GUTTER INSTINCT – Spalancate le porte della mente!

Pubblicato il 15/09/2018 da

Autori nel giro di pochi anni di due album dotati di discreta inventiva, i Gutter Instinct hanno affermato con l’ultimo “Heirs Of Sisyphus” un modo abbastanza personale di intendere le commistioni fra death e black metal. Nell’operato dei cinque svedesi si rilevano un pressante impeto old-school e una visione ampia di quello che il death metal è stato nel passato, e sa ancora donare nel presente; al contempo, vengono spalmate abbondanti dosi di black metal epico e sanguinario all’interno di tracce convulse e indiavolate, vere odi al maligno in ogni sua forma. Non saranno ancora diventati dei fuoriclasse, però i musicisti di Helsingborg finora non hanno mostrato incertezze e già nel passaggio dal primo al secondo disco hanno affilato le armi e indirizzato in maniera netta il loro sound. Sperando che i loro miglioramenti proseguano nel tempo, ci siamo confrontati su quanto prodotto finora con uno dei due chitarristi della formazione, Hannes Hellman.

“HEIRS OF SISYPHUS” ARRIVA A DUE ANNI DAL VOSTRO PRIMO ALBUM “AGE OF THE FANATICS”. COS’AVETE APPRESO IN QUESTO PERIODO, QUALI SONO I NUOVI ELEMENTI E SUGGESTIONI CHE VI HANNO CONDOTTO AL FEROCE MIX DI DEATH E BLACK METAL ASCOLTABILE NEL VOSTRO SECONDO DISCO?
– Il materiale per il nuovo disco è stato scritto in modo molto naturale. Non abbiamo discusso alcun particolare cambiamento nello stile e nel suono, abbiamo scritto la musica come siamo abituati a fare. Sia la parte strumentale che i testi sono leggermente influenzati da quanto stavamo ascoltando in quel momento.

INCROCIATE MOLTE INTERPRETAZIONI DEL DEATH METAL: IL TIPICO SWEDISH SOUND, I TECNICISMI E LE CONVULSIONI RITMICHE DEL DEATH METAL AMERICANO, LE ARMONIE E LA MALVAGITÀ DEL BLACK METAL SVEDESE E IL SUO TIPICO TOCCO EPICO. COME AVETE LAVORATO PER METTERE ASSIEME QUESTE INFLUENZE, SENZA STRAVOLGERE IL VOSTRO STILE?
– Mischiamo molti stili nel nostro sound (compresi thrash, grindcore, doom e altro ancora) e non ci poniamo alcun tipo di restrizione, ma tendiamo al death e al black metal. Il death metal è il cuore del nostro suono e cerchiamo di dargli differenti sfumature incorporando al suo interno elementi provenienti da altri tipi di musica.

NONOSTANTE SUONIATE UN DEATH METAL VELOCE E VIOLENTO, PRESTATE ATTENZIONE A INSERIRE PASSAGGI CATCHY E A DARE UN CERTO CLIMAX A OGNI PEZZO. QUAL È IL VOSTRO METODO PER MANTENERE LE TRACCE RELATIVAMENTE ACCESSIBILI E INTENSE DALL’INIZIO ALLA FINE?
– Scriviamo la musica che vorremmo sentire noi stessi. Inconsciamente assembliamo il materiale con cui siamo cresciuti (Sepultura, Death, Morbid Angel…) con quello che abbiamo scoperto da adulti, cose come Teitanblood, Cult Of Fire, Black Witchery, e da queste commistioni fuoriesce l’impronta stilistica dei Gutter Instinct.

QUAL È IL FEELING CHE UNA DEATH METAL SONG DEVE POSSEDERE SECONDO TE?
– Deve essere cupa e carica d’odio, deve percepire qualcosa di reale e concreto quando la ascolti. Con il rischio di suonare pretenzioso, penso che la buona musica debba aprire portali nella tua mente.

ARRIVATE DA UN PAESE CONTRADDISTINTO DA UNA SCENA ESTREMA FLORIDA E PROLIFICA. QUAL È IL TUO GIUDIZIO SULLA SCENA MUSICALE METAL DEL VOSTRO PAESE NEGLI ANNI PIÙ RECENTI? CI SONO GIOVANI BAND CHE TI DANNO LE STESSE EMOZIONI DEI GIGANTI DEGLI ANNI ’90?
– Ai giorni nostri ci sono tantissime band valide in campo death e black metal, specialmente nel death metal ci sono gruppi che hanno prodotto dischi anche migliori di quelli di Entombed e Dismember. Parlo di compagini come Verminous, Repugnant e Necrovation, che secondo me hanno preso quanto fatto dalle band più vecchie di questo genere e lo hanno perfezionato.

