GOLD – Non c’è nulla da ridere

Pubblicato il 24/06/2019 da

Terre d’Olanda, lande fertili per suoni ombrosi, intristiti, pieni di passionalità, intarsiate di fragili emozioni. Riflesso della sensibilità femminile della cantante Mileva Eva e dell’abile lavoro architettonico del compagno, ex The Devil’s Blood, Thomas Sciarone, la musica dei Gold si pone in un delicato equilibrio fra diverse tonalità della musica di impronta dark. Venature di post-punk, pop, post-black metal, gothic e doom infiammano pezzi che possono galleggiare nell’etereo come infiammarsi di una rabbia smisurata, bilanciando la dettagliata potenza delle tre chitarre disponibili con armonie vibranti e l’algida, problematica, vitalità della Eva. “Why Aren’t You Laughing” propone una tracklist disseminata di canzoni trascinanti, catchy senza perdere il gusto per la complessità e un’emotività autentica, che cerca di esprimere tormenti veri della propria anima, con la massima sincerità possibile. È proprio il duo Eva-Sciarone che, con la stessa sincerità adottata nella musica, racconta sulle nostre pagine chi siano i Gold e cosa vogliano esprimere.

A COSA È RIFERITO UN TITOLO COME “WHY AREN’T YOU LAUGHING”?
Milena Eva: – Si riferisce, alle donne in generale, ma anche in generale a chi ascolta il disco. La titletrack è una canzone di protesta, si riferisce al ruolo che viene spesso dato alle donne, alla richiesta di essere sempre carine e sorridenti. Basta con tutto questo. Il titolo riassume una serie di ragioni per le quali non ci sarebbe nulla da ridere.

LA MUSICA DEI GOLD RIFLETTE UN’AMBIVALENZA, UN CONTINUO MUTAMENTO DELLE EMOZIONI EVOCATE, CHE SEMBRANO ESSERE UN RIFLESSO DEI CAMBIAMENTI DI UMORE E TONO DI VOCE DELLA VOSTRA SINGER. COME SI TRASMETTE LA SUA PERSONALITÀ ALLA MUSICA E COME SI MODIFICANO LE LINEE VOCALI IN RELAZIONE AL FLUSSO STRUMENTALE?
Milena Eva: – Io e Thomas (Sciarone, uno dei tre chitarristi, ndR) scriviamo le basi delle canzoni assieme, a casa nostra. Il nostro processo di scrittura è molto interattivo, Thomas scrive una parte di chitarra oppure io disegno una melodia vocale, e l’altro risponde. La maggior parte del tempo c’è una melodia che stimola l’immaginazione altrui, mi sento totalmente libera quando sono con Thomas e mai giudicata. A volte le melodie si traducono in parole, è una specie di magia. In altre occasioni mi devo sedere e riflettere per far scaturire le parole giuste.

MISCHIATE DIVERSE INTERPRETAZIONI DI DARK SOUND, ATTRAVERSO METAL, GOTHIC, POST-PUNK, POP E UN APPROCCIO CANTAUTORALE. UNA MUSICA PIENA DI LUCE MA SEMPRE MOLTO POTENTE, FRAGILE E TRAVOLGENTE: QUAL È L’IDEA PRINCIPALE DIETRO LA VOSTRA MUSICA, QUELLA CHE OGNI CANZONE DEVE POSSEDERE?
Thomas Sciarone: – L’idea principale è abbastanza intuitiva: creare musica onesta e personale, che possa rappresentare sia uno sbocco emotivo che artistico. Vogliamo che la nostra musica sia tridimensionale come lo siamo noi stessi, deve riflettere le nostre personalità in maniera complessa e onesta.

