HEAD OF THE DEMON – Inghiottiti negli Inferi

Pubblicato il 24/10/2016 da

Una parte della scena metal internazionale si evolve e guarda al future, divorando suoni, tematiche, concetti, schemi provenienti da ecosistemi diversi ed elaborandone una propria personale interpretazione. Altrove, c’è chi rifugge la spinta al domani e preferisce guardarsi indietro, arretrando nel proprio periodo temporale di riferimento preferito, avulso da quasi tutto quello che gli accade attorno. Se il rimestare nel cosiddetto old-school, fra death, black, doom ed heavy metal puro, è tuttavia esercizio piuttosto diffuso, c’è poi chi si sente a disagio anche in questa minoranza e vuole correre da solo. Nell’ombra, alle sue regole, quasi scorbutico e refrattario a dare qualsiasi appiglio a un ascolto disimpegnato. È il caso degli svedesi Head Of The Demon, che nel 2016 hanno bissato il buon esordio omonimo con un ponderoso ricettacolo di ritualismi fumosi e manifestazioni del maligno che risponde al nome di “Sathanas Trismegistos”. Un album che guarda con favore all’operato più introverso di Tom Gabriel Fischer – per quanto i Nostri non lo dichiarino apertamente – e richiama il dark sound italiano, evocando le lezioni di The Black e Mortuary Drape. Un oggetto raro, che spicca per gli unici riflessi nerastri emanati e non dà adito a paragoni con altre coeve realtà del settore. In questi casi, urge sempre ricercare informazioni per capire meglio quanto ci passa dalle orecchie, così abbiamo contattato la band per saperne di più. E questo è il risultato della nostra ‘indagine’.

head-of-the-demon-immagine-band-intervista-2016

GLI HEAD OF THE DEMON POSSEGGONO UN SUONO ABBASTANZA STRANO, CHE SEMBRA ARRIVARE DA UNA DIMENSIONE ANTICA: MI PARE RISENTA DI UNA FORTE INFLUENZA DI CELTIC FROST, TRIPTYKON, THE BLACK E MORTUARY DRAPE, CON UN ACCENTO MARCATO SUL CLASSIC DOOM E IL PROTO-BLACK METAL. COME DESCRIVERESTI IL VOSTRO SUONO A CHI NON VI CONOSCE?
“Da un certo punto di vista sei nel giusto quando descrivi la nostra musica. Sono arrivato alla conclusione che la maggior parte delle persone proiettino un proprio personale spettro di influenze in quello che facciamo. Quindi in parte hai ragione, in parte no. Io definisco il nostro stile ‘deadly black doom’, in mancanza di una terminologia migliore a disposizione. Riassume bene quello che siamo”.

LE VOSTRE CANZONI SONO COSTRUITE ATTORNO A POCHI RIFF E TENDONO AD AVERE UNO SVILUPPO CIRCOLARE, TRAMITE L’OSSESSIVA RIPETIZIONE DI ATMOSFERE OSCURE E SINISTRE. CHE COSA INTENDETE EVOCARE CON LA VOSTRA MUSICA?
“Scriviamo la nostra musica in maniera non molto dissimile da chi si occupa di musica classica, soundtrack, creazione di temi sonori, che per loro natura sono ripetitivi e di solito creano un feeling ipnotico nell’ascoltatore. Nessuno dei nostri pezzi è molto ‘pensato’, non usiamo granché la ragione e l’analisi nella creazione delle tracce. Ci immaginiamo cosa dovrebbe produrre la canzone in termini di atmosfera, aggressione e via dicendo; a quel punto, si tratta di seguirla e arrivare a un risultato finale che ci soddisfi. Non vogliamo evocare nulla in particolare, al di là di quello che le menti dietro gli Head Of The Demon vogliono far sì che scaturisca dalla musica. La nostra volontà traccia il cammino, a volte è facile seguirlo, altre molto più complicato, l’importante è che alla fine riusciamo a rendere giustizia alle idee che hanno portato al concepimento di un determinato brano”.

