La band austriaca capitanata da Martin Schirenc (noto anche per aver fatto parte degli storici Pungent Stench) dopo anni di silenzio si fa finalmente sentire con il peso di un nuovo album davvero convincente. Forse più razionali ed oscuri rispetto al passato, gli Hollenthon rimangono un esempio di azzardo stilistico che comprende tradizioni sonore europee, indiane e medio-orientali. Anche stavolta il loro metal estremo dai mille colori saprà catturare l’attenzione di un pubblico oberato da proposte tutte uguali. Metalitalia.com ha chiesto al leader di rivelare qualcosa in più sul mondo misterioso degli Hollenthon…
BENTORNATI HOLLENTHON! PERCHE’ AVETE ASPETTATO COSI’ TANTO TEMPO PRIMA DI REGISTRARE IL NUOVO ALBUM? COSA E’ SUCCESSO?
“Ho trascorso troppo tempo suonando nei tour e per registrare gli album con i Pungent Stench per potermi anche concentrare su un nuovo album degli Hollenthon, ma anche i problemi con la line up sono alla base del ritardo nella pubblicazione del nuovo CD. E va bene, anche la pigrizia ha fatto un po’ la sua presenza di tanto in tanto”.

“OPUS MAGNUM” E’ FORSE PIU’ OSCURO E PESANTE DEL SUO PREDECESSORE, CI SONO TANTE PARTI CREPUSCOLARI E A TRATTI C’E’ UN’ATMOSFERA MISTICA. DA QUALI FATTORI SIETE STATI ISPIRATI STAVOLTA? “L’ispirazione è ovunque, ogni evento della mia vita influenza la mia musica, può essere un libro, la musica stessa, l’amore, una perdita o altro. Nella musica si riflette la mia personalità”.
QUALI SECONDO TE LE DIFFERENZE PRINCIPALI TRA IL NUOVO ALBUM ED I DUE PRECEDENTI?
“Abbiamo dato maggior enfasi alle chitarre e alla batteria stavolta. ‘Opus Magnum’ è anche più pesante rispetto alle precedenti release dal momento che abbiamo eliminato tutte le parti medievali e quelle più gioiose. Ho voluto creare un album aggressivo e credo sia questa la differenza principale rispetto al passato”.
CI SONO DEGLI OSPITI CHE HANNO PARTECIPATO ALLA REALIZZAZIONE DEL NUOVO ALBUM?
“No, non questa volta”.
PUOI PARLARMI DELLA CANZONE “ARS MORIENDI”? QUALE ASPETTO DELLA ‘DANZA MACABRA’ TI INTERESSA DI PIU’?
“Di sicuro il discorso dei quattro cavalieri dell’Apocalisse, che simboleggiano la morte, la paura, la decadenza e la malattia. ‘Ars Moriendi’ è anche il titolo di un’opera tardomedievale riguardo alle arti del morire. Musicalmente posso dire che si tratta di una delle canzoni più veloci dell’intero album”.
ANCHE STAVOLTA LA VOSTRA MUSICA SEMBRA ESSERE VALIDA PER UNA COLONNA SONORA DI UN FILM… MA QUALE FILM POTREBBE ESSERE ADATTO PER LA VOSTRA MUSICA?
“Per la nostra musica potrebbe andar bene un film horror in bianco e nero degli anni ’20 oppure il nuovo film di James Bond”.
ALCUNI BRANI HANNO UN’ATMOSFERA CHE RIMANDA ALLE CULTURE DELL’ANTICHITA’, COME ERA GIA’ SUCCESSO NELL’ALBUM DI DEBUTTO “DOMUS MUNDI”. A QUALI CULTURE FATE RIFERIMENTO NEL NUOVO ALBUM?
“Da un punto di vista musicale, ho usato diverse parti ispirate ad influenze sono provenienti dal Medio Oriente e ho usato canti e strumenti indiani. Ovviamente l’aspetto classico e sinfonico è ancora ben evidente nel nostro sound”.
SEI D’ACCORDO SE DICO CHE NEL NUOVO ALBUM SI SONO MOLTE INFLUENZE GOTHIC METAL?
“Certo, perché no. Come ti ho detto, traggo ispirazione da qualsiasi cosa ed il gothic non fa eccezione, sebbene io preferisca molto la musica degli anni ’80 piuttosto che quella che viene denominata gothic metal”.
I VOSTRI TESTI SONO SEMPRE DIVERSI, QUALI SONO LE TEMATICHE CHE AVETE AFFRONTATO QUESTA VOLTA?
“I testi di ‘Opus Magnum’ sono stati scritti anche questa volta da Elena e si riferiscono all’umanità e al suo desiderio di autodistruzione e ovviamente del pianeta Terra. La guerra, il materialismo, la rabbia dell’uomo sono dei gravi problemi che devastano la nostra società contemporanea. Si tratta di un concept sociocritico che si nasconde dietro il simbolismo biblico e il linguaggio poetico della lingua usata”.
COSA SIMBOLEGGIA LA COPERTINA DEL NUOVO ALBUM?
“Volevamo che la copertina riflettesse il concept dei nostri testi, per questo motivo abbiamo scelto di usare l’immagine di un angelo. Anche se la maggioranza delle persone ha probabilmente un’idea differente su quale sia l’immagine di un angelo, credo che l’aspetto romantico di queste creature differisca molto dal modo in cui sono stati ritratti nella Bibbia, specialmente nel Vecchio Testamento. Loro sono gli esecutori della rabbia divina”.
CREDI CHE IN FUTURO SARA’ POSSIBILE VEDERE SULLO STESSO PALCO GLI HOLLENTHON ED I PUNGENT STENCH?
“No, perché i Pungent Stench sono ormai consegnati alla storia e non suoneranno mai più dal vivo”.
COSA MI DICI DEI VOSTRI ALTRI PROGETTI PARALLELI?
“A dire il vero al momento gli Hollenthon sono la mia unica band e mi impegna tutto il tempo libero che ho a disposizione, non avrei davvero il tempo per altri progetti”.
QUANTO E’ DIFFICILE DAL VIVO RICREARE GLI STESSI SUONI CHE OTTENETE IN STUDIO DI REGISTRAZIONE? AVETE PREPARATO QUALCOSA IN PARTICOLARE PER GLI IMMINENTI FESTIVAL ESTIVI?
“Dal momento che ora non abbiamo la possibilità di impiegare un’intera orchestra ed un coro per il tour, useremo dal vivo delle tastiere. Grazie mille per l’intervista!”.
