Il rock’n’roll è quella forma d’arte che, ciclicamente, individui annoiati, impigriti e privi di immaginazione danno per morta, solo perché magari l’hanno abbandonata loro, reputandola cosa vetusta, mentre musicisti giovani e meno giovani riescono a darle costantemente nuova linfa, proiettando in una manciata di note tutto un mondo interiore, idee, passioni, vitalità.
Per quanto i suoi canoni fondanti possano essere rimasti quasi immutevoli nel corso degli anni, chi interpreta tale linguaggio sa infonderci insospettabile brillantezza anche oggi, pur senza apportare rivoluzioni.
Eccoci allora a celebrare il ritorno sulle scene dei norvegesi Gluecifer, usciti di scena per stress e sfinimento nell’ormai lontano 2005 e tornati oltre vent’anni dopo con un album nuovo di zecca: “Same Drug New High” fa risplendere l’intatto talento dei rocker scandinavi, scandendo il ritmo di un divertimento beato, un’ode al rock’n’roll velata di punk, rockabilly, tramite canzoni senza data di scadenza addosso, già piccoli classici all’interno dell’ottima discografia della band.
Dal primo “Ridin’ The Tiger” ad oggi i Gluecifer hanno solo affinato lievemente la formula, rimanendo strettamente collegati alle pulsioni e agli intendimenti degli esordi: e va bene così, perché saranno invecchiati nei corpi, questi musicisti, non nello spirito, regalandosi un disco la cui energia e classe non evapora dopo pochi ascolti.
Il cantante Biff Malibu ci parla di questo nuovo inizio e dell’entusiasmo che avvolge la nuova incarnazione del gruppo.
QUINDI LA STORIA RICOMINCIA NUOVAMENTE, I GLUECIFER SONO TORNATI CON UN NUOVO ALBUM ALL’INIZIO DI QUEST’ANNO E SEMBRA CHE GLI ANNI SIANO TRASCORSI SEMPLICEMENTE PER RINFORZARE LE VOSTRE ENERGIE E IL VOSTRO DESIDERIO DI SUONARE GENUINO, RUMOROSO ROCK’N’ROLL.
LA PRIMA DOMANDA CHE MI VIENE IN MENTE ALLORA È QUESTA: PERCHÉ AVETE FERMATO LE VOSTRE ATTIVITÀ NEL 2005? QUALI FURONO ALL’EPOCA LE RAGIONI DI QUELLO STOP, PROPRIO QUANDO IL GRUPPO STAVA AVENDO SUCCESSO E LE COSE PER VOI STAVANO ANDANDO DECISAMENTE BENE?
– Ero stanco di essere in una band, avevo bisogno di fare altro nella vita. Ero triste e in difficoltà nel prendere quel tipo di decisione, ma per me si è rivelata la migliore in quel momento. Ad ogni modo, sono molto contento che adesso siamo tornati assieme, sia come band che nel modo in cui abbiamo rinsaldato la nostra amicizia.
LA REUNION È DATATA 2018, IL NUOVO ALBUM È ARRIVATO SOLTANTO NEL 2026. PECHCÈ AVETE IMPIEGATO OTTO ANNI PRIMA DI PUBBLICARE NUOVA MUSICA?
– A dire il vero non avevamo in mente di scrivere nuova musica quando ci siamo riformati. Avevamo solo intenzione di suonare assieme le canzoni dei Gluecifer, era una cosa che ci era mancata molto.
Lentamente, abbiamo realizzato che suonavamo bene tutti assieme, la chimica tra di noi era eccellente: sarebbe stato un crimine per tutto il rock’n’roll se non ci fossimo avvantaggiati di questa situazione e non avessimo provato a scrivere nuova musica. Ma sai, ci è voluto comunque del tempo per realizzare tutto quanto.
“SAME DRUGS NEW HIGH” CONFERMA TUTTE LE VOSTRE QUALITÀ E GLI ELEMENTI CHE VI HANNO RESO FAMOSI IN CAMPO ROCK’N’ROLL. QUALE È STATA LA SCINTILLA CREATIVA CHE HA DATO ORIGINE AL DISCO?
– Non so darti una risposta precisa. Però sì, si sente che una qualche scintilla creativa ci ha mosso nello scrivere il disco. Potrebbe essere la combinazione di una band che suona bene assieme, coesa, potrebbe essere la musica ascoltata negli ultimi anni, oppure alcuni trucchi imparati nel corso degli anni per migliorare come suoniamo e registriamo la nostra musica.
L’ATTUALE LINE-UP È UN MIX DI MEMBRI STORICI E ALTRI ARRIVATI IN UN SECONDO TEMPO. COME HA FUNZIONATO QUESTA FORMAZIONE NEL COMPORRE IL NUOVO DISCO? QUALI SONO LE DIFFERENZE, NEL METODO DI LAVORO E NELLE INTERAZIONI TRA DI VOI, TRA LA LINE-UP ATTUALE E QUELLE DEI PRIMI ANNI DI CARRIERA?
– Ti debbo correggere, perché di fatto Raldo (uno dei due chitarristi, ndr) è con noi dal 1997, Danny (il batterista, ndr) dal 2000, quindi stiamo parlando di una line-up consolidata negli anni. L’unico membro davvero nuovo è Peter Larsson al basso. Oltre a suonare il suo strumento è eccellente nelle backing vocals e questo ci ha consentito alcune soluzioni che prima non riuscivamo ad avere.
