HIM – Razorblade Doom

Pubblicato il 11/04/2008 da
 
Alcatraz. Milano. Inizio marzo. Gli HIM sono attesi da una folta schiera di fan, accorsi alla venue milanese per assistere alla prova dal vivo della band finlandese più celebre in assoluto, che con il suo tanto criticato/amato ‘love metal’ ha smosso migliaia di animi. Metalitalia.com ha incontrato per voi la band al completo, cercando di far fruttare al meglio i sei minuti (e sedici secondi) messi a nostra disposizione. La parola a Ville Valo, cantante, fondatore e uomo immagine della band, comodamente seduto di fronte a noi con il suo caffè, che si è dimostrato interlocutore simpatico, attento e disponibile, attorniato dai suoi ammutoliti compagni.
 

CIAO VILLE! INNANZITUTTO GRAZIE PER AVERE CONCESSO L’INTERVISTA A METALITALIA.COM. PARTIAMO SUBITO CON IL NUOVO “VENUS DOOM”, FUORI ORMAI DA QUALCHE MESE. COME LO VEDI ORA?
“E’ un piacere per me. Per quanto riguarda l’album, e le mie impressioni a freddo, è ancora presto per poterti dare una risposta. Vedi, non amo riascoltare i miei album subito dopo la pubblicazione, ma preferisco aspettare sempre qualche mese. Durante la realizzazione di un disco, ogni pezzo viene eseguito e sentito tante di quelle volte che appena finito il lavoro l’unica nostra esigenza è quella di riposarci per un attimo. Forse dopo il prossimo album ti potrò dire qualcosa di realistico su ‘Venus Doom’. Ma se ricordo correttamente, posso dirti che ne sono molto contento ed orgoglioso”.
 
CON GLI ULTIMI DUE LAVORI DA VOI PUBBLICATI VI SIETE CONCENTRATI A LUNGO SUL MERCATO AMERICANO, TRALASCIANDO PARZIALMENTE QUELLO EUROPEO. COME STA ANDANDO LA SITUAZIONE OLTREOCEANO?
“Va molto bene. Abbiamo suonato un sacco in America, e le cose vanno progressivamente meglio. E’ molto complicato il mercato statunitense, direi eccessivamente frazionato. Per alcuni individui la nostra proporta è troppo complessa, per altri invece è troppo ‘easy’. E’ una distinzione che ci ha visti protagonisti da sempre con il nostro ‘love metal’, che tanti nemici ed amici ha attratto a sé, ma da loro la situazione era molto più radicata. Ora dopo tanto lavoro questa distinzione si è alleggerita; sai, a volte basta essere creativi e tutto si sistema!”.
 
SEMPRE RIMANENDO IN TEMA, MI SAI DIRE PERCHE’ PER ALCUNI SINGOLI AVETE GIRATO DUE VIDEO DIVERSI PER I DUE MERCATI EUROPEO E AMERICANO?
“Politiche commerciali. Per fortuna l’abbiamo fatto poche volte, perché non è una cosa che amo in modo particolare. E’ successo che i manager della nostra casa discografica in America non hanno ritenuto che la versione originale del video potesse andare bene per il loro mercato, e ci hanno chiesto di realizzarne una alternativa che seguisse determinati temi”.
 
IL VOSTRO RAPPORTO CON LE SITUAZIONI PROMOZIONALI OBBLIGATE SEMBRA NON ESSERE CAMBIATO NEGLI ANNI, E AD UNA ESTREMA SIMPATIA E DISPONIBILITA’ IN SITUAZIONI COME QUESTA CONTRAPPONETE UN CRESCENTE SPAESAMENTO NEGLI INCONTRI PIU’ ‘FASHION’, COME PER ESEMPIO LA VOSTRA ESILARANTE PARTECIPAZIONE A TRL.
“(ride, ndR) Hai ragione! Sai, il discorso è molto semplice. Non siamo una vera e propria ‘pop band’, per cui in queste situazioni effettivamente ci sentiamo leggermente a disagio. C’era un gran casino quel giorno, è stata una situazione grottesca direi. I presentatori non sapevano neanche chi fossimo, le ragazze continuavano ad urlare e tutti parlavano in italiano; capirai bene come potevamo sentirci. Ci guardavamo intorno, e l’unica cosa che potevamo fare era annuire senza motivo”.
 
IL TEMPO STRINGE, TI DEVO RIVOLGERE L’ULTIMA DOMANDA, CHE MI STA MOLTO A CUORE: UN ANNO FA AVETE INDETTO UNA SORTA DI CONCORSO PERCHE’ SEMBRAVA CHE VOLESTE SOSTITUIRE L’HEARTAGRAM CON UN ALTRO SIMBOLO, MA PER FORTUNA NON SE N’E’ FATTO PIU’ NULLA. MA SIETE PAZZI A VOLER RIMPIAZZARE QUEL SIMBOLO?
“Sai, quel simbolo, che rappresenta noi e l’essenza stessa della nostra musica, è ormai molto celebre, più celebre della band stessa, e puoi vederlo tatuato su tantissimi fan, e riprodotto in una infinita serie di oggettistica. L’idea che avevamo con questo contest era quella di poterci poi ricavare qualcosa come quattro o cinuque diverse copertine da pubblicare in contemporanea, ma poi non se ne è fatto nulla credo per motivi strettamente burocratici. Sarebbe stato divertente”.
 
ECCO, L’IMPORTANTE E’ CHE NON CANCELLIATE L’HEARTAGRAM, ALTRIMENTI SAREI COSTRETTO A CAMBIARE UN SACCO DI COSE, COMPRESA L’AUTOMOBILE!
“(ride, ndR) No, non preoccupatevi. L’heartagram non si tocca. Al limite cercheremo nuove versioni, ma il logo c’è e deve rimanere così com’è”.
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