GRIEFBRINGER – La smorfia dell’orrore

Pubblicato il 06/01/2023 da

Nati dalla collaborazione tra tre musicisti già affermati della scena italiana, i Griefbringer sono stati per lungo tempo un progetto rimasto nel cassetto, a causa prima degli impegni dei protagonisti con le band principali e poi della pandemia. Il loro debutto “The Horrible Wilting” ha visto finalmente la luce qualche mese fa e si muove tra coordinate sludge/doom e stoner con pezzi ricchi di melodie e, soprattutto, permeati da un immaginario horror decisamente accattivante.
L’album, la nascita ed il futuro della band sono gli argomenti di questa intervista con il terzetto al gran completo.

 

CIAO, COMPLIMENTI PER IL DISCO E BENVENUTI SU METALITALIA.COM. PER COMINCIARE, SIETE PERSONAGGI NOTI DELLA SCENA ITALIANA: POTRESTE PRESENTARVI?
– Innanzitutto, grazie per i complimenti e per lo spazio che ci dedicate.
Partiamo da Andrea Zanetti, già cantante e bassista o tutte e due le cose di Iconoclast, Schizo, Monumentum, Maleficarum, Hell Obelisco, CO2; ama le collaborazioni, le voci catacombali e il suono pesante del basso.
Poi Fraz (Luca Frazzoni, NdR), chitarra e voce, già cantante e/o chitarrista di Evilgroove, The Dallaz, Hell Obelisco. Amante delle accordature molto molto basse.
E Dario Casabona, fino a qui batterista degli Schizo e di svariati altri progetti musicali.

COSA VI HA SPINTO A DAR VITA AI GRIEFBRINGER? VENITE DA BAND DIFFERENTI, C’E’ UNA PASSIONE CHE AVETE IN COMUNE E CHE VI HA UNITI IN QUESTA AVVENTURA?
Dario: – Oltre alla passione per il genere, altrettanto peso ha avuto il nostro comune modo di intendere il produrre musica. Tempi, modi e finalità sono stati assolutamente condivisi nella realizzazione di “The Horrible Wilting”, sotto l’insegna di una visione uniforme e altamente sentita. Ai limiti del magico…

AVETE DETTO CHE PER REALIZZARE IL DISCO SONO STATI NECESSARI ANNI DI LAVORO. COME MAI TUTTO QUESTO TEMPO? E’ SUCCESSO QUALCOSA CHE HA RALLENTATO IL PROCESSO?
Fraz: – In realtà il disco è stato composto in breve tempo, due canzoni prese dal passato hanno scatenato un flusso artistico che dovevamo assolutamente sfruttare. Poi però l’aver finito di registrare in primavera 2020 ci ha fatto perdere tempo su reamp e master per i noti motivi di lockdown e coprifuoco vari. Ci piace stare in studio di persona a lavorarci e per diversi mesi non è stato facile: ne abbiamo approfittato per prendere le cose con calma e fare piccole modifiche, in modo da avvicinarci più possibile al risultato finale che volevamo.

I TESTI SEMBRANO TRARRE ISPIRAZIONE DA UN IMMAGINARIO HORROR MA ANCHE DA SENTIMENTI LEGATI A QUALCOSA DI VISSUTO. CE NE POTETE PARLARE?
Andrea: – Spesso orrore e realtà si mescolano, diciamo che dietro ogni sorriso e pacca sulle spalle c’è sempre un motivo che ti vorrebbe far stare lontano e per i fatti tuoi, nel tuo silenzio e con le cose che ti piace fare. Nei testi usiamo molta allegoria, a volte del grottesco quasi paranormale, ma solo quando viriamo sul fantasy e sulla magia del tempo, che sono due argomenti che ci piacciono molto.
Per il resto, tutto è basato sull’animo umano, sui suoi sentimenti e sul decadimento nei confronti della vita stessa, dei rapporti con gli altri, dell’avvicinarsi della fine della stagione vivente.

C’E’ QUALCHE RIFERIMENTO MUSICALE ALLE VOSTRE PASSATE ESPERIENZE IN “THE HORRIBLE WILTING”? QUALCHE PASSAGGIO CHE POSSA RIPORTARE A MONUMENTUM, SCHIZO O HELL OBELISCO?
Andrea: – Credo che per quanto riguardi la ricerca di atmosfere impattanti e oscure la mia esperienza nei Monumentum, anche a livello lirico, abbia giovato.
Gli Schizo hanno contribuito a donarci quel batterista e amico straordinario che è Dario Casabona.
Dario: – Personalmente direi di no. Ho messo da parte ciò che solitamente suono, dimenticando il resto delle mie esperienze per entrare nelle atmosfere uniche di questa band. A ben pensarci, io e Andrea c’eravamo già incontrati sul sentiero di certe sonorità lente, quando registrammo nel lontano 1992 “Still In The Grey Dying” dei Sinoath, ma questa è un’altra storia.

