GRIFT – Paradossi dell’esistenza

Pubblicato il 23/12/2017 da

Grift è il progetto principale del prolifico musicista svedese Erik Gärdefors. Black metal freddo e malinconico, con sfumature epiche e sprazzi acustici ed echi di epoche lontane. Dopo aver ascoltato l’ottimo “Arvet” abbiamo chiesto al polistrumentista svedese di svelarci cosa si cela dietro alle sue composizioni e dentro al suo mondo.

ABBIAMO DAVVERO APPREZZATO “ARVET”, IL TUO ULTIMO LAVORO. PER PRIMA COSA VORREMMO CHIEDERTI DEI TESTI: C’E’ UN CONCEPT DIETRO AD ESSI? PUOI SINTETIZZARE DI COSA PARLA OGNI BRANO?
– Ciao! Per ciascun testo ho scritto alcune parole di spiegazione che potete trovare nel booklet dell’album. Eccole. “Flykfast”: un tema ricorrente è il sentimento di anelito costante a raggiungere luoghi lontani, andare attraverso le foreste, i prati, le persone, ecc. Ma un altro tema importante per il progetto Grift è di vedere ed essere in grado di apprezzare ciò che si trova nelle nostre immediate vicinanze. Questa canzone è l’essenza di questi due opposti. Il paradosso con il quale lotto costantemente: fuggire ma allo stesso tempo restare, e sentire che sono comunque a casa. “Den stora tystnaden”: una cosa che mi dà fastidio e mi turba è che siamo così bloccati da ciò che possiamo esprimere attraverso i nostri linguaggi. Spesso ho l’impressione che le parole non siano sufficienti ad esprimere i sentimenti e gli umori che hanno un bisogno costante di emergere. Con Grift posso esprimere più canali rispetto alle parole (specialmente suoni e immagini), ma questo non è possibile con la vita di tutti i giorni. “Glömskans järtecken”: sono affascinato da come scegliamo di ricordare le cose che accadono. Lo stesso ricordo è spesso associato alla nostalgia e all’ansia allo stesso tempo. I ricordi sono molto spesso ambigui. Volevo creare una canzone monotona, che desse l’impressione di camminare in cerchio ancora e ancora. Per questa ragione ho pensato che lo stile vocale di Ludvig Swärd; che si può ascoltare nel progetto Forndom, avrebbe calzato a pennello. Inoltre, ero molto contento che egli volesse dare il suo contributo a questa canzone. “Morgon på strömsholm”: questo brano è un tentativo di catturare la sensazione di sedere da soli nella casa che è raffigurata sulla copertina, in un’amara mattina di febbraio, perchè era ciò che stavo facendo quando ho scritto questa poesia. Il canto dell’allocco che si ode sullo sfondo è stato registrato appena fuori la mia porta. La semplice melodia è suonata da me con uno Psalmodikon – uno strumento tradizionale scandinavo con una sola corda – di uso comune tra le persone povere nella Svezia del 1800. “Utdöingsbygd”: questa è la canzone più diretta del disco. Il mio amico Inkantator Koura dei Mosaic voleva contribuire con il suo stile vocale caratteristico, che ha realmente aggiunto dinamicità al pezzo. A dire la verità, avevo in origine scritto la melodia sulla quale si regge il refrain di questo brano per Undantagsfolk – una band che ho assieme a Elea dei Noêta – e poi ho pensato fosse una buona idea utilizzare la sua incredibile voce come outro. “Nattyxne”: ho scritto questo poema mentre stavo passeggiando in una notte di luglio. Sono arrivato in un prato umido e improvvisamente ho visto qualcosa che scintillava nell’erba: era una Platanthera bifolia, un’orchidea bianca che profuma meravigliosamente la notte. C’è qualcosa di mistico legato a questa pianta che sembra così fragile ma diventa piena di vita appena calano le tenebre. Essa mi ha immediatamente fornito l’ispirazione per quella che potremmo definire una ‘canzone del raccolto’.

