HEAVENLY – Intervista a Frédéric Leclercq

Pubblicato il 23/09/2001 da

Da qualche tempo la scena metal francese sta sfornando bands di indubbio valore. Tra i suoi migliori portabandiera di sono gli Heavenly, il cui debutto “Coming From The Sky” ha ricevuto consensi unanimi un po’ ovunque. Forti di una produzione firmata Piet Sielck (Iron Savior) e della partecipazione di Kai Hansen, “Coming From The Sky” è riuscito ad imporre positivamente la propria musica, ma i quattro musicisti francesi non si sono accontentati: per avere un maggior controllo sui pezzi hanno scelto di prodursi da soli il nuovo album e di affidare il missaggio finale a Tommy Hansen, un nome, una garanzia. Evolvendo il loro sound verso lidi più melodici e orchestrali gli Heavenly puntano a conquistarsi di diritto fama e prestigio, chi poi ascolterà il nuovissimo “Sign Of The Winner” capira che le carte in tavola ci sono tutte. La giovane età dei ragzzi fa anche sperare in un ampio margine di miglioramento ed evoluzione, quindi teniamoli d’occhio perché in un futuro prossimo potrebbe scappare il colpaccio vincente! Nel frattempo leggiamoci le parole del divertentissimo Fred.
PRIMA DI TUTTO, SIETE SODDISFATTI DEI RISULTATI OTTENUTI DA “COMING FROM THE SKY”?
“Sì, siamo sicuramente soddisfatti di come è andato il nostro primo album. Le cifre di vendita che abbiamo parlano di 20.000 copie vendute ed essendo ‘Coming Form The Sky’ il nostro debutto, non potevamo davvero chiedere di più. Riascoltandolo oggi è ovvio che abbiamo trovato alcuni errori di cui all’inizio non ci eravamo accorti, ma sono tutti particolari che con l’esperienza si noteranno sempre meglio e si riuscirà, spero, ad evitare. Rimane comunque il fatto che lo riteniamo un buon album.”

QUALI SONO I MOTIVI CHE VI HANNO PORTATO ALLA SEPARAZIONE DA LAURENT E CHRIS?
“Laurent è stato licenziato dalla band in quanto erano nati problemi personali che col passare del tempo si sono rivelati insormontabili, quindi per il bene degli Heavenly la scelta di allontanarlo è stata praticamente obbligata. Per quanto riguarda Chris il discorso è un po’ diverso: sai, lui non ama molto lo speed metal, ma preferisce sonorità più ‘vecchie’ come l’hard rock. Inoltre Chris ha trentacinque anni, mentre la nostra età media naviga sui 22 – 23 anni. Ci tengo a precisare che siamo in buonissimi rapporti con lui, solo che avevamo due concezioni diverse di far musica, lui pensava in maniera distante dal resto della band, così abbiamo deciso di separarci.”

CI PUOI INTRODURRE I NUOVI MEMBRI DEGLI HEAVENLY?
“Certo, abbiamo Pierre Emanuel (PE) al basso e…io, Fred, alle chitarre. Per ovvi motivi non ti dirò che il nuovo chitarrista è una bomba, starà a te verificarlo ehehe!”

PARLIAMO ORA DEL NUOVO “SIGN OF THE WINNER”.
“Per quanto riguarda le registrazioni delle parti di batteria siamo andati in Danimarca sotto la guida di Tommy Hansen, mentre il resto è stato fatto in tre-quattro mesi qui in Francia. Noi ci siamo accollati la produzione del disco e, a prodotto finito, siamo tornati in Danimarca per farlo missare, in un periodo di due settimane, da Tommy Hansen.”

IL VOSTRO PRECEDENTE LAVORO E’ STATO PRODOTTO DA PIET SIELCK (mente degli Iron Savior, ndJR): COME MAI AVETE OPTATO PER CAMBIARE PRODUTTORE?
“Vedi, Piet è sicuramente un bravo produttore, però non ha permesso alla band di esprimere le proprie idee riguardo al suono e alla direzione musicale dei brani. Gli Heavenly volevano più orchestrazioni nei pezzi e più dinamicità nel cantato che, secondo noi, doveva alternarsi tra l’aggressivo e il soave a seconda del pathos trasmesso dai brani. Piet invece voleva sempre e solo aggressività e potenti cori in pieno stile teutonico, non permettendoci orchestrazioni e inserimento di parti eccessivamente melodiche. Questa volta abbiamo scelto di produrci da soli l’album in quanto crediamo sia l’unico modo per poter avere un controllo totale sulla nostra musica. ‘Sign Of The Winner’ è esattamente ciò che volevamo, e vogliamo tuttora. L’album suona esattamente come lo pensavamo durante le registrazioni.”

A QUESTO PUNTO DEVO CHIEDERTI UN COMMENTO SULL’OPERATO DI TOMMY HANSEN.
“Tommy è un produttore veramente in gamba. Come ti ho detto prima la produzione è stata opera nostra, mentre Tommy si è occupato praticamente solo del missaggio finale. Ci ha dato una mano importantissima nel definire il suono del disco e la sua esperienza con bands del calibro di Helloween o Pretty Maids è sicuramente un elemento a nostro favore. Voglio farti un’anticipazione: se tutto andrà come crediamo, collaboreremo con Tommy Hansen anche per quanto riguarda il nostro prossimo disco, perché siamo rimasti del tutto soddisfatti.”