LE VOSTRE INFLUENZE PIU’ EVIDENTI SEMBRANO ESSERE I BLACK SABBATH, LO STONER ED UN CERTO TIPO DI SLUDGE, CROWBAR AD ESEMPIO, MA IN ALCUNI FRANGENTI, SOPRATTUTTO A LIVELLO VOCALE, SI SENTE ANCHE IL GRUNGE DEGLI ALICE IN CHAINS. ANCHE SE OVVIAMENTE CI SARA’ MOLTO ALTRO, POSSIAMO DIRE DI AVER AZZECCATO? SE DOVESTE INSERIRVI IN UN FILONE MUSICALE, QUALE SAREBBE?
Fraz: – Il riferimento agli AIC non è voluto ma direi che è azzeccato: avevano anche atmosfere talmente marce, cupe e malate che in un disco come “The Horrible Wilting” ci possono stare. Come filone musicale, doom e sludge sono quelli che ci uniscono di più quindi voto questi. L’importante è andare verso l’abisso.
Dario: – La caratteristica essenziale di quest’album è che ogni momento è una storia a sé, ogni brano racconta un mondo. Da qui ne viene che per comodità si possa definire doom (anche per via dei tempi estremamente ‘slow dei brani), ma in realtà un orecchio ben attento può di certo trovarci tante sensazioni e riferimenti diversi tra loro.

PEZZI COME “THE CREEPER” O “GRIMACE OF MADNESS” SUONANO MOLTO CATCHY, NONOSTANTE NON PERDANO MAI IN POTENZA. QUANTO E’ IMPORTANTE PER VOI LA RICERCA DELLA MELODIA QUANDO SCRIVETE LA VOSTRA MUSICA? AVETE UN PROCESSO STANDARD DI SCRITTURA?
Fraz: – La melodia per me è fondamentale sempre, la sfida è saperla infilare e sfruttare nel genere che si fa: in alcuni stili musicali sembra essere in secondo piano ed invece può fare la differenza. Il mio processo di scrittura parte sempre da un riff o una melodia, per ogni canzone serve una scintilla.

SIETE IN TRE, COME MOLTE ALTRE BAND CHE SUONANO IL VOSTRO GENERE. PENSATE DI MANTENERE QUESTA FORMAZIONE ANCHE IN FUTURO? QUALI SONO VANTAGGI E SVANTAGGI DI QUESTA SCELTA?
Fraz: – Per ora ci troviamo bene in tre, ma può darsi che in futuro si possa aggiungere un quarto che dia una mano a ricreare alcuni arrangiamenti del disco. Non ci vedo particolari vantaggi o svantaggi nelle due situazioni, l’importante è che ci siano le persone giuste e la giusta chimica per suonare come un’unica entità.

IN CHE FORMATI USCIRA’ “THE HORRIBLE WILTING”? CHE RAPPORTO AVETE CON LA MUSICA IN DIGITALE E CON PIATTAFORME COME SPOTIFY?
Fraz: – E’ da poco uscito in CD, la speranza è quella di fare anche cassette e vinili. Io amo il digitale perché anche se come tanti sono maniaco dei supporti fisici; quello che conta è il contenuto, non bisogna scambiare la qualità per nostalgia. Il modo di fruire la musica è cambiato ed è giusto sfruttare tutte le occasioni: se una volta si scoprivano gruppi da compilation su cassetta fatte da un amico o da tape trading dall’altra parte del mondo, ora con Bandcamp e Spotify è decisamente più facile.

AVETE INFLUENZE CHE VANNO AL DI LA’ DELLA MUSICA? PER ESEMPIO IL CINEMA O QUALCHE GENERE LETTERARIO…
Dario: – Non siamo solo musicofili, ma anche cinefili e lettori appassionati delle più svariate forme espressive. Va da sé che tutto questo materiale confluisca nella nostra musica, anche solo inconsciamente.

AVETE INTENZIONE DI SUONARE LIVE? CON CHI VI PIACEREBBE CONDIVIDERE IL PALCO?
Fraz: – Sì, vogliamo decisamente suonare live; faccio tre nomi che mi piacerebbero? Ahab, Paradise Lost, Swallow The Sun. Perché non esistono più i Cathedral.
Dario: – Mi piacerebbe condividere il palco con Fraz e Andrea. E con un pubblico attento e immerso. Non ho altre velleità.

QUAL E’ IL DISCO ITALIANO CHE AVETE APPREZZATO DI PIU’ QUEST’ANNO?
Andrea: – Personalmente direi l’ultimo dei Tenebra, “Moongazer”, la voce femminile più intensa degli ultimi anni. E poi Necromorbid con “Sathanarchrist Assaulter”, che è del 2020 ma l’ho scoperto tardi, ahimè.
Fraz: – Di quest’anno non ho un nome che svetta sugli altri, quello che mi ha colpito di più degli ultimi anni è sicuramente “Symbols: The Sleeping Harmony Of  The World Below” dei Plateau Sigma, un lavoro impressionante.

QUALE SARA’ IL FUTURO DEI GRIEFBRINGER? AVETE GIA’ NEL CASSETTO ALTRA MUSICA? LA BAND RIMARRA’ UN SIDE PROJECT OPPURE POSSIAMO ASPETTARCI UN’ATTIVITA’ UN PO’ PIU’ INTENSA?
Fraz: – L’attività sarà decisamente più intensa, c’è già altra musica pronta ad uscire a breve e l’obiettivo è quello di consolidare il nostro affiatamento, senza limiti artistici.

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