HACRIDE – Ritorno al futuro

Pubblicato il 08/07/2013 da

I francesi Hacride sono finalmente tornati in carreggiata, dopo qualche periodo di preoccupante silenzio e assoluto mutismo, con un disco che ne conferma ulteriormente lo status di primo livello fra le formazioni europee che meglio interpretano il progressive metal accoppiato a sonorità post-, intimistiche e futuriste. “Back To Where You’ve Never Been” è infatti un ottimo rientro sulle scene per la band transalpina, che oltretutto ha modo di presentare benissimo la nuova formazione, che ha nel vocalist Luis Roux il punto focale e di maggior interesse. E’ proprio il nuovo membro degli Hacride ad essere il nostro interlocutore per questa appagante intervista di promozione. Scopriamo assieme cosa bolle in pentola per il quartetto!

 

Hacride - band - 2013


CIAO LUIS! BENTORNATI SULLE SCENE! SONO PASSATI QUATTRO ANNI DALL’USCITA DI “LAZARUS”, UN DISCO CHE HA SPINTO ANCORA OLTRE LE VELLEITA’ SPERIMENTALI DEGLI HACRIDE. CI PUOI RIASSUMERE COS’AVETE COMBINATO IN QUESTI ANNI? CONFESSO CHE HO PENSATO PIU’ VOLTE CHE LA BAND NON ESISTESSE PIU’…

“Ciao! Purtroppo, essendo negli Hacride da poco tempo, non ho vissuto in prima persona il periodo di silenzio tra ‘Lazarus’ e il nuovo disco, ma da quello che ho sentito dai miei compagni è stato un lasso di tempo dedicato ai tour e, in seconda battuta, alla composizione del nuovo lavoro. Credo che ora la band abbia acquisito davvero un’ottima esperienza dal vivo. Io sono entrato in formazione nel settembre scorso, quindi 2012, ma il processo di scrittura dell’album era già cominciato da ben un anno e mezzo! Capisco bene le tue preoccupazioni riguardo un potenziale break-up: non è facile per nessuno assorbire la e sopravvivere alla perdita di due membri del gruppo, ma ti posso assicurare che adesso siamo qui per rimanere!”.

E APPUNTO…AVETE DOVUTO CAMBIARE DUE MEMBRI DELLA LINE-UP, OLIVIER LAFFOND E SAMUEL BOURREAU, BATTERIA E VOCE. COME MAI? COS’E’ SUCCESSO?
“Entrambi hanno lasciato gli Hacride per ragioni personali. Fare il musicista, anche non professionista, richiede un sacco di tempo, un sacco d’energia e abnegazione. E’ esattamente come un lavoro a tempo pieno, solo che vieni pagato pochissimo! Noi non siamo esattamente rockstar, quindi è difficilissimo riuscire a combinare la passione per la musica, un lavoro impegnativo e magari avere anche una famiglia con cui rapportarsi. Bisogna fare delle scelte…”.

CHIARAMENTE. LA PROSSIMA SARA’ UNA DOMANDA ATIPICA: TI VA DI PRESENTARE I DUE NUOVI COMPONENTI DELLA BAND, FRA CUI UNO OVVIAMENTE SEI TU? COME SIETE ENTRATI NEL GRUPPO?
“(ride, ndR) E’ davvero dura per me rispondere ad una domanda così! Guarda, da quello che ho capito la scelta di Florent (Marcadet, nuovo batterista, ndR) è stata molto naturale. E’ sempre stato amico e vicino alla band, soprattutto perchè suona anche nei Klone, e si è dimostrato subito entusiasta di accettare la sfida propostagli. Flo è un drummer molto groovy e qualcosa di speciale è accaduto non appena si è trovato a jammare con Adrien e Ben (Grousset e Danneville, rispettivamente chitarrista e bassista, ndR): credo sia stato l’unico batterista ad essere audizionato e per lui è stato un gioco da ragazzi, sia per abilità tecniche che doti caratteriali. Per quanto riguarda me, come dicevo prima, sono stato contattato a settembre 2012. I ragazzi mi avevano visto live con i Trepalium mentre facevamo una cover dei Pantera e Flo mi aveva già sentito cantare con la mia altra band, i Sinscale. Ho fatto così un demo di una traccia, registrandola veloce a casa, gliel’ho inoltrata via mail e…loro hanno apprezzato! Ci siamo incontrati in un bar la settimana dopo, abbiamo bevuto un paio di birre ed eccomi entrato negli Hacride! E’ successo tutto rapidamente, ma io stesso conoscevo bene Flo e le sue parole su Adrien e Ben mi hanno convinto in un batter d’occhio ad accettare!”.

