GIVER – Produrre speranza

Pubblicato il 17/07/2020 da

Abbiamo salutato i Giver come una delle sorprese in campo hardcore metallizzato di questo tormentato 2020. Un disco, il loro “Sculpture Of Violence”, che fa pulsare sonorità hardcore dei primi anni 2000, intorbidandole con un approccio cupo e oltranzista, cui si aggiunge una non dissimulata fascinazione per il punk più datato. Una miscellanea magari non sorprendente né chissà quanto ricercata, ma di impatto folgorante e rovesciataci addosso in una manciata di canzoni una più fulminante dell’altra. I ragazzi di Colonia hanno molto da dire, non solo dal lato strettamente musicale. Impeganti socialmente e politicamente, aderiscono a quell’ideale hardcore che fa del metterci la faccia e le mani in prima persona, dell’attenzione ai problemi della società, della lotta contro le ingiustizie, un tratto imprescindibile del suo essere. Abbiamo parlato di questo e di molto altro con Chris, uno dei membri dell’agguerrita compagine teutonica.


NELLA PRESENTAZIONE DEL NUOVO ALBUM, AVETE AFFERMATO: “LA DOMANDA CENTRALE SOTTOSTANTE A ‘SCULPTURE OF VIOLENCE’ È SE DAVVERO CI POSSA ESSERE MAI UNA CONDIZIONE DI PACE. DAL NEOLITICO AD OGGI, IN DIECIMILA ANNI, I PERIODI DI PACE SONO STATI UNA QUANTITÀ IRRISORIAMENTE ESIGUA”. È PROPRIO IMPOSSIBILE NUTRIRE UN PO’ DI SPERANZA, DI QUESTI TEMPI?
– Penso non sia impossibile avere speranza e sarebbe pericoloso lasciarsi andare allo sconforto. Anche con l’approssimarsi della catastrofe climatica e l’attuale crisi del coronavirus, due elementi che intensificano le forme di ineguaglianza e ingiustizia prodotte dal sistema in cui viviamo, non dovremmo dimenticarci che innumerevoli altre volte nella storia il futuro è sembrato fosco e la realtà insostenibile, per le persone che stavano vivendo quei momenti. Ogni crisi può essere un punto di svolta verso degli sviluppi, a volte positivi, a volte negativi. Ad ogni modo, noi cerchiamo di enfatizzare questo tipo di pensiero: quel che dà speranza è il produrre speranza attivamente, con azioni concrete. Questo mondo non migliorerà confidando nei governi, negli sforzi di altre persone o nei poteri religiosi per risolvere i nostri problemi, né diventando tutti dei cinici letargici, attenti solo al nostro tornaconto.

SIETE UNA BAND MOLTO ATTENTA NEL COMUNICARE MESSAGGI POLITICI E SOCIALI ATTRAVERSO LA MUSICA. COSA INTENDETE ESPRIMERE IN “SCULPTURE OF VIOLENCE” E QUALI SONO LE TEMATICHE AFFRONTATE NEI TESTI?
– Parliamo molto delle contraddizioni e delle difficoltà a cui il mondo capitalista in cui viviamo ci espone e proviamo a trovare soluzioni a tutto questo. Ad esempio, nel disco abbiamo canzoni sullo sfruttamento del lavoro e sul neoimperialismo. Come si può ritenere di rispettare un codice morale per tutta la vita, se ad ogni giro al supermercato ti trovi a dover fare i conti, meglio, ad essere travolto, da decisioni ingiuste? Mi piacerebbe vivere in un mondo in cui non devo andarmi a leggere la filiera produttiva di ogni maglietta che acquisto per sentirmi come se non avessi fatto del male a qualcuno. Preferirei vi fossero sistemi di produzione che rispettino i diritti umani, siano sostenibili e non si basassero esclusivamente su una logica di profitto.

IL VOSTRO STILE È VICINO ALL’HARDCORE DEI PRIMI ANNI 2000 DI BAND COME MODERN LIFE IS WAR, BLACKLISTED, DEFEATER, CON UN TOCCO OLD-SCHOOL NELLE VOCALS E UNA LIEVE INFLUENZA CRUST E D-BEAT. COME DESCRIVERESTE LA VOSTRA MUSICA E QUALI SONO I GRUPPI VI HANNO MAGGIORMENTE INFLUENZATO?
– Veniamo spesso descritti come ‘hardcore melodico influenzato dal metal’ e abbiamo deciso che questa definizione potesse andarci bene (risate, ndR). Cerchiamo di mettere assieme il lato oscuro dell’hardcore e del metal, rappresentato da realtà come Converge, Oathbreaker, Birds In Row o Blacklisted, con elementi di punk classico, derivato dalle canzoni di Verse, Have Heart o Comeback Kid.

