FIRESPAWN – Lucifero ha parlato

Pubblicato il 19/05/2017 da

Secondo disco sulla lunga distanza, secondo centro per i Firespawn, decisamente non la solita ‘all star band’ che fa parlare di sé più per il curriculum dei musicisti coinvolti che per l’effettiva qualità della sua proposta. “The Reprobate” segna un ulteriore irrobustimento del sound del quintetto svedese, ceduto una volta per tutte all’amore per i Morbid Angel dei tempi d’oro e per le atmosfere diaboliche della Stoccolma di venti-venticinque anni fa, e si candida fin da subito come uno dei ‘must’ death metal di questo 2017, in virtù di una scorrevolezza da brividi e di un songwriting altamente ispirato e coinvolgente, in cui brutalità e trame catchy vanno più che volentieri a braccetto. Un piccolo gioiellino di cui abbiamo avuto modo di parlare con l’enorme e tatuatissimo bassista Alex Friberg…

“SHADOW REALMS” E’ STATO UN GRANDE SUCCESSO DI PUBBLICO E DI CRITICA. VI ASPETTAVATE TUTTO QUESTO ENTUSIASMO?
“Non ci aspettavamo nulla, a dire il vero. Abbiamo fondato questa band per noi stessi, anche se ovviamente desideravamo che la nostra musica fosse competitiva e che la gente fosse spinta a comprare il disco. Ci teniamo a suonare live con una certa frequenza e a catturare l’attenzione del pubblico, ma non è mai stato questo il nostro primo obiettivo. Parlerei piuttosto di ‘effetto collaterale’ molto potente e gratificante”.

ALL’INIZIO AVRESTE MAI IMMAGINATO DI REGISTRARE UN SECONDO ALBUM? CON QUALI INTENZIONI E’ NATO IL PROGETTO?
“Sì, naturalmente. Quando io, LG e Victor abbiamo fondato i Firespawn, volevamo costruire una band da zero che fosse fonte di musica per un lungo periodo di tempo. Un disco non era abbastanza. Due dischi non sono ancora abbastanza. E’ proprio adesso che la gente inizia a conoscerci e a parlare di noi. Stiamo attraversando una fase di partenza: anche se nessuno di noi può essere considerato un ragazzino, i Firespawn vanno visti come una band nuova, e sono qui per restare”.

SEMBRA CHE CON I FIRESPAWN ABBIATE VOLUTO OMAGGIARE I MORBID ANGEL DEI PRIMI ALBUM, CON UN TOCCO DI BLACK METAL SVEDESE. DA DOVE ARRIVA QUESTA SCELTA?
“Beh, Victor è sempre stato influenzato dallo stile dei Morbid Angel, quindi la cosa non deve stupirti. Ci tengo comunque a precisare che non è stata una scelta voluta o studiata a tavolino… anche se, vista la bellezza dei loro primi tre dischi, il paragone non ci dispiace affatto”.

CREDO CHE “THE REPROBATE” ENFATIZZI LE VOSTRE DUE ANIME: LE PARTI DEATH SONO PESANTI E BRUTALI COME NON MAI, MENTRE QUELLE BLACK SONO ANCORA PIU’ FREDDE E VELENOSE… COME LA VEDI?
“Era esattamente ciò che avevamo in mente. Su ‘The Reprobate’ abbiamo trovato il nostro sound più che su ‘Shadow Realms’. Volevamo che le parti massicce fossero pesanti quanto un cazzo di anfibio in faccia, e che quelle in blast beat ricordassero l’acciaio freddo di un coltello conficcato in un occhio. Credo che ci siamo riusciti (ride, ndR)”.