BENE, PARLIAMO DEL PERIODO DI COMPOSIZIONE: COM’E’ NATO “BACK TO WHERE YOU’VE NEVER BEEN”? CHI HA SCRITTO LA MAGGIOR PARTE DEL DISCO? QUANTO CI E’ VOLUTO?
“Come al solito Adrien ha scritto la maggior parte delle musiche da solo a casa sua, per poi portarle in sala prove a tutti noi e lavorarci su assieme, con arrangiamenti, riarrangiamenti e un tocco maggiormente organico e fluido ai pezzi. Posso dirti che la fase di scrittura è stata speciale per questo lavoro, in quanto Adrien ha avuto un figlio da poco e ha composto tutto il disco accanto a Esteban che dormiva nella culla. E se ci hai fatto caso, si possono rilevare delle sensazioni quasi ‘da ninna-nanna’ in diverse canzoni. Il nostro ingegnere del suono poi, Franck Hueso, ha avuto un ruolo importantissimo in fase di arrangiamento finale: lui è praticamente il quinto membro degli Hacride e i suoi suggerimenti sono per noi oro che cola. Avendo scritto ‘Back To Where You’ve Never Been’ in un momento di carriera piuttosto strano, proprio quando due membri storici se ne stavano andando e due ragazzi nuovi stavano entrando, credo si senta anche un feeling di urgenza compositiva lungo tutto il platter, unito ad una riscoperta di mood nostalgici che ha reso il suono più intenso e ‘sentito’ rispetto al passato”.

IL TITOLO DEL NUOVO ALBUM HA UN ‘SAPORE’ ENIGMATICO. PERSONALMENTE L’HO INTERPRETATO COME UN DIRE CHE GLI HACRIDE SONO TORNATI (“BACK TO…”) MA CON UN NUOVO SUONO (“…WHERE YOU’VE NEVER BEEN”). PUO’ ESSERE? OPPURE E’ QUALCOSA DI PIU’ RELAZIONABILE AI TESTI?
“Il titolo del nuovo disco esprime la sensazione che si prova quando si va oltre le aspettative previste. Da un altro punto di vista, ciò implica quindi che gli unici limiti che abbiamo sono quelli che ci auto-imponiamo. L’album praticamente racconta la storia di un ragazzo che un bel giorno si sveglia e si rende conto che la sua vita non va per nulla bene. Deve lottare con la frustrazione e lo stress, la comprensione di vivere in un mondo vuoto che ci trascina lontano da ciò che davvero è importante. E’ comunque fantastico che ognuno, come hai fatto tu, dia la sua interpretazione al titolo, a noi piace così. Ad esempio può anche essere associabile alla sensazione di dejà-vu che si ha quando entriamo in un posto per la prima volta e ci sembra incredibilmente familiare”.

RIGUARDO INVECE L’ARTWORK, E’ LA TERZA VOLTA CHE GLI HACRIDE USANO SOGGETTI E IMMAGINI CHE RICHIAMANO IL CORPO UMANO O COMUNQUE ESSERI ORGANICI. SIETE AFFASCINATI DA QUESTO GENERE DI DIPINTI OPPURE ESISTE SEMPLICEMENTE LA VOLONTA’ DI CREARE UN CONTINUUM FRA I VOSTRI DISCHI?
“Vedi, ‘Back To Where You’ve Never Been’ è un disco molto personale, che tratta principalmente delle emozioni umane. L’artwork rappresenta una fase transizionale della vita in cui si giunge al bivio tra i cosiddetti sogni dell’infanzia e dell’adolescenza ed un mondo più adulto. Ci sono difficoltà in aumento e serve un incoraggiamento per riuscire a diventare ciò che ambisci essere. I simboli che si vedono nel centro dell’ombra sono come una batteria, sono il motore che ci permette di proseguire il percorso”.

