HEARSE – Oltre il death melodico?

Pubblicato il 10/07/2004 da


Hearse, capitolo 2: secondo disco per il blasonato death-trio svedese, seconda recensione ad opera del sottoscritto e seconda doverosa intervista ai membri della band! L’originale e simpatico Max Thornell, batterista/bassista/chitarrista e vero leader del combo scandinavo, si è dimostrato ancora una volta particolarmente attento, ispirato e mattacchione, nel rispondere alle domande a lui rivolte…rendendo la sua creatura ancor più atipica ed interessante. A fare da contorno, non sono mancati interventi di Johan Liiva e Mattias Ljung, gli altri due componenti degli Hearse, per uno spigliato botta-e-risposta informatico, avvenuto proprio a ridosso dell’incontro di calcio Italia-Svezia, il quale credo sappiate più o meno tutti com’è andato a finire…E quindi, appunto, interrompiamo il collegamento dallo studio e trasferiamoci direttamente sul campo da gioco per le ultime indiscrezioni: qui Metalitalia, a voi Hearse!


CIAO RAGAZZI! A DISTANZA DI APPENA UN ANNO, SIETE DI NUOVO SULLE PAGINE WEB DI METALITALIA.COM…E CHE NE DITE, TANTO PER COMINCIARE, DI DARE PROPRIO UNO SGUARDO INDIETRO AL VOSTRO PRECEDENTE ALBUM, “DOMINION REPTILIAN”? LO CONSIDERATE UN DISCO DI SUCCESSO?
MAX: “Mi spiace per te, ma sono costretto a rinnegare tutto quello che dici! Quell’intervista non c’è mai stata e l’album di cui parli noi non l’abbiamo mai registrato… Assolutamente no! Probabilmente, sarà stato concepito da una delle tante band schifose che circolano oggigiorno. Eppure, a quanto ne so, quel ‘discaccio’ sembra aver avuto buonissimi responsi: la gente è proprio fuori di testa! (appunto…, nda)”.

EHM, SI’…COSA VI HA SPINTO A PUBBLICARE UN NUOVO ALBUM COSI’ RAVVICINATO AL PRIMO?
MAX: “Be’, molto semplicemente: avevamo pronte parecchie song. Inoltre, mi piace molto l’idea di pubblicare un disco all’anno! Di questi tempi, è un fatto che accade piuttosto di rado…non ci sono molte band che riescono ad essere produttive annualmente. Se invece guardiamo al passato, ad esempio durante i Seventies, era più che lecito aspettarsi dagli eroi musicali preferiti un album ogni 365 giorni…basta ricordare i Kiss…”.

ENTRIAMO IN ARGOMENTO “ARMAGEDDON, MON AMOUR”, ALLORA: A MIO AVVISO E’ UN NOTEVOLE PASSO IN AVANTI E UN GROSSO MIGLIORAMENTO RISPETTO A “DOMINION REPTILIAN”. COM’E’ NATO IL DISCO? E COSA AVETE MODIFICATO NEL SONGWRITING?
MAX: “Dunque, credo che non sia cambiato assolutamente nulla nel nostro approccio alla composizione, almeno a livello conscio. Quando creo musica, io tendo a non pianificare: suono e tutto quello che viene fuori è ben accetto. Idem dicasi per Johan e Mattias, per cui posso affermare che gli Hearse non si danno limitazioni di alcuna sorta. Se riteniamo che nel mood del brano vada bene un assolo di marimba, lo mettiamo tranquillamente. Detto questo, devo aggiungere che questa volta abbiamo ottenuto realmente ciò che volevamo, soprattutto in termini di suono. Mi sarebbe piaciuto avere un sound organico, naturale e dolcemente ruvido…e direi che ci siamo avvicinati molto a questo obiettivo”.

L’ALBUM E’ MOLTO VARIO ED IMPREVEDIBILE; CI SONO UN SACCO DI TROVATE CARINE E IDEE AZZECCATE, A VOLTE VERSO IL ROCK, A VOLTE VERSO IL BLACK. DA DOVE SPUNTANO FUORI QUESTE SORPRESE?
MAX: “Il fatto è che io (ma parlo anche riferendomi agli altri) non mi sono mai detto ‘ok, adesso scrivo una death metal song’. Se facessi così, mi annoierei a morte, onestamente parlando. Tutti noi ascoltiamo una vasta gamma di diversi generi musicali e suppongo che qualcosina di ognuno di essi si rifletta inevitabilmente sulla musica degli Hearse. Musica che a me piace groovy, con un’attitudine stradaiola e rock’n’roll…insomma, totalmente all’opposto di quello che fanno i Cannibal Corpse (ride, nda)! Ma non fraintendermi: i Cannibal Corpse sono una grande band, non sia mai! Solo che il mio modo di comporre ed interpretare le song va totalmente a scontrarsi con quello di tale band…l’esempio calza alla perfezione”.