DA DOVE ARRIVA TUTTA QUESTA NEGATIVITÀ, L’ATMOSFERA CUPA CHE CARATTERIZZA L’ALBUM?
– Nonostante cerchiamo di trovare soluzioni e nuovi modi di affrontare le crisi e i problemi di cui parliamo, per quanto cerchiamo di trasformare la rabbia e la frustrazione che generano in energia per l’impegno e il cambiamento, sento che l’hardcore e la musica pesante in generale abbiano una funziona catartica, portino sollievo a tutti i sentimenti negativi che una persona sopporta. Può essere un ottimo modo per sbarazzarsi di ciò che ti fa incazzare e ti parla a un livello emotivo diverso rispetto a qualsiasi altra forma di musica, cultura, o sport.

LA TRACKLIST ABBONDA DI POTENZIALI, IMMEDIATI CLASSICI DI HARDCORE MODERNO, GRAZIE A CANZONI MOLTO DIRETTE, GRANDI RIFF E DINAMICHE COINVOLGENTI. SE DOVESSI SCEGLIERE LA MIA TRACCIA PREFERITA, LA PRESCELTA SAREBBE “IMITATION DREAMS”: DI COSA PARLA E A COSA SI RIFERISCE IL CHORUS “ARE YOU LISTENING? ARE YOU EVEN LISTENING?”
– Sul piano testuale, “Imitation Dreams” è una delle canzoni più importanti del disco. Tutti e cinque siamo maschi bianchi eterosessuali e abbiamo osservato che la maggior parte delle band del nostro genere hanno una line-up simile, da questo punto di vista. Quindi per questa traccia abbiamo cercato di affrontare il tema della mascolinità e cosa può fare una band come noi per combattere il sessismo nella nostra scena e ambiente. È anche l’unica canzone per la quale tutti noi abbiamo fatto un brainstorming delle nostre esperienze in tal senso, al fine di scrivere un testo che parlasse di realtà vissuta, perché tutti noi abbiamo un background molto diverso per quanto riguarda la famiglia, le attuali situazioni di vita e le relazioni. Abbiamo scoperto che ciò che ogni uomo può o dovrebbe fare è semplice: parlare con un altro uomo. Dì ai tuoi amici quando si comportano come degli stronzi, quando trattano male donne ubriache, quando fanno battute sessiste che non sono divertenti o si vantano di storie che non dovrebbero essere rese pubbliche, perché stanno danneggiando la privacy di un altro essere umano. A volte potrebbe essere una cosa molto difficile da fare, ma alla fine tutti noi traiamo beneficio da un mondo in cui essere un uomo si colleghi immediatamente a un comportamento scortese e al prevaricare il prossimo.

CHI È LA FIGURA SFOCATA CHE CAMMINA VERSO L’EDIFICIO GRIGIO RAFFIGURATO SULLA COPERTINA DI “SCULPTURE OF VIOLENCE”?
– La persona nel dipinto è Veronica Morgoun, una nostra cara amica che suona anche l’assolo nel video di “Every Age Has Its Dragons (Like An Empire)”. “Sculpture Of Violence” è una metafora dell’umanità. Siamo un impasto di aspettative, ruoli sociali e norme ed è difficile diventare la persona che si vuole essere veramente, all’interno di tutte queste costrizioni. L’immagine di copertina è una rappresentazione figurativa di questi pensieri ed emozioni.

VI HO SCOPERTO CON IL SECONDO ALBUM, DOPO DI CHE SONO ANDATO AD ASCOLTARMI IL MATERIALE PRECEDENTE. HO NOTATO CHE AVETE MATURATO IN FRETTA UNA VOSTRA IDENTITÀ, IL PRIMO DISCO “WHERE THE CYCLE BREAKS” SI AVVICINA PARECCHIO A QUANTO SENTITO IN “SCULPTURE OF VIOLENCE”. A DUE ANNI DI DISTANZA, COME GIUDICATE IL VOSTRO PRIMO FULL-LENGTH?
– Ci piace ancora moltissimo “Where The Cycle Breaks”, i processi di scrittura e registrazione sono stati molto formativi per noi. Però consideriamo “Sculpture Of Violence” un disco migliore, crediamo di aver trovato il nostro suono, identità e come approcciare al meglio metal e hardcore.

FUORI DA SALA PROVE, STUDIO DI REGISTRAZIONE E PALCO, CHI SONO LE PERSONE CHE SUONANO NEI GIVER?
– La band è sempre stata una piattaforma importante su cui far affidamento, in relazione a pensieri e situazione con cui abbiamo a che fare nel ‘mondo esterno’. Allo stesso tempo, abbiamo portato con noi dalla vita del gruppo tonnellate di visioni, ispirazioni ed esperienze importanti. Le linee fra quello che siamo con la band e fuori da essa sono sfocate, quindi. Personalmente, sono esposto a molte idee politiche attraverso musica e testi di tante band con cui abbiamo condiviso il palco, oltre che con diverse realtà DIY dove abbiamo suonato e dormito, persone che hanno un’utopia in testa e cercano di raggiungerla, all’interno del mondo uniformato e rigido di oggi. Queste esperienze ci sono servite come punto di partenza per sviluppare relazioni più profonde con un certo tipo di idee, modi di vivere e pensare, confluite infine nelle liriche dei Giver.

