FORSAKEN – I Cavalieri Di Malta

Pubblicato il 15/01/2010 da

 

Attivi ormai da vent’anni, i maltesi Forsaken sono uno di quei nomi sconosciuti alla maggior parte dei metalhead. I nostri, cresciuti album dopo album, sono arrivati al top della loro discografia proprio con il recente "After The Fall", concentrato di doom classico ed epicheggiante allo stesso tempo. Sebbene la provenienza geografica e la sorte avversa abbiano contribuito non poco a relegare il nome della band nell’underground più misconosciuto, Leo Stivala e soci non si sono mai persi d’animo, non hanno mai forzato le tappe e, alla fine, sono riusciti a spuntare un contratto discografco con la I Hate, base di partenza ideale per espandere la loro fama anche al di fuori dei patri confini. Insomma, se siete amanti del doom e dell’epic metal e se credete che le tematiche cristiane affrontate dalla band si sposino a meraviglia con la loro musica solenne ed altisonante, allora correte ad ascoltare "After The Fall": come rimarcherà spesso e volentieri anche Leo nell’intervista sottostante, non avrete di certo di che pentirvene.

 

POTETE INIZIARE L’INTERVISTA RACCONTANDOCI LA STORIA DELLA BAND?
“Certo. Tutto é iniziato nel 1989 sotto il nome di Blind Alley e nel 1990, a causa di alcuni cambi di line up, abbiamo cambiato monicker diventando i Forsaken, che trovavamo più adatto al materiale doom che stavamo componendo. Il nostro primo show é stato venerdì 13 Settembre 1991, seguito da molti altri. Successivamente abbiamo registrato un demo da vendere sul mercato locale ed intitolato ‘Requiem’. Il lavoro ha ottenuto numerose recensioni sulle fanzine e la label francese Arkham Production ci mise sotto contratto per un sette pollici. Nel 1993 uscì ‘Virtues Of Sanctity’, al quale facemmo seguire un tour in Francia e Spagna. Finalmente nel 1996 riuscimmo a pubblicare il nostro esordio sulla lunga distanza ,’Evermore’, per i tipi della maltese Storm Records. Dopo la pubbliazione però la band si é sciolta per circa un anno e quando si é riformata ha deciso di virare su di un materiale maggiormente epic doom oriented, con l’aggiunta delle tastiere di Mario Ellul. Il nostro storico chitarrista Daniel nel frattempo si é ammalato di cancro e dopo due anni di strenui combattimenti é purtroppo deceduto nel Gennaio 2001. Senzaa dubbio quello é stato il periodo più difficile per noi, ma abbiamo avuto la forza di registrare altri brani e di continuare a suonare. L’etichetta scozzese Golden Lake ci ha pubblicato il mini ‘Iconoclast’ e gli album ‘Anima Mundi’ e ‘Dominaeon’, oltre a ristampare il primo lavoro. In quegli anni siamo riusciti a presenziare ad eventi importanti come il Doom Shall Rise, il Keep It True, l’Headbangrs Open Air e molti altri e siamo riusciti a vedere i nostri album ristampati su vinile dalla Immortal Vynil Records. Come riconoscimento per tutto ciò, i Forsaken hanno vinto i Malta Music Awards nella categoria Best Heavy Metal Act. Nel 2006 la Golden lake decise di chiudere i battenti e la band si é accasata presso la svedese I Hate, che ha immesso sul mercato il nostro ultimo lavoro ‘After The Fall’. Durante tutto questo lasso di tempo siamo sempre riusciti a suonare live, sia in patria sia all’estero. Allo stato attuale la line up comprende Leo Stivala alla voce, Albert Bell al basso, Sean Vokuvic alla chitarra e Simeon Gatt alle tastiere”.

AVETE VOLUTO SUONARE DOOM SIN DA PRINCIPIO O E’ STATA UNA SCELTA MATURATA NEL TEMPO?
“Quando ancora ci chiamavamo Black Alley suonavamo una sorta di prog metal con influenze doomy. Era però chiaro che la nostra influenza principale erano e sono i Black Sabbath, sempre presenti in ciò che scriviamo. Con il cambio di nome e l’ingresso in formazione di Albert Bell abbiamo decisamente virato verso il doom. Non ce ne siamo mai pentiti, credimi”.

AVETE PARLATO DI INFLUENZE: OLTRE AI BLACK SABBATH CHI POSSIAMO CITARE?
“Hai detto bene, come tutte le doom metal band siamo stati pesantemente influenzati dai Black Sabbath, ma anche da altri classici quali Candlemass, Saint Vitus, Trouble, Pentagram e Witchfinder General. Credo che ci abbiamo influenzato anche band di metal tradizionale e di thrash come Mercyful Fate, Judas Priest, Angel Witch, Celtic Frost e Venom, oltre ai grandi nomi dei seventies: Rainbow, Uriah Heep, Deep Purple e Blue Oyster Cult”.

