GOD DETHRONED – Intervista ad Ariën van Weesenbeek

Pubblicato il 04/02/2003 da

Con gli olandesi God Dethroned ultimamente si va sul sicuro. Da ormai alcuni anni la band ci regala ottimi esempi di death-thrash aggressivo e melodico, e il loro ultimo album “Into The Lungs Of Hell” non fa certo eccezione, dimostrandosi addirittura il loro miglior lavoro di sempre. In procinto di partire per un minitour con i compagni di etichetta The Crown, tour che toccherà anche l’Italia e che si preannuncia devastante, sono stato contattato dalla band nelle vesti del giovanissimo batterista Arien, il quale si è rivelato una persona gentilissima e estremamente disponibile. Il fatto che Arien mi abbia telefonato con quasi un’ora d’anticipo rispetto all’orario inizialmente pattuito, cogliendomi abbastanza impreparato, non ha per fortuna intaccato la riuscita dell’intervista. Infatti, dopo esserci fatti un paio di risate perché non riuscivo più a trovare le domande che mi ero preparato, l’intervista ha preso subito una bella piega perché il mio interlocutore non ha per nulla badato a questo inconveniente ed era davvero entusiasta ed ansioso di spiegarmi tutti i retroscena del loro nuovo lavoro. Fossero tutti come lui…
ALLORA ARIEN, SEI CONTENTO DI COME E’ VENUTO L’ALBUM?
“Sì, tantissimo! Prima d’ora non avevo mai inciso un disco ed è stata un’esperienza molto eccitante. Abbiamo lavorato per diversi mesi sulle composizioni, modificandole e limandole moltissime volte, e credo che siamo riusciti a realizzare il miglior album della nostra carriera. Tutti all’interno del gruppo sono felicissimi, io in particolar modo (ride, nda)!”.

SONO D’ACCORDO CON TE QUANDO DICI CHE “INTO THE LUNGS OF HELL” E’ IL VOSTRO MIGLIOR DISCO DI SEMPRE! LO TROVO MOLTO PIU’ VARIO E COMPLESSO DEI SUOI PREDECESSORI, SI VEDE CHE AVETE CURATO TANTO IL SONGWRITING…
“Grazie per i complimenti! Hai proprio ragione, il songwriting questa volta è stato affrontato con una cura quasi maniacale ed ha riguardato tutti i membri della band, anche il sottoscritto che è l’ultimo arrivato! Il disco è risultato così vario perché i brani per la prima volta sono stati scritti da più persone: Henri è l’anima più violenta della band, tutti i riff più veloci e Slayer-oriented che puoi sentire sul disco sono opera sua; Jens, il nostro secondo chitarrista, è invece molto legato alla melodia e si occupa di tutte le lead guitar e degli assoli. Io e Beef invece siamo nel mezzo tra loro due, non siamo né troppo estremi né troppo melodici. Questa varietà in fase di songwriting ha portato a scrivere dei brani più complessi, variegati e, per quanto mi riguarda, più interessanti! Io, ad esempio, ho scritto con Henri la title track, trovo che il risultato finale sia fantastico, credo di aver portato all’interno della band una ventata di freschezza in quanto non ascolto solo metal estremo: suono infatti anche in un gruppo gothic e mi sono reso conto che le idee che portavo erano sempre ben accette dagli altri… evidentemente gli ho dato modo di esprimersi in una maniera differente, e loro ne sono davvero felici!”.

COME HAI APPENA DETTO, SEI L’ULTIMO ARRIVATO IN CASA GOD DETHRONED. PUOI RACCONTARMI COME SEI VENUTO IN CONTATTO CON LORO?
“Certamente! Devi sapere che ero un loro fan già da qualche anno, infatti ebbi modo di vederli dal vivo tre volte e mi impressionarono a tal punto che comprai tutti i loro dischi. Quando uscì ‘Ravenous’ lo comprai il giorno stesso della sua pubblicazione e, leggendo il magazine olandese ‘Aardshock’, venni a sapere che erano alla ricerca di un batterista. Io all’epoca suonavo anche in una death metal band, così mi feci coraggio e inviai ad Henri il nostro demo. Non mi aspettavo proprio nulla e invece qualche giorno più tardi ricevetti una sua telefonata, con la quale mi invitava in sala prove per una audizione. Devi sapere che io abito nel sud dell’Olanda, mentre gli altri sono molto più a nord, ci misi tre ore per arrivare da loro, ero tesissimo ma dopo aver suonato solo due brani Henri mi disse che se volevo potevo unirmi alla band! Non immagini quanto io ne sia stato contento!”.

LO CREDO BENE… COME TI STAI TROVANDO AD AVERE A CHE FARE CON IL MUSIC BUSINNESS? TI PIACE FARE LE INTERVISTE E CURARE L’ASPETTO PROMOZIONALE?
“Sì, in fin dei conti sono quasi due anni che faccio parte dei God Dethroned, quindi credo di aver fatto già un poco di esperienza in questo senso. Mi piace molto parlare della mia musica, di cosa accade nella band. E’ sempre stato il mio sogno quello di suonare in giro per il mondo, di avere a che fare con una casa discografica seria e di vedere il mio album recensito sulle riviste di tutto il mondo”.

