HELLFROST AND FIRE – Fuoco e passione

Pubblicato il 03/05/2022 da

Se nel panorama mainstream l’appellativo di ‘reverendo’ è riservato a un certo Marilyn Manson, nel cerchio più ristretto del death metal, la nomina è sicuramente ad appannaggio di David ‘Dave’ Ingram, leader dei Benediction e figura di spessore del genere. Ingram che dopo aver celebrato (giusto per rimanere in tema) il suo ritorno nella band inglese, avvenuto nel 2019, ha dato avvio all’ennesimo nuovo progetto. Una creatura voluta e costruire per omaggiare le sue radici, le sue passioni, per dare lustro al death metal della vecchia scuola, innalzando sopra ogni cosa band come Celtic Frost ed Hellhammer. E’ da questi nomi che hanno preso vita gli Hellfrost And Fire, i quali, con l’esordio rilasciato lo scorso febbraio, “Fire, Frost And Hell”, ci hanno consegnato un tappeto assordante in formato old-school. Ne abbiamo parlato proprio con il diretto interessato: e allora diamo la parola al Reverendo Dave Ingram; buona lettura!

CIAO DAVE E BENVENUTO SULLE PAGINE DI METALITALIA.COM. ALLORA, INIZIAMO SUBITO: DA DOVE NASCE L’IDEA DI QUESTO NUOVO PROGETTO, HELLFROST AND FIRE?
– Alcuni anni fa, sono stato contattato da Rick (DeMusis, chitarra e basso, ndr) per eseguire una cover dei Celtic Frost insieme al suo progetto, Gath. Il brano in questione era “Dethroned Emperor” ed è disponibile su YouTube, dategli un’occhiata! Ho parlato con lui del mio amore per tutto ciò che è Celtic Frost, e subito dopo abbiamo deciso di creare Hellfrost And Fire coinvolgendo Travis Ruvo alla batteria. E da qui ha preso avvio il processo di registrazione.

TANTO CHE L’ALBUM SEMBRAVA DOVER USCIRE GIA’ TRE ANNI FA E INVECE…?
– Erano passati circa due anni e mezzo e stavamo aspettando il programma di pubblicazioni da parte della Transcending Obscurity Records, con la quale avevamo firmato. Purtroppo è arrivata la pandemia e abbiamo dovuto mettere tutto in attesa. C’erano molti album già programmati; quindi abbiamo dovuto solo aspettare. Sono abbastanza sicuro che tutti penseranno che sia valsa la pena di attendere!

A PROPOSITO, COME E’ NATA LA COLLABORAZIONE CON LA TRANSCENDING OBSCURITY COLLABORATIONS?
– Bisogna tornare al periodo in cui ero con l’altra mia band, i Down Among The Dead Men, insieme a Rogga Johansson (esempio assoluto di pluri-collaborazioni, ndr). E’ stato lui a mettersi in contatto con Kunal Choksi (fondatore della Transcending) per la successiva firma con i Down Among e, allora, quando ci siamo resi conto che l’album era quasi pronto ho chiesto informazioni anche per gli Hellfrost And Fire. Cosa dire: la Transcending Obscurity Collaborations è un’etichetta fantastica: adoro il modo in cui lavorano, producono e, soprattutto, supportano tutto ciò che fanno.

HELLFROST AND FIRE: UN POWER TRIO POSSENTE CON L’AGGIUNTA DI SCOTT FAIRFAX DEI MEMORIAM. COME SIETE GIUNTI A QUESTA COLLABORAZIONE?
– Scott è un mio vecchio amico di molti anni fa. Ho persino cantato con una delle sue vecchie band come cantante sostitutivo, addirittura al primo concerto. Chiedergli di lavorare con noi è stato fantastico. Rifarei tutto da capo anzi, in realtà l’ho fatto, visto che sono presente al debutto discografico della sua nuova band As The World Dies (Dave è infatti alla voce per la canzone “The Tempest” all’interno dell’album “Agonist” uscito lo scorso 25 marzo, ndr).

QUANDO LA NOTIZIA DELLA TUA NUOVA BAND SI E’ DIFFUSA SUL WEB, PIU’ DI UN FAN HA INIZIATO A CHIEDERSI QUALE STRADA AVRESTI PRESO, QUALE SPERIMENTAZIONE AVRESTI ASSOCIATO AL TUO NUOVO PROGETTO. E INVECE, COSA ABBIAMO TROVATO? UNA CRUDA E CEMENTATA DIMOSTRAZIONE DI DEATH METAL OLD-SCHOOL. AVEVI DEGLI OBIETTIVI DEFINITI INTORNO AGLI HELLFROST AND FIRE?
– Volevo qualcosa che ricordasse i Celtic Frost e gli Hellhammer, con l’aggiunta del nostro tocco e gusto. E, ovviamente, doveva aveva il sapore della vecchia scuola! Non solo nello stile, ma anche nella produzione. Penso che siamo riusciti a catturare tutto ciò che stavamo cercando. E il missaggio dell’album di Jonny Pettersson (Wobbath, Ursinne) è stato assolutamente superbo.