IL VIDEO CHE HAI GIRATO PER “DEN STORA TYSTNADEN” SEMBRA DESCRIVERE ALCUNE SCENE DI VITA TRADIZIONALE RURALE, LONTANA DALLA MODERNITA’. QUESTO MODO DI VIVERE E’ IMPORTANTE PER TE?
– Lo è. Vivo solo nella casa che si vede nel video. A volte può essere molto solitario, in un senso negativo, soprattutto in inverno, ma tendenzialmente questo è il modo di vivere giusto per me.

LA TUA MUSICA PUO’ FONDAMENTALMENTE ESSERE DESCRITTA COME BLACK METAL, MA LE INFLUENZE FOLK/NEOFOLK E AMBIENT/NOISE SONO RILEVANTI E MIXATE ASSIEME FORMANO UNA MISCELA INTERESSANTE: CHE TIPO DI MUSICA ASCOLTI SOLITAMENTE E QUALI SONO I TUOI ARTISTI PREFERITI IN QUESTO MOMENTO?
– Al momento sto ascoltando il nuovo album dei Thåström e il debutto dei Saiva. Di fatto, non ascolto così tanta musica, ma mi interessa trovare qualcosa che per me sia nuovo. Credo che inizierò ad ascoltare più musica classica.

IL TUO PRIMO EP “FIRA ELEGIER” ERA UN PO’ PIU’ VICINO AL COSIDDETTO BLACK METAL TRADIZIONALE, MENTRE NEI TUOI DISCHI SUCCESSIVI HAI ADOTTATO UN APPROCCIO PIU’ MODERNO, CON ALCUNI ELEMENTI DEPRESSIVE. SEI D’ACCORDO CON QUEST’ANALISI? LA TUA ATTITUDINE NEI CONFRONTI DEL PROGETTO GRIFT E’ CAMBIATA NEGLI ANNI?
– Sì, sono d’accordo. Ma non so se userei la parola ‘depressive’. Direi più malinconico, si tratta di una sfumatura che, almeno per me, è importante. Penso che gli artisti che non vogliono evolvere siano molto noiosi; potrei fare e rifare sempre lo stesso disco, ma non mi rappresenterebbe come persona. Di recente ho fatto alcuni concerti unplugged come solista, nei quali ho suonato le mie ‘canzoni metal’ nella versione più basica ed essenziale possibile. Tutto ciò è rigenerante per me come artista, oltre che necessario per la mia persona. Ho in programma di fare più cose come questa in futuro.

LA SCENA METAL ESTREMA SVEDESE E’ CAMBIATA ED EVOLUTA MOLTO NEGLI ANNI, QUAL E’ LA TUA OPINIONE IN MERITO ALL’ATTUALE SCENA LOCALE? C’E’ QUALCHE ARTISTA CHE RACCOMANDERESTI?
– Non c’è alcuna scena locale e mai c’è stata. Di fatto, non so di alcuna band attiva nella mia regione. So che suona strano, ma è così.

TI ANDREBBE DI RACCONTARE DEGLI ALTRI TUOI PROGETTI (INSULT, ORCIVUS, A-BOMB AND ARFSYND)?
– Beh, posso dire che “Hesychia”, il secondo disco degli Arfsynd, è finalmente disponibile in vinile direttamente per mio tramite. Gli Orcivus realizzeranno uno split in formato 12” con i Flagellant quest’anno. Le altre formazioni che hai nominato non sono più attive.

DI RECENTE SEI STATO IN TOUR CON TRE SESSION. COM’E’ STATA QUEST’ESPERIENZA? PREFERISCI ESIBIRTI IN PICCOLI CLUB O NEI FESTIVAL?
– I musicisti che mi hanno accompagnato sono amici stretti, quindi abbiamo passato dei bei momenti insieme. Per suonare, generalmente preferisco i posti piccoli. Ci siamo esibiti in una vecchia fattoria tra le Alpi austriache di recente: si è trattato del luogo migliore nel quale un concerto dei Grift si sia mai svolto. Ho anche tenuto un concerto da solista tra le rovine di una chiesa, e anche questo è stato molto speciale. Questo tipo particolare di eventi sono sempre i più interessanti: si tratta di occasioni nelle quali i promoter pensano realmente ad un concept nella sua interezza. Non ho mai suonato in Italia, ma mi piacerebbe davvero farlo! Mandatemi un’e-mail, aspetto proposte (ride, ndR).

 

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