PARLANDO DI “SIGN OF THE WINNER” DAL PUNTO DI VISTA MUSICALE” COSA MI DICI?
“Dal punto di vista dei testi, la maggior parte di essi parla di cose positive, sono piccole storie che si snodano in diversi argomenti: dal futuro, al destino, agli alieni, alla guerra. Parliamo anche del suicido, ma tutto in un’ottica positiva, non sono canzoni deprimenti, ma semplicemente ottimiste e positive.”

ANCHE DAL PUNTO DI VISTA MUSICALE NON POSSO FARE A MENO DI NOTARE IL VOSTRO MIGLIORAMENTO…
“Sì, sono d’accordo! ‘Sign Of The Winner’ è migliorato come composizioni, come arrangiamenti e come suoni. Il lavoro che abbiamo fatto sulle chitarre è sicuramente migliore rispetto a ‘Coming From The Sky’. Musicalmente parlando il nostro sound risulta più open-minded e orchestrale, influenzato da bands come Angra, Stratovarius e Rhapsody. Il primo disco invece era più ‘teutonico’, in stile Gamma Ray e Helloween.”

PRIMA PARLAVI DEL MIGLIORAMENTO DEL GUITAR-SOUND: IO AGGIUNGO CHE LO STESSO VALE ANCHE PER IL CANTATO!
“Sì, il tour con gli Stratovarius ha fatto bene alla voce di Ben, ma bisogna anche aggiungere che nel primo disco Piet Sielck ha voluto che la voce fosse simile alla sua negli Iron Savior, quindi non pulitissima e aggressiva. Ora abbiamo avuto modo di esprimerci al meglio in maniera personale.”

IN QUESTO ALBUM CI SONO OSPITI DI RILIEVO?
“Sì, c’è Alex dei Silent Force che suona un paio di assoli in due brani. Speravamo di avere più ospiti sul disco, abbiamo contattato i chitarristi degli Iron Maiden, Timo Tolkki degli Stratovarius e Luca Turilli dei Rhapsody, ma tutti erano occupati o concentrati nei lavori delle loro bands.”

PERCHE’, IN MEZZO AD UNA SCENA POWER METAL COSI’ SATURA, QUALCUNO DOVREBBE COMPRARE IL VOSTRO CD?
“Beh, prima di tutto perché vogliamo guadagnare tanti soldi ahahah! Seriamente parlando credo che in ‘Sign Of The Winner’ si possano trovare le parti migliori delle più grandi power metal bands in circolazione. Abbiamo preso il meglio degli Angra, il meglio di Stratovarius, Helloween e Rhapsody, aggiungendoci poi le nostre idee e il nostro tocco personale. Facendo un tutt’uno di questi componenti, abbiamo dato vita al nostro album e credo sia un buon prodotto.”

COME E’ MESSA LA SCENA METAL FRANCESE?
“Ci sono alcune band valide, come i Dyslesia o i Dreamchild, ma l’importante è che la scena in generale sta crescendo. Tempo fa c’erano molti pregiudizi sui gruppi metal francesi, nessuno avrebbe scommesso su di loro, ma ultimamente la qualità delle proposte si è fatta tale che stiamo avendo molta più considerazione che in passato.”

SIETE UNA DELLE POCHE POWER METAL BANDS CHE NON PARLANO DI DRAGHI O DI “MIGHTY WARRIORS”: NON VI PIACCIONO QUESTE TEMATICHE?
“Guarda, non c’è un motivo particolare: è vero che non parliamo di spade e cavalieri, ma potrebbe succedere benissimo nel prossimo disco. Fino ad oggi le idee che ci sono venute nella stesura delle liriche non comprendevano draghi e incantesimi, ma in futuro…chissà!”

FRED, QUALI SONO I CHITARRISTI CHE PIU’ TI HANNO INFLUENZATO?
“Uno dei miei preferiti di sempre è Adrian Smith degli Iron Maiden, poi direi Yngwie Malmsteen, Jeff Waters e Uli John Roth dei primi Scorpions. Ah, stavo dimenticando un chitarrista veramente bravissimo, Michael Romeo dei Symphony X.”

RIUSCITE GIA’ A MANTENERVI GRAZIE ALLA VOSTRA MUSICA?
“No, purtroppo non vendiamo ancora abbastanza copie. Non abbiamo nemmeno un lavoro…sai, siamo giovani e viviamo ancora in casa con i nostri genitori che ci devono ancora mantenere ehehe! Tieni conto che siamo solo al secondo disco, forse un giorno saremo ricchi e famosi e vivremo a Los Angeles, in mezzo a fiumi di Champagne e tante donne!”

SIAMO AGLI SGOCCIOLI DELL’INTERVISTA: DESCRIVIMI GLI HEAVENLY USANDO SOLO TRE PAROLE.
“Domanda difficile…fammi pensare! Direi speed, metal e melodic! (che fantasia, ndJR).”

BENE, HAI ALTRO DA AGGIUNGERE?
“Spero di vedere un sacco di persone in tour da voi! L’ultima volta suonammo a Milano e il pubblico è stato grande!”

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