UNA DELLE COSE CHE PIU’ MI HA COLPITO E’ STATO L’INDURIMENTO DELLA PRODUZIONE. NON ERAVATE SODDISFATTI DI QUELLA DI “DOMINIAN REPTILIAN”?
MAX: “Come ti dicevo prima, volevo un suono naturale ed organico. Non sono un grande amante delle produzioni moderne, ultra-pulite, che oggi sembrano essere così popolari. Il nostro debutto era un po’ troppo…uhm…be’, io adoro i Venom, è una delle mie band preferite, però quella dei loro lavori non è proprio la produzione che vorrei avere su un mio disco! Comunque sia, credo che su ‘Armageddon, Mon Amour’ si riesca a trovare tutta l’energia che mancava a ‘Dominion Reptilian’!”.

AVETE SUONATO TUTTI, COME VOSTRO SOLITO, PIU’ DI UNO STRUMENTO IN FASE DI REGISTRAZIONE? COME VI SIETE DIVISI IL MATERIALE DA METTERE SU NASTRO?
MAX: “Allora, in questo disco io mi sono occupato delle parti di batteria, che è il mio primo strumento, di basso e di alcune ritmiche di chitarra. Mattias si è sobbarcato tutte le parti soliste alla sei-corde e la maggior parte delle ritmiche. Infine, Johan si è limitato, per quel poco che sa fare (ride, nda), ad urlare i suoi testi. Sarà curioso scoprire come andranno le cose per il prossimo album…Johan potrebbe sedersi dietro le pelli e magari io starò lì a consumarmi i polmoni!”.

SO CHE JOHAN HA SCELTO DI ABBANDONARE I NON-EXIST, IN MODO DA CONCENTRARSI UNICAMENTE SUGLI HEARSE. CHE MI DITE A RIGUARDO?
MAX: “Suppongo sentisse la necessità di dare priorità, in quanto il portare avanti due progetti, in questo momento, a lui non conviene. Sul fatto che abbia scelto gli Hearse, be’, c’è poco da spiegare: Johan sa benissimo che io e Mattias da giovani eravamo promettenti wrestler, per cui credo proprio si sia spaventato di fronte alle nostre minacce, optando così di rimanere con noi… No, parlando seriamente: io e Johan ci conosciamo da vent’anni e la nostra lunga amicizia ha certamente influito sulla sua scelta di abbandonare i Non-Exist”.

MI SONO PIACIUTI DAVVERO TANTO GLI INTERMEZZI STRUMENTALI E LA COVER DI KIM WILDE, “CAMBODIA”; VI VA DI PARLARCI DI QUALCHE SINGOLO BRANO?
MAX: “Allora, fra gli strumentali la mia preferita è ‘Ticket To Devastation’, una delle track migliori di tutto il disco…è semplicissima, praticamente è composta da un solo riff, ma rende veramente bene! Per quel che riguarda la cover: Kim Wilde è uno dei miei vecchi miti e ‘Cambodia’ una splendida canzone, quindi è stato facilissimo sceglierla per reinterpretarla. Una song che vorrei segnalare è invece ‘Crops Of Waste’, giusto per il suo essere leggermente differente: quando eravamo in fase di composizione, mi sovvenivano alla mente sempre i The Pixies…alla fine devo dire che è uscita un attimino più pesante, però, rispetto al sound dei The Pixies (ride, nda)”.

COME MAI AVETE SCELTO UN TITOLO COSI’ IRONICO? E, LASCIATE MI TOLGA UNA CURIOSITA’, COSA DIAMINE VUOL DIRE “SODI”?
MAX: “Il titolo si ispira al libro/film ‘Hiroshima Mon Amour’. Johan ha solo cambiato le parole. Credo sia una dicitura che ben esprime ciò che il mondo è attualmente diventato. Ci stiamo decisamente avvicinando alla fine e nessuno sembra dare importanza al continuo peggiorare della situazione. Al contrario, la gente sembra ambire proprio a questo”.
MATTIAS: “’Sodi’ è solamente il nome di una donna incredibilmente bella. La personificazione della frase ‘uno sguardo che uccide’ (no, purtroppo o per fortuna, non è la mia ragazza e neanche mia madre)”.

