HAUNTED – Morire ogni giorno

Pubblicato il 29/09/2018 da

Pur con qualche prolissità e ripetizione che non ne vanno comunque a inficiare più di tanto il valore, i siciliani Haunted ci hanno offerto con “Dayburner” un altro interessante scorcio di stoner-doom nobilitato da voce femminile. Un disco, il secondo per il gruppo, che si tiene ben al riparo da inflessioni elegiache o barlumi di dolcezza; gli Haunted si muovono felpati nel buio, figli di un dark sound orrorifico e refrattario a esporsi alla luce. Rumorosi, narcotizzanti, piacevolmente peregrinanti in atmosfere dilatate e incorporee, i cinque si pongono di fianco ad altre entità come Messa, Caronte, Doomraiser, Abysmal Grief nel portare avanti l’amore per l’evocazione di suoni sepolcrali, così diffusa nell’underground metal italiano. A farci da accompagnatrice fra le nebbie di “Dayburner”, la cantante Cristina Chimirri.


IL VOSTRO SECONDO ALBUM ARRIVA IN UN PERIODO STORICO, PERALTRO GIÀ ASSAI LUNGO, FITTO DI USCITE IN CAMPO STONER-DOOM. GENERE IN CUI L’ITALIA SI DIFENDE BENISSIMO E VANTA DIVERSE COMPAGINI DI VALORE. DATO UN CERTO INTASAMENTO NEL SETTORE, COSA CREDETE POSSANO TROVARE NELLA VOSTRA MUSICA GLI ASCOLTATORI CHE VI DISTINGUA DALLA CONCORRENZA?
– Intasamento, distinzione e concorrenza sono evidenze di una questione ben più profonda e sottile. Credo che la gente predisposta all’ascolto cerchi nella musica il ‘riconoscimento’, fase ultima di un processo di autocoscienza e di identità personale, nonché di dinamiche comunicative.

IN “DAYBURNER” TRATTEGGIATE UNA GIORNATA DOVE LA LUCE CEDE PRESTO SPAZIO ALL’OSCURITÀ, IL SOLE È DEBOLE, PRESSOCHÉ INDISTINGUIBILE DALLA LUNA. COSA SUCCEDE DI PRECISO NELLE TRACCE DELL’ALBUM? QUALE PERCORSO ANDATE A COMPIERE E CHE SIGNIFICATO DOBBIAMO ATTRIBUIRE A UN CONCEPT DI QUESTO TIPO?
– Abbiamo immaginato di morire. Pensando ai cambiamenti, alle mutazioni radicali che quotidianamente sanciscono la fine di qualcosa, perché anche quelle in fondo sono piccole morti. Abbiamo attinto al nostro subconscio e agli archetipi insiti nella natura stessa dell’essere ‘umano’. Il concetto di oltre, di divino e di Uno, di madre e di padre, di ricongiungimento all’universalità; ma abbiamo anche esplorato le percezioni di sonno/veglia, giorno/notte, buio/luce. Oppure attraversato le fasi concentriche di un giorno qualunque. In generale la nostra ricerca non è enciclopedica e fine a se stessa, ma è un percorso esistenziale ed intimista. Guardarsi dentro e raccontarsi a ciò che ci circonda assume allora i connotati della magia. Immaginare di morire per me è proiettarsi in una ‘dimensione altra’, che esiste già dentro e fuori di se stessi.

IL DISCO HA UN’ANIMA DOOM VECCHIO STAMPO, UNA RUMOROSITÀ STONER E QUEL PIZZICO DI MAGIA CHE ASSOCIAMO DI SOLITO AGLI ENSEMBLE OCCULT-ROCK DOTATI DI VOCE FEMMINILE. NEL VOSTRO CASO, PERÒ, QUEL RETROGUSTO COLORATO E POETICO DI GRUPPI COME DOOL E JESS AND THE ANCIENT ONES, OPPURE THE DEVIL’S BLOOD, VIENE SOFFOCATO DA UN’OPPRIMENTE CUPEZZA. PERCEPITE IN EFFETTI UN UMORE DECISAMENTE PIÙ NERO E SENZA SPERANZA NEGLI HAUNTED RISPETTO ALLA MAGGIOR PARTE DEI GRUPPI GUIDATI DA UNA CANTANTE?
– La cupezza e l’oscurità sono esiti volontari nella nostra musica e involontari della nostra natura.