HO APPREZZATO LA PRODUZIONE DI “SATHANAS TRISMEGISTOS”: AVETE OTTENUTO UN SUONO NATURALE, CHE CATTURA L’ATMOSFERA OPPRIMENTE E LA MALIGNITÀ INTRISA NELLA VOSTRA MUSICA, SENZA ECCEDERE NELL’IMPATTO E NELLA PESANTEZZA. QUAL È IL TUO GIUDIZIO SUL SOUND DEL VOSTRO SECONDO ALBUM?
“Siamo soddisfatti della resa sonora, abbiamo registrato l’album completamente live dal lato strumentale e abbiamo aggiunto la voce solo in un secondo momento. Ciò ha comportato quel feeling ‘naturale’ di cui ci parli nella domanda. Inoltre, abbiamo utilizzato apparecchiature analogiche, seguendo quindi metodiche decisamente old-school rispetto a come si registrano normalmente i dischi oggigiorno. Ma a noi questo modo di lavorare piace e ritengo che anche in futuro procederemo su questa strada”.

SONO CONVINTO CHE RIMANIATE IN MEZZO A PIÙ GENERI, SENZA POTER ESSERE ASSOCIATI IMMEDIATAMENTE AD UNO IN PARTICOLARE. DA DOVE DERIVA QUESTO VOSTRO SINGOLARE GUSTO METAL, CHE VI CONSENTE DI RESTARE DISTANTI DA DEFINIZIONI PRECISE E PUNTUALI?
“La ragione principale per questo nostra capacità di essere non catalogabili va rintracciata nella mancanza di regole quando si tratta di dare sfogo alla nostra creatività. Se ci viene in mente un’idea riconducibile al prog, al metal, al jazz, all’elettronica, alla musica classica o altro ancora, l’unico criterio valido per capire la sua utilità è comprendere se si adatti ai nostri scopi artistici. In una prospettiva più ampia, tutti noi nella band siamo ascoltatori dai gusti molto ampi e questa nostra sensibilità va a confluire nel vascello da noi chiamato Head Of The Demon”.

SE DOVESSI UTILIZZARE UNA SOLA PAROLA PER DEFINIRE LA VOSTRA PROPOSTA, QUESTA SAREBBE ‘CALMA’, PERCHÉ  I VOSTRI BRANI SCORRONO SENZA GRANDI SCOSSONI O MUTAMENTI, ENTRANDO NELLA TESTA DI CHI LI ASCOLTA POCO PER VOLTA. QUALI SONO LE EMOZIONI CHE PROVATE SENTENDO LA MUSICA DEGLI HEAD OF THE DEMON? QUALE STATO MENTALE ASSOCIATE A QUANTO ANDATE SUONANDO?
“Se dovessi associare una sola parola a quello che facciamo, credo che ‘solitudine’ sarebbe il termine più indicato. Questa è la condizione nella quale puoi apprezzare meglio quello che suoniamo. So che le nostre canzoni si prestano ad essere ascoltate con attenzione, la nostra non è ‘party music’, per quanto tu potresti anche metterla in sottofondo a una festa e godertela lo stesso. Ma se vuoi comprenderla al meglio, immergerti in essa e arrivare ad assaporarla nel modo in cui l’avevamo intesa noi quando l’abbiamo creata, allora dovresti mettere su i nostri album a tarda notte, o in circostanze simili”.

LE PRECEDENTI ESPERIENZE ARTISTICHE COME HANNO INFLUENZATO QUELLO CHE STATE FACENDO ADESSO? IN PARTICOLARE, VOLEVO SAPERE QUANTO ABBIA PESATO LA MILITANZA IN PASSATO DI KONSTANTIN NEI SATURNALIA TEMPLE E QUELLA DI JOHANNES NEI MORTUUS, DUE BAND CHE SEMBRANO AVERE QUALCHE PUNTO IN COMUNE CON VOI.
“Non è mi è semplice risponderti perché non sono abituato a vedere le cose in una maniera così analitica. Però può essere, probabilmente il lavoro svolto nella band in cui abbiamo militato si è in qualche misura insinuato nell’attuale percorso artistico. Ma ciò si applica in generale alla maggior parte degli artisti e alle persone creative in genere. Ognuno impara qualcosa quando cresce e le nuove nozioni contribuiscono a delineare come un individuo agisce, ragiona e crea”.

