HACRIDE – Segnali dal futuro!

Pubblicato il 19/06/2005 da


Un nome nuovo – anzi, nuovissimo! – si è stagliato da poco, in modo prepotente, sull’orizzonte del metallo pesante del futuro: i francesi Hacride, con il loro spettacolare “Deviant Current Signal”, si sono proposti con vigore quali principali discepoli di band osannate ed idolatrate dalle masse metallare, quali Strapping Young Lad e Meshuggah, riuscendo comunque ad essere originali ed innovativi per conto loro, unendo scampoli di influenze post-core e progressive e generando quindi un insieme davvero interessante di sonorità musicali. Se aggiungete, infine, una visionarietà più che naturale ed una claustrofobia sonica innata, capirete bene come gli Hacride meritino davvero il successo critico che stanno ricevendo… Per saperne di tutto e di più, abbiamo interpellato il chitarrista Adrien Grousset!


ADRIEN, PER I MOLTI CHE ANCORA NON VI CONOSCONO, CHE NE DICI DI PARTIRE DA UN BREVE SUNTO DEI PASSI CHE VI HANNO PORTATO ALLA REALIZZAZIONE DELL’OTTIMO “DEVIANT CURRENT SIGNAL”?
“Bene, gli Hacride si sono formati nel 2001: la band, per i primi tempi, era composta da Olivier alla batteria, Ben al basso e da me alla chitarra; abbiamo speso circa un anno per definire ed arrangiare i pezzi che io avevo composto; finalmente, ad inizio 2002, Sam ci ha raggiunto alle vocals. Il suo arrivo ci ha permesso di lavorare sodo sul nostro primo demo, ‘Cyanide Echoes’, registrato di lì a breve; la pubblicazione del promo ci ha fatto mettere bene in luce e abbiamo potuto suonare di spalla a band nazionali parecchio importanti, come Gojira e Loudblast, oppure di supporto ai nostri amici Trepalium e Klone. Poi è venuto il turno di ‘Deviant Current Signal’…”.

UNA DELLE COSE CHE PIU’ MI HA COLPITO DI VOI E’ IL FATTO DI NON ESSERE RIUSCITO A SCOVARE LE VOSTRE IDENTITA’ DA NESSUNA PARTE…SUL SITO, SUL PROMO, NELLA BIOGRAFIA, TUTTO E’ CELATO. A COSA E’ DOVUTA QUESTA SCELTA?
“Preferiamo sia la musica a parlare in nostra vece. Molte band danno una miriade di informazioni riguardo se stesse…credo che qualche volta si rischi di alterare troppo o comunque condizionare l’approccio che un ascoltatore potrebbe avere sulla loro musica. Ci preme fornire atmosfere più che informazioni, un colore al posto di un’immagine…qualcuno potrebbe definire ciò un ‘concept’, ma io preferisco definirla ‘interpretazione visuale’”.

BENE, PARLIAMO DUNQUE DEL VOSTRO DISCO…PARTENDO DALLA COVER, SEMPLICEMENTE FANTASTICA E TOTALMENTE RAPPRESENTATIVA DI CIO’ CHE SUONATE: COME E’ NATA E COSA VUOLE SIGNIFICARE?
“L’idea è stata sviluppata in collaborazione con Erik Larkens: dovevamo riuscire ad immaginare graficamente e visivamente la nostra musica, mettendone in risalto le principali peculiarità e caratteristiche. Non è stato certo facile, ma credo che il lavoro finale sia ottimo. Erik ha immediatamente pensato ad una città; l’atmosfera caotica e futuristica è derivata direttamente da composizioni quali ‘Protect’ e ‘Polarity’. Si sa che l’artwork fornisce alla gente la primissima impressione riguardo al gruppo e alla sua musica, così la cover doveva essere estetica e anche molto complessa, in modo che chiunque venisse incuriosito da essa e decidesse di dare un’occhiata più da vicino, scoprendo i dettagli del nostro progetto!”.

