FLESHROT – Quel motel vicino alla palude

Pubblicato il 13/09/2022 da

Pubblicato ad inizio agosto dalla sempre attenta Me Saco Un Ojo, “Unburied Corpse” dei Fleshrot è presto diventato uno dei nostri dischi dell’estate. Un album veloce, schietto e ruspante come la mentalità dei musicisti che lo hanno composto, i quali – spinti da una grande passione per il death metal di una volta – si sono inseriti di prepotenza fra quelle giovani leve che, negli Stati Uniti e non solo, stanno portando il genere a vivere un momento particolarmente florido e fortunato. Un’opera che, se avete apprezzato gli exploit di Cerebral Rot e Witch Vomit, o se vivete col santino di Chris Reifert nel portafogli, dovreste cercare di recuperare il prima possibile, nell’ottica di una proposta tanto rozza quanto accattivante, in grado di intrattenere come il migliore dei vecchi slasher da drive-in. Contattato via mail, il cantante/chitarrista Phil, tra i membri fondatori del gruppo texano, è stato quindi ben lieto di raccontarci le origini e le ambizioni di questa nuova, putrefatta creatura musicale…

BENVENUTI SULLE PAGINE DI METALITALIA.COM. DATO CHE SIETE UNA BAND GIOVANE E CHE QUESTA È LA VOSTRA PRIMA INTERVISTA PER IL NOSTRO SITO, VI ANDREBBE DI PARLARCI DELLA GENESI DEI FLESHROT? COME E PERCHÈ AVETE DECISO DI AVVIARE QUESTO PROGETTO?
– Ciao a tutti, e grazie dell’invito! I Fleshrot sono stati fondati nell’agosto del 2019 da Tanner (batteria) e da me, Phil (chitarra/voce). Abbiamo aggiunto il bassista AB poco dopo aver scritto la nostra prima canzone, e il secondo chitarrista Casey dopo aver pubblicato il nostro demo d’esordio. Tanner ed io abbiamo fondato Fleshrot per il semplice desiderio di suonare death metal nella maniera che entrambi avevamo in mente.

LA VOSTRA MUSICA È MOLTO SEMPLICE E PRIMITIVA, MA L’ATTENZIONE CHE RIPONETE NELLE SUE DINAMICHE È EVIDENTE. COME SIETE SOLITI LAVORARCI?
– Di solito, io e Tanner ci troviamo e iniziamo a jammare per vedere cosa salta fuori. Cerchiamo di non forzare mai nulla, in questa fase; se ci accorgiamo che il processo non dà i suoi frutti, ricominciamo da capo. Quando abbiamo iniziato eravamo molto meno esigenti su ciò che scrivevamo, ma ora lavoriamo molto più lentamente e – se mi passi il termine – intenzionalmente. Vogliamo che la nostra musica fluisca in modo naturale, e che non dia l’impressione di volersi spingere oltre quelle che sono le sue possibilità; il nostro regno, in un certo senso. Non vogliamo essere tecnici o appariscenti per il gusto di metterci in mostra.

L’INFLUENZA DEGLI AUTOPSY NEL VOSTRO SUONO È EVIDENTISSIMA. COSA VI AFFASCINA DEL LORO STILE? PERCHÉ LORO E NON – AD ESEMPIO – I MORBID ANGEL?
– Gli Autopsy sono probabilmente la mia band death metal preferita. Amo tutto di quel gruppo: la musica, i testi e il modo fuori di testa con cui raccontano una storia attraverso ogni canzone. Reifert è un idolo. Gli Autopsy hanno un vibe primitivo e punkeggiante che me li fa preferire ai Morbid Angel e ad altri senatori. Intendiamoci, i Morbid Angel sono fantastici, anch’io li adoro, ma su di me gli Autopsy hanno avuto un impatto e un’influenza molto più forti.