Abbiamo lavorato in modo lievemente differente rispetto al passato, speso più tempo in fase di scrittura e meno in studio di registrazione. Abbiamo cercato di fare le cose in maniera più semplice, ma più esplosiva.
IL NUOVO ALBUM PARTE CON QUELLO CHE È STATO SCELTO COME PRIMO SINGOLO ED È ANCHE LA CANZONE PIÙ ESPLOSIVA IN TRACKLIST, OVVERO “THE IDIOT”. UN BRANO ENERGICO E COINVOLGENTE, CHE INFONDE SUBITO ADRENALINA IN CHI ASCOLTA, COME DEL RESTO IL DISCO NELLA SUA INTEREZZA.
PERCHÉ AVETE SCELTO “THE IDIOT” COME OPENER E QUAL È IL SIGNIFICATO DEL TITOLO?
– Non poteva che essere quella l’opener, è proprio una dichiarazione d’intenti, un modo per dire: “Ehi, siamo tornati, e suoniamo ancora proprio come i Gluecifer!”. “L’Idiota” è il nome di un parco proprio vicino a dove abito. Nel 1800 era il parco di un istituto per bambini con difficoltà di apprendimento e deficit intellettivi, per questo le persone si sono abituate a chiamarlo così.
Il parco in sé è costituito da una collina piuttosto ripida, così d’inverno i bambini prendono i loro slittini e scivolano giù dalla sommità della collina, finché non vanno a fermarsi, a volte rovinosamente, contro una recinzione più in basso. Visto che quegli urti possono anche essere dolorosi e, se si prendono colpi in testa, dare danni gravi al cervello, il nome “L’idiota” è rimasto come nomignolo del parco.
Le liriche mettono assieme osservazioni sulle persone del quartiere che ho fatto nel corso degli anni, alcune attinenti alla realtà, altre decisamente meno.
UN’ALTRA CANZONE CHE COLPISCE DURO ED È MOLTO DIVERTENTE E ORECCHIABILE È “I’M READY”. IN QUESTO CASO C’È QUALCOSA CHE RICORDA I VECCHI TEMPI DEL PUNK ROCK DI FINE ANNI ‘90/PRIMI 2000. COME AVETE LAVORATO SUL PEZZO E QUANTO SONO IMPORTANTI LE VOSTRE RADICI PUNK?
– Captain Poon (l’altro chitarrista, ndr) aveva questa prima struttura di accordi che mi piaceva tantissimo, ogni volta che la suonavamo mi faceva sentire felice. Diciamo pure euforico. Così mi sono messo a scrivere un testo tipo quello di una canzone d’amore e ho cercato una melodia che vi si adattasse.
È divertente che tu percepisca un feeling punk in “I’m Ready”, non ci avevo mai pensato, ma mi fa piacere questo commento. Le radici punk sono sempre con noi, ci piace suonare duri e veloci.
IL VOSTRO ROCK’N’ROLL HA SEMPRE INCORPORATO DIFFERENTI SFUMATURE E IN QUESTO SENSO “SAME DRUG NEW HIGH” NON FA ECCEZIONE. DA QUESTO PUNTO DI VISTA HO APPREZZATO PARECCHIO “1996” E IL SUO TOCCO ROCKABILLY. PERCHÉ LA CANZONE HA QUESTO TITOLO E IN CHE MODO LA MUSICA RICORDA QUELL’ANNO IN PARTICOLARE?
– Il brano ha questo feeling garage-punk che mi ricorda alcune delle band che seguivo con maggior interesse ai tempi. Come The Devil Dogs e The Bell Rays. Le liriche sono una perfetta descrizione della vita di Captain Poon a metà anni ’90 a Oslo. Da lì il titolo.
PUOI SPIEGARCI IL MOTIVO DI UNA COPERTINA COSÌ PARTICOLARE, CON LA FOTO DI UN GALLO?
– Ho sempre desiderato un gallo sulla copertina di un nostro disco. È semplicemente l’animale più rock’n’roll che ci sia.
RIASCOLTANDO OGGI GLI ALBUM DELLA PRIMA PARTE DI CARRIERA, QUAL È QUELLO CHE PREFERISCI E PERCHÉ?
– Adoro l’energia e l’attitudine di “Riding The Tiger”. Abbiamo probabilmente pubblicato album migliori di quello e scritto canzoni più valide, ma mi piace tantissimo il suono di quella giovane band che suonava senza alcun compromesso, libera, senza limiti.
QUALI SONO LE VOSTRE PRINCIPALI SPERANZE PER QUESTO RITORNO SULLE SCENE? CHE COSA VI ASPETTATE DAL NUOVO DISCO E DAI CONCERTI CHE TERRETE NEL 2026?
– Spero che riusciremo a suonare degli ottimi show e che alle persone piaccia il nuovo disco. E poi auspico che ci divertiremo veramente tanto.
IL MONDO INTERO STA VIVENDO TEMPI PIUTTOSTO BUI, UN PO’ DAPPERTUTTO. PENSI CHE IN QUALCHE MANIERA IL ROCK’N’ROLL POSSA ALMENO IN PARTE RENDERCI MENO PESSIMISTI E PIÙ FELICI, NONOSTANTE TUTTO?
– Onestamente non lo so, ma penso che il rock’n’roll sia una benedizione per l’umanità. Una forma d’arte che vivrà per l’eternità. E sicuramente è un ottimo antidoto per i momenti più cupi.