QUEL VOLTO CHE SFOCIA IN FIAMMA RAFFIGURATO IN COPERTINA COSA RAPPRESENTA? COME SI LEGA ALLA MUSICA E AI TESTI DI “DAYBURNER”?
– È opera di Deborah Sheedy. Abbiamo scelto questa immagine perché rappresenta appieno il concetto di passaggio da uno stato puramente materico, della carne, delle cose, ad uno stato anti-materico, che non disfa né annulla, ma che fa divenire.

IL VOSTRO DISCO VIENE REGISTRATO IN ITALIA, A CATANIA, QUINDI MASTERIZZATO NEGLI STATI UNITI, A PORTLAND. QUALI CREDETE SIANO STATI I VANTAGGI DI QUESTA SCELTA E CHE SFUMATURE HA DATO AL VOSTRO SUONO IL MASTERING FINALE?
– Volevamo essere compresi come artisti e come persone. Affidarci nuovamente alla professionalità e all’amicizia di Carlo Longo al NuevArte Studio è stata una scelta sgombra da perplessità. Poi volevamo che il sound risuonasse possente senza perdere il mood cupo e nero: la direzione è stata univoca, Brad Boatright.

COSA C’È DI ITALIANO E, PIÙ NELLO SPECIFICO, DI SICILIANO NELLA VOSTRA MUSICA, E QUANTO INVECE DI INTERNAZIONALE?
– Ci sono gli influssi magici dell’Isola e il magma misterico della Signora, il canto delle sirene e i fari, il lamento solitario del viandante e una zolla sul mare. Siamo isolani, siamo un’altra cosa.

I BRANI DI “DAYBURNER” SONO MOLTO LUNGHI E HANNO STRUTTURE E ARRANGIAMENTI GENERALMENTE ABBASTANZA SCARNI, COSÌ CHE BASATE LO SVILUPPO DEI PEZZI ATTORNO A PICCOLE VARIAZIONI NEL RIFFING E NEGLI EFFETTI. COME VIENE CONCEPITA UNA VOSTRA CANZONE? QUALI SONO DI SOLITO GLI SPUNTI DI PARTENZA E COME LAVORATE PER ARRIVARE AL RISULTATO FINALE?
– Tutto ha inizio dai riff generalmente, un guizzo, un’idea proposta in sala, poi si sedimenta il resto. Lo facciamo in maniera naturale e totalmente svincolata da limiti di sorta. Facciamo quello che ci piace, lo armonizziamo e lo arrangiamo.

TRE MEMBRI DELLA FORMAZIONE COLLABORANO CON GLI SCHIZO. PUR ESSENDO IL SUONO DI QUESTO GRUPPO DIAMETRALMENTE OPPOSTO A QUELLO DEGLI HAUNTED, COSA PENSATE ABBIA PORTATO UN’ESPERIENZA DI QUESTO TIPO ALLA BAND?
– Credo solo che ogni esperienza esistenziale influenzi e veicoli la nostra musica, compresa quella degli Schizo per i miei compagni.

GUARDANDO AI TANTI GRUPPI DOOM ITALIANI, PIÙ O MENO RECENTI, CHI CREDETE VI ASSOMIGLI DI PIÙ E QUAL È QUELLO CHE AMMIRATE MAGGIORMENTE?
– Tendiamo a proiettarci in una dimensione altra, che non è fatta di somiglianze, anzi esattamente l’opposto.

COSA SIGNIFICA PER VOI SUONARE DOOM? COS’HA DI SPECIALE QUESTO TIPO DI MUSICA?
– Il doom metal restituisce alla nostra capacità creativa ed emotiva il suono ‘giusto’. Le tinte nere, lo spettro orrorifico e la possibilità di dilatare il tempo.

NEL 2017 AVETE AVUTO LA POSSIBILITÀ DI METTERVI IN LUCE ALL’ESTERO, CON L’APPARIZIONE A UN FESTIVAL DI PRESTIGIO COME L’EINDHOVEN METAL MEETING. COSA VI HA LASCIATO QUELL’ESPERIENZA? CHE PROGRAMMI AVETE SUL FRONTE LIVE?
– Abbiamo esperito un approccio internazionale alla musica sia back che front stage; possibilità di confronto con un pubblico maturo e aperto. Stiamo lavorando affinché presto potremo tornare on the road.

 

0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.