OLTRE ALLE CANZONI, LA PRODUZIONE È SICURAMENTE UNO DEI PUNTI DI FORZA DEL DISCO. È ORGANICA, RUVIDA, MA ANCHE MOLTO POTENTE. COME HANNO AVUTO LUOGO LE REGISTRAZIONI?
– Abbiamo registrato tutto qui a Lubbock, in Texas, dove viviamo. La batteria con Duncan Newey, poi il resto con Jonah Payne. Entrambi sono nostri carissimi amici. Abbiamo poi inviato il materiale a Dan Lowndes per la fase di mix/reamp, e a Greg Chandler per il master. Dan ci ha fatto davvero alzare l’asticella. È stato fantastico lavorare con lui, e penso ci abbia messo nelle condizioni di incidere il miglior disco che potessimo realizzare in quel momento. Da tempo sono un fan della sua band, i Cruciamentum, quindi è stato bello averlo in qualche modo sull’album. È stato un processo lungo, ma lui si è dimostrato presente in ogni fase del percorso. Insieme, Dan e Greg hanno fatto suonare il disco nel modo imponente che puoi sentire, e non potremmo essere più felici del risultato finale.

COME SIETE ENTRATI IN CONTATTO CON LA ME SACO UN OJO?
– Jesus (proprietario dell’etichetta, ndR) ci ha contattato dopo che il nostro demo era uscito da un paio di mesi. Non avevamo ancora un’etichetta che ci distribuisse nel Regno Unito e in Europa, per cui siamo stati entusiasti quando ha espresso il suo desiderio di voler lavorare con noi. Sono un grande fan della sua etichetta, ed è un onore vedere la nostra musica pubblicata da lui, accanto a quella di alcuni dei migliori gruppi death metal underground in circolazione

UNA BAND COME I MORBUS CHRON HA INIZIATO DA BASI SIMILI ALLE VOSTRE, PER POI INTRAPRENDERE UN’EVOLUZIONE INASPETTATA E DALLE FORTISSIME TINTE PROGRESSIVE. CONSIDERERESTE MAI UN PERCORSO STILISTICO SIMILE?
– Non credo che ci spingeremo mai così lontano, ma abbiamo parlato del prossimo materiale e l’aggiunta di qualche altro riff ispirato ai Demilich è sicuramente in programma. Quello è ciò che di progressivo avrà la nostra musica (ride, ndR). Non vogliamo allontanarci troppo da ciò che stiamo già facendo. Il nostro punto di riferimento sono gli Autopsy, e vogliamo diventare più cattivi e folli ad ogni uscita, piuttosto che più raffinati e progressivi. Vado comunque a nozze con i Morbus Chron e con quello che hanno continuato a fare come Sweven; penso siano incredibili, solo che per i Fleshrot non vedo un futuro musicale simile al loro.

APPREZZO MOLTO IL VOSTRO IMMAGINARIO GRAFICO. MI RIPORTA SUBITO ALLA MENTE QUELLO DI CERTI FILM HORROR DEGLI ANNI OTTANTA, SOPRATTUTTO LA COVER DEL VOSTRO DEMO DEL 2020. CHI È QUELLA BELLA RAGAZZA ARMATA DI MACHETE?
– È la ragazza di un film intitolato “Killing Spree” (“Delirio” in Italia, ndR). Volevamo che il demo emanasse l’atmosfera di un horror b-movie e, visto che la cosa ha funzionato ed è piaciuta, abbiamo continuato su quella linea.

RIMANENDO IN TEMA DI FILM HORROR, QUALI SONO I VOSTRI PREFERITI?
– Amo tutti i grandi classici, penso che più siano kitsch e di cattivo meglio è. Amo la merda come “Jason Takes Manhattan” (“Incubo a Manhattan”, ottavo capitolo della saga di “Venerdì 13”, ndR) e il lato più grottesco ed esagerato del genere. Il mio film horror preferito è “Hellraiser 2”, anche se amo un po’ tutto quel franchise. Anche “Phantasm” (“Fantasmi” in Italia, ndR) è un altro mio pilastro. Tra quelli più recenti mi sono piaciuti “X” e “Terrifier”, e anche il nuovo “Candyman” non è affatto male. Jordan Peele ha fatto un ottimo lavoro con quel reboot.