RITENGO CHE IL VOSTRO ULTIMO ALBUM ABBIA MOMENTI DI PARTICOLARE INTERESSE ALL’ALTEZZA DI TRE CANZONI, CHE SEMBRANO CREARE UNA DIETRO L’ALTRA UN CLIMAX VIBRANTE: INTENDO LA CONSECUTIVITÀ DI TITLETRACK, “PLEASE TELL ME YOU’RE NOT THE FUTURE” E “TAKEN BY STORM”. C’È UNA RAGIONE PRECISA NELL’AVER DISPOSTO LE CANZONI IN QUESTO ORDINE, UNA CONNESSIONE CHE LE LEGA?
Thomas Sciarone: – Il fatto che queste canzoni siano una di seguito all’altra non è stato pianificato. Quando le abbiamo finite abbiamo pensato funzionassero bene in quella sequenza. Sono tre differenti entità per noi, tutte molto potenti e che riflettono bene le nostre personalità.

IL VOSTRO SUONO SI MUOVE SU TANTI LIVELLI, È RICOLMO DI SFUMATURE E PICCOLE DIVAGAZIONI: COME LAVORATE PER FARLE EMERGERE, MANTENENDO ALLO STESSO TEMPO UNA STRUTTURA SOLIDA NELLE CANZONI NONOSTANTE LE INFINIT RAMIFICAZIONI STRUMENTALI?
Thomas Sciarone: – C’è spesso un’unica idea dominante che sta al centro della canzone, partendo da questa costruiamo ed espandiamo il pezzo. Noi vediamo i nostri brani come delle pop song, con una chiara struttura strofa-chorus-strofa, bridge e crescendo. È importante che ogni idea abbia spazio per fiorire. I tanti strati sonori che senti creano unitarietà, diventano una sola idea costituita da elementi separati. Se ciò non accade, si compatteranno in qualcosa di diverso, mutando l’idea precedente nel fondamento di un’altra ancora più importante. Lo scopo ultimo, è che ciò che suoniamo catturi l’attenzione e non sia ridondante.

I TESTI TOCCANO TEME MOLTO PERSONALI, CONNESSI ALLE ESPERIENZE PERSONALI DI MILENA. COME SI È EVOLUTA LA SUA POETICA NEGLI ANNI? COME BAND, CONTRIBUITE IN QUALCHE MISURA ALLE LIRICHE, O È UN PROCESSO CHE RIGUARDA SOLTANTO LA VOSTRA SINGER?
Milena Eva: – Scrivo da sola ogni singola parola. Non mi sentirei a mio agio a cantare testi scritti da altri o parlare delle esperienze vissute da qualcun altro. Penso di essere sempre stata molto onesta nelle mie liriche. Esse sono sempre state piene di quanto vissuto nella mia vita, ad ogni album che passa divento più esplicita, più vulnerabile e allo stesso più sicura nello scrivere.

PENSO CHE L’USO DELLE TRE CHITARRE SIA FONDAMENTALE NELLA MUSICA DEI GOLD, VI CONSENTE DI CREARE UN SUONO SFACCETTATO ED ELASTICO. COME LAVORATE NELL’INTERAZIONE FRA LE TRE CHITARRE E LE LORO CONNESSIONI CON BATTERIA E BASSO?
Thomas Sciarone: – Spesso le singoli parti di chitarre sono create nello stesso momento e sono inseparabili. Approcciamo le chitarre come fossero una sezione di archi in un’orchestra. Sono una cosa sola, incanalano idee complesse in melodie di forte personalità. Basso e batteria devono assicurare che parti fra loro separate suonino bene assieme, creando canzoni comprensibili e coerenti.

PER “OPTIMIST” E “WHY AREN’T YOU LAUGHING?” AVETE UTILIZZATO IN COPERTINA DUE FOTO, DI STILE SIMILE, SENZA EFFETTI O POST-PRODUZIONI MASSICCE. PERCHÉ AVETE UTILIZZATO QUESTI SOGGETTI E COME RIFLETTONO I CONTENUTI DEGLI ALBUM?
Milena Eva: – L’idea per questo tipo di contenuti grafici è nata con il nostro secondo album, “No Image”. Volevamo mostrarci reali e limpidi, senza un’immagine preconfezionata. C’è troppo attaccamento alla propria immagine, noi ci sentiamo a disagio con stereotipi e cliché. La copertina di “Optimist” è una foto di me da bambina che mi aveva fatto mia madre. Mi aveva fatto moltissime foto da piccola e non tutte riguardano momenti felici. Avere in copertina una bambina piangente su un album pieno di canzoni tristi e depresse chiamato “Optimist” è, d’altro canto, abbastanza divertente e, perché no, poetico. Con “Why Aren’t You Laughing?” abbiamo preso un’altra strada. Abbiamo chiesto a Danielle van Ark di occuparsi dell’artwork. È una grande artista, con un occhio attento ai dettagli. Ci ha mostrato quest’immagine, che secondo lei sarebbe andata bene per la copertina dell’album. È reale, disturbante, ma è anche vulnerabile e piena di amore. Esprime benissimo i sentimenti racchiusi nel disco.

