FROZEN TEARS – Metal made in Italy

Pubblicato il 12/06/2007 da
 
Il metal classico italiano ha oggi un validissimo alleato che si chiama My Graveyard Productions. L’etichetta italiana ha deciso di puntare su band nostrane meritevoli e professionali come Crying Steel, Skanners, Dark Quarterer, Strana Officina, Assedium ecc. A questo elenco non potevano mancare i Frozen Tears, gruppo per troppo tempo passato quasi inosservato in madrepatria. Ora sono tornati con “Nights Of Violence” un disco carico di grinta e passione. Abbiamo fatto due chiacchiere con un determinato Leonardo Taiti, chitarrista della band, il quale ci ha parlato del nuovo album, accennando anche ai fatti che hanno condizionato il passato della band…

CIAO LEONARDO, AVETE DA POCO PUBBLICATO IL NUOVO “NIGHTS OF VIOLENCE”, VOGLIAMO INIZIARE COL PARLARE DELLE SUE CARATTERISTICHE?
“Penso che ‘Nights of Violence’ sia un album più complesso a livello di arrangiamenti rispetto ai precedenti lavori. E’ comunque un album di heavy metal classico ma penso che necessiti di un po’ di ascolti per essere apprezzato pienamente. Il lavoro svolto alla voce da Alessio ha arricchito molto il CD e anche a livello di arrangiamento delle chitarre abbiamo cercato di essere il meno scontati possibile”.

PARLIAMO DELLA CREAZIONE DI QUESTO NUOVO LAVORO: SONO PASSATI TRE ANNI DAL PRECEDENTE “METAL HURRICANE”… ABBASTANZA LUNGO COME PERIODO DI GESTAZIONE, NON CREDI?
“Molto è dipeso dal fatto che la nostra precedente etichetta ha chiuso i battenti. ‘Metal Hurricane’ è uscito ad ottobre 2004 ed il nuovo lavoro in realtà era già pronto a giugno 2006. E’ stata una questione di tempi tecnici il fatto che sia uscito solo nell’anno in corso”.

VOLETE INDICARCI QUALI SONO LE TEMATICHE CHE AFFRONTATE NEI VOSTRI TESTI E DA COSA TRAETE ISPIRAZIONE PER LA LORO STESURA?
“Le tematiche si rifanno alla vita di tutti i giorni, a ciò che vedo in giro o in TV o leggo e a sensazioni che provo di fronte a determinati eventi. In gran parte sono autobiografici”.

AVETE UN SOUND CHE AFFONDA LE PROPRIE RADICI NEL METAL ANNI ’80, QUALI SONO I GRUPPI CHE MAGGIORMENTE VI HANNO ISPIRATO E CHE VI ISPIRANO TUTTORA?
“Direi i classici dell’epoca ovvero Judas Priest, Iron Maiden, ma anche Saxon, Accept, Armored Saint, Metal Church. Gruppi che da sempre ascoltiamo”.

ED INFATTI SUL NUOVO DISCO AVETE INSERITO UNA COVER DEGLI ACCEPT…
“Sì, volevamo fare una cover di un gruppo che ci piaceva, evitando però i pezzi super inflazionati tipo ‘Fast as a Shark’. ‘Run if You Can’ è un pezzo che ci piace e che magari non è stato così tanto coverizzato”.

NOTO CON PIACERE CHE IL NUOVO DISCO HA RISCOSSO COMMENTI MOLTO POSITIVI DA PARTE DI TUTTA LA STAMPA SPECIALIZZATA ITALIANA. COME STANNO ANDANDO LE COSE ALL’ESTERO?
“Per ora ne sono uscite solo una in Finlandia e un due in Francia, tutte molto positive. Il grosso delle recensioni all’estero deve ancora arrivare. In Italia invece ne sono uscite già diverse e siamo molto soddisfatti dei riscontri ottenuti”.