COME SI E’ SVOLTA LA FASE DI COMPOSIZIONE DELL’ULTIMO ALBUM?
“Il songwriting di ‘After The Fall’ é stato molto frammentato, l’album é stato composto in più frangenti. Globalmente ci abbiamo impiegato sei o otto mesi per completarlo. Generalmente Albert o Sean propongono di riff o delle linee melodiche sulle quali costruiamo i brani, poi io aggiungo le linee vocali che meglio calzano con i testi di Albert e la canzone é pronta”.

COSA CI PUOI DIRE DELLE REGISTRAZIONI INVECE?
“Può valere lo stesso discorso: il lavoro é stato estremamente discontinuo. ‘After The Fall’ é stato un parto sofferto, a causa di impegni vari e delle due gravidanze della moglie di Sean nel giro di due anni e mezzo. Sean comunque ha registrato le chitarre nel suo studio, mentre il resto della band ha lavorato nei Temple Studios qui a Malta. L’album é stato registrato, mixato e masterizzato da David Vella che ora si può considerare a tutti gli effetti un altro membro dei Forsaken”.

I VOSTRI TESTI HANNO PARECCHIO A CHE FARE CON LA DOTTRINA CRISTIANA: SIETE CREDENTI O CREDETE SEMPLICEMENTE CHE TEMATICHE DI QUESTO TIPO SI SPOSINO BENE CON CIO’ CHE SUONATE?
“Sì, scriviamo testi a fondo cristiano in quanto siamo dei credenti, nati e battezzati sotto la chiesa cristiana cattolica. A dirla tutta non siamo molto praticanti, ma crediamo fermamente negli insegnamenti di Dio e di Gesù Cristo. Non cerchiamo di insegnare religione nè vogliamo inculcare idee particolari nelle menti degli ascoltatori: vogliamo solo essere un’alternativa credibile alla negatività che oggi pervade il mondo metal. I nostri brani possono sembrare deprimenti, ma alla fine contengono sempre un messaggio di speranza e di luce. ‘After The Fall’ é un concept album che riguarda la caduta dell’umanità e del mondo. Se si investiga la storia possiamo vedere che l’umanità ha sempre cercato di distruggere ciò che Dio le ha donato invece che utilizzare questi doni per creare un mondo migliore. Tutto ciò a dispetto dei messaggi apocalittici contenuti nelle scritture e nella storia stessa. Albert ha cercato di scrivere i testi utilizzando parecchie allegorie e metafore, in modo tale da spingere l’ascoltatore a riflettere sulla propria vita. Credo che queste tematiche calzino a pennello sulla nostra musica”.

VIVENDO A MALTA NON SIETE INFLUENZATI DALLA VOSTRA STORIA? CAVALIERI DI MALTA, TEMPLARI, GUERRE ARABO – BIZANTINE…
“Tutto a Malta é influenzato dalla nostra storia evocativa. La puoi trovare nel nostro modo di vivere, nelle infrastruture ed in molte altre cose. Tutti i testi di ‘After The Fall’ sono stati scritti dal nostro bassista Albert Bell, ma posso dirti tranquillamente io stesso che credo fermamente che se le tematiche che trattiamo sono quelle che sono lo dobbiamo all’influenza della storia maltese. Certo, Albert poi ci mette del suo e dietro le sue liriche ci sono parecchie ricerche inerenti al soggetto trattato e posso affermare che ogni volta che mi fa leggere ciò che scrive io rimango a bocca aperta”.

AVETE GIA’ AVUTO QUALCHE TIPO DI FEEDBACK DA PARTE DELL’ETICHETTA E DEI FAN?
“La I Hate Records é estremamente soddisfatta per ciò che concerne le vendite, infatti stanno già pensando di immettere nuove copie sul mercato. Questo vuol dire che l’album é stato accolto positivamente un po’ dappertutto. Stiamo ricevendo parecchie recensioni positive, date un’occhiata al nostro MySpace per rendervene conto. Localmente abbiamo ottenuto ottimi riscontri; la gente conosce i nostri brani e li canta durante i concerti. E, oltre alle critiche positive degli addetti ai lavori, c’é anche parecchia gente che ci fa sapere di avere apprezzato ‘Afte The Fall'”.

E’ DIFFICILE SUONARE METAL A MALTA?
“No, affatto, anche se ultimamente ci sono stati dei problemi dovuti al fatto che una storica venue ha chiuso i battenti. Qui ci sono veramente molte metal band, perlomeno se rapportate con le dimensioni dell’isola e ci sono concerti più o meno ogni weekend. Per ciò che concerne i Forsaken, noi cerchiamo di suonare non più di tre o quattro volte all’anno, richiamando un duecento persone a data. Strategicamente parlando non avrebbe molto senso suonare di più: andrebbe a finire che i concerti avverrebbero davanti ad una ventina di persone e non di più. Concludendo, a Malta abbiamo tutto quello che ci occorre, quindi non ci possiamo proprio lamentare”.