HELLFROST AND DIRE, “FIRE, FROST AND HELL”: SEMBRA QUASI UNO SCIOGLILINGUA?
– “Hell” sta per Hellhammer, “Frost” sta per Celtic Frost e “Fire” indica la passione che ho per queste due band. Era – ed è tuttora – una forza trainante nella mia vita e significa molto per me. Non sapevo come chiamare l’album, quindi invertire il nome della band per il debutto mi sembrava più che appropriato.

DIAMO UNO SGUARDO ALLA COPERTINA: SEMPLICE MA RICCA DI MISTERO. CE LA PUOI DESCRIVERE?
– Ho commissionato il lavoro a Proprætor, un mio amico artista. Gli ho spiegato le influenze della band e che la cover avrebbe dovuto avere una certa somiglianza con la copertina dell’album “Morbid Tales” dei Celtic Frost. Per quanto riguarda invece le lettere sulla copertina…quando si tracciano le linee del pentagramma si forma il numero romano DCLXVI, che è il 666. Un numero che ha molti significati diversi oltre a quello più popolare! L’ultimo ‘io’ ombroso è più appropriato al centro, poiché non esiste un pronome più importante per un satanista. Tutte le cose alla fine si rivolgono all’interno, al sé.

DI COSA PARLANO LE CANZONI?
– È la storia di un regno immaginario, chiamato Meridian. Ho cercato di portare nei testi un’atmosfera da “Il Signore degli Anelli” o “Il Trono di Spade”. Raccontare una storia completa lungo tutto l’album.

DA QUI SCATURISCE ANCHE UNO DEGLI ASPETTI PIÙ MERITEVOLI DELL’ALBUM: IL CONCATENARSI DEI VARI BRANI, LEGATI TRA DI LORO MA COMUNQUE SINGOLARI E INDIPENDENTI.
– Volevo che raccontasse la storia di Meridian dall’inizio alla fine, per poi riprendere da capo. Ci sarebbe stata anche una titletrack chiamata “Fire, Frost And Hell” che era ambient, ma sentivo che non si adattava al resto dell’album. Lo terrò per un album solista che sto progettando nel prossimo futuro.

IL DATO DI FATTO DEL VOSTRO DEBUTTO E’ COMUNQUE CHIARO E DISTINTIVO DI COME SPESSO LA SEMPLICITA’ ARRIVA DOVE ALTRE FORMULE PIU’ COMPLESSE NON RIESCONO.
– Penso che mantenere le cose semplici sia il modo migliore. Fare musica eccessivamente complicata potrebbe annoiare parte del pubblico. Ovviamente ci sono quelli che amano l’audio complesso, ed è fantastico. Ma preferisco lavorare con ciò che personalmente mi piace.

GLI HELLFROST AND FIRE AVRANNO UN FUTURO LIVE?
– Se ci saranno abbastanza persone che vogliono vederci dal vivo, forse accadrà. Al momento sono impegnato con concerti per i Benediction: suoneremo infatti a partire dal prossimo maggio (l’intervista si è svolta lo scorso febbraio, ndr). E poi, dobbiamo aspettare e vedere quanto sarà ben accolto il debutto degli Hellfrost And Fire.

A PROPOSITO, COME VEDI L’ATTUALE SCENA DEATH METAL?
– È fiorente e c’è una buona quantità di band là fuori che mi piace davvero ascoltare. Molti hanno quel suono della vecchia scuola che amo così tanto e sono felice di chiamare molti di loro amici. So che la scena è in buone mani una volta che smetterò di suonare!

COSA STAI ASCOLTANDO IN QUESTO PERIODO?
– Ascolto molto desert rock: roba come Kyuss, Queens of the Stone Age, Stoner, Brant Bjork. Ma non solo, ascolto ancora tutto il vecchio classico death metal, così come l’heavy metal. E non dimentichiamoci di Celtic Frost e Black Sabbath!

PERFETTO DAVE, GRAZIE PER LA DISPONIBILITA’ E SPERIAMO DI VEDERTI IN PRESTO IN ITALIA CON UNA DELLE TUE BAND!
– Sono abbastanza sicuro che con i Benediction torneremo di nuovo da voi. L’ultima volta è stato molto divertente – e sono stati gli ultimi concerti che abbiamo suonato prima della pandemia… Oltre due anni fa!! Auguro a tutti i lettori buona salute, e innalzo la mia prossima birra a tutti voi. Rimani fedele alla scena e la scena rimarrà fedele a te!

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