COME ASCOLTATORE, SEI INTERESSATO AI TREND PIÙ MODERNI DEL METAL, OPPURE PREFERISCI SEMPRE IL MATERIALE OLD-SCHOOL?
– Ascolto entrambi. Nella band siamo tutti fanatici del vecchio metal estremo, ma ci piace andare costantemente alla ricerca di cose interessanti di recente pubblicazione, stando attenti specialmente a quanto accade nell’underground.

PUOI SPIEGARCI IL SIGNIFICATO DEL COLORATO, MACABRO E STRANO ARTWORK DI “HEIRS OF SISYPHUS”?
– L’artwork è stato dipinto anche questa volta da quel genio che risponde al nome di Dávid Glomba, che già si era occupato della veste grafica di “Age Of The Fanatics”. Ha tradotto perfettamente nelle immagini quello che noi rappresentiamo, lo ha comunicato splendidamente. L’artwork è la personale interpretazione di Sisifo, personaggio della mitologia greca. Come Sisifo venne condannato a spingere un gigantesco masso in cima a una collina, solo per vederlo ricadere alla sua base per l’eternità, così la razza umana è condannata a ripetere gli stessi errori più e più volte. La storia ripete se stessa, tutto scorre in circolo. Questo è, in estrema sintesi, il tema centrale del disco.

IL DEATH METAL È UN GENERE ESPLORATO SECONDO MOLTEPLICI PUNTI DI VISTA, IN ALCUNI CASI È STATO SPINTO IN DIREZIONI ORIGINALI E TOTALMENTE IMPREVEDIBILI. PARLIAMO, AD ESEMPIO, DEGLI ULTIMI DISCHI DI EXECRATION E BLOOD INCANTATION. COSA PENSI DI PUBBLICAZIONI COSÌ ECLETTICHE? C’È QUALCHE OPERA DI ULTIMA GENERAZIONE CHE TI HA CATTURATO PER IL SUO SPIRITO INNOVATIVO E IDEE NON CONVENZIONALI?
– Non mi concentro su un unico genere in particolare, sono più interessato alla buona fattura della musica proposta. Per quanto mi riguarda, io e Oscar Persson, l’altro principale compositore dei Gutter Instinct, tendiamo ad ascoltare in prevalenza gruppi che fondono death e black metal; tra costoro, chi ha raggiunto secondo noi nuovi vertici sono i Teitanblood. Il loro ultimo full-length “Death” è il mio preferito tra gli album metal usciti negli ultimi anni.

MOLTE VOLTE I TESTI SONO CONSIDERATI MOLTO MENO IMPORTANTI DELLA MUSICA, IN AMBITO DEATH METAL. VOI CHE IMPORTANZA DATE ALLE LYRICS E QUALI SONO I TEMI PRINCIPALI AFFRONTATI IN “HEIRS OF SISYPHUS”?
– Noi diamo pari importanza a musica e testi, cerchiamo di comunicare qualcosa di significativo nelle nostre canzoni. Non c’è un tema comune che lega i brani della tracklist, “Heirs Of Sisyphus” non può essere considerato un concept album, anche se posso affermare che c’è un comune denominatore costituito dal disappunto e dallo scoraggiamento verso le azioni dell’umanità, e il tumulto interiore che un po’ tutti provano per trovare la propria personale libertà.

QUAL È IL SOGNO IMPOSSIBILE CHE VORRESTE REALIZZARE COME GUTTER INSTINCT?
– Fin quando riusciremo a registrare nuova musica, far uscire i dischi e suonare dal vivo, saremo contenti. Il nostro sogno non è mai stato quello di diventare famosi, fare soldi o altre cose di questo tipo. Non mi dispiacerebbe suonare di più dal vivo e andare in tour, sogni che non sono poi così distanti dal potersi realizzare in futuro.

QUAL È LA FORMA D’ARTE CHE PERCEPISCI PIÙ VICINA AL DEATH METAL?
– Personalmente sono un grande fan della fantascienza più cupa, sia nei film che in letteratura. Per esempio, adoro la cinematografia di Andrei Tarkovsky (Stalker e Solaris tra i suoi film più famosi) e i romanzi di Robert A. Heinlein, William Gibson, Arthur C. Clarke. In altri momenti, mi piace leggere le opere di Nietzsche e l’autore svedese Nikanor Teratologen, il cui libro “Att Hata Allt Mänskligt Liv” mi è stato di grande ispirazione.

QUAL È LA MUSICA PIÙ STRANA CHE ASCOLTATE NELLA BAND?
– Non saprei risponderti per gli altri membri del gruppo, io personalmente sono un grande fan del noise e dell’industrial fin dai primi anni 2000, il grosso della mia collezione di dischi è formato da materiale di questo tipo. Con il mio progetto Concrete Threat, esistito fra il 2006 e il 2013, mi sono dedicato proprio al noise, pubblicando diversi album di questo genere.

QUALI SONO I VOSTRI PIANI A BREVE TERMINE?
– Ci piacerebbe suonare qualche show, quindi vorremmo concentrarci sulla realizzazione di un EP. Per quel che potrebbe accadere dopo, chi può dirlo…

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