LE PRINCIPALI VOSTRE INFLUENZE CHE SOVVENGONO ALLA MENTE ASCOLTANDOVI SONO I MESHUGGAH, GLI STRAPPING YOUNG LAD E LA SCENA POST-CORE FRANCESE: SIETE D’ACCORDO? CON QUALE MUSICA SIETE CRESCIUTI?
“Sì, devo dire che i gruppi da te citati sono fra le nostre influenze…però aggiungo che noi siamo nettamente più interessati al processo di creazione di un brano, più che al risultato finale. Infatti, abbiamo un sacco di altre influenze che escono totalmente dal contesto metal: ascoltiamo tantissimo pop, il rock dei Seventies, il jazz, flamenco, world music… Questo modo di vedere le cose è davvero importante per noi, in quanto ci permette di progredire in maniera costante, senza mai essere troppo limitati”.

COME NASCE SOLITAMENTE UN VOSTRO BRANO? E’ UN LAVORO DI GRUPPO OPPURE INDIVIDUALE?
“Di solito sono io a comporre la musica. Registro da solo a casa e poi propongo il pezzo al resto della band, in modo che tutti possano dare il proprio contributo prima della fase d’arrangiamento; quindi, in una prima fase, è un lavoro praticamente individuale. Come dicevo, poi viene l’arrangiamento collettivo: ci occupiamo prima della fase strumentale, poi Sam arriva con le linee vocali; la canzone finita, come potrai intuire, è il risultato di una serie di filtrazioni e cambiamenti piuttosto consistente”.

CI SONO DEI BRANI CHE RITIENI SIANO PIU’ ADATTI PER DESCRIVERE LA VOSTRA PROPOSTA?
“Guarda, davvero non lo so! Per me, ogni traccia ha la sua diversa storia…però non credo di riuscire ad estrapolarne una in particolare. Sono tutte una parte dell’insieme”.

POSSIAMO CONSIDERARE “DEVIANT CURRENT SIGNAL” UN CONCEPT-ALBUM? DI COSA PARLANO LE LYRICS?
“No, l’album non è un concept, anche se la musica, i testi e l’artwork sono complementari e sembrano essere collegati fra loro. In generale, le lyrics parlano di aspetti di vita quotidiana ed evocano temi universali in modo piuttosto filosofico, come ad esempio la dimora dell’Umanità in ‘This Place’. Diciamo che l’aspetto concettuale del nostro disco riguarda più che altro ciò che l’ascoltatore prova ascoltando la musica: Sam si sforza di dare voce al nostro suono in modo letterale…la voce per noi è un vero strumento”.

HO TROVATO MOLTO INTERESSANTE L’USO CHE FATE DELL’ELETTRONICA…DISTURBANTE E ROBOTICO. CREDETE CHE IL COMPUTER SIA PARTE FONDAMENTALE DEL VOSTRO SOUND?
“Sì e no. I sample acquistano grandissima importanza quando si tratta di dare atmosfera al pezzo, ma, ad esempio, preferiamo non riproporli dal vivo, lasciando spazio ai veri strumenti e dando un’impronta più rock al nostro show. E’ una differenza più evidente di ciò che sembri. Il lavoro in studio può rendere eterna una parte di te, la tua percezione della musica, il modo di crescere attraverso il suono, ma tutto ciò non è molto spontaneo…ha molto a che fare con la riflessione e l’introspezione, esattamente due termini che non stanno proprio bene se collegati ad un contesto live. Credo che la brevità del concerto, la sua spontaneità, la sua intensità sia un’emozione totalmente all’opposto di quella che si può provare registrando un album in studio”.

IN “PROTECT” ABBIAMO IL PIACERE DI ASCOLTARE UN ASSOLO DI SAX…MI SONO CHIESTO SE E’ ARTIFICIALE O SE E’ STATO SUONATO DA QUALCUNO. E POSSIAMO CONSIDERARLO UN ESPERIMENTO ISOLATO?
“Il solo di sax è reale ed è stato suonato da Matthieu Metzger dei Klone e degli Anthurus D’Archer; è parte integrante del nostro processo di sperimentazione. La nostra visione metallica prevede un’arte in sviluppo e in costruzione costante, non un’entità ristretta e confinata in limiti ottusi…quindi ci sforziamo di inserire in essa elementi diversi, anche a livello culturale. Tu hai menzionato il sax di ‘Protect’, ma io posso aggiungere l’influenza araba di ‘This Place’ o la parte improvvisata al termine di ‘Typo’…ed il prossimo album conterrà molto di più!”.

