GERDA – Noise nostrano

Pubblicato il 01/12/2018 da

Gerda. Un nome emblematico, quasi fondamentale, per il panorama della musica noise in Italia. Ma cosa vuol dire veramente fare noise nel nostro Paese? Proviamo ad interpretare questo fenomeno con la band di Jesi, oggi arrivata al ventennio di attività tra sonorità ruvide, estreme, taglienti eppure ancora fumose, evocative e divaganti. Il loro nuovo lavoro, “Black Queer” che avevamo definito un album imprescindibile per comprendere le sorti dell’underground italiano, è davvero un tassello importante per esemplificare uno spirito che nasce dal territorio italiano e si propaga estendendosi sempre più forte e rumoroso. L’album è dedicato a Francesco Villotta,  chitarra dei Vel, il cui messaggio di musica aleggia ancora per il nuovo underground nostrano: libero, abrasivo, senza vincoli espressivi di costrizione.

 

COSA VUOL DIRE OGGI FARE MUSICA NOISE – SE COSÌ POSSIAMO CHIAMARLA – NEL NOSTRO PAESE? QUALI SONO LE DIFFICOLTÀ MAGGIORI – O I PUNTI A FAVORE, SE CE NE SONO – NEL PROPORRE QUESTO GENERE IN ITALIA?
– Se penso alla parola noise associata alla musica ed alle band oggi mi viene in mente solo un’immagine di profonda sfiga, se poi sia più o meno cool essere sfigati questo è un altro discorso, però il dato di fatto a mio parere è che suonare o definirsi noise sia oggi quantomeno desueto e fuori moda. Tanto più se ad apparire in trasparenza è la declinazione più rock del genere. Noise dovrebbe essere sinonimo di originalità e di libertà, invece purtroppo oggi fa venire in mente la parola ortodossia. Suonare noise per noi significa suonare una musica che sia ancora oggi aliena ai codici e ai modelli, sicuramente non significa ripetere la lezione delle band su Amphetamine Reptile o Touch and Go negli anni Novanta. Ecco perché non rivendichiamo di appartenere a tale tradizione, seppure siamo convinti di esserne in parte figli. Detto questo dobbiamo chiarire che per noi il concetto di rumore è indubbiamente molto bello e stimolante, è una metafora ricca di forti implicazioni, ha in se l’idea dell’anarchia e della ribellione, è stato definito rumore tutto quello che non si riusciva a ricondurre all’interno di un codice cioè di un linguaggio, fino al momento in cui non abbia superato le resistenze della norma e sia divenuto esso stesso codice. Il rumore è quello che fanno i cospiratori alle orecchie dei governanti che non riescono a decifrare i loro messaggi segreti, ma è linguaggio per tutti quelli che vivono e praticano tale cospirazione, e diventa infine norma nel momento in cui l’ordine esistente viene sovvertito e si crea un nuovo ordine basato proprio su quei rumori.

QUALI SONO LE MAGGIORI INFLUENZE CHE CI SONO STATE NEL NUOVO ALBUM? C’È UNA DEDICA IMPORTANTE A FRANCESCO VILLOTTA, “MUSICISTA E INQUIETO INSEGUITORE DELL’ASSOLUTO”, VOCE E CHITARRA DEI VEL E C’E’ UNA COVER DEI PIL. IN CHE MODO QUESTI STESSI INFLUSSI HANNO INFLUITO SUL LAVORO?
-Sicuramente siamo ascoltatori più onnivori oggi, le influenze musicali sono le più disparate e differenti Individualmente. Non te le elenco perché non le portiamo quasi mai consapevolmente o comunque mai volontariamente. Francesco con la sua musica e la sua scomparsa ha indubbiamente aperto una crepa sulla nostra maschera e corazza, rivelando il nostro cuore prima come persone e condizionando poi fortemente l’approccio alla musica che facciamo, aggiungendo o rivelando parti che prima nascondevamo o tacevamo. Se i dischi precedenti erano figli di una fase delle nostre vite, “Black Queer” è la reazione espressiva a un preciso evento e a tutte le sue conseguenze.

COME CREDETE SIA AVVENUTA LA VOSTRA MATURAZIONE COME BAND? NELLA COMPOSIZIONE, NELLA RICERCA DEL SOUND, NELL’ATTITUDINE AL PROGETTO E AL PALCO….
-A parte le acquisizioni tecniche e culturali, direi grazie a un cocciuto amore-odio fraterno.