COSA RAPPRESENTA L’IMMAGINE PRESENTE ALL’INTERNO DEL BOOKLET (UNA MONTAGNA SCALATA DA STRANE FIGURE CHE FALLISCONO NEL TENTATIVO)? QUALCHE ISPIRAZIONE DAL “PURGATORIO” DI DANTE?
MAX: “Mah, la scena, che poi termina nella cover, dove è raffigurato Dio, può essere considerata a tutti gli effetti come anti-religiosa. Le figure stanno cercando di avvicinarsi al Signore, ma, nel loro cammino, vengono bruciate e fatte cadere, proprio dal Potere divino; l’idea ci è venuta dopo aver scritto la prima canzone, ‘Mountain Of The Solar Eclipse’, ed è un’ottima idea!”.

OK, PARLIAMO UN PO’ DELLE LYRICS: DOVE SIETE ANDATI A PARARE QUESTA VOLTA?
JOHAN: “I testi parlano principalmente di Vita e di Morte; la sofferenza e le tribolazioni che la nostra esistenza genera; stati d’animo, variazioni d’umore; qualche volta con lievi accenni politici. La mia basilare fonte d’ispirazione è la quotidianità…notizie prese dalla televisione, sogni, illusioni, delusioni d’amore…la lista potrebbe andare avanti per molto. Mi piace scrivere di tutto”.

LA VOLTA SCORSA, MAX MI DISSE CHE MATTIAS NON ERA UN GRANDISSIMO FAN DI HEAVY METAL. ORA COME VANNO LE COSE?
MATTIAS: “(ride, nda) Devo ammettere che ora ascolto molto più metal di quanto ero solito fare. Mi sto documentando parecchio sul metal dei primi anni ’80 e su quello più datato, ma credo proprio che il mio trascorrere tempo assieme agli Hearse mi stia portando ad una maggiore ‘tolleranza’ anche verso le sonorità più pesanti (così si fa!, nda)”.

AVETE IN PROGRAMMA TOUR DI PROMOZIONE AL NUOVO ALBUM, DATO CHE ORA SIETE TUTTI DISPONIBILI E IL MATERIALE L’AVETE?
MAX: “Eh sì, direi che è proprio giunto il momento! Abbiamo all’attivo due album e ancora nessuna data! Non va affatto bene… Per cui, a settembre andremo in Olanda e Belgio per un paio di show…e sicuramente spaccheremo! Suoneremo con Dismember, Callenish Circle e Occult: un ottimo pacchetto!”.

NON SO SE SIETE APPASSIONATI DI CALCIO, MA SAPRETE SICURAMENTE CHE DI RECENTE C’E’ STATA LA PARTITA ITALIA-SVEZIA, VALIDA PER I CAMPIONATI EUROPEI…COME L’AVETE VISSUTA? (IN REALTA’ LA DOMANDA E’ AVVENUTA PRIMA DEL MATCH, MENTRE LA RISPOSTA E’ GIUNTA DOPO…FATE UN PO’ VOI)
MAX: “Ahia, mi spiace comunicarti di non essere particolarmente interessato al calcio…aspetta, però, non sono un eremita (ride, nda), so che cosa è successo…quel gol di Ibrahimovic è stato semplicemente fantastico, non trovi? La mia ragazza, che è super-tifosa, ha incominciato a strillare come una pazza, facendomi accorrere alla TV…ed infatti, è stato un gol incredibile (e va be’, lasciamoli sfogare…, nda). Però, in tutta onestà, molti mi hanno detto che l’Italia ha giocato meglio della Svezia e che meritava la vittoria. Peccato per voi”.

BENE, VI RINGRAZIO PER LA SIMPATIA E LA DISPONIBILITA’. TERMINATE L’INTERVISTA COME PREFERITE…
MAX: “Innanzitutto, mille grazie per il vostro supporto! A tutti i metalfan italiani dico di ascoltare il nostro nuovo album…è davvero bello! Se poi non lo farete, almeno cercate di riscoprire le vostre grandissime vecchie punk band, quali i Negazione, i Raw Power e i Wretched, per dirne qualcuna. Disperato ma vivo! Finirà mai! (ha concluso l’intervista esattamente come l’altra volta, quest’uomo è malato!, nda)”.

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