GIRA VOCE CHE SIATE PIÙ CONOSCIUTI ALL’ESTERO CHE IN ITALIA, MI CONFERMATE QUESTA AFFERMAZIONE?
“Tutto deriva dal fatto che i nostri primi due lavori sono usciti per un’etichetta brasiliana, la Megahard Records, e non sono stati distribuiti in Italia. Questa difficile reperibilità dei CD ha fatto sì che il nome girasse più all’estero che non da noi. Si può dire paradossalmente che il primo vero CD distribuito capillarmente in Italia sia proprio ‘Nights Of Violence’ perché anche Metal Hurricane, visto le difficoltà economiche della precedente label, ha avuto una distribuzione deficitaria”.

QUESTI FATTI IMMAGINO CHE FURONO PER VOI PENALIZZANTI, SOPRATTUTTO CONSIDERANDO CHE L’AUDIENCE ITALIANA E’ DI PER SE’ ESTEROFILA…
“Seguo molto la scena italiana e credo che band come Crying Steel, Skanners e Dark Quarterer – tanto per citarne alcune, ma la lista potrebbe essere ben più lunga – non abbiano niente da invidiare a band estere blasonate. Per questo non capisco chi è esterofilo. Credo molto nel progetto portato avanti dalla My Graveyard Productions, progetto fino a pochi anni fa impensabile. Il fatto che in passato la mancata distribuzione ci abbia penalizzato è un dato di fatto ma adesso guardiamo avanti senza rimorsi di nessun genere”.

SECONDO VOI QUANTO È IMPORTANTE PER UNA BAND AVERE UNA SOLIDA BASE DI FAN IN MADREPATRIA?
“E’ molto importante perché alla fine le serate live si fanno in Italia, a parte sporadiche situazioni, e quindi avere dei fan che ti sostengano dal vivo è una sensazione stupenda”.

QUALE CONSIGLIO SENTITE DI DARE AD UNA BAND ESORDIENTE?
“Di suonare sempre e comunque quello che sentono dentro, di non lasciare mai che gli interessi prevalgano sulla passione e di non arrendersi alle prime difficoltà. Consiglierei anche di registrare un promo il più professionale possibile perché in una situazione di mercato inflazionato, com’è adesso, la professionalità è un fattore da non sottovalutare”.

“NIGHTS OF VIOLENCE” È IL VOSTRO QUARTO ALBUM E SONO PASSATI BEN DIECI ANNI DAL VOSTRO PRIMO DEMO. IN CHE MODO SIETE CAMBIATI IN QUESTO LUNGO LASSO DI TEMPO?
“Abbiamo acquisito una maggiore consapevolezza dei nostri pregi e dei nostri limiti, una maggiore capacità tecnica e, credo, compositiva. Le fonti di ispirazione e il genere proposto è lo stesso ma credo sia molto più personale che agli esordi”.

E IN CHE MODO È CAMBIATO SECONDO VOI IL MUSIC BUSINESS IN RAPPORTO SOPRATTUTTO AL MONDO DELL’HEAVY METAL?
“In generale rispetto a 10–15 anni fa il mercato musicale è molto diverso. Internet ha cambiato totalmente il music business perché, se da una parte per una band è molto più facile comunicare e farsi conoscere rispetto a prima, è anche vero che il download sfrenato dei CD penalizza molto le band soprattutto minori. Anche ai concerti, che per i gruppi sono una delle maggiori fonti di recupero di denaro, si vendono meno CD rispetto al passato”.

OLTRE ALLE DATE CHE AVETE FISSATO, AVETE INTENZIONE DI INTRAPRENDERE UN TOUR O DI TENERE DEI CONCERTI ANCHE ALL’ESTERO?
“Siamo in contatto con un promoter statunitense che vorrebbe portaci negli U.S.A nel 2008. Incrociamo le dita e speriamo bene!”.

GRAZIE RAGAZZI, SPERO DI VEDERVI PRESTO ON STAGE! A VOI L’ULTIMA PAROLA…
“Grazie per lo spazio che ci avete concesso. Vorrei invitare tutti i lettori a visitare le nostre pagine www.myspace.com/frozentearsitaly e www.frozentears.it per ascoltate alcuni dei nostri brani, e a venire ai nostri concerti. Ciao!”.

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