HEARSE – Il ritorno di Johan Liiva

Pubblicato il 27/04/2003 da


Dalla Svezia con furore! Gli Hearse entrano di diritto a far parte della rinomata scena melodic-death tanto in voga in questi ultimi anni, e comprendente una miriade di band originarie del paese nordico. Aiutato in parte, almeno a livello di nomea, dalla presenza dell’ex cantante degli Arch Enemy Johan Liiva, il gruppo ha esordito per l’etichetta Hammerheart con “Dominion Reptilian”, disco caratterizzato da sane dosi di melodia, unite ad ottimi virtuosismi e aggressività espressa senza remora alcuna. L’intervista che segue è il frutto della disponibilità e della simpatia di Max Thornell, leader e principale songwriter degli Hearse, padre di questa interessante creatura che non va a saturare il mercato già ricco di questo genere di proposte, ma che tenta invece di migliorarlo. Da notare la curiosa passione mostrata da Max per alcune vecchie punkband italiane, un vero e proprio culto underground!


CON QUALI PAROLE PRESENTERESTI LA TUA BAND AL PUBBLICO ITALIANO?
“Morte, Paura! Disperato ma vivo! Finirà mai? Disperazione, Negazione! Scusa, ma non riesco a fermarmi! A parte gli scherzi, noi siamo gli Hearse e proveniamo da Stoccolma, la capitale svedese. Ci siamo formati ad inizio 2001, se ricordo bene. Avevo pronta una manciata di canzoni che proprio non andavano bene per la mia altra band, i Satanarchy, più orientata verso un mix di sonorità care a ‘vecchi eroi’ quali Venom, Discharge, Motorhead e Slayer. E quindi che fare? Ovvio: creare un’altra band! Come se non ce ne fossero abbastanza, no? Ora abbiamo appena pubblicato il nostro debut-album ‘Dominion Reptilian’, nei negozi affinché voi ci possiate mettere le mani sopra!”.

MAX, PUOI DIRCI QUALCOSA RIGUARDO ALLA NASCITA DEL PROGETTO HEARSE?
“Dunque, dopo che ebbi deciso di formare un nuovo gruppo, contattai il mio vecchio amico Johan (Liiva, ndr). A quel tempo aveva appena lasciato gli Arch Enemy e, sicuramente, aveva bisogno di poter svuotare di nuovo i suoi polmoni! Poi chiamai un mio vecchio collega, Mattias Ljung, conosciuto in una scuola per la quale lavoravo. Avevamo già suonato diverse volte insieme, per cui ero al corrente della sua abilità alla chitarra, anche a quella classica/acustica. Infine, non essendosi mai interessato al metallo estremo, ho pensato bene che fosse giunta per lui ora di farlo!”.

DOPO COSI’ TANTI ANNI TU E JOHAN AVETE RIPRESO A SUONARE ASSIEME. QUAL E’ STATO IL FEELING?
“E’ stato grandioso! Come è grandioso che Johan sia di nuovo in pista. Non suonavamo più insieme dallo split dei Furbowl, avvenuto nel 1994. Allora io mi spostai a Stoccolma e lui nel sud della Svezia. Non ci furono attriti dopo la separazione, rimanemmo buoni amici. E’ stato normale, essendo noi cresciuti insieme e avendo formato la nostra prima band nel 1984. Il fatto di tornare a suonare con Johan penso fosse solo questione di tempo”.

LA VOSTRA LABEL E’ LA HAMMERHEART. SIETE SODDISFATTI DELLA PROMOZIONE DATA A “DOMINION REPTILIAN”?
“Dunque, ultimamente ero davvero maldisposto verso le case discografiche perché sembra sempre che riescano a deluderti tutte le volte. L’esperienza con la MNW (la più importante label indipendente svedese) è stata la cosa peggiore mai capitatami! La mia band di quei tempi dovette sopportarne parecchie, a causa delle inadempienze dell’etichetta. Potrei andare avanti per ore…oppure dovrei scrivere un libro! Ora non ho grandi aspettative, in verità. Ma devo dire che fin’ora la Hammerheart ha svolto un ottimo lavoro! E non potrei essere più soddisfatto di così!”.

“DOMINION REPTILIAN” E’ UN PERFETTO ESEMPIO DI DEATH MELODICO DI STAMPO SVEDESE. CONSIDERI GLI HEARSE PARTE DI QUESTA SCENA OPPURE QUALCOSA DI PIU’?
“Ad essere onesti, non so a quale scena apparteniamo e non dò grossa importanza a questo aspetto. Di solito devo rispondere a domande che riguardano band a cui noi veniamo comparati, e mi trovo molto in imbarazzo, poiché succede spesso che io non abbia mai sentito il gruppo in questione. E’ successo con i Soilwork…e io non avevo la minima idea di chi fossero! (ride, ndr) Be’, ora lo so. Suppongo di essere rimasto troppo ancorato al periodo dell’esplosione del death metal, fine anni ‘80/inizio anni ’90…”.

