FORTY DEUCE – Rock ‘n’ roll all nite

Pubblicato il 07/12/2005 da


Ritchie Kotzen è un personaggio singolare, diviso tra due nature:da una parte abbiamo un musicista di caratura elevatissima, consciodelle proprie qualità, che viaggia con il suo trio suonando continuejam improvvisate, lasciandosi trasportare dal flusso delle note;dall’altra, invece, troviamo un uomo che incarna in pieno lo spiritorock ‘n roll, che non vuole perdersi in inutili spiegazioni. Forsequella che segue non sarà l’intervista più esauriente del mondo ma,d’altra parte, anche questo contribuisce a dare vita ad un personaggiosenza compromessi. E il rock, da che mondo e mondo, non ama icompromessi.



OK, RITCHIE, INIZIAMO PARLANDO DELLA NASCITA DEI FORTY DEUCE. RACCONTAMI COM’È ANDATA.

“Oh,è una storia lunga… In poche parole è andata così: Taka, il miochitarrista ritmico nei Forty Deuce, è un mio fan da tantissimo tempo.Lui si era messo in contatto con me perché voleva che producessi il suoside project, siamo diventati amici e abbiamo iniziato a scrivereassieme, con l’aiuto di Ari, il bassista dei Forty Deuce. Il risultatoè ‘Nothing To Lose’”.

CONSIDERI I FORTY DEUCE COME UNA VERA E PROPRIA BAND O COME UN TUO PROGETTO PERSONALE?
“Be’,io ho già pubblicato quattordici album solisti, quindi sì, possiamoconsiderarlo un progetto parallelo. Comunque credo nella musicadell’album e sono convinto che abbiamo realizzato un grande CD”.

CREDI CHE QUESTA BAND POSSA ESSERE IL RISULTATO DELLA TUA PASSIONE PER L’HARD ROCK?
“No,credo che sia solo la mia passione per andare completamente fuori ditesta! E anche ad Ari e Taka piace. La cosa strana è che, adesso chesiamo in tour, sono sobrio da trentacinque giorni e la cosa non mi stadispiacendo affatto… significa che è finita?”.

PENSI CHE IL PERIODO TRASCORSO CON I MR.BIG E CON I POISON TI ABBIA INFLUENZATO NELLA COMPOSIZIONE DEI BRANI?
“No,l’esperienza con i Mr.Big e i Poison non ha avuto nessuna influenza sulmio songwriting. Al contrario, in entrambe le situazioni sono stato piùio ad essere una fonte di ispirazione per loro che loro per me”.

COSA RICORDI DEL PERIODO TRASCORSO CON LORO?
“Non molto e, d’altra parte, chi se ne fotte a questo punto? Dico davvero!”.

E INVECE COSA MI DICI DEI TUOI COMPAGNI NEI FORTY DEUCE?
“Ioho una personalità molto forte e sono un maniaco della precisione. Intutte la band in cui sono stato o in ogni situazione in cui c’era dacomporre della musica, sono sempre stato io ad avere il controllo,anche se magari loro nemmeno se ne rendevano conto. Forse è per quelloche non ho mai inciso un album che ha sbancato! (ride, ndR)”.

SOCHE SIETE UNA GRANDE LIVE BAND: QUANTO È IMPORTANTE PER TE LADIMENSIONELIVE? PREFERISCI SUONARE DAL VIVO PIUTTOSTO CHE REGISTRAREIN STUDIO?
“Amosuonare dal vivo. Sono stato quasi sempre in tour negli ultimi treanni,assieme al mio trio, suonando il mio materiale solista, e mi piace. Amoallo stesso modo anche il processo creativo in studio, ma devo dire chesalire sul palco e lasciarmi trascinare dall’improvvisazione è davverola mia dimensione ideale. Il bello di suonare in un trio è che siamosolo chitarra, basso e batteria e c’è una grande sintonia: ho suonatocon diverse line-up negli ultimi anni ma, in assoluto, la migliore èquella attuale, con JD e Franklin Vanderbilt. Adoro suonare conFranklin: è come se mi leggesse dentro e non sembra mai che suoni conla testa… Quel ragazzo è tutto fottuto cuore! E anche JD”.

INQUEST’ALBUM TU SUONI CON UNO STILE MOLTO GROOVY, PIÙ LEGATO AI RIFFCHEAGLI ASSOLI. CREDO CHE SIA STATA UNA GRANDE SCELTA, PERFETTA PER LAPROPOSTA DEI FORTY DEUCE. CHE NE PENSI?
“Be’, questo CD è più unalbum di rock moderno, mentre il mio materiale solista è più fuoridagli schemi, più libero, senza restrizioni. Nel mondo dei Forty Deuceci sono meno assoli e più riff, è tutto più centrato sulla voce e suitesti, mentre se si trattasse del mio materiale solista, come in ‘ShapeOf Things’, per esempio, andremmo avanti ad improvvisare per dieciminuti”.

A PROPOSITO DELLA VOCE: MI SEMBRA DI SENTIRE L’INFLUENZA DI CHRIS CORNELL NEL TUO STILE…
“Dio,inizio a non poterne più di questo accostamento, anche se so che sitratta di un complimento! (ci sarà il suo motivo, se te lodiconotutti…, ndR). Sì, sicuramente quel ragazzo è un grande, ma èstata anche un’influenza per me? No. Comunque sì, lui è davvero unincredibile cantante, probabilmente il miglior cantante rock degliultimi dieci anni. C’è anche chi ha paragonato la mia voce a quella diDavid Coverdale, che pure non è mai stato una mia influenza. Credo chel’unico cantante che abbia mai cercato di imitare sia Terrence TrentDarby e un po’ anche Paul Rodgers. Mi ricordo che, quando avevodiciassette anni, andavo in studio cercando di imitare le linee vocalidi Terrence. Conoscevo ogni passaggio a memoria, anche se non ero ingrado di cantarli tutti (ride, ndR)”.

PUOI DIRMI QUALCOSA RIGUARDO AL FUTURO DEI FORTY DEUCE?
“Almomento i Forty Deuce sono solo ‘Nothing To Lose’. Solo questo CD. Nonso cosa ci sarà nel mio futuro, ma sappi che sto già preparando ilmateriale per un nuovo album solista”.

BENE, ABBIAMO FINITO. LASCIO A TE L’ULTIMA PAROLA.
“Grazie, ciao!”.

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