COSA PENSI DEBBA FARE UNA BAND PER RISULTARE ORIGINALE OGGIGIORNO?
“Penso servano tre cose: apertura mentale, umiltà e passione. Prima di tutto apertura mentale, perché credo che un musicista non possa evolvere e migliorarsi senza sforzarsi di diventare intellettualmente più ricco…e lo scambio di idee/influenze con altri artisti è qualcosa di davvero essenziale per me. Poi l’umiltà, in quanto il crogiolarsi nei propri successi porta inevitabilmente alla mediocrità e ciò si sente a livello artistico; infine la passione, perché nessuno riesce a raggiungere i propri obiettivi senza dare tutto ciò che ha…penso che il pubblico si renda conto quando una band non è sincera e forse questa nostra attitudine è ciò che più piace ai nostri fan”.

MOLTA GENTE SPESSO SI CHIEDE COME SARA’ IL METAL DEL FUTURO…VOI, CHE SUONATE UNA SORTA DI METALLO FUTURISTICO, COSA PENSATE A RIGUARDO?
“Gosh! Non so assolutamente cosa risponderti, sai? Non credo che noi si possa diventare i leader di una specie di movimento futuristico in ambito metal…però credo che, in questi ultimi anni, si stia assistendo ad una sorta di revival metal, molto positivo di certo. Noi facciamo semplicemente parte di esso…almeno lo spero!”.

CHE MI DICI RIGUARDO LE VOSTRE PROSSIME MOSSE? AVETE GIA’ SCRITTO QUALCOSA DI NUOVO?
“Certamente! ‘Deviant Current Signal’ è stato registrato un anno e mezzo fa, quindi abbiamo già pronto un intero lotto di canzoni nuove, da inserire ovviamente nel prossimo lavoro. In più, abbiamo registrato un pezzo inedito, intitolato ‘The Daily Round’, per la compilation ‘Revolution Calling’, preparata dalla Listenable Records e dalla webzine VS…cercatela, perché contiene davvero il meglio del metal francese!”.

PARLANDO DI ATTIVITA’ LIVE, CHE MI PUOI DIRE? SUONERETE IN QUALCHE FESTIVAL ESTIVO?
“Sfortunatamente no…siamo impegnatissimi con la promozione del disco, per cui impossibilitati a partecipare a questo tipo di eventi. Però abbiamo già in previsione un tour di cinque mesi, a partire da settembre. Venti date sono confermate, ora stiamo organizzando altri appuntamenti perché suonare dal vivo è qualcosa che davvero ci manca! Speriamo ovviamente di visitare anche l’Italia!”.

PER L’ULTIMA DOMANDA MI SONO LASCIATO UNA SPERTICATA LODE AL METAL FRANCESE, NEGLI ULTIMI ANNI VERAMENTE INTERESSANTE…CHE NE PENSI? BAND COME SCARVE, GOJIRA, COMITY SONO DELLE OTTIME REALTA’…
“Sono completamente d’accordo con te…inoltre, proprio i tre gruppi da te menzionati sono fra i più originali e bravi; sono gruppi emergenti che propongono diversi stili di musica, suppongo non avranno problemi a farsi conoscere un po’ in giro. Spero sinceramente che tutto funzioni nel verso giusto per loro, perché se lo meritano davvero”.

E’ TUTTO, ADRIEN! GRAZIE E IN BOCCA AL LUPO PER IL FUTURO!
“Grazie a te per quello che hai scritto di noi e per il tuo supporto. E’ bellissimo sapere che la nostra musica è apprezzata anche al di fuori della Francia! A presto”.

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