NEGLI ULTIMI ANNI AVETE SUONATO MOLTO IN EUROPA, FREQUENTANDO LINE-UP DI CONCERTI E FESTIVAL MOLTO ETEROGENEI, SPESSO ALL’INTERNO DI CONTESTI TIPICAMENTE METAL. QUAL È LA SITUAZIONE NELLA QUALE VI SENTITE MAGGIORMENTE A VOSTRO AGIO E COME HANNO CONTRIBUITO GLI SHOW DAL VIVO ALLA VOSTRA CRESCITA ARTISTICA?
Thomas Sciarone: – Suonare di frequente dal vivo è stato cruciale per la nostra crescita. Siamo migliorati molto singolarmente e come band. Suonare live aggiunge una fortissima componente personale alla nostra musica, il mood che si crea dal vivo è addirittura più forte di quello comunicato dai dischi. Ci piace suonare nei club come nei festival, non abbiamo alcuna ragione per preferire una situazione all’altra.

LA VOSTRA MUSICA SOTTO DIVERSI ASPETTI QUELLA DEI THE DEVIL’S BLOOD E DEI DOOL. QUALI SONO LE VOSTRE RELAZIONI CON QUESTI DUE GRUPPI E QUALI CREDIATE SIANO LE DIFFERENZE FRA VOI E LORO?
Thomas Sciarone: – A parte i rapporti personali, non vediamo connessioni così forti tra noi e le band citate. Secondo noi, loro sono più radicate nel passato, mentre i Gold sono proiettati verso il futuro.

QUALI PENSATE SIANO LE BAND CHE HANNO MAGGIORI AFFINITÀ CON LA VOSTRA?
Thomas Sciarone: – Il gruppo che è più vicino a noi è quello dei nostri amici [Dolch]. Non vediamo l’ora che esca finalmente il loro nuovo album. Anche se sono più vicini al black metal di quanto non lo siamo noi, hanno un approccio libero dalle classificazioni di genere come il nostro, che gli permette di creare musica oscura altamente emozionale.

QUALI SONO GLI INTERESSI FUORI DALLA MUSICA CHE VI AIUTANO MAGGIORMENTE A ESTRARRE DA VOI STESSI LA CREATIVITÀ POI RIVERSATA NELLA MUSICA DEI GOLD?
Milena Eva: – Consumiamo tantissima arte al di fuori della musica. Mi piace molto leggere, ultimamente la mia ossessione è A.M. Homes, è formidabile. Guardiamo tantissimi film e serie, come “The Handmaid’s Tale”, “Maniac”, “Afterlife”. “Rectify” è la serie preferita da me e Thomas, una storia strappacuore e che mette a nudo la propria sensibilità. Personalmente sono molto interessata al mondo della moda e del fashion. Chi non segue questo mondo non riesce a comprenderne il valore e quanto mi ispiri. Allarga i miei orizzonti, mi piace osservare e mi conforta sapere quanto le persone usino la loro creatività per scegliere come vestirsi. Quando si parla della nostra musica, preferisco non guardare ad altri artisti o ascoltare altra musica. Contrasta con la mia visione dei Gold. Quel che facciamo è prima di tutto ispirato dalla vita in sé e dalla difficile realtà che assorbiamo da ciò che assorbiamo dai mass media ogni giorno.

 

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