OK, TORNIAMO AL VOSTRO NUOVO ALBUM…OLTRE AL SONGWRITING HO NOTATO ANCHE UN NETTO MIGLIORAMENTO IN FASE DI PRODUZIONE…
“Sì, abbiamo registrato il disco interamente in Svezia, nei Berno studios, e penso anch’io che quella di ‘Into…’ sia la miglior produzione della storia dei God Dethroned. Per la prima volta ho avuto modo di passare molto tempo in studio e di curare ogni minimo dettaglio. Sai, con le mie precedenti band ho sempre registrato solamente dei demo, roba di quattro o cinque pezzi, e per motivi economici non avevo mai potuto soffermarmi più di tanto. Questa volta, ovviamente, ho avuto un sacco di tempo a mia disposizione e ho lavorato con un vero professionista come Berno… non sai quante volte ci ha fatto ripetere le nostre parti, voleva che ci esprimessimo sempre al meglio delle nostre possibilità, gli siamo tutti molto grati”.

“INTO…” E’ UN ALBUM MOLTO VARIEGATO, MA QUALI PENSI CHE SIANO I SUOI BRANI PIU’ RAPPRESENTATIVI?
“E’ molto difficile rispondere a questa domanda, amo tutti i brani che abbiamo registrato e ognuno ha qualcosa che gli altri non hanno. Comunque se dovessi consigliare un paio di brani a qualcuno che vuole farsi una vaga idea delle sonorità contenute del disco opterei per “Souls Sweeper” e per “The Tombstone”. La prima mi ricorda molto i Morbid Angel, infatti è un brano che ho scritto io e la band di Sandoval è la mia preferita in assoluto in campo metal; la seconda, invece, l’hanno scritta gli altri, ed è un brano abbastanza complesso e multisfaccettato. Racchiude al suo interno tutto ciò che sono oggi i God Dethroned!”.

PARLIAMO DEI TESTI: MI E’ PARSO DI CAPIRE CHE QUESTA VOLTA SIANO ABBASTANZA “IMPEGNATI”…
“Sì, Henri questa volta ha deciso di trattare argomenti più vicini alla realtà accantonando, non so se definitivamente o meno, le tematiche storiche e in parte quelle anticristiane. Il testo della title track parla della nostra attuale società tramite delle metafore, mentre i restanti testi trattano cose come, ad esempio, la vivisezione, la violazione della privacy e i messaggi subliminali a cui siamo soggetti guardando la tv”.

COSA MI DICI DELLA PRIMA EDIZIONE DELL’ALBUM? SO CHE CONTERRA’ UN SUCCOSO BONUS CD…
“Sì, la prima edizione del disco conterrà un bonus cd in cui verranno inclusi una serie di brani registrati dal vivo a Los Angeles durante il tour di ‘Ravenous’, la riregistrazione del brano ‘God Dethroned’, una cover dei Possessed e un paio di videoclip. L’idea è stata di Henri, e alla Metal Blade l’hanno approvata senza fare troppe storie. Purtroppo, se non mi sbaglio, le copie con il bonus cd saranno solo 3.000, quindi consiglio a tutti i nostri fan italiani di affettarsi ad acquistarne una!”.

CHE MI DICI INVECE DEI VOSTRI PROSSIMI IMPEGNI LIVE?
“La Metal Blade ci sta organizzando il tour in questi giorni, ma non so ancora con che band gireremo l’Europa. Intanto posso dirti che saremo in Italia il 20 e 21 Febbraio con i nostri amici The Crown per due concerti a Pavia e a Vicenza. Forse si uniranno a noi anche i Defleshed, ma non ne siamo ancora certi! Quest’estate contiamo di partecipare a qulche grosso festival e ti confesso che mi piacerebbe moltissimo suonare a Wacken… speriamo bene!”.

CAMBIAMO ORA TOTALMENTE ARGOMENTO: CONSIDERI I GOD DETHRONED LA COSA PIU’ IMPORTANTE NELLA TUA VITA O ASPIRI A FARE ANCHE DELL’ALTRO? DI COSA TI OCCUPI QUOTIDIANAMENTE?
“Io ho solo ventidue anni ma sono impegnato ventiquattro ore su ventiquattro in faccende che riguardano la musica! Come ti ho detto oltre che coi God Dethroned suono anche in una band gothic, poi ho da poco registrato un promo di cinque brani con un altro ragazzo. Il genere? Pop melodicissimo!!! In questi giorni stiamo inviando il cd alle label che ci interessano, spero che qualcosa si concretizzi perché tengo molto a questo progetto. Inoltre sono anche un insegnante di batteria e ho diversi giovani allievi a cui badare. Come avrai potuto capire i God Dethroned sono per me importantissimi ma non mi fermo a quello”.

TORNIAMO A PARLARE DI “INTO…”, CHE COSA VI ASPETTATE DA ESSO?
“Mmm… non saprei, spero solo che piaccia ai nostri vecchi fan e che ci permetta di suonare sempre di più in giro e di farci conoscere a tante nuove persone. Ovviamente se, in seguito alla pubblicazione del disco, la gente iniziasse a considerare i God Dethroned una delle band di punta della scena death metal, la cosa non mi dispiacerebbe affatto”.

OK ARIEN, CREDO CHE POSSA BASTARE… GRAZIE MILLE PER IL TEMPO CHE MI HAI CONCESSO, LASCIO A TE LA CONCLUSIONE…
“Voglio ricordare a tutti i nostri fan italiani che il nostro nuovo album uscirà il 10 Febbraio, spero che non vi deluderà. Grazie a te e a Metalitalia per l’intervista, spero di vederti al concerto di Pavia… voglio vedervi saltare da tutte le parti quando suoneremo “Villa Vampiria” e sentitevi liberi di salire sul palco! Ciao!!!”.

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