QUAL È IL VOSTRO BACKGROUND? COME SIETE ARRIVATI A SCOPRIRE E A SUONARE DEATH METAL?
– Ho iniziato a suonare in gruppi del circuito hardcore quando ero al liceo, poi crescendo ho iniziato a cantare e a suonare la chitarra in un paio di gruppi thrash nella nostra città. I Sepultura sono stati la band che mi ha fatto avvicinare al death metal. Grazie a loro ho scoperto gli Obituary, i Death e tutte le altre leggende. Da quel momento in poi ho iniziato ad ascoltare tantissimo death metal, volendolo anche suonare, ma sfortunatamente qui non ci sono molte persone interessate alla concezione del genere che piace a me, quindi non ne ho mai avuto la possibilità fino a quando non sono nati i Fleshrot.

IN MOLTE ZONE DEGLI STATI UNITI – PENSO AD ESEMPIO AL COLORADO E ALLA CALIFORNIA – LA SCENA DEATH METAL È CARATTERIZZATA DA UN LARGO NUMERO DI NUOVE BAND, DEDITE SOPRATTUTTO AD UNA REINTERPRETAZIONE DI CANONI OLD-SCHOOL. COM’È LA SITUAZIONE IN TEXAS? DA FUORI, IL VOSTRO PAESE È ASSOCIATO PRIMA DI TUTTO AL SUONO SLAM DEI DEVOURMENT E DEI LORO DISCEPOLI…
– Colorado e California possono contare su una scena davvero fantastica. Vogliamo assolutamente suonarci, ma non ne abbiamo ancora avuto l’opportunità. Anche in Texas, comunque, le cose vanno piuttosto bene; Frozen Soul e Creeping Death sono probabilmente i nomi più in vista in questo momento, ma ci sono anche Malignant Altar e Church of Disgust che sono fantastici e che hanno pubblicato dei dischi incredibili. In generale, noto che ci sono molte più band death metal in giro, rispetto a qualche anno fa. Penso sia un momento fantastico ed emozionante per il genere; i ragazzi vengono esposti a nuovi gruppi, e a loro volta ne mettono in piedi di altri… il che è davvero una figata! Sono entusiasta all’idea di vedere cosa accadrà nel nostro Stato, così come nel resto del mondo.

IMMAGINO CHE L’ASPETTO LIVE SIA CRUCIALE PER UN GRUPPO COME IL VOSTRO. AVETE IN PROGRAMMA DI IMBARCARVI IN QUALCHE TOUR PER LA PROMOZIONE DI “UNBURIED CORPSE”?
– Adoriamo suonare dal vivo, e ci sforziamo di farlo il più possibile, ma con le nostre famiglie e le nostre carriere a volte è difficile. Detto questo, non penso che saremo mai uno di quei gruppi da tour a tempo pieno, ma se ciò dovesse accadere so che accoglieremmo la sfida cercando un modo per far quadrare tutto. Speriamo comunque di raggiungere l’Europa, il Messico e molti altri paesi nel corso dei prossimi due anni. È sempre stato uno dei nostri obiettivi, fin da quando abbiamo avviato la band.

PER CONCLUDERE, I CINQUE MIGLIORI DISCHI DEATH METAL DI TUTTI I TEMPI SONO…
– È una domanda difficile, e questo ovviamente è solo il mio parere…

Autopsy – “Mental Funeral”
Death – “Spiritual Healing”
Carcass – “Symphonies of Sickness”
Dismember – “Hate Campaign”
Suffocation – “Pierced from Within”

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