LA MAGGIOR PARTE DELLE CANZONI DI “SHADOW REALMS” ERANO STATE SCRITTE DA TE E DA VICTOR. E’ SUCCESSO LO STESSO ANCHE PER IL NUOVO ALBUM? COME VI SIETE APPROCCIATI AL SONGWRITING?
“Beh, tutte le canzoni di ‘Shadow Realms’ sono state scritte da Victor, mentre io mi sono occupato di buona parte dei testi. Per ‘The Reprobate’ abbiamo fatto più o meno lo stesso. Victor è così bravo a comporre velocemente che non abbiamo sentito la necessità di stravolgere la nostra metodologia. Quello che però volevamo fare con questo album era lasciare autonomia anche a Fredrik, che infatti si è presentato con una sua canzone, mentre io ho scritto un po’ più di testi rispetto a ‘Shadow…’. Per noi è l’ideale lasciare a Victor le redini del songwriting; viviamo in diverse parti della Svezia e non è possibile incontrarsi tutte le settimane per provare, richiederebbe troppo tempo”.

A GIUDICARE DAI TITOLI, SEMBRA CHE I TESTI NON SI DISCOSTINO MOLTO DAI PASSATI ARGOMENTI…
“Beh, lo fanno e non lo fanno. Mi piace parlare di argomenti oscuri e mentalità contorte. Per ‘ The Reprobate’ mi sono concentrato soprattutto su quest’ultimo aspetto, mostrando l’altro lato della medaglia dei comportamenti umani”.

QUALI SONO SECONDO TE LE CANZONI PIU’ RAPPRESENTATIVE DEL DISCO? HO APPREZZATO MOLTO “SERPENT OF THE OCEAN”, “BLOOD EAGLE” E LA TITLETRACK, UN CHIARO TRIBUTO A “WHERE THE SLIME LIVE”…
“Credo che la mia canzone preferita sia ‘Serpent of the Ocean’. Quella canzone ha tutto, non potrebbe essere più Firespawn di così. Mi piace moltissimo anche la titletrack, che in effetti possiamo dire sia un omaggio a ‘Where the Slime Live’… ma – ehi – parliamo pur sempre di uno dei migliori brani death metal mai scritti, quindi perchè no?”

COME SIETE ENTRATI IN CONTATTO CON PAOLO GIRARDI? PER “THE REPROBATE” HA SVOLTO COME AL SOLITO UN LAVORO ECCELLENTE…
“Siamo entrati in contatto con lui grazie ai ragazzi della Century Media. All’epoca del primo album aveva questo dipinto talmente bello che lo abbiamo subito voluto come copertina. E’ stato naturale chiamarlo nuovamente per ‘The Reprobate’. E’ un artista incredibilmente talentuoso, e senza troppa modestia posso dire che a noi piace lavorare solo con i migliori. Per il secondo artwork gli abbiamo dato delle linee guida e spedito tutti i testi. L’idea è che durante l’ascolto le persone vi possano trovare dei riferimenti ai vari brani. Musica e grafica diventano così un unico paesaggio”.

FINORA VI SIETE ESIBITI SOLTANTO IN FESTIVAL DI PICCOLA/MEDIA GRANDEZZA. NON AVETE PRESO IN CONSIDERAZIONE L’IDEA DI UN TOUR?
“Sì! Stiamo pianificando un tour per la fine dell’anno. Come sarà e quali gruppi saranno coinvolti non è stato ancora deciso, ma è decisamente in programmazione”.

SIETE TUTTI MOLTI ATTIVI E INDAFFARATI. POTRESTI AGGIORNARCI SULLE ATTIVITA’ DELLE ALTRE VOSTRE BAND?
“Per quanto riguarda le mie altre band, i Necrophobic sono in piena modalità di scrittura per il nuovo album, e lo stesso vale anche per i Naglfar… anche se loro lo sono da cinque anni, da quando è uscito ‘Téras’, quindi chi vivrà vedrà (ride, ndR)”.

QUESTA SETTIMANA SEGNA L’ANNIVERSARIO DELLA MORTE DI DAVID PARLAND, UN MUSICISTA DAVVERO MOLTO INFLUENTE PER LA SCENA SVEDESE. LO CONOSCEVI DI PERSONA? QUALE EREDITA’ SI E’ LASCIATO ALLE SPALLE?
“Sì, lo conoscevo. E’ stato uno dei membri fondatori sia dei Necrophobic che dei Dark Funeral, e ha significato molto per la scena di Stoccolma. La sua eredità continuerà a vivere in questi due gruppi. Spero che ora sia in pace con i suoi demoni”.

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