HO TROVATO SIMILITUDINI FRA VOI E GLI ARCH ENEMY (SOPRATTUTTO DEL PERIODO “BURNING BRIDGES”). LA PASSATA MILITANZA DI JOHAN IN TALE BAND POTREBBE AVER INFLUENZATO IL VOSTRO SONGWRITING?
“No, non penso che Johan possa essere la causa di questa tua impressione. E’ chiaro, c’è la sua voce ma a comporre quasi tutta la musica siamo io e Mattias, per cui non credo che lui abbia influito più di tanto. Inoltre, sono certo che nessuno avrebbe menzionato gli Arch Enemy se Johan non ne avesse fatto parte. In più, Mattias non li ha mai ascoltati e credo che conosca solo una loro canzone; non si è mai interessato alla musica heavy. D’altra parte, mi va benissimo essere accostati agli Arch Enemy: è un gruppo fantastico che apprezzo molto!”.

TUTTI I MEMBRI DEGLI HEARSE HANNO SUONATO LA CHITARRA SUL DISCO. COME VI SIETE DIVISI IL LAVORO?
“Mattias ha fatto praticamente tutto, dato che io sono un pessimo chitarrista. Il fatto è che di base sono un batterista ma, avendo composto quasi tutti i riff, li ho voluti pure suonare, quindi anche qualcosa di mio è stato registrato. Mattias poi ha pulito e coperto ogni mio errore (ride, ndr)! Johan, invece, ha suonato il violino per anni e ha contribuito solo in parte”.

PUOI DESCRIVERE COME NASCE, DI SOLITO, UN VOSTRO BRANO?
“Mmm…sembrerà strano, ma le canzoni nascono nella mia testa mentre porto a spasso il cane: quando sono fuori con Konrad (il mio segugio satanico), mi vengono moltissime idee. Poi, come una gazzella, devo correre in fretta a casa e registrare il tutto, prima di dimenticarlo. In seguito, passo il lavoro a Mattias, dicendogli di aggiungere agganci, assoli e tutto il resto. Infine, è la volta di Johan che interviene con i testi, pronto a sputar sangue!”.

PENSATE CI SIA UNA CANZONE CHE, MEGLIO FRA TUTTE, RAPPRESENTI L’ALBUM?
“Ritengo il singolo ‘Torch’ un perfetto esempio di canzone rappresentativa”.

CHI E’ IL “RETTILE CHE DOMINA”?
“Il titolo dell’album identifica un mondo totalmente impazzito. Il dominio è il nostro mondo e i rettili sono le forze maligne che prendono il sopravvento, siano esse i politici (qui cita il leader di un noto e discusso partito francese, ndr), il fascismo, il razzismo, la stupidità, ecc. ecc.”.

COSA PUOI DIRCI DEI TESTI? C’E’ UNA SORTA DI CONCEPT ALLA BASE (FORSE UN RACCONTO FANTASCIENTIFICO)?
“Le lyrics trattano di tutto ciò che ruota attorno alla vita e alla morte, all’odio e all’amor perduto, parlano di alti e bassi,  di prosciutto e formaggio, guerra e pace, ecc. ecc.. Sebbene, nel presente, risulti essere più difficile cogliere l’ispirazione rispetto a 5-10 anni fa, il contenuto dei testi potrebbe riguardare QUALSIASI argomento passi per la testa”.

QUAL E’ LA TUA OPINIONE SULL’ATTUALE DEATH METAL SCENE MONDIALE? APPREZZI QUALCOSA DI NUOVO IN PARTICOLARE?
“Ti dirò la verità: in un certo senso, io vivo ancora nel passato…quando la scena death vide la luce. Non ho comprato dischi per anni. Di solito ascolto le compilation allegate alle riviste, ma non sento il bisogno di procurarmi poi l’intero album. Sono soddisfatto con quel paio di canzoni. Però acquisto ancora i dischi dei vecchi e buoni gruppi: Entombed, Dismember, Napalm Death. E poi adoro gli Arch Enemy. Ho anche comprato l’ultimo Cannibal Corpse e penso di essere l’unico a credere che siano migliorati dopo il cambio di vocalist! Comunque, preferisco di gran lunga le band storiche quali Carcass, Morbid Angel, Terrorizer, Brutal Truth, Suffocation”.

AVETE GIA’ IN PROGRAMMA CONCERTI PER SUPPORTARE L’ALBUM?
“No, non abbiamo ancora date in programma. Ci hanno offerto un paio di show ma, sfortunatamente, non se n’è fatto niente. Vedremo ciò che accadrà. Sarebbe bellissimo fare qualche concerto!”.

OK, GRAZIE PER L’INTERVISTA! AVETE UN PENSIERO FINALE PER I VOSTRI FAN ITALIANI?
“Conosco alcune vecchie punkband italiane davvero terrificanti! Se non le conoscete, informatevi! Parlo dei Wretched, dei Raw Power (grandi!!!, ndr), dei Negazione…ho pubblicato qualche tempo fa un singolo 7” con il monicker Morte Paura. Tutti i testi sono in italiano e alcuni dei titoli sono ‘Viva Italia’, ‘Gelato…Adesso!’, ‘Non E’ La Tua Guerra’. Voleva essere una sorta di tributo alla vostra storica scena punk. Mai Finire! Grazie mille per il vostro interesse nei confronti degli Hearse. L’ho davvero apprezzato! Saluti!”.

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