HO APPREZZATO MOLTO L’INTERA TRACKLIST, TROVANDO SPETTACOLARE L’ACCOPPIATA “OVERCOME” / “EDIFICATION OF THE FALL”. SE DOVESSI SCEGLIERE TU, PERO’, UN PAIO DI CANZONI DA CONSIGLIARE A DEI POSSIBILI NUOVI FAN, QUALI SAREBBERO?
“Preferirei davvero che la gente ascoltasse l’album per intero, in quanto è stato composto per essere ascoltato così. Dura quarantadue minuti, non è difficile o impegnativo da ascoltare tutto d’un fiato. Inoltre tutti i pezzi sono connessi sia musicalmente sia liricamente… Se proprio devo citare due brani, comunque direi anche io ‘Overcome’, perchè è in effetti il brano più rappresentativo, e poi ‘Requiem For A Lullaby’, semplicemente perché mi piace più degli altri: ha un bellissimo feeling bluesy e southern che è piuttosto inedito per gli Hacride e summarizza bene tutto il concetto lirico che sta dietro le quinte”.

LA PRODUZIONE DELL’ALBUM E’ TOTALMENTE PERFETTA. DA QUANTO MI HAI DETTO, AVETE LAVORATO ANCORA CON FRANCK HUESO. QUAL E’ IL SUONO CHE VOLEVATE OTTENERE IN PARTENZA?
“Sì, abbiamo lavorato con Franck di nuovo, come ti dicevo prima. La nostra intenzione era quella di avere un suono naturale e massiccio. La batteria è incredibilmente organica, per i canoni delle band moderne, e il basso è più presente che mai. Gli Hacride sono dalla ‘parte moderna’ della scena metal ma tutti noi siamo cresciuti ascoltando rock ‘n’ roll e siamo stanchi dei suoni plasticosi d’oggigiorno. Troppe band suonano tutte uguali, usando EZ Drummer per avere drumkit estremamente triggerati. Il nostro sound è massiccio ma non oppressivo e riesce anche ad essere molto diretto. L’idea di base era quella di far sentire l’ascoltatore a casa come se fosse con noi a registrare in sala prove”.

VOI SIETE UNA BAND CHE PROCEDE COSTANTEMENTE IN AVANTI, SU UN PERSONALE SENTIERO SPERIMENTALE. NON AVETE SCRITTO MAI DUE VOLTE UN DISCO UGUALE. PENSI CHE ABBIATE UN LIMITE NELLA VOSTRA VOLONTA’/CAPACITA’ DI SPERIMENTAZIONE?
“Ma io credo che i musicisti non debbano avere proprio nessun limite! Non ci devono essere limiti alla sperimentazione e si dovrebbe scrivere solo ciò che crediamo sia giusto. Il fatto è che noi non scriviamo musica per compiacere un’audience o realizzare i bisogni che il mercato richiede. Tutto quello che componiamo viene direttamente dal nostro cuore e dalla nostra fantasia. Noi resteremo per sempre nella scena metal perché è la nostra passione primitiva, ma cercheremo altresì sempre di evolverci e incorporare diverse influenze. L’evoluzione è un processo naturale per noi, in quanto siamo persone curiose nella musica e nella vita in generale. Restare open-minded è molto importante, così come avere voglia di ricercare altri territori, altri background, e spingere la propria musica fuori dall’involucro originale, in modo da mantenerla libera. Alla fine si può riassumere tutto con il semplice concetto dello scrivere buona musica e basta…”.

RIGUARDO L’ATTIVITA’ DAL VIVO, COSA CI PUOI DIRE? COSA BOLLE IN PENTOLA PER VOI?
“Be’, stiamo tenendo i nostri primi show con la nuova formazione proprio in questi giorni (l’intervista si è svolta attorno alla metà di maggio, ndR) e saremo in tour in India verso metà giugno. Abbiamo un paio di festival schedulati per questa estate e inoltre stiamo pianificando un tour europeo autunnale che dovrebbe partire in ottobre. E’ un po’ presto per rivelare qualche dettaglio, ma nostra intenzione è riscaldarci per bene qui in Francia e poi andare in giro in Europa ovunque sia possibile!”.

PERFETTO, LUIS, E’ TUTTO! TI RINGRAZIO PER LA DISPONIBILITA’ E CHIUDI PURE L’INTERVISTA COME VUOI…
“Grazie mille per l’interesse mostrato per gli Hacride! Spero che i nostri fan italiani apprezzino il nuovo album e davvero non vedo l’ora di suonare qualche live nel vostro bellissimo paese! Apprezzo particolarmente il vostro cibo e l’horror italiano degli anni ’70. Penso che Dario Argento, Mario Bava e Lucio Fulci siano i migliori registi horror mai esistiti (toh, un francese per cui simpatizzare!, ndR)! Quindi abbiate cura di voi stessi e continuate ad ascoltare musica estrema almeno sei ore al giorno!”.

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