oggi?
“Al momento non è per niente buona e credo che peggiorerà sempre di più. Il punto è che le industrie musicali sono interessate soltanto al business, come per ogni cosa, ci sono molte persone che non pensano molto ad offrire buona musica alla gente, fanno firmare contratti solo in base all’immagine che queste persone possono avere sul palco. Credo che se andrà avanti ancora a lungo in questa maniera, si arriverà al collasso dell’intera scena.”
Che cosa pensi di un gruppo come ad esempio i Radiohead, che in Inghilterra sono molto famosi?
“Radiohead? Non so molto su di loro e su questo tipo di musica, ma comunque li rispetto e poi credo che abbiano un buon cantante.”
A molte band oggi sta a cuore di più l’immagine che il fatto di suonare buona musica, ma credo che se suoni heavy metal oppure hard rock l’immagine non è poi così importante. Cosa pensi al riguardo?
“Qui da noi le cose sono un po’ diverse, perché le riviste esaltano molto le nuove band nu metal, per me questa musica è solo immagine, ma in ogni caso non ne so molto di questi gruppi.”
Quali sono gli obiettivi che i Firebird vogliono raggiungere con quest’album?
“Soltanto di farci conoscere da più gente possibile e poi di suonare in posti nuovi, sono molto impaziente di girare per l’Europa quest’anno perché è importante che la gente conosca la band, suoneremo anche in Giappone.”
È importante per te suonare dal vivo?
“Si decisamente, perché molta gente riesce a capire immediatamente lo spirito della band vedendoci dal vivo.”
Suonerete anche in Italia?
“Si lo spero davvero, l’ultima volta che ho suonato in Italia è stato qualche anno fa e sarei entusiasta di poter tornare.”