LA VOSTRA ICONOGRAFIA E LE VOSTRE LYRICS SEMBRANO PRENDERE ORIGINE DA ANTICHI CULTI E SIMBOLISMI OCCULTI. PUOI SPIEGARCI QUALCOSA SUL SIGNIFICATO DI ARTWORK E TESTI? PER QUESTI ULTIMI, OSSERVIAMO CHE SEGUONO LA STESSA CICLICITÀ DELLA MUSICA, CON L’USO DI FORMULE RECITATIVE RIPETUTE IN MODO OSSESSIVO. COSA PUOI DIRCI SULLA LORO IDEAZIONE?
“Si può sostenere che sia il debut che ‘Sathanas Trismegistos’ siano album tematici. L’artwork in entrambi i casi svolge la funzione di dare una rappresentazione visuale a quello che noi stessi vorremmo che la musica evocasse. Per ‘Sathanas Trismegistos’ abbiamo utilizzato un’illustrazione di Cornelius Galle (1576-1650), presa da un’antica edizione della Divina Commedia. Raffigura Satana al centro del pianeta, intento a divorare i peggiori peccatori nei gironi più bassi dell’Inferno. Come per i testi, considero le voci negli Head Of The Demon uno strumento come tutti gli altri. Per questo le parole devono avere soprattutto la funzione di integrarsi bene con quanto viene suonato, da qui la ragione di avere testi brevi e ripetitivi”.

SIETE CONSAPEVOLI DELL’UNICITÀ DEGLI HEAD OF THE DEMON RISPETTO ALLA MAGGIOR PARTE DELLE BAND APPARTENENTI ALLA MODERNA SCENA EXTREME METAL? È PER VOI RAGIONE DI ORGOGLIO OPPURE UN PROBLEMA, PER LA MAGGIORE DIFFICOLTÀ DA PARTE DELL’AUDIENCE DI COMPRENDERVI PIENAMENTE?
“Se ho capito bene la tua domanda, ti rispondo che è una condizione che ci piace, quella di essere un po’ un caso a parte nella scena metal. Penso che le persone rimangano genuinamente sorprese quando ci ascoltano per la prima volta. Quando gli piacciamo, ovviamente. E se succede, è perché incontriamo davvero i loro gusti e ciò è sempre lusinghiero”.

NELLO SPAZIO TEMPORALE FRA IL PRIMO E IL SECONDO FULL-LENGTH AVETE PENSATO DI APPORTARE MODIFICHE ALLA VOSTRA PROPOSTA? AVETE IPOTIZZATO DI EVOLVERVI OPPURE AVETE SOLO CERCATO DI SUONARE SECONDO IL MEDESIMO STILE DI “HEAD OF THE DEMON”?
“Nessun cambiamento di rilievo, a parte l’aver completato la line-up. L’impronta dei nuovi membri credo si senta sia su disco che nelle performance dal vivo. Sul piano stilistico, abbiamo soltanto deciso di abbandonare le tematiche lovecraftiane. Altre modifiche non ve ne sono state”.

VI HO VISTO LIVE DURANTE L’UNCONQUERED DARKNESS. DAL VIVO RIUSCITE AD ARRICCHIRE LE CANZONI DI UN APPROCCIO PIÙ PESANTE, CHE NON SNATURA COMUNQUE L’ESSENZA DEI SINGOLI BRANI. SIETE SODDISFATTI DELL’ESIBIZIONE DI DUBLINO? PENSATE CHE IN GENERALE LA VOSTRA MUSICA RIESCA A SUSCITARE DELLE VIBRAZIONI FORTI E SIA BEN RECEPITA IN UN CONTESTO LIVE?
“Siamo molto contenti della data di Dublino. Ci ha solo creato un pizzico di disagio il cambio palco molto ristretto nei tempi, avevamo circa quindici minuti di tempo per prepararci e un minutaggio così contenuto non ci ha consentito di ‘entrare’ del tutto nell’atmosfera del concerto. Ma questa situazione l’hanno vissuta tutte le band che hanno partecipato all’Unconquered Darkness, quindi non abbiamo alcun motivo di lamentarci. La nostra prestazione è stata buona e anche il riscontro da parte del pubblico ci ha soddisfatto. Quando suoniamo sembra che la musica assuma una vita propria ed elevi spiritualmente sia noi musicisti, sia coloro che ci stanno ascoltando in quel momento”.

QUALE TIPOLOGIA DI METAL GRADITE PARTICOLARMENTE IN QUESTO PERIODO? QUALI SONO LE BAND PIÙ INTERESSANTI CHE SECONDO VOI SONO EMERSE DALL’UNDERGROUND NEGLI ULTIMI ANNI?
“Personalmente mi oriento su sonorità abbastanza tradizionali e questa scelta si applica sia al metal che ad altri tipi di musica. Per quanto riguarda gruppi ‘nuovi’, mi hanno colpito recentemente Howls Of Ebb e Reveal”.

0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.