COSA CI DICI DELLA SCENA MALTESE? QUALCHE BAND IN PARTICOLARE DA SEGNALARE?
“Abbiamo una buona scena quaggiù, soprattutto di metal estremo, ma anche il doom sta guadagnando popolarità. Stiamo organizzando un festival di due giorni chiamato Malta Doom Metal Festival e gli headliner dell’ultima edizione sono stati i vostri Dark Quarterer. Come dicevo prima, le opportunità di suonare non mancano. Qualche nome? Provate ad ascoltare i Nomad Son, ci suona il nostro bassista Albert, i Beheaded e gli Slit And Loathe. Dall’underground stanno emergendo i doomster Dawn Of Anguish, nei quali suona Simeon, ed ultimamente si sono riformati i Victims Of Creation, che suonano sludge. Abbiamo anche l’opportunità di partecipare a delle trasmissioni radiofoniche per promuovere i nostri gruppi. Insomma, la scena é piccola ma molto attiva”.

CHE DIFFERENZE CI SONO TRA IL NUOVO LAVORO ED I SUOI PREDECESSORI?
“Liricalmente parlando ‘After The Fall’ é un lavoro più arrabbiato di quanto non fosse ‘Dominaeon’, che era molto spirituale. Musicalmente invece é incentrato su un mix di doom tradizionale ed epic metal, con alcuni passaggi vicini alla NWOBHM, ad esempio in ‘Aidenn Falls’. Anche la produzione é migliore, più raw, soprattutto se paragonata con quelle più epicheggianti del passato. Abbiamo trovato interessante sperimentare nuove sonorità all’interno della nostra identità epic doom, che é presente in ogni nostra uscita”.

COME MAI DALL’USCITA DI “DOMINAEON” AVETE DECISO DI CONTINUARE SENZA TASTIERISTA?
“Mario, il nostro tastierista fino ad ‘Anima Mundi’, ha voluto lasciare la band per concentrarsi sul progetto Weeping Silence: se ne é andato poco prima che iniziassimo a comporre materiale per ‘Dominaeon’. Le partiture che avevamo in mente erano tutte piuttosto heavy e Mario trovava difficile inserire le parti di tastiera. Comunque quando se ne é andato abbiamo capito che il nuovo materiale sarebbe andato bene anche così, un epic doom diretto e senza fronzoli. Non avevamo voglia di perdere tempo insegnando le parti di tastiera del nostro vecchio materiale ad un nuovo membro, anche perché avevamo già delle date programmate e delle scadenze da rispettare; abbiamo quindi deciso di andare avanti come quartetto. Abbiamo fatto lo stesso ragionamento quando abbiamo iniziato a comporre i brani di ‘After The Fall’. Solo negli ultimi show ci siamo avvalsi di una guest, Maria-Alessia dei Sepia, ma é solo un esperimento estemporaneo. Piuttosto a volte pensiamo che sarebbe interessante aggiungere una seconda chitarra, ma alla fine ci troviamo bene anche così”.

CHE PIANI AVETE PER IL FUTURO?
“Nell’immediato volevamo registrare e pubblicare del vecchio materiale inedito ed a questo proposito ci sono già stati dei contatti con la I Hate. Abbiamo anche già prenotato i Temple Studios per Gennaio (l’intervista si é svolta a Dicembre, ndR.). Poi ovviamente continueremo a suonare qui a Malta e dato che nel 2010 cade il ventennale della band, stiamo pensando a qualche celebrazione particolare. Abbiamo anche dei contatti per poter suonare all’estero, ma ora é prematuro parlarne”.

QUALI CONSIDERI I PUNTI PIU’ ALTO E PIU’ BASSO DELLA VOSTRA CARRIERA?
“Per me personalmente questi venti anni di carriera sono stati una benedizione. Mi sento davvero fortunato a suonare con Albert, Sean e Simeon, siamo come fratelli ed abbiamo condiviso tantissime cose insieme. Siamo sempre stati molto realisti e non abbiamo mai messo pressione tra di noi. Il punto più basso della nostra carriera é stato sicuramente quello dopo la pubblicazione di ‘Evermore’, con la malattia e la morte di Daniel magri. Il punto più alto invece parte dal 2003, quando abbiamo pubblicato ‘Iconoclast’ ed arriva fino ad oggi. Abbiamo lavorato duramente in questi anni e siamo riusciti a portare il nome dei Forsaken ad essere rispettato in ambito doom”.

COME MAI AVETE SCELTO LA I HATE COME LABEL DOPO LA CHIUSURA DELLA GOLDEN LAKE?
“Quando siamo rimasti a piedi abbiamo contattato diverse etichette per vedere se c’era interesse per la band. La I Hate ha un roster eccellente e gode di una meritata reputazione in ambito doom. Oltretutto ci garantivano le migliori condizioni per la registrazione e la promozione del nuovo album. Ola é un grande fan dei Forsaken e le cose tra di noi sono filate via del tutto lisce. Ora l’etichetta é guidata da Peter che sta facendo un grosso lavoro per noi e per tutte le band che ha sotto contratto”.

LEO, GRAZIE PER L’INTERVISTA. A TE LE ULTIME PAROLE…
“Grazie a te per il supporto e per le domande interessanti, spero che abbia apprezzato le risposte. Consiglio ai lettori di Metalitalia.com di ascoltare i nostri album e di supportare la scena. Potete contattarci tramite MySpace (http://www.myspace.com/forsakenmalta) o scrivere a leostivala@yahoo.com o a albertbell@rocketmail.com”.

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