GREEN DRUID – Rituali psichedelici

Pubblicato il 22/04/2018 da

Tra le uscite che probabilmente segneranno l’anno sotto il fumoso profilo delle sonorità votate al doom più psichedelico, va sicuramente posto l’esordio dei Green Druid, che con “Ashen Blood” ci hanno offerto un ottimo punto di incontro tra due pesi massimi del genere come Sleep ed Electric Wizard – anche nelle loro parole, del resto, due pilastri portanti della loro fondazione musicale. Abbiamo raggiunto il chitarrista Graham Zander per approfondire la conoscenza della band, anche se lui e e i suoi compari si dimostrano sicuramente molto più votati ad esprimersi attraverso le loro lisergiche suite musicali che non a parole.

CIAO E BENVENUTI SU METALITALIA.COM. PER INIZIARE, VI CHIEDEREI COME SONO NATI I GREEN DRUID.
– I Green Druid sono stati fondati da me e Chris alla fine del 2014. All’epoca vivevamo assieme, e  passavamo il tempo a fumare e ad ascoltare album stoner e doom. Non ci è voluto molto tempo per decidere di mettere insieme una band, e non abbiamo dovuto riflettere nemmeno sul fatto di chiedere a Ryan Skates e Ryan Sims di suonare con noi, ed entrambi sono risultati perfetti per il progetto che avevamo in mente.

IL VOSTRO EP DI DEBUTTO È USCITO QUASI TRE ANNI FA; DATO CHE IN QUESTO ALBUM AVETE RI-REGISTRATO QUATTRO DELLE SETTE TRACCE LÌ PRESENTI, IMMAGINO CHE ABBIATE PASSATO PARECCHIO TEMPO IN STUDIO, PER UN RISULTATO OTTIMALE?
– In realtà non abbiamo avuto bisogno di ri-registrare nulla per “Ashen Blood”, anche la Earache era convinta che una rielaborazione avrebbe fatto perdere la freschezza originale ai brani. Detto questo, abbiamo davvero un gran lavoro durante il processo di registrazione per entrambe le parti dell’album, per terminare le prime tre canzoni dell’album c’è voluto più di un anno.

NELLA RECENSIONE ABBIAMO DESCRITTO “ASHEN BLOOD” COME QUALCOSA DA ACQUISTARE A SCATOLA CHIUSA SE SI È FAN DEGLI SLEEP O DEGLI ELECTRIC WIZARD, SEI D’ACCORDO?
– Assolutamente! Entrambe queste band sono innegabilmente enormi influenze per noi.

C’È ANCHE MOLTA INFLUENZA DELL’APPROCCIO PSICHEDELICO DEGLI ANNI ’70, ED È GRANDIOSO COME ABBIATE OTTENUTO QUESTO SUONO SENZA TASTIERE: C’È QUALCHE LAVORO DI POST-PRODUZIONE O SEMPLICEMENTE REGISTRATE IN PRESA DIRETTA?
– Abbiamo registrato le canzoni dal vivo e poi ci siamo tornati sopra con alcune sovraincisioni. La maggior parte delle sovraincisioni riguardano il raddoppio delle tracce di chitarra, più qualche strato aggiuntivo per le parti più psichedeliche.

L’ULTIMA TRACCIA È MOLTO DIVERSA DALLE PRECEDENTI: PRATICAMENTE SOLO UN LUNGHISSIMO DRONE CON DEGLI EFFETTI SONORI INQUIETANTI. È DA CONSIDERARE UNA SORTA DI BRANO DA ‘TITOLI DI CODA’ O UN LATO DEL VOSTRO SUONO CHE POTREBBE AVERE PIÙ SPAZIO NELLE VOSTRE COMPOSIZIONI FUTURE?
– È sicuramente qualcosa che vorremmo sperimentare di più in futuro. Brevi brani costituiti da suoni drone possono essere perfetti come intermezzi, una specie di rinfrescante per così dire, se inseriti nel modo giusto in un album.

SEMBRA CHE DENVER SIA ORMAI UN POSTO CENTRALE PER IL DOOM, IN TUTTE LE SUE SFUMATURE: PENSO A VOI, O A BAND COMEKHEMMIS, SPECTRAL VOICE, PRIMITIVE MAN, SOLO PER NOMINARNE ALCUNE. RITIENI CI SIA UNA VERA E PROPRIA SCENA DI CUI VI SENTITE PARTE?
– Denver ha una scena metal fenomenale! Tutti sono molto solidali e c’è molta varietà. È incredibilmente lusinghiero avere il nostro nome elencato insieme ai gruppi che hai citato.

RIGUARDO ALLA DOMANDA PRECEDENTE, SIETE COINVOLTI ANCHE IN ALTRI PROGETTI?
– Sì. Io e Ryan suoniamo entrambi in un gruppo post rock/metal chiamato Masons. E sempre Ryan ha pubblicato un album pop sperimentale lo scorso anno sotto il nome di Fleeceflower, su cui ha suonato ogni strumento.

ABBIAMO PARLATO DI ALTRE BAND DOOM/STONER, DI PSICHEDELIA, E VOI VENITE DA UNO DEI POCHI STATI DEGLI STATI UNITI IN CUI LA MARIJUANA È LEGALE: DIRESTI CHE FUMARE È UNA PARTE INTEGRANTE DEL VOSTRO PROCESSO DI COMPOSIZIONE?
– Sì e no. A volte fumiamo e ci limitiamo a jammare, il che a volte può portare ad alcune idee davvero interessanti. Tuttavia, non è assolutamente essenziale per il nostro processo creativo.

SIETE SOTTO CONTRATTO CON EARACHE, CHE È SICURAMENTE QUALCOSA DI CUI ESSERE ORGOGLIOSI, MA PIUTTOSTO ATIPICO PER IL GENERE CHE SUONATE: COME SIETE ENTRATI NEL LORO ROSTER?
– In realtà la Earache è stata la prima etichetta a contattarci in assoluto. È  stato completamente inatteso e sorprendente, e ad essere onesti siamo ancora un po’ sorpresi ed elettrizzati da questa cosa!

PENSATE DI PORTARE QUESTO ALBUM DAL VIVO ANCHE IN EUROPA?
– Riuscire prima o poi a suonare dal vivo in Europa è un must, per noi! Non sono sicuro di quando accadrà esattamente, ma è al 100% nei nostri programmi.

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