LA SINTESI DEGLI ELEMENTI CHE VI HANNO AIUTATO E PERMESSO DI COMPORRE “BLACK QUEER” NON È STATA UNA COSA PROGRAMMATICA, VERO? LE INTENZIONI E LE CONTINGENZE VARIE HANNO PERMESSO CHE QUESTO LAVORO VENISSE FUORI NATURALMENTE?
– E’ il primo disco registrato e mixato da soli, da Alessio Compagnucci per la precisione e quindi senza Fabio Magistrali in regia, condizione al di là della nostra volontà ma capitata al momento giusto. Abbiamo osato di più, abbiamo avuto più tempo. Le contingenze hanno effettivamente obbligato le nostre intenzioni a diventare reali. Lo stesso dicasi per la morte di Francesco, persona vicinissima a tutti i componenti della band, oltre che fratello maggiore di Roberto. Il peggio ci ha obbligato a dare e a fare tutto ciò che di meglio avevamo e a desiderarlo. E’ il primo disco in cui abbiamo escluso una canzone che doveva farne parte, non ritenendola all’altezza, sintomo di un ideale alla base.

UNO DEI BRANI CHE HO RITENUTO PIU’ ESPRESSIVI DEL LAVORO È STATO “HAFEKLANG”: UNA CANZONE CHE PERMETTE ALL’ALBUM DI APRIRSI ULTERIORMENTE AD INFLUENZE ANCORA PIU’ DISPARATE. MI E’ SEMBRATO DI SCORGERE ANCHE DEI TOCCHI DEI NOVEMBRE. È ANCHE STATO INSERITO COME UNA SORTA DI CONCLUSIONE DEL DISCO, ESSENDO POSTO PRIMA DELLE DUE COVER FINALI. COME E’ NATO E A COSA SI RIFERISCE IN PARTICOLARE?
– Non è facile rispondere a questa domanda, l’idea del pezzo nasce dalla voglia di tentare qualcosa che ancora non avevamo mai provato, cioè ottenere tensione partendo da elementi semplici e cristallini, volevamo provare a spogliare il nostro sound il più possibile e vedere quale è il limite oltre il quale non c’è più il pezzo, volevamo arrivare allo strato di roccia, quello oltre il quale non si può scavare, ma che sorregge tutto quello che solitamente viene eretto sopra di esso. È stato un po’ come esplorare i confini del dominio delle nostre possibilità di band. Non è stato un pezzo difficile da scrivere, perché questa idea di base, io credo, era già un desiderio che tutti quanti all’interno della band nutrivamo più o meno consapevolmente. Il testo è esplicitamente indirizzato a Francesco, un folle tentativo di mettersi in contatto con lui, di fargli arrivare un messaggio.

COME SONO CAMBIATE LE COSE IN QUESTI VENT’ANNI DA QUANDO AVETE INIZIATO IL PROGETTO? ALL’INTERNO DELLA BAND MA ANCHE, SECONDO LA VOSTRA ESPERIENZA, A LIVELLO DI PANORAMA MUSICALE.
– Quando abbiamo iniziato Alessio e Roberto andavano al liceo, Andrea e Alessandro finivano le scuole medie, oggi abbiamo una figlia e un paio di anelli di matrimonio al dito. Gli equilibri interni alla band risultano sempre quelli, siamo sempre quelle stesse persone, più che cambiamenti, parlerei di evoluzioni e cristallizzazioni. E’ una linea ininterrotta, non abbiamo mai smesso di suonare, non ci sono state pause fra un disco e l’altro. Anche a livello di panorama musicale in fondo rincontri spesso gli stessi visi più qualche giovane.

PENSATE CHE IL MESSAGGIO “SOGNA ANCORA OGGI” SIA QUELLO CON CUI TROVARE PACE COL FUTURO?
– Sei ottimista… comunque non prima di aver compreso e accettato il passato.

COME VEDETE LA TRASFORMAZIONE (O TRASFIGURAZIONE) DEL TERMINE ‘INDIE’ OGGI IN ITALIA?
-Non so, credo sia una parola che quando avrei potuto usarla era già troppo tardi per farsi capire. Se mi dicono ‘indie’ e non conosco chi ho davanti rispondo “cioè?”. E non trovo sia un termine con grosse prospettive evolutive di significato.

E COME RISPONDE DUNQUE LA POETICA DEL DIY? IL FUTURO SI PRESENTA IN QUESTE MODALITÀ? L’ALBUM È STATO RESO POSSIBILE ATTRAVERSO DIVERSE REALTÀ (ETICHETTE, UFFICI STAMPA, ETC): CHE RUOLO GIOCANO QUESTI ELEMENTI OGGI ALL’INTERNO DELLA DIFFUSIONE DELLA MUSICA?
– Si troverà e ci sarà sempre un momento in cui sarà necessario e vitale far le cose da soli, almeno finché s’insiste a rimanere umani. Il futuro è già oscuro per la cultura a causa del livello ambientale, allo stesso tempo il livello ambientale, che è basso, rende vaghi i confini di significato.

0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.