LEGGO SULLA VOSTRA PAGINA FACEBOOK DI UNA PETIZIONE PER L’IMMEDIATA EVACUAZIONE DI UN CAMPO PER RIFUGIATI NELLE ISOLE GRECHE, DOVE IL COVID-19 POTREBBE PORTARE A UN’IMMANE CATASTROFE UMANIATARIA (L’INTERVISTA SI È SVOLTA AI PRIMI DI MARZO, PERIODO AL QUALE SI RIFERISCE LA PETIZIONE STESSA, NDR). COME PUÒ CONTRIBUIRE LA COMUNITÀ ARTISTICA A FARE QUALCOSA DI POSITIVO PER I DIRITTI UMANI E PER PROTEGGERE LE CATEGORIE PIÙ DEBOLI DELLA SOCIETÀ?
– La prima cosa che può fare la comunità artistica è rendere consapevoli le persone di quello che c’è di sbagliato nella nostra società. Ciò può avere un forte impatto sull’opinione pubblica e la forma che può prendere la discussione su alcuni argomenti. Sulla questione che hai citato, vi è stata una forte presa di coscienza anche da parte delle scene pop, hip-pop e rock della nostra città Colonia. È stato chiesto al sindaco della città di accogliere quanti più migranti possibili intrappolati nelle isole greche. Si tratta di un segnale importante. Ma necessitiamo che generi politicizzati come hardcore e punk proseguano nel portare avanti questi ideali, perché abbiano l’attenzione che meritano quando vengono ignorati dal mainstream.

L’HARDCORE È UNA MUSICA FATTA PER ESSERE SUONATA LIVE, NEGLI ULTIMI ANNI AVETE TENUTO DIVERSI TOUR IN GIRO PER L’EUROPA. QUALI SONO LE PRIME SENSAZIONI CHE HAI RIPENSANDO A QUEI MOMENTI E COSA TEMI DI PIÙ DI QUESTO PERIODO, INDEFINITO, DI MANCATI CONCERTI?
– Nonostante non ci affidiamo alla band per vivere e siamo tutti quanti finanziariamente indipendenti, questa crisi sta colpendo duro. Abbiamo appena fatto uscire il nostro disco, sul quale stavamo lavorando da due anni, e ci siamo ritrovati con tutti i concerti fissati cancellati. Ci stiamo chiedendo chi si ricorderà ancora del nostro album quando questo periodo sarà passato. Ad ogni modo, le cose stanno così e per ora non si può far nulla, non abbiamo il potere di cambiare il corso degli eventi. Ed è stato comunque divertente lavorare sulla nostra musica, anche se la ragione ultima per cui facciamo tutto questo è poter suonare live. Non vediamo l’ora di poter finalmente suonare i nuovi brani dal vivo!

MOLTI GRUPPI, COME VOI, STANNO SOFFRENDO FORTI DANNI PER L’INDEFINITO STOP AI CONCERTI. MOLTI ARTISTI CHIEDONO DI SUPPORTARE LA MUSICA INDIPENDENTE, COMPRANDO IL MERCHANDISE DELLE BAND CHE NON POSSONO SUONARE DAL VIVO. PENSI CHE QUESTA SITUAZIONE PROVOCHERÀ UNA MAGGIORE CONSAPEVOLEZZA DEL RUOLO ATTIVO CHE GLI ASCOLTATORI POSSONO AVERE, DANDO UN SUPPORTO REALE AI MUSICISTI CHE APPREZZANO?
– Prima di tutto, vorrei sottolineare come noi tutti dovremmo far pressione sui governi perché diano un concreto sostegno finanziario ai piccoli imprenditori, agli artisti, ai liberi professionisti e alle categorie essenziali. Abbiamo visto i governi come salvano le grandi società e le banche in pochissimo tempo, senza discussioni, ed è venuto il momento che facciano lo stesso per le persone comuni. Per fortuna, al momento vediamo molti segni sorprendenti di solidarietà dei fan a favore delle loro band preferite e lo stesso accade per le venue, i club e le etichette discografiche. È davvero il momento per tutti noi di chiederci cosa apprezziamo nella vita e quali sono le nostre priorità e spero che musica, comunità e cultura siano tra queste.

PER STILE MUSICALE, IDENTITÀ ARTISTICA, VISIONI, QUALI SONO LE VOSTRE BAND PREFERITE DI SEMPRE?
– Abbiamo gusti molto eterogenei all’interno della band, ad accomunarci ci sono ad esempio questi nomi qua: Idles, Russian Circles, Petrol Girls, Modern Life Is War, Oathbreaker, Converge, Deftones, Verse, Birds In Row, Tribulation, AYS, ma anche Lingua Nada, Spanish Love Songs, RVIVR, Deutsche Laichen.

0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.